Instagram non fa più cercare alcuni hashtag

Su Instagram si possono usare gli hashtag per permettere alle foto di essere cercate per argomento, parola chiave.
Ovviamente se ne abusa spesso e si riempiono i commenti alle foto di hashtag (sono la prima a farlo, a volte).

hashtag

Adesso Instagram ha deciso di bloccarne alcuni, nel senso di evitare che possano essere cercabili sia internamente alla APP sia da app e servizi che attraverso le API del servizio rendevano possibile la ricerca e l’aggregazione su Instagram.

Lo segnala il blog TheDataPack che cita come fonte l’Instagram API Developer Google Group, pubblicando anche un elenco NON UFFICIALE delle parole con cancelletto che non sono ricercabili.

Il blocco riguarda anche parole usatissime ma che aggiungono poco valore, impegnando però alti volumi di ricerca dentro Instagram stesso. Sono inclusi hashtag come #photography, #iphone, e #instagram stesso nell’elenco bannato dalle ricerche.

La spiegazione di Mike Krieger, Instagram Co-Founder:

“We’ve stopped serving feeds (both in app and API) for some tags that were too generic and didn’t provide enough end-user value.”

E’ interessante notare come la lista (pur essendo non ufficiale) contenga parole e loro variazioni multiple, soprattutto parole ovviamente già bloccate da Instagram perchè a sfondo sessuale o pornografiche ecc. Esempio #boobs e #bigboobs bannate entrambe proprio perchè #boobs è la parola già bannata.

Curiosità: #iphone e #iphone4s sono sulla lista mentre al momento #iphone5 no.

La lista completa, non ufficiale, degli hashtag non ricercabili su Instagram è qua (in aggiornamento sulla base delle segnalazioni degli stessi utenti):

http://thedatapack.com/banned-hashtags-instagram/

A proposito, forse non tutti sanno che se l’hashtag non è usato nel post principale, insieme alla foto, ma nei commenti a seguire, la ricerca di Instagram rende il numero di foto contenenti quell’hashtag ma non le fa visionare tutte. Si vedono solo quelle che hanno l’hashtag nel post principale.

Hai notato che succede con altre parole di uso troppo comune?

Dove sei stata in vacanza? Su Instagram!

Dove sono stata in vacanza lo sapete oramai. Su Instagram!
Scatti, momenti, dettagli. Sensazioni, più che altro.

A volte è un attimo in tempo reale, a volte è una scelta dell’attimo giusto tra gli scatti a connessione dati/wifi disponibile. Un po’ “carpe diem” (Orazio) e un po’ “emotion recollected into tranquillity” (W. Wordsworth) la mia fotografia estiva.
Il mio modo di fotografare, in genere.

Scatti rigorosamente dal mio iPhone 4 con HDR attivo, Instagram, taglio, filtro e bordo (a volte anche #nofilter) e l’hashtag prescelto. Posting e quindi anche Flickr ma soprattutto Facebook, Twitter, Friendfeed.
Questo il percorso della mia fotografia e delle mie foto.
Per chi si chiedeva come faccio.

Questo il racconto delle nostre vacanze, questo i miei occhi hanno visto, questo i miei polpastrelli hanno condiviso.
Poche parole, solo a descrizione delle foto, a mo’ di titolo. Confesso: troppo pigra per un blog di viaggio, per un tumblr ad hoc o per raccontare qua, pur avendo sempre in borsa l’iPad e disponibile la rete.

Avevo deciso che l’estate l’avrei passata su Instagram, così è stato.

Hashtag scelti per meglio raccogliere alla fine i frutti del percorso, per permettere a chi mi ha seguito per i canali social di avere un filo conduttore.

Guardare e guardarsi intorno con occhi diversi.
Cercare i dettagli pur guardando l’insieme, respirare l’attimo che si sta vivendo, carpire cosa genera emozione, rinchiuderlo in un quadrato.
Raccontare con occhi diversi. Meravigliarsi. Condividere.

