#potenzahook continua…

#potenzahook procede. Una foto al giorno, ogni giorno, più o meno quando mi sveglio, ogni mattina, tutte le mattine, tranne quando non sono a casa.

Il gancio in mezzo al cielo della gru, la città, i colori dell’alba o subito dopo, a volte le nuvole, a volte il cielo coperto. Il gancio e il carrello che si muovono, che non sono mai dove li ho lasciati ieri. Ogni mattina una foto su Instagram, ogni mattina il mio buongiorno social.


Bello vedere nel flusso di foto che altri usano l’hashtag.
Io proseguo, ok?

Un hashtag #allertameteoBAS e l’alluvione in Basilicata

Un hashtag #allertametoBAS il cui uso è cominciato il 27 novembre con un pre-allerta.
Nei giorni seguenti solo acqua, tanta acqua caduta sulla Basilicata (e non solo, colpite anche Calabria, Puglia, Molise).
Un hashtag che ha raggiunto un picco di 2464 tweet in un giorno. Giorno 1 dicembre. Come vi raccontavo.
1 e 2 dicembre 2013, acqua dal cielo, Protezione Civile in massima allerta, territori allagati, frane, crolli, famiglie sfollate…

2464 tweet in un giorno da una Regione (o per una Regione) i cui numeri di Twitter sono poco significativi.

Un totale di 4426 Tweet in una settimana o poco più.
Questi i numeri dell’alluvione in Basilicata, su Twitter.

allerta

Sindaci che chiudono scuole, sospensioni della fornitura idrica, strade e collegamenti, viabilità.
Gente che chiede attenzione a media nazionali, che chiede di parlare di quello che succede in Basilicata.
Tutto questo e molto altro è passato attraverso un hashtag #allertameteoBAS (anche qualche sciacallata, ma pochissima roba, siamo tutti stati molto disciplinati nell’uso, nessuno ne ha approfittato per cercare visibilità per sè, come capita in questi casi).

Il 30 novembre si Twitta anche di #NOVASIRI con 48 tweet che raccontano la situazione.

Si aggiunge la situazione del fronte frana a Montescaglioso. Ad #allertameteoBAS si aggrega un altro hashtag: #montescaglioso

442 tweet che lo contengono. Il picco il 3 dicembre con 221 tweet, nello stesso giorno si registrano 424 tweet per #allertameteoBAS tra cui quello del neo eletto Governatore Marcello Pittella (non ancora insediato)

@marcepittella: Chiedo al Governo Nazionale lo stato di calamità, uomini e mezzi a supporto della situazione critica #allertameteoBAS

montescaglioso

Aggiungiamo circa 24 foto taggate su Instagram #allertameteoBAS.
Molte foto son state postate direttamente via Twitter, altre via Facebook e condivise di profilo in profilo. Molte senza hashtag.

E poi Facebook (un po’ più complesso da monitorare) come si può vedere dalla tagboard che ho creato proprio per raccogliere anche quanto passava da Facebook con tag #allertameteoBAS
https://tagboard.com/allertameteoBAS

Se arrivate in fondo alla pagina e cliccate su LOAD MORE, più volte, si arriva, a ritroso, al momento in cui abbiamo cominciato ad usare ed aggregare le informazioni sull’alluvione.

L’evoluzione dell’allerta meteo via hashtag seguita con aggiornamenti in tempo reale dai canali social di TRMtv facebook.com/trmtv e twitter.com/trmh24 oltre al sito internet TRMtv.it

A ruota si sono aggiunti gli altri media e stampa lucani. I blogger, gli amici. I cittadini, i politici, gli amministratori, i sindaci.
Quasi sempre utilizzando l’hashtag per veicolare l’informazione e per permetterci di aggregare, rilanciare, seguire, retwittare.

Ecco, ancora una volta, l’importanza di un hashtag usato correttamente.
La narrazione in tempo reale di una regione piegata dal maltempo.
La diffusione di una buona pratica comunicativa, il coinvolgimento non solo da lettori di status sui social ma da produttori di contenuti utili da postare sui propri profili e da condividere con quanti possibile.

