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No Cash Week – Day 6 Fail al ristorante convenzionato

Leggendo Alessandra mi son detta perchè no? Ci sono dei ristoranti convenzionati Mastercard che ti fanno lo sconto del 15% se paghi con la carta, c’è scritto sul sito. Cerchi il ristorante della tua zona e ci vai, presentando il coupon che devi stampare dal sito dopo l’inserimento delle prime due cifre della carta di credito.

Come sapete, dovevo un pranzo a husband dopo il fallimento di ieri al ristorante senza POS, ho colto l’occasione al volo. A Potenza c’è un solo ristorante convenzionato: “La Tettoia“, medio buono, ci siamo stati in passato un paio di volte.

Stampo il mio voucher, leggo le istruzioni. Si presenta insieme alla Carta di Credito quando vai a pagare e si ha diritto al 15% di sconto. Qui il regolamento. Promozione in corso e valida fino al 31 dicembre 2011.

Insomma pranziamo. Vado a chiedere il conto con carta e voucher, il titolare in cassa.

“Che cos’è signora?”

“Il voucher che ho trovato sul sito Mastercard. Siete segnalati, unico ristorante di Potenza, come ristorante in cui è attiva la promozione per cui mi dovreste fare lo sconto del 15%, come dice qua…non sapete di essere inseriti tra i ristoranti in promozione…Mi pare strano…”

Mi guarda perplesso, ci pensa, poi mi dice “Ah, ho capito cos’è…Senta signora certo siamo siamo sul sito di Mastercard, ho capito cosa vogliono, ci dicono di farvi lo sconto…Non glielo faccio per due motivi. Il primo è che da quando c’è questa promozione è la prima cliente che si presenta, quindi non l’ho mai applicata, il secondo è che su un conto di 29 euro se le applico il 15% a me cosa resta?”

Gli dico “Va bene, come vuole”. Pago, esco. Caro il mio ”La Tettoia” ci hai visto oggi. Non ci vedi più. E lo scrivo sul blog perchè si sappia che non hai applicato la promozione Mastercard ad una cliente Mastercard e che probabilmente non la applicherai mai.

Complimenti! #fail fallimento su tutta la linea, proprio complimenti

 

No Cash Week – Day 4 e 5

Eccomi! Accorpo in un post ieri e oggi (e oggi non è ancora finito, quindi potrei aggiornare magari con qualche acquisto online, stay tuned).

Domenica, nulla di particolarmente meritevole di racconto.

Oggi si. Cominciamo dal grande fallimento della giornata. Invito husband a pranzo, lo vado a prelevare in ufficio, gli dico scegli tu dove, pago io! Ci fermiamo in un piccolo ristorantino/pizzeria nuovo in zona ufficio. Non poteva permettersi una pausa pranzo lunga, la pizzeria è nuova, fa pizza anche a pranzo, la pizza è napoletana, l’abbiamo già assaggiata una sera, il posto molto carino, personale cortesissimo, pizza alle verdure per me, per lui ai funghi, una naturale, una frizzante, un piatto di patatine, un amaro e un caffè.

Chiedo il conto, 17 euro e qualcosa. Faccio anche la scena “Amore oggi offro io!” e mi avvicino con la carta. Nè carta, nè bancomat, signora. Non c’è proprio il POS!

Husband che rideva e da lontano sventola i 20 euro….Serve una manoooo??? Certo che serve…sgrunt. Non ho contanti con me…

Fallimento su tutta la linea, compresa quella di fare la donna emancipata che paga il pranzo lei. Doppio sgrunt.

Il resto delle spese in giro per Potenza invece è andato bene.

Annotiamo:

- un passaggio in libreria, tre libri per le “imminenti” vacanze, con mastercard!

- un passaggio in farmacia, con mastercard e senza che la farmacista si scomponesse minimamente alla vista della carta

- l’acquisto del bagnodoccia estivo e buonissimo, con mastercard! Micropagamento da 4,99 euro senza turbamento alcuno della commessa (domani torno a prendere i prodotti a 1 euro, va). Vabbè, confesso, da Bottega verde Potenza, vinco facile e molti sapete anche perchè.

