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La prima volta sulle FAL

Prima di raccontare del Working Capital Tour di Bari, c’è la mia prima volta sulle FAL, i trenini ciuf ciuf che collegano Basilicata e Puglia, le Ferrovie Appulo-Lucane, ex Calabro-Lucane anche dette calabro-lumache, una volta.

Bellini, i trenini.
Potenza – Bari ci vogliono quasi 4 ore. In una ipotesi di follia avevo verificato. Ipotesi esclusa per ovvi motivi, non a caso a Bari ci andiamo e torniamo sempre in auto.
Matera – Bari si fa in un’oretta e mezza, invece.

Commentò un amico:

“con le calabrolumache ci vogliono 3ore e 15 minuti… è come fare un viaggio con la diligenza nel selvaggio west :)

Aggiunsi io:

…in zone in cui non prende nessun tipo di operatore telefonico, aggiungo :) (il che spiega perchè cristo si fermò a Eboli infatti, perchè non c’era campo)

Un’esperienza, insomma. Ve la racconto per immagini.

Matera-Bari con la FAL è un trenino ciuf ciuf che pare veramente quello del far west. 2 vagoncini piccoli e colorati dalla gioventù, la littorina di una volta però con sedili in finta pelle verde (almeno non ci sono più i sedili fatti da assi di legno).

Un trenino ciuf ciuf piccolino, colorato e pieno di varia umanità: dai pendolari per lavoro ai ragazzetti che vanno al mare, la coppietta straniera in vacanza e il giapponesino che cerchia a penna sulla sua cartina i posti dell’Italia che sta percorrendo e scatta foto su foto durante il viaggio.

Un trenino che attraversa un paesaggio tra far west e deserto: grano di qua, rotoballe di là…cosa accadrà, cosa accadrà? (cit.)

Ovviamente caldo, ovviamente finestrini aperti. Ovviamente foto anche per me.
Bella la sensazione di attraversare territori spogli, grano raccolto, ancora grano.
Paesaggio che poi muta e il trenino attraversa adesso oliveti sconfinati.

Stazioncine che se non fai in tempo a leggere il nome sono una uguale all’altra, piccole cattedraline del deserto.
Carine, curate, ognuna con la sua casa cantoniera rossa, riconoscibile.
Da ogni stazioncina sale e scende gente, saluti, abbracci.

Monobinario su cui il trenino ciuf ciuf si ferma a volte attendendo non si sa che.

Bellissimi i colori attraversati. Un po’ meno gli odori, essendo tutti un po’ sudati.
Dopo Altamura quasi un ritorno al paesaggio più urbano.
Poi via fino a Bari Centrale, tra gli olivi verdi, tra i palazzi e qualche binario in più.

Ai turisti il giro sulle FAL lo consiglierei. Si.

5 anni che t’ho preso…e no, non è un errore :)

5 anni fa, non a giugno ma a settembre, selezionavo uno tra i miei vari blog aperti e decidevo che “Si ricomincia!!” Tra giugno e settembre avevo avuto un attimino da fare (Matrimonio, Irlanda, Australia, mare, casa nuova, città nuova, vita nuova…annessi e connessi). 5 anni fa a giugno ci sposavamo. Pare ieri.

Questo blog, insieme a noi, ha festeggiato ogni anno, da 5 anni a questa parte.

Il 4 giugno… 2006 in foto e testo del canto di ingresso “Con te camminerò fratello mio, insieme a te sorella mia…”, il 4 giugno… 2007 in diretta dall’Ambasciata Italiana a Praga (imbucati, ovvio), il 4 giugno… 2008 was just a kiss, il 4 giugno…2009 era la data scritta sull’anello…

Com’è, come non è, siamo arrivati a 5. Già?

4 giugno 2010 sai che c’è… dedico a catepol & husband una canzone e una carrellata di momenti insieme. Finardi, perdonami.

Perchè l’amore non è nel cuore ma è riconoscersi dall’odore…

…e non può esistere l’affetto senza un minimo di rispetto…

Perchè l’amore è vivere insieme, perchè l’amore è si volersi bene…

Perchè l’amore è fatto di gioia ma anche di noia…

…e ci vuole anche del tempo, ma lo scopo è conoscersi dentro.

E noi mi sa che siamo solo all’inizio. Auguri amore mio. Auguri a noi.

Icone del web 2.0

Com’è come non è, si finisce sul Corriere di oggi 29 Maggio.
Formato icona, formato avatar, a corredo di un articolo sulla privacy e la sicurezza in Facebook.

Una foto di repertorio: non è la prima volta che i nostri vecchi avatar di Twitter (almeno 3 anni fa, la mia foto è del 2007) appaiono a corredo di un articolo (online soprattutto).

Io son quella in bianco e nero a sinistra del titolo…la quarta dal basso, la quinta dall’alto, accanto alla parola “per”.

Quante icone del web riconoscete?

Oramai questa immagine è il punto di riferimento quando si parla di socia media sui media.