Un popolo, quello lucano, unito in una situazione di emergenza, almeno sui social.

Complimenti alla Protezione Civile di NOVA SIRI per aver usato #allertameteoBAS da subito, per dirne una.

Non basta. Profili con pochi followers, quando forniscono informazioni importanti come queste della situazione di allerta meteo per l’alluvione, devono assolutamente essere rilanciati con retweet da profili più seguiti. Io e molti altri abbiamo rilanciato ogni notizia utile, per quanto possibile, seguendo passo passo, sia su Twitter che su Facebook le informazioni che venivano diffuse, verificandole anche, quando necessario.

I miei alunni che mi hanno inviato le foto alle 7 del mattino della situazione strade allagate dai loro comuni, ad esempio. Su Facebook, ovviamente.

Altro passaggio importante, retweet usando “cita il tweet”, utile funzione di Twitter che permette di retwittare aggiungendo o editando i tweet degli altri. Utilissimo per aggiungere #allertametoBAS quando non presente, in modo da aggregare davvero tutto e seguire.

Come essere utili su Twitter in questi casi?
Twittando con hashtag le informazioni diramate dagli organi ufficiali (Regione, Protezione Civile, Volontari, Giornalisti ecc.).
Verificando per quanto possibile le informazioni, selezionando quelle più importanti, evitando il rumore, evitando di usare un hashtag solo per commentare senza aggiungere valore.

Da parte mia, ho ricordato anche a sindaci e amministratori amici di usare #allertameteoBAS nelle comunicazioni dai loro comuni. Fa piacere che abbiano capito l’importanza e si siano adeguati.

A scorrere la tagboard https://tagboard.com/allertameteoBAS abbiamo fatto tantissimo per l’informazione e per la Basilicata, anche se non direttamente dai luoghi interessati, amplificando e allargando la portata delle notizie, rendendo Twitter e Facebook strumenti di pubblico servizio.

A scorrere la tagboard è chiaro quanto è successo in Basilicata ed è chiaro che servono aiuti per le popolazioni e i territori che hanno subito più danni.

I social sono anche questo.

E questa è una storia che, a partire dai numeri, volevo raccontare.

Vojo mamma!

Del perchè stamattina volevo starmene sotto il piumone e urlare mamma no, non vado a scuola.

18022009007

Basterebbe la foto, ma ve lo voglio spiegare a parole.

Nella ridente località, costa degli dei, la chiamano, in cui son nata e vissuta fino a qualche anno fa, non nevica mai. Se nevica, nevica ogni due o tre anni, ma deve fare così freddo che sono i balcani a spostarsi direttamente da noi e far ciao con la manina, alzare la gambetta a mò di cagnolino che deve farla lì, fare una spruzzatina e rifare ciao con la manina. Un ricordino della perturbazione dei balcani, insomma.

Se nevica, e sottolineo se, son giusto quei 5 o 6 centimetri forse 10 al massimo, pauuura, che comunque dopo qualche ora non ci son più se non sottoforma di macchie sparute bianche e ghiacciate, a grumi nelle aiuole o a bordo strada, quelle dove non batte il sole.

Nel mentre, al solo pronunciare “Nevica!” di chiunque di noi abitanti affacciato alla finestra con la bocca aperta a disegnare la “o” di stupore e vapore sul vetro, e ai primi 4 fiocchi che magari non attaccano neanche, il sindaco ha già emesso l’ordinanza di chiusura scuole, chi è a scuola, o anche nei vari uffici, viene fatto uscire in gran fretta in modo che possa prendere i mezzi pubblici per raggiungere il paesello dell’hinterland, il traffico va in tilt causa neve e non si capisce più niente.

Questo è il copione. Un copione stampigliato nelle ossa da quando sei piccolo.