Insomma, riassumendo, ho passato le vacanze all’insegna di questi hashtag:

1) #catebrussels2013 passando per #brussels #ghent #brugge #anversa
2) #catecalabria2013

Modus operandi: scatti singoli con hashtag.
A chi mi chiede “perchè non fai gli album su Facebook come tutti gli altri?” rispondo: “Perchè a me piace così!”
Scatti come momenti da fissare in timeline, scatti come tweet, scatti come foto da visualizzare nel flusso, scatti di viaggio.
Viaggiare, guardare.
Che guardi anche chi mi segue sui social quello che vedo io. Sperando di non annoiare.

Gli album comunque ci sono e sono su Flickr, recollected into tranquillity.
Perchè poi è più comodo postarli nel blog.

Per chi ancora non si fosse imbattuto nelle mie foto delle vacanze, son qua.

Ringrazio quanti hanno messo favourite, like, mi piace, starred ecc. ecc.
Ringrazio quanti hanno commentato, retwittato, condiviso, semplicemente apprezzato.
Ringrazio quanti, anche di persona, mi hanno fatto i complimenti.
Si, lo so, siete parenti e amici, ma fa piacere lo stesso sentirsi dire che ho fatto venir voglia di vedere Bruxelles oppure che nelle mie foto la costa calabra è troppo bella, poi la gente viene e rimane delusa…da quanto c’è di contorno, che volutamente non ho inquadrato.

Troppo buoni, non so niente di fotografia. Mi riprometto di studiare un po’ e di andare oltre le nozioni di base. Ho solo un po’ di occhio (credo, me lo dite voi), forse son solo capace di comunicare qualcosa con i mezzi che ho a disposizione.

Forse mi piace solo guardare le cose con occhi nuovi e provare a raccontare ciò che vedo. Forse mi piace il blu, la luce, la streetart, il dettaglio inaspettato.
Però, evviva Instagram! Bel posto per trascorrere le vacanze!

Enjoy!

Brussels/Bruxelles

Ghent/Gand/Gant

Brugge/Bruges

Anversa – Antwerpen – Anvers

#catecalabria

(scatti di passaggio e di passeggio in ordine sparso: SS18, Tropea, Briatico, Punta Safò, Vibo Valentia, Favelloni, Pizzo, Diamante, Guardia Piemontese)

#basilicataborgtoborg

Oggi ho inondato i miei canali Instagram/Twitter/Facebook con foto e hashtag #basilicataborgtoborg e molti si son chiesti: Cos’è? Perchè? Ma che…?

Breve spiega.
La mia scuola ha partecipato al progetto dei Laboratori Esperienziali di “Vivere una vita che vale” dell’Ufficio Turismo e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Regione Basilicata. “VVV: ViviunaVitacheVale”

226733_10151698922936823_894943395_n

Io e la mia collega, due classi coinvolte, una idea semplice, un po’ di “tecnologia” come la chiamano in molti. No, nessun effetto speciale. Solo tempo da dedicarci, insieme agli studenti e (come tante cose che si fanno a scuola) nessun compenso.

Un blog http://basilicataborgtoborg.wordpress.com/ dove raccogliere l’idea semplice di #basilicataborgtoborg (e dal nome capite che ci ispiriamo liberamente, ma molto liberamente al più celebre giro della Basilicata del film “Basilicata coast to coast” e da “Basilicata digital Diary”.

L’idea è questa: sviluppare il tema del viaggio al cuore della vita con il Viaggio Emozionale di Scoperta, con un viaggio che ci fa guardare con occhi nuovi anche i luoghi che conosciamo meglio, quelli in cui viviamo e che percorriamo ogni giorno.

La Basilicata e i suoi borghi! Gli studenti della nostra scuola provengono da un bel po’ di posti diversi, approfittiamone per costruire il nostro itinerario!

Macro Obiettivo del progetto dell’Arch. Tomangelo Cappelli: rinsaldare il legame con il territorio e diffondere stili di vita equilibrati e corretti.

Come possiamo fare noi?

Fotografando e provando a raccontare in maniera diversa, con occhi diversi, quanto di bello c’è nei vari paesi lucani, materiale che finisce tutto sul blog. Se ci riusciamo, magari provando a usare anche Instagram.

