Un hashtag #allertameteoBAS e l’alluvione in Basilicata

Un hashtag #allertametoBAS il cui uso è cominciato il 27 novembre con un pre-allerta.
Nei giorni seguenti solo acqua, tanta acqua caduta sulla Basilicata (e non solo, colpite anche Calabria, Puglia, Molise).
Un hashtag che ha raggiunto un picco di 2464 tweet in un giorno. Giorno 1 dicembre. Come vi raccontavo.
1 e 2 dicembre 2013, acqua dal cielo, Protezione Civile in massima allerta, territori allagati, frane, crolli, famiglie sfollate…

2464 tweet in un giorno da una Regione (o per una Regione) i cui numeri di Twitter sono poco significativi.

Un totale di 4426 Tweet in una settimana o poco più.
Questi i numeri dell’alluvione in Basilicata, su Twitter.

allerta

Sindaci che chiudono scuole, sospensioni della fornitura idrica, strade e collegamenti, viabilità.
Gente che chiede attenzione a media nazionali, che chiede di parlare di quello che succede in Basilicata.
Tutto questo e molto altro è passato attraverso un hashtag #allertameteoBAS (anche qualche sciacallata, ma pochissima roba, siamo tutti stati molto disciplinati nell’uso, nessuno ne ha approfittato per cercare visibilità per sè, come capita in questi casi).

Il 30 novembre si Twitta anche di #NOVASIRI con 48 tweet che raccontano la situazione.

Si aggiunge la situazione del fronte frana a Montescaglioso. Ad #allertameteoBAS si aggrega un altro hashtag: #montescaglioso

442 tweet che lo contengono. Il picco il 3 dicembre con 221 tweet, nello stesso giorno si registrano 424 tweet per #allertameteoBAS tra cui quello del neo eletto Governatore Marcello Pittella (non ancora insediato)

@marcepittella: Chiedo al Governo Nazionale lo stato di calamità, uomini e mezzi a supporto della situazione critica #allertameteoBAS

montescaglioso

Aggiungiamo circa 24 foto taggate su Instagram #allertameteoBAS.
Molte foto son state postate direttamente via Twitter, altre via Facebook e condivise di profilo in profilo. Molte senza hashtag.

E poi Facebook (un po’ più complesso da monitorare) come si può vedere dalla tagboard che ho creato proprio per raccogliere anche quanto passava da Facebook con tag #allertameteoBAS
https://tagboard.com/allertameteoBAS

Se arrivate in fondo alla pagina e cliccate su LOAD MORE, più volte, si arriva, a ritroso, al momento in cui abbiamo cominciato ad usare ed aggregare le informazioni sull’alluvione.

L’evoluzione dell’allerta meteo via hashtag seguita con aggiornamenti in tempo reale dai canali social di TRMtv facebook.com/trmtv e twitter.com/trmh24 oltre al sito internet TRMtv.it

A ruota si sono aggiunti gli altri media e stampa lucani. I blogger, gli amici. I cittadini, i politici, gli amministratori, i sindaci.
Quasi sempre utilizzando l’hashtag per veicolare l’informazione e per permetterci di aggregare, rilanciare, seguire, retwittare.

Ecco, ancora una volta, l’importanza di un hashtag usato correttamente.
La narrazione in tempo reale di una regione piegata dal maltempo.
La diffusione di una buona pratica comunicativa, il coinvolgimento non solo da lettori di status sui social ma da produttori di contenuti utili da postare sui propri profili e da condividere con quanti possibile.

Un popolo, quello lucano, unito in una situazione di emergenza, almeno sui social.

Complimenti alla Protezione Civile di NOVA SIRI per aver usato #allertameteoBAS da subito, per dirne una.

Non basta. Profili con pochi followers, quando forniscono informazioni importanti come queste della situazione di allerta meteo per l’alluvione, devono assolutamente essere rilanciati con retweet da profili più seguiti. Io e molti altri abbiamo rilanciato ogni notizia utile, per quanto possibile, seguendo passo passo, sia su Twitter che su Facebook le informazioni che venivano diffuse, verificandole anche, quando necessario.

I miei alunni che mi hanno inviato le foto alle 7 del mattino della situazione strade allagate dai loro comuni, ad esempio. Su Facebook, ovviamente.

Altro passaggio importante, retweet usando “cita il tweet”, utile funzione di Twitter che permette di retwittare aggiungendo o editando i tweet degli altri. Utilissimo per aggiungere #allertametoBAS quando non presente, in modo da aggregare davvero tutto e seguire.