Gomme termiche, queste sconosciute, mezzi spazzaneve non so se esistano in dotazione all’ANAS. Si aspetta che passi, è panico neve, non si capisce nulla, l’importante è stare dentro, le attività se è possibile si rimandano “causa neve”,  tutto qui. Tanto non dura molto.

E ogni studente sa che può rimanere sotto il piumone e, mamma, io oggi non vado a scuola. No figlio/a mio/a, è pericoloso, nevica, dove vai? Nevica? Non si va a scuola. Dove vai? Nevica!

E questa cosa ti rimane dentro, nelle ossa.

Stamattina qui sul ridente appennino lucano ha cominciato a nevicare e per ora, non ha ancora smesso. E io, dimenticando d’esser prof, son rimasta sotto il piumone urlando mamma non voglio andare a scuola fino agli ultimi 5 minuti che mi erano leciti. Ma nessuna voce materna mi ha risposto dall’altra stanza rassicurandomi: Nevica? Non si va a scuola. Dove vai? Nevica!

Ho sentito il buongiorno regione di rai3, incrociando le dita, aspettando la notizia che il sindaco ha deciso “Oggi non si va a scuola causa neve”. E invece al buongiorno regione le webcam cittadine ti mostrano il sonnecchiante capoluogo lucano che si sveglia e si muove sul manto bianco, quasi non se ne fosse neanche accorta che “Nevica!”. E poi il metereologo locale che ti spiega che continuerà a nevicare, ma state tranquilli, anche stanotte e domani. Ma state tranquilli.

“Ma nevica!” Immaginatemi, fuoriuscita dal piumone, daventi al vetro, a far la “o” con la bocca di stupore e vapore. “Non voglio andare a scuola!” Mamma dove sei?

Ero lì, alla prima ora. Ero a scuola. E ci ha dato dentro di brutto, la neve. Ma solo verso le 11 gli alunni pendolari hanno chiesto e ottenuto di andarsene per recuperare il bus per il paesello prima che fosse troppo tardi. I locali invece son rimasti, a scuola, senza protestare.

E sarò lì anche domani, a scuola. Il sindaco l’ordinanza di chiusura scuole la emana solo sopra il metro e mezzo di neve. Qui il caos non si crea, causa neve. Qui la neve è normale anche notte di pasqua, usciti dalla messa di mezzanotte, che la gente per sbaglio si faceva gli auguri di buon natale, o meglio non per sbaglio, per ridere (c’ero, una volta, io c’ero, notte di pasqua che nevicava, era aprile).

E io mi sento un pesce fuor d’acqua. Pesciolino sotto il piumone che grida no io non voglio andare a scuola con la neve aspettando la voce materna rispondere dall’altra stanza che rassicuri: Nevica? Non si va a scuola. Dove vai? Nevica!

Mi ci abituerò mai?

UPDATE: “Simu o no calabbbrisi” ci sta benissimo qua sotto:

La dura giornata del blogger non professionista

David Armano ci regala un grafico con il quale comprendere, grazie alla grafica e al testo in sovraimpressione come passa la giornata un blogger non professionista, cioè io, tu, ognuno di noi che oltre a portare avanti uno (o più) blog, in linea di massima abbiamo anche uno (o più) lavori (vero) con il quale guadagnare il pane per tirare avanti e mantenere le nostre famiglie.

(immagine di armanz)

Secondo l’immagine, un blogger non professionista si sveglia attorno alle 7.00 e la prima cosa a cui pensa è il controllo del blog. Sicurmente qualcuno ha commentato il nostro ultimo meraviglioso post.

Aggiungo io: sicuramente oltre al blog il nostro giovine blogger non professionista controlla la mail, dà il buongiorno a tutti su Twitter, fa passaggio da Friendfeed per fare ciao con la manina e segnare un paio di lik. Dipende da quanto tempo ha.