Icone del web sul corriere

Potenza – Ponte attrezzato e Scale Mobili

Ieri, 24 gradi, un sole splendido, mi son detta: “Facciamoci un giro, va!” Avevo proprio voglia di stare all’aperto, ho preso la digitale e via. Proviamo, finalmente le scale mobili nuove, il Ponte Attrezzato Santa Lucia che, da gennaio ,permette di attraversare la città da una parte all’altra (per capirci, da casa mia, zona Poggio Tre Galli, a Sopra Potenza – via Pretoria, centro città).

Proviamo a vedere se è vero che ci si mette più o meno 15/20 minuti ad andare in centro, come dicono. E’ vero! Una svolta anche per me! Potenza si sa, non offre certo modo di camminare tranquilli e di andare da una parte all’altra senza automobile, tra “discese ardite e risalite” (cit.)

La mia passeggiata nelle foto che seguono, così capite anche voi di cosa si tratta quando vi dicono che a Potenza ci son le scale mobili ed il ponte attrezzato.

Ora faccio anche l’intellettuale e vi dò qualche informazione (magari architetti e ingegneri che mi leggono sono interessati a sapere qualcosa in più, oltre alle foto).

Il percorso da via Tammone a Porta Salza è di 600 metri, formato da 26 rampe, dotato di 2 ascensori inclinati per diversamente abili, ed in 15 minuti collega le due parti della città e trasportando fino a 9000 persone in un’ora (che non credo vedremo mai circolare tutte insieme).

Dovete sapere che Potenza, ridente cittadina in cui risiedo per amore, senza mare nel paesaggio a cui ero abituata, con l’inaugurazione e la messa in funzione del Ponte Attrezzato, raggiunge un primato: è la città d’Europa dotata del sistema di trasporto urbano più lungo costituito da scale mobili. Dicheno.

Complessivamente Potenza, in questo momento, ha un sistema di scale mobili che si estende per 1,3 Km con una capacità di trasporto complessivo di 18.000 persone/ora. La città di Tokio, prima al mondo, ha un sistema di poco superiore (1,5 Km). Non potevo non farci finalmente un giro e parlarne.

Il Ponte Attrezzato Santa Lucia non è mica il solo. Si aggiunge, infatti, alle già esistenti: Scala Mobile Prima (Viale Marconi – P.zza Vittorio Emanuele), Scala Mobile di Via Armellini e Scala Mobile Basento, di prossima apertura, che collegherà la stazione di Potenza Centro con il Mobility Center, primo Centro Direzionale della città.

Non entro nel merito di questioni che non conosco ma di cui, ovviamente, qui si parla: è costato troppo, ci hanno messo secoli per costruirlo, il progetto iniziale era diverso, dovevano esserci dei negozi sulla parte di ponte aperto, quello che passa sopra Viale dell’Unicef, il problema dei parcheggi alle varie entrate, ecc. Beghe politiche, economiche e amministrative da cui preferisco star fuori.

Volevo solo condividere la mia passeggiata di ieri. Sperando che il tempo cominci seriamente a migliorare anche qui sull’Appennino Lucano in modo che io possa stare in giro un po’ più spesso e raccontare qualcosa di questa città che mi ospita.

Altrimenti dite che parlo sempre di Vibo e del mare…chi sa perchè.

Catania – Stati generali dell’innovazione

Sono stata invitata dal Comune di Catania, insieme ad un manipolo di blogger, a partecipare agli Stati Generali dell’Innovazione, che si è svolto a Palazzo Platamone.

Una bella giornata non solo per il clima. Un po’ (molto) convegno, un po’ (meno) barcamp. Un tentativo comunque di parlare di innovazione in una città del Sud, un tentativo ben riuscito, secondo me. Un tentativo di sperimentare la modalità Barcamp in un contesto più o meno istituzionale cercando ed ottenendo la partecipazione dei cittadini, in primis.

Ringrazio (anche a nome di husband)  gli organizzatori del Barcamp  e soprattutto il Comune di Catania per l’ospitalità (viaggio e pernottamento inclusi, sono trasparente, non c’è motivo di non dirlo). Ringrazio il comitato organizzatore, Salvo Mizzi, Davide Bennato, Antonio Predichizzi

Ringrazio per l’invito, per la cortesia, per avermi dato modo di tornare nella splendida Catania, due giorni in giro in maniche di camicia, tra sole, mare, cannoli, pesce, arancini, cipolline, ecc. Quasi da non voler rientrare più a casa.

Ringrazio, fino a che siamo stati più o meno tutti insieme, l’ottima compagnia degli altri blogger amici, con cui abbiamo condiviso l’esperienza (Nicola MattinaMarco MassarottoMarco ZamperiniPaolo ValentiMichele Ficara ManganelliAlessandro Nasini, Luca Conti, Zeno Tomiolo, Fabrizio UlisseDavide Bennato e Tania, Roberto ChibbaroFloriana Coppoletta … dimentico qualcuno? Ah è ho conosciuto di persona anche Toni Siino e Francesco Passantino…)

Noi, i più vicini, i più meridionali del gruppo blogger invitato, siamo arrivati ovviamente tardi per la cena insieme del 18 sera. Da Potenza a Catania in aereo purtroppo non ci si arriva comodi. C’è toccata la Salerno-Reggio che, al momento, tutto è tranne che una autostrada. Siamo arrivati però in tempo per raggiungere l’allegra combriccola allo Zocentro culture contemporanee Neanche il tempo di salutare tutti e bere qualcosa che mi intervistano ai microfoni di Radio Zammù per la trasmissione Radio50 Special che andava live dal locale e che ha provato a raccontare agli ascoltatori, intervistandoci e cazzeggiando con noi, cosa è un blog, chi sono i blogger, le conversazioni online, i social network, cose così.