Abbiamo cercato di promuovere un processo di conoscenza ed esplorazione dei luoghi lucani, gioiosa e divertente, di trasformarci in turisti dei borghi, alla scoperta del patrimonio culturale lucano e alla sua valorizzazione.

Dal blog ricaviamo un video con una colonna sonora molto molto azzeccata.

Il video vince il concorso!

Il mio Istituto vince un itinerario dello stupore sui luoghi di Federico II (Castello di Lagopesole e Melfi) con un passaggio da Ripacandida (e San Francesco e la vita semplice che vale la pena di vivere).

Gli studenti vincono anche un ATTESTATO di GUIDE TURISTICHE EMOZIONALI per la valorizzazione del patrimonio culturale per vivere una vita che vale.

Io e la collega vinciamo il nostro attestato di “AMBASCIATRICI NEL MONDO” per diffondere la cultura lucana.

6998_10151699954851823_340450048_n

Le foto di @catepol (4 giugno 2013) ora sapete perché.

Lo Storify (per non farci mancare nulla, il 2.0 è una cosa seria)


Ah, ovviamente il viaggio alla scoperta della Basilicata prosegue.
In mente tante cose per il prossimo anno scolastico a partire dal Blog #basilicataborgtoborg che diventa il contenitore di foto e materiali anche delle altre scuole partecipanti (stay tuned, appena arriva il materiale, aggiorniamo) e…

…vedremo poi insieme!

Intanto cominciamo a fare storytelling di quanto di bello si fa a scuola e non solo.

Visualizzare di nuovo le foto di Instagram sulla Timeline di Facebook

Vi sarete accorti che da qualche giorno (a me, ad esempio, dal 24 luglio 2012) la condivisione delle foto da Instagram su Facebook funziona diversamente.

Nella sostanza, semplificando, Facebook dopo aver acquistato Instagram, ha deciso che la condivisione della singola foto dall’app a Facebook non posterà più la singola foto sulla nostra timeline ma ce la farà trovare solo nella colonna a destra, tra le Attività Recenti e nel box dedicato a Instagram.

E’ un peccato non avere la visualizzazione delle foto in timeline no?
A cosa serve la condivisione foto se non le visualizzi in tutto il loro splendore in bacheca ma solo in un angolino riservato?

Cosa si son comprati a fare Instagram? Se Instagram adesso è un pezzo integrante di Facebook, logica vuole che le foto postate da Instagram o da Facebook abbiano lo stesso trattamento sulle nostre timeline, no?

Pare che Facebook ragioni diversamente, ne discutiamo su Indigeni Digitali.

Viene fuori una soluzione (grazie a Fabio Lalli e al suo Followgram.me che vi consiglio di utilizzare in coppia con Instagram)

La soluzione è questa: come suggerito qui per postare su Twitter, si prende il FeedRSS del nostro profilo Followgram.me, lo si mette su Ifttt creando una recipe che posta sulla nostra Bacheca, fatto!

Riassumendo: per postare e visualizzare nuovamente le singole foto che postiamo su Instagram sulla nostra Timeline di Facebook una soluzione è questa.

1. Aprire un profilo Followgram.me per il proprio account Instagram, in modo da avere (tra le altre cose) un FeedRSS delle proprie foto.

2. Aprire un account su IFTTT se non lo avete ancora. Associare il vostro profilo Facebook.

3. Impostare una recipe su IFTTT del tipo: If “THIS” (scegliere Feed RSS), scegliere “New feed Item”, inserire il feedRSS del proprio Followgram.me (copiando URL del RSS Button che troviamo sul nostro profilo), su “That” scegliere Facebook, scegliere “Upload a photo from URL”, confermare la recipe.

Da questo momento in poi, ogni volta condividiamo una foto da Instagram, apparirà anche sulla Timeline di Facebook esattamente come prima.

Enjoy!

Robbie Williams in abito rosa. Londra: foto anteprima del nuovo video

Trovarsi a Spitalfields (East London) proprio mentre Robbie Williams gira le riprese del nuovo video. Dopo un primo stupito “Chicazz’è questo in abito rosa a terra e perchè c’è un set cinematografico attorno?” mio e di husband, ecco le immagini in anteprima.