Alle 8.30 circa si procede alla lettura dei blog preferiti e delle notizie mentre si fa colazione. I feed rss ma che bella invenzione, tutto sotto controllo in pochi minuti senza andare di blog in blog. Certo se poi bisogna lasciar qualche commento, bisogna perdere qualche altro minuto ma è uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare e il giovane blogger non professionista lo sa che tocca a lui.

Verso le 9.00, presupponendo l’arrivo in ufficio della maggior parte dei blogger non professionisti sicuramente bisogna controllare la posta elettronica e i commenti lasciati nei blog altrui. Vuoi mettere che tra la colazione e l’arrivo in ufficio non sia successo nulla e nessuno ci abbia scritto? Seeeee.

Dovremmo essere già al lavoro oramai. E’ mattina inotrata. Come dite? Esistono i telefonini evoluti che ti fanno star connessa a tutto anche quando sei al lavoro? (fftogo, fring ma che bella invenzione).

Si esistono, lo ammetto. L’E71 e il N96 che ho in mano adesso sono armi di distruzione di massa per queste cose. Vuoi mettere Twittare mentre fai una fila o mentre aspetti al semaforo? Vuoi mettere mandare una mail nel corridoio mentre ti rechi dal capo o scorrere sullo schermino  le conversazioni su friendfeed, quelle dove si è scatenata la zuffa? No ecco, son cose che valgono il prezzo (alto) di questi telefonini e il costo (alto) della connessione dati.

Lavoro, dicevamo, siamo al lavoro ma arriva subito la pausa pranzo tra le 12.00 e le 14.00 (dipende dalle latitudini, comunque il lunch time divide è un grosso problema italiano) e noi blogger non professionisti stiamo sempre pensando a cosa scrivere. Se fumi, una pausa sigaretta l’hai fatta prima. Comunque hai fatto almeno una pausa caffè nella mattinata e se eri connesso hai pensato a blog, mail, twitter, friendfeed & co. Non dire di no!

E se non ti è stato possibile connetterti, sicuramente osservi ogni persona ed ogni situazione pensando: “Questa appena ho un attimo la posto sul blog!”

Si son fatte le 16.00 (e devi ancora stare in ufficio almeno fino alle 18.00 se va bene). L’attenzione è calata, la palpebra anche, meno mane che esiste interntet e poi noi che siam blogger non professionisti abbiamo da salvare il mondo.

Pertanto: nuovo controllo della posta, magari abbozziamo il/i post a cui stiamo pensando da stamattina, un post, un caffè, un altro post, un altro caffè. Dai che si riesce a scrivere anche dall’ufficio, non nascondiamocelo!

Secondo l’immagine da cui siamo partiti si fanno le 20.00, i bambini a letto, senza neanche aspettare Carosello, sottofondo TV, inizia il blogging!

Bè non ci siamo, no che non ci siamo. Almeno non in Italia!

Almeno non è proprio così la nostra giornata tipo dei blogger non professionisti italiani, guru del web 2.0 e professionisti del social networking!

Noi dalle 7.00 del mattino all’una di notte almeno passiamo dal computer fisso o portatile al telefonino di ultima generazione (che cavolo ci siamo fatti a fare un Iphone nuovo di pacca o un eeepc da tenere in borsetta? Siamo blogger non professionisti noi!)

Scriviamo post sui nostri blog in qualunque condizione, basta che ci sia almeno una tacchetta di campo anche dal telefonino mentre siamo in bagno, pubblichiamo le foto su flickr (hai pagato l’abbonamento PRO? Certo! Con tutti i posti che ci sono per metterle gratis? Certo, vuoi mettere se non hai Flickr non sei cool!), facciamo video e li dobbiamo mandare su youtube ci cascassero le braccia se non lo facciamo subito.

Abbiamo anche un tumblr, non ci si fa mancare nulla qui, siamo blogger non professionisti, è quasi d’obbligo postare ritagli e citazioni, foto imbecilli o quoting delle ultime polemiche scoppiate nei commenti chissadove nel web.