Divertente. Soprattutto perchè aspettavano con ansia il parere della quota rosa del gruppo, cioè il mio :)

Interventi dalle due sale, molti. Impossibile seguire tutto, o stavi in sala uno o stavi in sala due. Ne elenco alcuni, con i link ai relativi progetti per andare a vedere con calma di che si tratta.

Foto di marcomassarotto

Inoll una rete aperta di varie iniziative e progetti, progetto Senseable Cities per realizzare le WikiCity, Salvo Mica di e-ludo con il Global Game Jam e la creazione di un MMOG, sulla Mafia ma, ovviamente, a scopi educativi,  Google Technology User Group, Freaknet Medialab, Roberto Chibbaro con Catania come Barcelona e “22 @ Barcelona“, l’idea SeeMS: SMS in trasparenza per scrivere camminando, un po’ come facciamo con varie app per l’iphone che già lo permettono, TeleStrada, la WebTV della Caritas premiata come miglior webTV di denuncia italiana, gli spazi sociali di Artemius, Catania in your pocket, Marco Massarotto e il Tax 2.0, ecc…

Insomma un gran bel calderone non solo di progetti strettamente catanesi o siciliani, anche se largo spazio è stato ovviamente dedicato a questo, così come previsto per questi stati generali. Soprattutto si è fatto molto networking di persona. Scopo primario del Barcamp infatti era anche quello di mettere in relazione persone, teste, idee, progetti e di farle incontrare e conversare. Rompere un po’ gli schemi di quello che è un “convegno”, sperimentare la temporizzazione degli interventi (massimo 5 minuti a relatore), ed anche la possibilità di iscriversi ed andare a parlare, se si voleva presentare qualcosa.

La sensazione è quella di una giornata che andava fatta, soprattutto fatta al sud. Un modo per incontrarsi e presentare idee di innovazione che non riguardano solo la tecnologia ma, soprattutto, una mentalità da cambiare, la voglia di fare qualcosa di nuovo per il bene collettivo, l’importanza del raccontare progetti già in atto o idee per il futuro.

Un paio di critiche, ci stanno. (altrimenti chi li vuole sentire quelli che “Quando pagano vitto e alloggio ai blogger non possono non parlarne bene”).

La prima: il convegno del mattino è partito bene, poi è andato un po’ a ramengo. Mai dare troppo spazio al sociologo famoso, ad un certo punto ha fagocitato tutto! La seconda: il sistema di presentazione cosiddetto Ignite (che a quanto ho capito è sintetizzato in “hai solo 5 minuti per dire la tua”, funziona e non funziona. Fa durare troppo chi non sa presentare e ti annoia, interrompe invece i bravi comunicatori sul più bello, quando ti stanno scaldando e convincendo. O forse è stata la fretta di stare nei tempi (la colpa comunque è del Prof. Bennato che tirava via il microfono dalle mani, letteralmente, allo scoccare del quinto minuto!!!)

Si è obiettato che non fosse un vero Barcamp. In effetti non lo era, l’ho già scritto.

Il barcamp era parte dell’evento, non era l’evento degli Stati Generali dell’Innovazione. Noi che abbiamo partecipato lo sapevamo, era scritto nel programma il funzionamento della giornata. Eravamo là per ascoltare ed abbiamo ascoltato. Eravamo là per partecipare ed abbiamo partecipato socializzando anche l’evento sui vari social network (segui #innovaCt sia su Friendfeed che su Twitter per rileggere il real time della giornata degli Stati Generali dell’Innovazione a Catania. Non è che fossimo tenuti alla condivisione, eppure abbiamo condiviso.

Di Catania bellissima città magari scrivo un altro post. Permettetemi però di concludere così (i motivi sono tanti, chi ha orecchie per intendere intenda).

[MODE CATEPOL POLEMICA E LA BLOGOSFERA, ON] Certo mancavano soprattutto i “fotografi delle dive” per definirlo un vero e proprio barcamp blogosferico e mancava il cazzeggio rumoroso esterno dei blogger, quelli che, qualunque cosa si faccia ad un barcamp, qualunque sia l’argomento, incuranti e irrispettosi di chi sta parlando o presentando qualcosa, si alzano in massa e vanno a fare i fatti loro fuori (sempre che siano mai entrati in sala a sentir qualcuno parlare)…

Ah, non c’erano gadget in dono, nè tramezzini nè buffet su cui fiondarsi come cavallette, siamo andati a spese nostre in rosticceria (certo, ne è valsa la pena!!!). [MODE CATEPOL POLEMICA E LA BLOGOSFERA, OFF]