Come essere utili su Twitter in questi casi?
Twittando con hashtag le informazioni diramate dagli organi ufficiali (Regione, Protezione Civile, Volontari, Giornalisti ecc.).
Verificando per quanto possibile le informazioni, selezionando quelle più importanti, evitando il rumore, evitando di usare un hashtag solo per commentare senza aggiungere valore.

Da parte mia, ho ricordato anche a sindaci e amministratori amici di usare #allertameteoBAS nelle comunicazioni dai loro comuni. Fa piacere che abbiano capito l’importanza e si siano adeguati.

A scorrere la tagboard https://tagboard.com/allertameteoBAS abbiamo fatto tantissimo per l’informazione e per la Basilicata, anche se non direttamente dai luoghi interessati, amplificando e allargando la portata delle notizie, rendendo Twitter e Facebook strumenti di pubblico servizio.

A scorrere la tagboard è chiaro quanto è successo in Basilicata ed è chiaro che servono aiuti per le popolazioni e i territori che hanno subito più danni.

I social sono anche questo.

E questa è una storia che, a partire dai numeri, volevo raccontare.

Ricordiamoci che Twitter non è tutto il mondo…

“Only a minority of people are on Twitter, and only a fraction of them are active. The people you follow (your Twitter stream) is only a partial version of Twitter overall. And the people on Twitter do not represent the wider population (they tend to be younger, richer, more liberal). We have the potential to pick up on interesting trends and reach a vast and even diverse audience through Twitter, but never assume that it reflects the wider real world. ’Twitter’ never ‘says’ something. Let alone, ‘People think’ via Twitter. It is always ‘someone [or 'some people'] on Twitter says something’.”

via http://blogs.lse.ac.uk/polis/2013/11/27/twitter-5-dangers-for-journalists/

Gli utenti Twitter sono una minoranza, in assoluto, in Italia ancora meno, in Basilicata poi, siamo 4 gatti a cinguettare.
Solo una parte di questa minoranza cinguettante, è realmente attiva su Twitter.
Molti sono iscritti a Twitter e non vanno oltre l’aggiornamento notizie o seguire personaggi pubblici e famosi.
Solo una parte degli utenti attivi, ha capito bene come si usa Twitter. Molti vanno a tentativi.
Le persone che seguiamo (il flusso di Twitter che vediamo scorrere davanti ai nostri occhi) è solo una versione parziale di quanto accade su Twitter a livello più generale.
La versione parziale che ci siamo anche scelti di seguire.
Le persone su Twitter non rappresentano la popolazione in generale e nemmeno nel dettaglio. Tendiamo tutti ad essere più giovani, più ricchi, più liberali, più belli, più fotogenici, più smart, più ironici, più incontrollati, più presenzialisti, più partecipi.
Tanto è gratis. Tanto è Twitter.

twitterupd

Potenzialmente, grazie a temi e hashtag, tweet e retweet, possiamo far crescere l’attenzione su tendenze interessanti e raggiungere un pubblico molto più vasto, eterogeneo, (g)locale, nazionale (trasmissioni TV, radio ecc. ad esempio).
A volte ci riusciamo anche: abbiamo portato #regionalibas e #portamateranel2019 nei Trending Topics di Twitter, e siamo davvero “4 gatti cinguettanti” in Basilicata!
Che, però, si son accordati a farlo in un caso o, semplicemente, parlavano tutti di un argomento, nell’altro.
Se poi partecipano al gioco alcuni utenti con un discreto numero di followers, è ancora più facile.
Tutto questo però non solo non è mai scontato, soprattutto continuerà a non rispecchiare veramente il mondo reale, i fatti come accadono (e non solo come sono pensati dagli utenti attivi di Twitter), gli argomenti di discussione più importanti. Delle tendenze, forse. Delle tendenze di gruppi più o meno piccoli, comunque.

La diffusione di Twitter in Italia, per capirci:

Immagine 1

‘Twitter’ da solo non ‘dice’ mai qualcosa. L’ho letto su Twtter, su Twitter si dice che, su Twitter fa tendenza questo, su Twitter non si parla d’altro…
E’ sempre una minoranza a cinguettare.
Ne parlano su Twitter, poi, non si può sentire.
Su Twitter, ‘La gente pensa che’ non è uno spaccato valido della realtà. Qualunque essa sia.
Vi aggiungo: è facilmente manipolabile. Ne scrivevo 2 anni fa
E’ gratis aprire profili Twitter, è gratis organizzare gruppi che retwittano a raffica, è gratis.
Si possono invece acquistare i followers, lo sappiamo. Per dire: “Io ce l’ho più…seguito”
E’ ‘sempre’ qualcuno in particolare [o al massimo «alcune persone»] su Twitter a dire qualcosa.
Non è Twitter.