Siamo ovviamente su Twitter, dicevamo a cinguettare dall’alba, ancor prima del caffè, ci segnamo post e siti utili come bookmark su delicious o sui condivisi di google reader che poi facciamo finire dentro friendfeed, non sia mai li perdiamo e non possiamo scrivere il post che meritano.

Ecco, friendfeed! E’ proprio là che si conversa oramai. Quindi al mattino, mio caro blogger professionista, quando controlli i commenti lasciati nei vari post dei vari altri tuoi amici blogger non professionisti, ricordati di andare a controllare le conversazioni su Friendfeed. Occhio che non puoi assentarti un attimo, che succede di tutto e tu non c’eri.

Il bello delle conversazione interessanti tra blogger non professionisti sono proprio  quelle che ti stai perdendo!

E di tempo, durante la giornata, mio giovane blogger non professionista, avrai notato ce ne vuole, per stare al passo. Grande dilemma tra i blogger non professionisti moderni è proprio Friendfeed. Anzi Friendfeed o Facebook? O tutti e due?

Su entrambi puoi far finire dentro i vari pezzi di identità digitale (ogni blogger non professionista che si rispetti ha un minimo di 10 account diversi da aggregare, altrimenti non può esser definito tale). Su entrambi puoi anche postare direttamente quello che vuoi.

Allora passi ogni momento libero, quello che dovresti dedicare a pensare ai nuovi post che scriverai, a pensare se aggiornare lo status sul gtalk, su twitter, friendfeed o facebook (o meemi, o plurk, o dove la fantasia ti ha portato ad aprire un account social), a pensare se una url interessante debba finire su delicious, sul tumblr, sui condivisi del google reader, su friendfeed o su facebook (o su tutto insieme in un’unica mossa (perchè il giovane blogger non professionista sa che esistono armi di distruzione di massa come ping.fm e hellotext che fan tutto loro, ovunque noi vogliamo divulgare).

Ok mi fermo, sto delirando, ci ho preso troppo gusto a scrivere questo post.

Il bello è che ci vuole tempo, ma con un po’ di impegno noi blogger non professionisti riusciamo a far tutto insieme. Sempre connessi, always on. Per la gioia di quelli che odiano l’information overload!

Però carino come schema no, anche se non rispecchia esattamente la realtà, no?

Via | Digital Inspiration

Corso di lucano…i fondamentali

Si sono a Potenza. Ripartiamo dai fondamentali che appena apro bocca, tipo a scuola, le colleghe o anche i bidelli: “Ma lei non è di qua”. Ecco vai sempre a spiegare la storia della calabro-lucana…vedo di imparare qualche parola e modo di dire per confondermi meglio fra la folla.

Second Life e mondi virtuali nella didattica

Second Life Education è l’evento di due giorni in cui Second Life educators (quindi docenti e formatori appassionati di nuove tecnologie e di internet per fare formazione) si incontreranno Tampa dal 5 al 7 settembre 2008 per il Second Life Community Convention 2008 in concomitanza con Official Second Life Community Convention 2008.

Le diverse sessioni previste dall’evento (qui il programma) riguarderanno le innovazioni, la condivisione di grandi idee ed opportunità dell’uso di Second Life e dei mondi virtuali per insegnare, oltre che una grande opportunità di incontro per iniziare collaborazioni e proporre progetti. Peccato essere in Italia in questi casi, ed essere 10000 anni luce indietro su queste cose.

L’evento si può anche seguire dall’account SLedCC Twitter e utilizzando/cercando il tag “sledcc” nei twitt.

Sull’uso di Second Life e dei mondi virtuali ho trovato qui un video nel quale possiamo vedere che Second Life è solo la punta dell’iceberg in questo settore cosiddetto del metaverso in Education. Di mondi virtuali utilizzabili per insegnare qualcosa facendo partecipare gli allievi ad una dimensione virtuale che va oltre la fisicità dello stare seduti ad un banco ne esistono oramai davvero a bizzeffe.