- il primo acquisto geek della No Cash Week: il pennino per l’iPad con la scusa che hanno aperto un Apple Store qui a Potenza e non c’ero ancora entrata

Dulcis in fundo… avevo voglia di uno yogurt da bere.

65 centesimi. Con mastercard! Evvai. Se non è micropagamento questo…

Sono mitica, ditemelo!

Purtroppo il bar col Pos non m’è ancora capitato davanti, non demordo, vivo no cash lo stesso, facendomeli offrire, quando non posso pagare io. Un caffè comunque costa più di questo yogurt, per cui sono contenta così!

A dopo.

UPDATE delle 20.10

Sai quelle cose che ti vengono dal cuore e le fai subito? Ecco. Ho pensato che questi soldi non miei da spendere potessero servire anche a qualcosa di buono.

Ho appena fatto una donazione libera al VIS, dal sito, con la carta

Non vi dico di quanto, mi hanno insegnato che “la carità è benigna, non si vanta, non si gonfia, non cerca il suo interesse…” per cui vi dico solo che li metto in mano a Don Bosco e ai suoi, ci sono cresciuta, mi fido, ci faranno belle cose, aiuteranno qualcuno che ha bisogno.

No Cash Week – Day 3

Non ho usato il contante, vostro onore.

Non ho usato nemmeno la carta di credito, vostro onore.

Non ho proprio fatto spese ieri. Non ho avuto modo e tempo di fare nulla, nemmeno il caffè al bar. Ero ad un matrimonio di amici.

Eh no, neanche dal parrucchiere sono andata per usare la Carta di credito, ho messo in tiro i riccioli da me (capirai, stanno da soli, il bello di essere ricce naturali!).

Ci sono quelle giornate che riesci a vivere non usando il contante semplicemente perchè proprio non hai modo di spendere nulla. Ieri è stata una di queste!

E oggi è pure domenica…ma qualcosa mi inventerò da pagare con la carta di credito. Stay tuned.

Ah…per una foto di catepol in vestitino elegante ma sobrio, truccata carina e in tacco 10 non c’è mastercard che tenga. Infatti non la vedrete.

No Cash Week – Day 2 Mission impossible: la pizza a domicilio

Il gioco si fa duro e qua bisogna trovare metodi alternativi per pagare con la Mastercard in dotazione quando e soprattutto, normalmente, è complicato pagare con la Carta.

Ho lavorato tutto il pomeriggio al computer, non sono uscita, nessun tentativo di spesa. C’è da provvedere alla cena. Pizza a domicilio, cosa c’è di meglio quando non hai voglia di cucinare?

Ci sarà a Potenza una pizzeria che consegna a domicilio? Si, certo più di una.

Cerco su Internet: ci sarà mai a Potenza una pizzeria che consegna a domicilio, ti fa pagare con la carta di credito, magari ordinando direttamente online e non via telefono? Oppure che abbia i POS portatili?

Seee. No. Non c’è. Te la sogni. Uffa, non demordo. Io ho i social network, chiedo aiuto a loro, per i sei gradi di separazione, ci credo, ci riuscirò a ordinare una pizza, farmela consegnare e pagarla con la carta di credito.

Lancio un appello ai contatti concittadini a reti unificate su Twitter, Friendfeed, Facebook, Google+.  Partono le discussioni, siamo tutti scettici.

Contavo su Facebook dove ovviamente ho tantissimi contatti Potentini, taggo una pizzeria amica per invitarla alla discussione, il Gambero Rosso, cerco altre pizzerie tra le Fan Page.

Potenza, rispondi: ordinare una pizza consegna a domicilio e pagare SOLO con la carta di credito, no spicci all’arrivo, posso farlo?