Evviva sempre Twitter, per quanto mi riguarda.
Ho appena compiuto 7 anni di Twitter, e non lo lascerei mai.
E’ bello vedere che sempre più utenti lo utilizzano e che molti sappiano cosa sia Twitter.
E’ bello parlarne nel quotidiano.
Non prendetelo troppo sul serio, il fenomeno Twitter, però!

PS la mia sempre valida guida a Twitter e le mie slide “Ora ti spiego Twitter” sono a vostra disposizione. Buon Twitter!

Etwinning: mobilità virtuale e innovazione sostenibile a scuola

Mobilità virtuale e innovazione sostenibile a scuola, in Sicilia due giorni di
networking con 200 insegnanti da tutta Europa.

Per la prima volta riuniti a Catania i rappresentanti della rete europea degli Ambasciatori eTwinning, attivi nella diffusione dei gemellaggi elettronici tra scuole della Unione Europea.
Dal 17 al 19 ottobre oltre 200 docenti europei si riuniranno a Catania (Hotel Sheraton) in nome della formazione e della condivisione di buone pratiche, per un’ innovazione didattica sostenibile attraverso la mobilità virtuale.

Questo in sintesi il significato della prima Conferenza europea ambasciatori eTwinning, l’azione sui gemellaggi elettronici tra scuole coordinata dalla Commissione Europea.

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Attesi in Sicilia gli insegnanti di scuole pubbliche del continente che costituiscono la rete europea di esperti nazionali all’interno dei sistemi scolastici dei Paesi aderenti, per informare, orientare e diffondere i benefici della didattica attraverso gemellaggi elettronici tra scuole, supportando l’azione delle Unità nazionali
eTwinning.

Il programma sarà alternato da sessioni in plenaria, keynote speech di esperti e workshop di formazione su diversi aspetti relativi l’innovazione scolastica e la mobilità virtuale in Europa. In conclusione del settennato di Lifelong Learning Programme, l’evento costituirà anche l’occasione per tirare le somme dei risultati e le sfide di eTwinning nel prossimo Programma Erasmus+, oltre a favorire lo scambio di esperienze e risultati.

L’evento è organizzato dall’Agenzia LLP Indire, Unità nazionale eTwinning con il patrocinio del Comune di Catania. Insieme agli Ambasciatori eTwinning selezionati in ciascun Paese (per l’Italia ci saranno circa 40 docenti selezionati dalla rete nazionale ambasciatori), saranno presenti rappresentanti di Commissione Europea, Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, istituzioni locali, oltre ai coordinatori dell’Agenzia nazionale per il Lifelong Learning Programme di INDIRE.

Per attività ludiche e sociali sono state coinvolte anche alcune scuole locali.

Hashtag ufficiale: #etwamb13
Live streaming sul sito di eTwinning Italia: www.etwinning.it

Instagram non fa più cercare alcuni hashtag

Su Instagram si possono usare gli hashtag per permettere alle foto di essere cercate per argomento, parola chiave.
Ovviamente se ne abusa spesso e si riempiono i commenti alle foto di hashtag (sono la prima a farlo, a volte).

hashtag

Adesso Instagram ha deciso di bloccarne alcuni, nel senso di evitare che possano essere cercabili sia internamente alla APP sia da app e servizi che attraverso le API del servizio rendevano possibile la ricerca e l’aggregazione su Instagram.

Lo segnala il blog TheDataPack che cita come fonte l’Instagram API Developer Google Group, pubblicando anche un elenco NON UFFICIALE delle parole con cancelletto che non sono ricercabili.

Il blocco riguarda anche parole usatissime ma che aggiungono poco valore, impegnando però alti volumi di ricerca dentro Instagram stesso. Sono inclusi hashtag come #photography, #iphone, e #instagram stesso nell’elenco bannato dalle ricerche.

La spiegazione di Mike Krieger, Instagram Co-Founder:

“We’ve stopped serving feeds (both in app and API) for some tags that were too generic and didn’t provide enough end-user value.”

E’ interessante notare come la lista (pur essendo non ufficiale) contenga parole e loro variazioni multiple, soprattutto parole ovviamente già bloccate da Instagram perchè a sfondo sessuale o pornografiche ecc. Esempio #boobs e #bigboobs bannate entrambe proprio perchè #boobs è la parola già bannata.

Curiosità: #iphone e #iphone4s sono sulla lista mentre al momento #iphone5 no.