Video details:

The ‘Social Virtual’ World’s A Stage
A Film by Gary Hayes © Personalizemedia 2008

http://www.personalizemedia.com

75MB MP4 Download disponibile su http://www.justvirtual.com/SVWS_2008.mp4

Ecco la lista (e relativo link) dei virtual worlds che appaiono nel video:

Ce n’è da studiare se vogliamo minimamente introdurre queste dinamiche nei processi di insegnamento/apprendimento!!!

Da Joi Ito, per capirci, prendo l’esempio di questo video che fa ben comprendere come i ragazzi oggi, anche piccoli, siano già immersi in questi mondi virtuali. Ecco, il loro mondo già funziona così. Sta a noi docenti capire che potenzialità educative ci sono dentro e di conseguenza utilizzarle nella didattica.

Gioco meme per blogger della domenica: catepol per immagini

In questa pigra domenica mi metto a giocare con Fayaway e Annabanana e Vipera, e rilancio il gioco a tutti voi oh lettori! Partecipa numeroso se ti va.

REGOLE: Rispondi alle 16 domande senza usare le parole, ma usando la prima immagine che Google Images ti propone digitando la risposta.

1) La mia età al prossimo compleanno



2) Un posto che vorrei visitare:

3) Il mio posto preferito

4) Il mio oggetto preferito.

5) Il mio cibo preferito:

6) Il mio animale preferito:

7) Il mio colore preferito:

8) Il posto in cui sono nata:

9) Il posto in cui vivo:

Vabbè Potenza = foto depression. Siccome vivo "anche" a Vibo Valentia spettate che rimetto un po’ d’azzurro (di sole e d’azzurrooooo)

10) Il nome di un animale domestico che ho avuto:

11) Il mio nickname sul blog:

(questo viso e questo giorno non mi è nuovo)

12) Il mio vero nome

(Caterina Murino – Actress)

 

13) Il nome della mia nonna materna:

14) Il nome della mia nonna paterna:

(Seconda foto è sempre Caterina Murino – actress)

15) Una mia brutta abitudine:

16) La mia vacanza preferita:

Ho digitato "dolce far nulla" per la cronaca…e il fatto che mi sia apparsa una Calabria e il suo mare e il simbolo del Mac è certamente un messaggio subliminale (urge procurare connessione a casa a mare??).

Se giocate anche voi fatemelo sapere nei commenti che son curiosa e vengo subito a vedere!!!

Blog Action Day 2007 – Pensiamo all’ambiente

Il poco che possiamo fare per l’ambiente. Facciamolo! E facciamolo tutti insieme.

Una goccia d’acqua risparmiata da ognuno è un mare d’acqua che possono utilizzare altri se andiamo a metterle insieme. Usciamo a piedi più spesso, o in bici. Non sprechiamo carta inutilmente…Spegniamo le luci che non servono, stacchiamo i vari alimentatori che abbiamo, non lasciamo in stand-by i nostri aggeggi elettrici/elettronici…andiamo al mare a respirare iodio…

Insomma oggi 15 ottobre 2007 diffondi anche tu sul tuo blog questo messaggio. Per un giorno i blogger di tutto il mondo provano a parlare tutti di ambiente e sostenibilità.

Sensibilizziamo tutti quelli che ci leggono sui problemi ambientali…
Non ci costa nulla e il messaggio si diffonde.

Questa è la mia canzone per l’estate…

Con questo caldo, non potendo fiondarsi in acqua, quello che ci vuole è solo una ottima "Canzone dell’estate"!! (Featuring Simone Cristicchi)

L’ombrellone te lo ficco nel culo,
e il gelato te lo spiaccico in faccia,
questa sabbia te la tiro negli occhi,
e poi ti prendo a calci lungo la spiaggia,
con la sdraio ti ci spezzo la schiena,
e ci piscio sulla tua abbronzatura,
ora ingurgita la crema solare,
mentre ascolti la mia canzone per l’estate
.

L’originale…

Il remake…

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