Oddio, anteprima non so, in rete ne circolano sicuramente già. Avrei dovuto pubblicarle in tempo reale per avere l’esclusiva dello scoop, anche prima della stampa internazionale!

Queste sono le mie foto di Robbie Williams scattate in diretta mentre giravano queste scene del nuovo video per il nuovo singolo (pare che esca il 3 settembre) o mentre le provavano. O semplicemente mentre Robbie si intratteneva con troupe e fan.

Robbie Williams anteprima foto nuovo video Londra agosto 2012 by catepol

Robbie Williams in rosa steso a terra, una donna gli cammina sopra, poi una macchina lo investe. Lo spettacolo, in realtà, erano le fan. Una caterva di ragazze accanto a me che scattavano dai telefonini e dalle digitali, dagli iphone. Che chiamavano genitori e amici “Oh my God! It’s really Robbie!”

I turisti che invece chiedevano “Who is supposed to be this guy?”

Enjoy my photos.

Riprendiamo le trasmissioni su questo blog dopo una “pausa di riflessione” estiva abbastanza lunga, con un post che più futile non si può.

I’m back.

URBI ET ORTI Reportage sugli orti urbani di Milano – Foto di Alessandro Vinci

Segnalo con piacere una mostra fotografica particolare.
Ai Milanesi e non solo.

Se vi trovate da quelle parti, passateci e salutatemi il fotografo!

Si tratta della mostra sugli Orti Urbani a Milano, foto di Alessandro Vinci (mio carissimo amico!).

Con il Patrocinio del Comune di Milano, promossa dall’Istituto Italiano di Fotografia e in collaborazione con la Feltrinelli.

URBI ET ORTI Reportage sugli orti urbani di Milano
Fotografie di Alessandro Vinci

Dal 3 luglio al 31 agosto 2012 presso La Feltrinelli Librerie in Piazza Piemonte 2 (2° piano) a Milano. Inaugurazione: 3 luglio 2012 ore 18:00.

All’inaugurazione intervengono Alessandro Vinci e Sara Munari, fotografa, critica e docente dell’Istituto Italiano di Fotografia.

Milano. Città della moda, dell’alta finanza, dello shopping; città europea, desiderio mai sopito di migliaia di migranti, attratti dalle maggiori opportunità di lavoro. Città dei centri commerciali, dei “grattacieli” e degli uffici, del traffico, dei lavori in corso; città dal cielo grigio di smog, dalle prospettive nascoste dal cemento, dalla terra coperta d’asfalto.
La cultura contadina sembrava non trovarvi più posto – dopo aver ceduto il passo alla frenetica e progressiva urbanizzazione degli anni ’60 – e invece, a ridar luce e respiro ai colori del moderno, ecco gli orti urbani: piccole oasi di verde, un colore solo simile a quello della carta moneta; oasi nel deserto dell’omologazione urbana, ritagli di spazio per un tempo di cui l’uomo non è più padrone, una nuova possibile meta. Qui la comunità si ferma, si incontra, si confronta. Qui, l’uomo si sottrae all’annichilimento imposto dalla società e scopre nuove forme di aggregazione, recuperate e ricostruite nell’antico contatto con la Terra. Ognuno fa da sé e fa per gli altri: qui si coltiva sano, e non solo cibo. È lecito pensare che si coltivi umanità. I nuovi orticoltori sono gli uomini e le donne “della porta accanto” (studenti, ingegneri, professori, impiegati, pensionati), che hanno cercato e trovato una finestra, un punto di vista diverso, una via di fuga da un mondo che, forse, ci rappresenta sempre meno.

(Testo di Vincenzo Antonio Scalfari – altro mio carissimo amico!)

Alessandro Vinci ci mostra, attraverso le sue fotografie, una tendenza che sta – è proprio il caso di dire – fiorendo nella giungla di cemento della città di Milano.
Quella degli orti urbani non può essere unicamente una moda. C’è un crescente interesse da parte dei cittadini, connesso ad una rivoluzione di tipo culturale che riconcilia la gente alle questioni del verde e della sostenibilità.
“I nuovi contadini di città” ci stanno insegnando come potrebbero essere in futuro le città, sfruttando la vita di questi microcosmi come alternativa alla coltivazione in grande scala e regalando piccoli polmoni verdi che permettano di tornare in simbiosi con la natura, anche nelle più grandi città.
Alessandro Vinci ci propone, attraverso la sua ricerca, una serie di fotografie caratterizzate da una costruzione formale molto pulita, volta a sintetizzare nell’immagine la correlazione tra l’elemento umano e il contesto urbano, con un linguaggio fotografico essenziale ed equilibrato.

