Ottimismo

Our world is not as bad a place as we often feel it to be. It is easy to look to the future and lament on how far there is left to go, but sometimes it is helpful to stop and reflect on just how far we’ve come.

ottimismo

Al termine di ogni anno è facile pensare al futuro lamentandosi.
“C’è ancora molto da fare”, frase tipica.
Bene, facciamo. Proviamoci almeno.

Soprattutto fermiamoci un attimo a riflettere. Siamo dove siamo perché tanto è stato fatto.
Veniamo da molto lontano, tutto quello che abbiamo è opera di tanti che hanno fatto del bene a tutti.
Anno dopo anno.

Un piccolo video dell’astronauta Canadese Chris Hadfield.

Una guida all’ottimismo, per il 2015 che sta per cominciare.
Ottimisti e propositivi per l’anno che verrà.
Con una riflessione sullo stato del mondo in cui ci troviamo a vivere.
E le note positive: la crescita dell’alfabetizzazione, la diminuzione del tasso di mortalità infantile, le malattie debellate completamente ecc.

We live the way we do because people chose to tackle their problems head-on

Oggi viviamo tutto sommato bene perchè qualcuno prima di noi ha deciso di affrontare i problemi a testa alta (provando anche a risolverli).

Passione e ottimismo nelle cose che facciamo, a 360 gradi.

Nessuno cambia il mondo “tutto in una volta”.
Ognuno di noi, però, può contribuire a cambiarne un pezzetto, con passione per quello che fa.

Ottimismo. Un buon proposito per finire questo 2014 e per cominciare il 2015.

Non trovate?

Ritornare a scrivere?

Fear of failure keeps us stagnant. We’re afraid to jump for our dreams because we might not make it. We think that not making it would be an end to those dreams. One day, when we’re ready, we’ll try for real. One day… But the only day that matters is today. Most of us know that tomorrow rarely comes. Don’t let fear of failure hold you back from giving it your all. Put it down on paper, so to speak. If it doesn’t work, get another sheet and try again

moleskine

via lifehacker.com

Professor XY e il mestiere dell’insegnante di sostegno

Ringrazio Fazi Editore per avermi inviato una copia di “Professor XY” di Marcello Pozzato.

Letto in un paio d’ore. E’ l’esperienza tragicomica di un insegnante di sostegno alle medie, precario (non che cambi molto essere di ruolo, a conti fatti, o essere alle superiori, per il tipo di esperienza raccontata nel libro!).

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Una testimonianza semplice, ironica, disincantata, sul “mestiere” dell’insegnante di sostegno. Mestiere che nessuno ti insegna, nemmeno la SISS, eppure importantissimo. Si ha a che fare con persone in crescita, ragazzini e ragazzine fragili, deboli, con patologie più o meno gravi. Ecco che l’insegnante di sostegno è quello che prova ad unire le doti empatiche, alle conoscenze psicologiche e alla generale capacità di problem solving, a volte esercitando l’arte del bluff per ottenere attenzione, riconoscimento da parte degli alunni in affidamento e così procedere con strategie che li aiutino a parlare, raccontarsi, crescere, conoscere, diventare uomini e donne che, seppure con problemi di vario tipo, sapranno cavarsela nella vita.

Matteo, architetto che ha suo malgrado ripiegato sulle supplenze annuali per il sostegno alle scuole medie, nel corso del libro si confronta con Kevin, reduce da una comunità di recupero; con Arturo, perso nelle nebbie dell’autismo; con Matilde, restia a comunicare ma appassionata di talent show; con Omar, un marocchino che rifiuta strenuamente le proprie origini. Si confronta con i loro genitori, con colleghi e Dirigenti Scolastici, e soprattutto ci racconta di un contesto poco noto, fatto di frustrazione e rabbia ma anche di complicità e tenerezza: il lavoro dell’insegnante di sostegno, per cui ogni mattina a scuola è non prevedibile ma ricca di umanità.