Mi risponde il Gambero Rosso, infatti. Mi spiega che

Ciao Catepol… Purtroppo tutti i circuiti che gestiscono le carte di credito hanno eliminato la possibilita’ di fare la transazione telefonica in assenza del mezzo fisico (la carta) come si poteva fare un paio di anni fa, ad eccezione delle prenotazioni di voli ed alberghi. A quel punto la soluzione sarebbe avere il pos gsm portatile, ma l’assenza di richieste in tal senso (sei la prima che richiede questo… Tanto e’ vero che quando si poteva gestire telefonicamente nessuno ne ha mai usufruito…) Porta noi e penso anche gli altri a non intraprendere questa strada … Difficile e costosa :-)

Uffa. Insomma, non si può. Se non si può da loro che fanno movimento sul web e sui social, non si potrà da nessuno.

Però, però però…

Visto che sono io,  vista la bella discussione, visto il contest della No Cash Week, visto che ci conosciamo, visto che non mi andava proprio di mettermi in macchina ed andare di persona a strisciare la carta, visto che non mi andava di mandarci husband che pure s’era offerto…ecco che il gamberetto mi propone una soluzione!

Ordino finalmente le pizze per telefono.  Il fattorino non solo me le porterà in tempi brevi ma si prenderà la mia carta di credito, la porterà in pizzeria, farà la transazione del pagamento, mi riporterà carta di credito e ricevuta da firmare, firmerò, se ne andrà con la sua copia, noi resteremo con pizza e calzoni fumanti. Sfamati e contenti!

Insomma tre viaggi per la mia pizza, solo perchè sono io, Catepol!

In cambio di un po’ di pubblicità, è il minimo!

E pizza fu! Anche grazie ai social network…per tutto il resto c’è Mastercard!

PS: per la cronaca con 14,60 Euro una pizza con le verdure, una con salame e un calzone enorme pieno di verdure. GNAM.

No Cash Week – Day 2 (post aggiornato man mano)

No Cash Week – Day 2. Diario della giornata in aggiornamento.

Ce l’ho fatta! Primo micro pagamento con la Carta Prepagata MasterCard PayPass effettuato.  Ecco le prove della mia spesa, trattasi del pranzo di oggi:

Andiamo con ordine, qua c’è da raccontare l’esperienza per No Cash Day e io racconto.

Contesto: Potenza, sud Italia, più che una cittadina di medie dimensioni un paesone di grandi dimensioni. Meglio precisarlo per chi mi conosce poco e mi viene a leggere grazie a questa No Cash Week (potrei non avere vita facile in questi giorni).

La mia giornata comincia con una camminata al parco, oramai da un paio di settimane. Dopo i vari giri, un giro/un kilometro, oggi 8 giri (non so nemmeno io come), io e la collega personal trainer ci fermiamo al bar del parco per un meritato caffè, ogni mattina. Siamo oramai “conosciute”, come funziona qua al sud.

Ho spiegato alla mia collega cosa devo fare per vivere questa settimana senza contanti e, ovviamente, si è messa a ridere. A Potenza? Ahahaha, voglio proprio vedere.

Al bar del parco oramai entriamo e il ragazzo ci prepara i due caffè e l’acqua senza neanche più chiedere. In cassa si chiacchiera sempre con proprietario e proprietaria. La scena “Oggi offro io, no ieri hai pagato tu tocca a me, no ma paghi sempre tu, vabbè fai tu ma domani tocca a me…” fa parte del copione, tiro comunque fuori la Carta di Credito “Oggi pagoi io!”.

Il proprietario scoppia a ridere, la sua signora anche. “Signò, vi voglio bene ma non è possibile!” La mia collega piegata in due dalle risate, io anche. Lo sapevo!

“No, ma qui non lo troverà mai il POS. Ma non esiste proprio! Sono contrario. Ma lo sa quanto si prendono di commissione questi qua? State parlando con uno che gira coi contanti (e me li mostra tirandoli fuori dalla tasca e agitandoli), con uno che non ha mai attivato nè bancomat nè carta…” E rideva di gusto, prendendomi per pazza. “Ma come vi viene, stamattina? Ma li pagate domani se non avete spiccioli!”