Parole queste di Sara Munari, curatrice della mostra insieme a IIF Art Side – dipartimento creativo dell’Istituto Italiano di Fotografia.

Il fotografo mi ha concesso qualche anteprima delle foto che posto volentieri per incuriosirvi ancora di più.

Foto di Alessandro Vinci

Foto di Alessandro Vinci

C’è una galleria di Foto di Alessandro Vinci su Repubblica.

Ne parla anche il Giornale

Insomma il ragazzo si sta facendo conoscere! E pensare che io l’ho visto crescere! (Posso dirlo, Ale, vero?)

Scherzi a parte, consiglio vivamente di passare a vedere la mostra sugli orti urbani, non ve ne pentirete!

La prima volta sulle FAL

Prima di raccontare del Working Capital Tour di Bari, c’è la mia prima volta sulle FAL, i trenini ciuf ciuf che collegano Basilicata e Puglia, le Ferrovie Appulo-Lucane, ex Calabro-Lucane anche dette calabro-lumache, una volta.

Bellini, i trenini.
Potenza – Bari ci vogliono quasi 4 ore. In una ipotesi di follia avevo verificato. Ipotesi esclusa per ovvi motivi, non a caso a Bari ci andiamo e torniamo sempre in auto.
Matera – Bari si fa in un’oretta e mezza, invece.

Commentò un amico:

“con le calabrolumache ci vogliono 3ore e 15 minuti… è come fare un viaggio con la diligenza nel selvaggio west :)”

Aggiunsi io:

…in zone in cui non prende nessun tipo di operatore telefonico, aggiungo :) (il che spiega perchè cristo si fermò a Eboli infatti, perchè non c’era campo)

Un’esperienza, insomma. Ve la racconto per immagini.

Matera-Bari con la FAL è un trenino ciuf ciuf che pare veramente quello del far west. 2 vagoncini piccoli e colorati dalla gioventù, la littorina di una volta però con sedili in finta pelle verde (almeno non ci sono più i sedili fatti da assi di legno).

Un trenino ciuf ciuf piccolino, colorato e pieno di varia umanità: dai pendolari per lavoro ai ragazzetti che vanno al mare, la coppietta straniera in vacanza e il giapponesino che cerchia a penna sulla sua cartina i posti dell’Italia che sta percorrendo e scatta foto su foto durante il viaggio.

Un trenino che attraversa un paesaggio tra far west e deserto: grano di qua, rotoballe di là…cosa accadrà, cosa accadrà? (cit.)

Ovviamente caldo, ovviamente finestrini aperti. Ovviamente foto anche per me.
Bella la sensazione di attraversare territori spogli, grano raccolto, ancora grano.
Paesaggio che poi muta e il trenino attraversa adesso oliveti sconfinati.

Stazioncine che se non fai in tempo a leggere il nome sono una uguale all’altra, piccole cattedraline del deserto.
Carine, curate, ognuna con la sua casa cantoniera rossa, riconoscibile.
Da ogni stazioncina sale e scende gente, saluti, abbracci.

Monobinario su cui il trenino ciuf ciuf si ferma a volte attendendo non si sa che.

Bellissimi i colori attraversati. Un po’ meno gli odori, essendo tutti un po’ sudati.
Dopo Altamura quasi un ritorno al paesaggio più urbano.
Poi via fino a Bari Centrale, tra gli olivi verdi, tra i palazzi e qualche binario in più.

Ai turisti il giro sulle FAL lo consiglierei. Si.