Il professor XY non si considera né viene considerato un eroe, eppure affronta una grande e più delle volte solitaria battaglia: quella contro i disagi giovanili, sommersi ma laceranti, che spesso preferiremmo ignorare e addirittura dimenticare.

Lettura consigliata a chi lavora nella scuola, e non solo.

Una frase tratta da Professor XY:

La capacità di sopportazione degli altri dipende dalla capacità di sopportazione delle nostre debolezze.

Banda ultralarga per la scuola…vi aspetto!

Dal 9 all’11 ottobre 2014, la dodicesima edizione di “Smart and Education Technology Days – 3 Giorni per la scuola”, l’evento organizzato da Città della Scienza di Napoli ed interamente dedicato alle scuole, vede la presenza di GARR sia nel programma congressuale che con uno stand espositivo dove saranno presentate le iniziative della comunità dell’università e della ricerca per le scuole.

Il 9 ottobre, il seminario organizzato da GARR su “Banda ultralarga per la scuola” sarà l’occasione per discutere sul ruolo della rete e sulle esperienze di successo in corso nelle scuole in Italia. Interverranno, tra gli altri, Alessandra Poggiani, DG dell’AgID e Francesco Luccisano, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Giannini.

banda larga

Il 10 ottobre il programma di incontri proseguirà con il seminario “Scuole e didattica in rete”, in cui verranno presentate le opportunità offerte dal collegamento in fibra alle scuole.

Infine, durante tutta la tre giorni presso lo stand GARR si terranno una serie di incontri, seminari e dimostrazioni con le scuole innovative e con gli enti di ricerca della comunità GARR, tra cui CNR, INGV, INAF, INFN e CINECA che presenteranno contenuti e iniziative per le scuole.

Info e programma completo sono online su: www.garrxprogress.it/3giorniperlascuola

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Programma seminario “Banda ultralarga per la scuola”

Giovedì 9 Ottobre 2014 – 14.00-15.30 – Napoli, Città della Scienza – Sala Averroè
Modera: Caterina Policaro, insegnante blogger

La Scuola Digitale nel piano “La Buona Scuola” del MIUR
Francesco Luccisano, Capo Segreteria Tecnica Ministro – MIUR

Competenze e strategie per innovare la scuola: il ruolo dell’Agenzia per l’Italia Digitale
Alessandra Poggiani, Direttore Generale AGID

Iniziative del MIUR per la scuola digitale: il progetto GARR-X Progress
Fabrizio Cobis, MIUR, Direzione generale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca

Collegare le scuole in fibra per avvicinarle al mondo dell’Università, della Ricerca e della Cultura: la visione GARR
Claudia Battista, Coordinatore Progetto GARR-X Progress

Il modello dell’Università di Cassino: il progetto EduNet
Marco D’Ambrosio, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Concetta Senese, Dirigente Scolastico Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano (FR)

Le reti regionali per le scuole: l’esperienza di Lepida in Emilia-Romagna
Enrica Salbaroli, Lepida, Rete delle Pubbliche Amministrazioni dell’Emilia-Romagna

Innovazione digitale a scuola nel Sud
Antonio Guida, Dirigente Scolastico Istituto Marco Polo di Bari

Di alfabeti digitali ed educazione civica

Un alfabeto digitale non esiste, perché i singoli blocchetti costitutivi delle esperienze possibili in rete non sono certi, non sono univoci e soprattutto non sono arbitrari e questo li rende discutibili e interpretabili…

…L’alfabeto quello è e funziona per questo; Internet è quello che io riesco a farci e funziona per questo. Chiunque pensi che sia possibile “alfabetizzare” un’altra persona al digitale imponendogli la sua versione dei fatti non ha capito con che cosa ha a che fare. Di questi tempi, una lacuna piuttosto grave: non ci serve alfabetizzazione digitale, ci serve educazione civica.

luminol Lettura consigliata!

#Luminol. Tracce di realtà rivelate dai media digitali / Mafe De Baggis

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