Gli spiego, data la confidenza, che sono stata selezionata per fare questo esperimento di vivere una settimana senza contante, solo pagando con la carta di credito. Che siamo 6 in tutta Italia, che dobbiamo raccontare quello che ci accade, che sono l’unica blogger terrona dell’esperimento…

Anche lui mi fa: “A Potenza? Non ci riuscirà. Mica siamo a Milano! Buona fortuna, comunque!”

Paga la mia collega anzi no…siamo sempre al Sud e accade che stavamo per uscire a prendere i soldi in macchina (20 metri davanti al bar, siamo in tuta per camminare, dopotutto) e il gestore del bar ci fa “Siete qua tutte le mattine, li pagate domani i vostri caffè”. Quando ti dicono così, non si insiste. Si accetta la cortesia, si sorride. Se insisti a pagare s’offendono, stai tradendo la fiducia che ti hanno appena dato di darti credito. Siamo al Sud, è la normalità.

Ok, fallita la mia missione “pagare il caffè al bar con la carta di credito”, mi sposto al piccolo market per la spesa. Insalata, fuselli di pollo e un po’ di frutta per un totale di 6 euro. Già con la carta in mano. Mi guarda storto, il cassiere. La passa nel POS, mi dice che non è possibile, gli chiedo perchè, cambia colore, mi dice che il POS ha problemi, vede? Si spegne da solo, non fa contatto bene, mi chiede se per caso ho i contanti.

Uhm.

Gli dico, guardami. Sono in tutina, sono andata a camminare al parco, mi son portata solo la carta e il bancomat per la spesa perchè mi stavano in tasca senza troppo impiccio, non ho contanti, facciamo così: ti lascio tutto, torno a casa, mi cambio, prendo i soldi e torno dopo. Magicamente il POS della seconda cassa funziona. Magicamente.

E pago. Evviva! Il primo “Bye Bye Cash!” è andato. Potenza, non ti temo.

Ce la posso fare anche qui a non usare il contante per vivere la quotidianità.

(il post sarà aggiornato con nuove avventure durante la giornata)

AGGIORNAMENTO delle 14.00

Panda in riserva da due giorni almeno, notate la lucetta anche voi?

Questa era facile. Benzinaio cittadino di zona. 20 euro, presento la carta senza dire nulla, neanche mi guarda, pago e via. E’ ovviamente normalmente possibile fare benzina con la carta di credito, non c’è nulla di strano.

Esco alla ricerca di un coprispalla perchè domani ho un matrimonio. Piccolo negozietto di abbigliamento, non trovo quello che mi serve, faccio comunque un piccolo acquisto (15 euro, per la cronaca) con la Carta, nessun problema. Firmo, pago, arrivederci.

Passo a fare un giro in una grande catena d’abbigliamento presente in tutta Italia. Questa è facile. Impossibile non mi facciano pagare con la carta, abitualmente ci pago col Bancomat quando compro qualche cosa là.

Ammontare dello scontrino, stavolta, 4,99 euro.

La commessa mi ha solo guardata male ma non ha detto nulla. Anzi no, mi ha chiesto il documento con faccia seria. Eccolo, sono io. Micro-pagamento presso grosso esercente, fatto!

Non finisce qua. Eccovi il colpaccio. Ho comprato il pane, a Potenza città, l’ho pagato con la Mastercard, l’ho pagato solo 93 centesimi.

La prova fotografica, miscredenti, è qui:

Piccolo supermarket che accetta normalmente i pagamenti con carta e bancomat, sono andata tranquilla, posato il pane in cassa, la carta di credito già in mano. Mi ha guardato come per dire “Ma guarda tu questa…” ha preso molto seccata la carta, ha digitato sul POS con forza, mi ha dato il foglietto da firmare con uno scatto, sdegnata…

Però non m’ha chiesto il documento.

Vabbè, che mi frega la scortesia? Ce l’ho fatta! Ho pagato il pane con la Mastercard e l’ho pagato meno di un euro.

Arrivederci al prossimo aggiornamento.

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