5 anni che t’ho preso…e no, non è un errore :)

5 anni fa, non a giugno ma a settembre, selezionavo uno tra i miei vari blog aperti e decidevo che “Si ricomincia!!” Tra giugno e settembre avevo avuto un attimino da fare (Matrimonio, Irlanda, Australia, mare, casa nuova, città nuova, vita nuova…annessi e connessi). 5 anni fa a giugno ci sposavamo. Pare ieri.

Questo blog, insieme a noi, ha festeggiato ogni anno, da 5 anni a questa parte.

Il 4 giugno… 2006 in foto e testo del canto di ingresso “Con te camminerò fratello mio, insieme a te sorella mia…”, il 4 giugno… 2007 in diretta dall’Ambasciata Italiana a Praga (imbucati, ovvio), il 4 giugno… 2008 was just a kiss, il 4 giugno…2009 era la data scritta sull’anello…

Com’è, come non è, siamo arrivati a 5. Già?

4 giugno 2010 sai che c’è… dedico a catepol & husband una canzone e una carrellata di momenti insieme. Finardi, perdonami.

Perchè l’amore non è nel cuore ma è riconoscersi dall’odore…

…e non può esistere l’affetto senza un minimo di rispetto…

Perchè l’amore è vivere insieme, perchè l’amore è si volersi bene…

Perchè l’amore è fatto di gioia ma anche di noia…

…e ci vuole anche del tempo, ma lo scopo è conoscersi dentro.

E noi mi sa che siamo solo all’inizio. Auguri amore mio. Auguri a noi.

Icone del web 2.0

Com’è come non è, si finisce sul Corriere di oggi 29 Maggio.
Formato icona, formato avatar, a corredo di un articolo sulla privacy e la sicurezza in Facebook.

Una foto di repertorio: non è la prima volta che i nostri vecchi avatar di Twitter (almeno 3 anni fa, la mia foto è del 2007) appaiono a corredo di un articolo (online soprattutto).

Io son quella in bianco e nero a sinistra del titolo…la quarta dal basso, la quinta dall’alto, accanto alla parola “per”.

Quante icone del web riconoscete?

Oramai questa immagine è il punto di riferimento quando si parla di socia media sui media.

Icone del web sul corriere

Potenza – Ponte attrezzato e Scale Mobili

Ieri, 24 gradi, un sole splendido, mi son detta: “Facciamoci un giro, va!” Avevo proprio voglia di stare all’aperto, ho preso la digitale e via. Proviamo, finalmente le scale mobili nuove, il Ponte Attrezzato Santa Lucia che, da gennaio ,permette di attraversare la città da una parte all’altra (per capirci, da casa mia, zona Poggio Tre Galli, a Sopra Potenza – via Pretoria, centro città).

Proviamo a vedere se è vero che ci si mette più o meno 15/20 minuti ad andare in centro, come dicono. E’ vero! Una svolta anche per me! Potenza si sa, non offre certo modo di camminare tranquilli e di andare da una parte all’altra senza automobile, tra “discese ardite e risalite” (cit.)

La mia passeggiata nelle foto che seguono, così capite anche voi di cosa si tratta quando vi dicono che a Potenza ci son le scale mobili ed il ponte attrezzato.

Ora faccio anche l’intellettuale e vi dò qualche informazione (magari architetti e ingegneri che mi leggono sono interessati a sapere qualcosa in più, oltre alle foto).

Il percorso da via Tammone a Porta Salza è di 600 metri, formato da 26 rampe, dotato di 2 ascensori inclinati per diversamente abili, ed in 15 minuti collega le due parti della città e trasportando fino a 9000 persone in un’ora (che non credo vedremo mai circolare tutte insieme).

Dovete sapere che Potenza, ridente cittadina in cui risiedo per amore, senza mare nel paesaggio a cui ero abituata, con l’inaugurazione e la messa in funzione del Ponte Attrezzato, raggiunge un primato: è la città d’Europa dotata del sistema di trasporto urbano più lungo costituito da scale mobili. Dicheno.

Complessivamente Potenza, in questo momento, ha un sistema di scale mobili che si estende per 1,3 Km con una capacità di trasporto complessivo di 18.000 persone/ora. La città di Tokio, prima al mondo, ha un sistema di poco superiore (1,5 Km). Non potevo non farci finalmente un giro e parlarne.

Il Ponte Attrezzato Santa Lucia non è mica il solo. Si aggiunge, infatti, alle già esistenti: Scala Mobile Prima (Viale Marconi – P.zza Vittorio Emanuele), Scala Mobile di Via Armellini e Scala Mobile Basento, di prossima apertura, che collegherà la stazione di Potenza Centro con il Mobility Center, primo Centro Direzionale della città.

Non entro nel merito di questioni che non conosco ma di cui, ovviamente, qui si parla: è costato troppo, ci hanno messo secoli per costruirlo, il progetto iniziale era diverso, dovevano esserci dei negozi sulla parte di ponte aperto, quello che passa sopra Viale dell’Unicef, il problema dei parcheggi alle varie entrate, ecc. Beghe politiche, economiche e amministrative da cui preferisco star fuori.

Volevo solo condividere la mia passeggiata di ieri. Sperando che il tempo cominci seriamente a migliorare anche qui sull’Appennino Lucano in modo che io possa stare in giro un po’ più spesso e raccontare qualcosa di questa città che mi ospita.

Altrimenti dite che parlo sempre di Vibo e del mare…chi sa perchè.

Catania – Stati generali dell’innovazione

Sono stata invitata dal Comune di Catania, insieme ad un manipolo di blogger, a partecipare agli Stati Generali dell’Innovazione, che si è svolto a Palazzo Platamone.

Una bella giornata non solo per il clima. Un po’ (molto) convegno, un po’ (meno) barcamp. Un tentativo comunque di parlare di innovazione in una città del Sud, un tentativo ben riuscito, secondo me. Un tentativo di sperimentare la modalità Barcamp in un contesto più o meno istituzionale cercando ed ottenendo la partecipazione dei cittadini, in primis.

Ringrazio (anche a nome di husband)  gli organizzatori del Barcamp  e soprattutto il Comune di Catania per l’ospitalità (viaggio e pernottamento inclusi, sono trasparente, non c’è motivo di non dirlo). Ringrazio il comitato organizzatore, Salvo Mizzi, Davide Bennato, Antonio Predichizzi

Ringrazio per l’invito, per la cortesia, per avermi dato modo di tornare nella splendida Catania, due giorni in giro in maniche di camicia, tra sole, mare, cannoli, pesce, arancini, cipolline, ecc. Quasi da non voler rientrare più a casa.

Ringrazio, fino a che siamo stati più o meno tutti insieme, l’ottima compagnia degli altri blogger amici, con cui abbiamo condiviso l’esperienza (Nicola MattinaMarco MassarottoMarco ZamperiniPaolo ValentiMichele Ficara ManganelliAlessandro Nasini, Luca Conti, Zeno Tomiolo, Fabrizio Ulisse, Davide Bennato e Tania, Roberto ChibbaroFloriana Coppoletta … dimentico qualcuno? Ah è ho conosciuto di persona anche Toni Siino e Francesco Passantino…)

Noi, i più vicini, i più meridionali del gruppo blogger invitato, siamo arrivati ovviamente tardi per la cena insieme del 18 sera. Da Potenza a Catania in aereo purtroppo non ci si arriva comodi. C’è toccata la Salerno-Reggio che, al momento, tutto è tranne che una autostrada. Siamo arrivati però in tempo per raggiungere l’allegra combriccola allo Zocentro culture contemporanee Neanche il tempo di salutare tutti e bere qualcosa che mi intervistano ai microfoni di Radio Zammù per la trasmissione Radio50 Special che andava live dal locale e che ha provato a raccontare agli ascoltatori, intervistandoci e cazzeggiando con noi, cosa è un blog, chi sono i blogger, le conversazioni online, i social network, cose così.

Divertente. Soprattutto perchè aspettavano con ansia il parere della quota rosa del gruppo, cioè il mio :)

Interventi dalle due sale, molti. Impossibile seguire tutto, o stavi in sala uno o stavi in sala due. Ne elenco alcuni, con i link ai relativi progetti per andare a vedere con calma di che si tratta.

Foto di marcomassarotto

Inoll una rete aperta di varie iniziative e progetti, progetto Senseable Cities per realizzare le WikiCity, Salvo Mica di e-ludo con il Global Game Jam e la creazione di un MMOG, sulla Mafia ma, ovviamente, a scopi educativi,  Google Technology User Group, Freaknet Medialab, Roberto Chibbaro con Catania come Barcelona e “22 @ Barcelona“, l’idea SeeMS: SMS in trasparenza per scrivere camminando, un po’ come facciamo con varie app per l’iphone che già lo permettono, TeleStrada, la WebTV della Caritas premiata come miglior webTV di denuncia italiana, gli spazi sociali di Artemius, Catania in your pocket, Marco Massarotto e il Tax 2.0, ecc…

Insomma un gran bel calderone non solo di progetti strettamente catanesi o siciliani, anche se largo spazio è stato ovviamente dedicato a questo, così come previsto per questi stati generali. Soprattutto si è fatto molto networking di persona. Scopo primario del Barcamp infatti era anche quello di mettere in relazione persone, teste, idee, progetti e di farle incontrare e conversare. Rompere un po’ gli schemi di quello che è un “convegno”, sperimentare la temporizzazione degli interventi (massimo 5 minuti a relatore), ed anche la possibilità di iscriversi ed andare a parlare, se si voleva presentare qualcosa.

La sensazione è quella di una giornata che andava fatta, soprattutto fatta al sud. Un modo per incontrarsi e presentare idee di innovazione che non riguardano solo la tecnologia ma, soprattutto, una mentalità da cambiare, la voglia di fare qualcosa di nuovo per il bene collettivo, l’importanza del raccontare progetti già in atto o idee per il futuro.

Un paio di critiche, ci stanno. (altrimenti chi li vuole sentire quelli che “Quando pagano vitto e alloggio ai blogger non possono non parlarne bene”).

La prima: il convegno del mattino è partito bene, poi è andato un po’ a ramengo. Mai dare troppo spazio al sociologo famoso, ad un certo punto ha fagocitato tutto! La seconda: il sistema di presentazione cosiddetto Ignite (che a quanto ho capito è sintetizzato in “hai solo 5 minuti per dire la tua”, funziona e non funziona. Fa durare troppo chi non sa presentare e ti annoia, interrompe invece i bravi comunicatori sul più bello, quando ti stanno scaldando e convincendo. O forse è stata la fretta di stare nei tempi (la colpa comunque è del Prof. Bennato che tirava via il microfono dalle mani, letteralmente, allo scoccare del quinto minuto!!!)

Si è obiettato che non fosse un vero Barcamp. In effetti non lo era, l’ho già scritto.

Il barcamp era parte dell’evento, non era l’evento degli Stati Generali dell’Innovazione. Noi che abbiamo partecipato lo sapevamo, era scritto nel programma il funzionamento della giornata. Eravamo là per ascoltare ed abbiamo ascoltato. Eravamo là per partecipare ed abbiamo partecipato socializzando anche l’evento sui vari social network (segui #innovaCt sia su Friendfeed che su Twitter per rileggere il real time della giornata degli Stati Generali dell’Innovazione a Catania. Non è che fossimo tenuti alla condivisione, eppure abbiamo condiviso.

Di Catania bellissima città magari scrivo un altro post. Permettetemi però di concludere così (i motivi sono tanti, chi ha orecchie per intendere intenda).

[MODE CATEPOL POLEMICA E LA BLOGOSFERA, ON] Certo mancavano soprattutto i “fotografi delle dive” per definirlo un vero e proprio barcamp blogosferico e mancava il cazzeggio rumoroso esterno dei blogger, quelli che, qualunque cosa si faccia ad un barcamp, qualunque sia l’argomento, incuranti e irrispettosi di chi sta parlando o presentando qualcosa, si alzano in massa e vanno a fare i fatti loro fuori (sempre che siano mai entrati in sala a sentir qualcuno parlare)…

Ah, non c’erano gadget in dono, nè tramezzini nè buffet su cui fiondarsi come cavallette, siamo andati a spese nostre in rosticceria (certo, ne è valsa la pena!!!). [MODE CATEPOL POLEMICA E LA BLOGOSFERA, OFF]


Pagina 1 di 612345...Ultima »