La lista completa, non ufficiale, degli hashtag non ricercabili su Instagram è qua (in aggiornamento sulla base delle segnalazioni degli stessi utenti):

http://thedatapack.com/banned-hashtags-instagram/

A proposito, forse non tutti sanno che se l’hashtag non è usato nel post principale, insieme alla foto, ma nei commenti a seguire, la ricerca di Instagram rende il numero di foto contenenti quell’hashtag ma non le fa visionare tutte. Si vedono solo quelle che hanno l’hashtag nel post principale.

Hai notato che succede con altre parole di uso troppo comune?

Scuola: le linee programmatiche del nuovo Ministro

Vi allego il file con le Linee Programmatiche del Ministro CARROZZA 060613.

E’ l’AUDIZIONE dell’ ON. SIG. MINISTRO CARROZZA davanti alle Commissioni riunite del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati sulle linee programmatiche

Sono da leggere, per capire come agirà il nuovo Ministro su istruzione, scuola, Università, ricerca ecc.

Molti i punti toccati dal Ministro Carrozza, ecco quello che riguarda il mondo della scuola e dell’istruzione:

- Formazione, Sviluppo Economico, Capitale Umano

…Le politiche per l’istruzione, l’università e la ricerca sono di rilevanza strategica per il Governo. In particolare, come è noto, il livello di formazione (e quindi di istruzione) ha un legame diretto con il tasso di sviluppo economico di una certa popolazione e di un certo Paese in un dato momento storico…

Tutti a scuola - Quirinale: Cerimonia inaugurazione anno scolastico 2010/2011 - Delegazione Scuole Basilicata

- Credibilità, Trasparenza e Coesione

I sistemi dell’istruzione, dell’università e della ricerca non possono vivere nell’incertezza perenne tra tagli e rimodulazioni in corso d’anno. Quello che serve è un orizzonte temporale pluriennale in cui il budget su cui sviluppare il sistema sia coerente con le politiche, le strategie e le priorità che il Paese si impegna a
perseguire, tenendo conto, peraltro, della necessità di rispettare gli obiettivi assunti a livello internazionale.

- Semplificazione burocratica

Trasparenza delle politiche e della gestione vuol dire anche un sistema normativo più semplice, meno frammentario e tortuoso, in cui le regole da applicare siano facilmente conoscibili e il più possibile semplici da applicare. La situazione attuale, purtroppo è questa: un groviglio di fonti normative in tutti i settori che afferiscono al Ministero tale da generare confusione, ampi margini di discrezionalità, minori garanzie per gli interessati, eccessivo contenzioso (solo nel settore scuola sono migliaia i ricorsi. Non c’è atto dell’amministrazione che non sia sommerso da
ricorsi).

- Obiettivo principale dell’Istruzione

…garantire ai nostri ragazzi luoghi di apprendimento sicuri e un percorso scolastico che possa incidere positivamente nella realizzazione del loro progetto di vita e sul loro futuro, permettendo a tutti i meritevoli, ancorché privi di mezzi, di raggiungere i più alti gradi dello studio secondo il dettato della nostra Costituzione.

- Due gli assi fondamentali che il sistema scolastico italiano deve sviluppare: l’inclusività del sistema formativo e la qualità degli apprendimenti

- Riconoscimento del lavoro dei docenti

Se vogliamo garantire la qualità degli apprendimenti, dobbiamo anche dare un segnale di valorizzazione e di riconoscimento al prezioso lavoro del docente. Ormai da molti anni e in molti modi – a volte anche drammatici – alla scuola e ai nostri docenti viene chiesto di assolvere a funzioni educative generali: l’accompagnamento alla “fatica di crescere” delle nuove generazioni, la funzione di guida verso modelli di comportamento costruttivi, l’orientamento fondato sull’autovalutazione di forze, inclinazioni e debolezze, il presidio dei limiti e la gestione e la riparazione, insieme ai ragazzi, di comportamenti distruttivi e auto-distruttivi purtroppo diffusi, il sostegno alle molte fragilità, la costruzione di opportunità per ciascuno.

- Tecnologie digitali

La scuola oggi deve anche confrontarsi con la
pervasività delle tecnologie digitali e con il loro utilizzo corretto, e deve attrezzarsi per rispondere alle esigenze formative di generazioni di nativi digitali e di bambini che a causa delle loro condizioni di partenza possono essere marginalizzati alimentando il digital divide.

- Azioni da perseguire

a) interventi di sistema (dove le priorità sono sicuramente costituite dall’edilizia scolastica e dallo sviluppo e sostegno all’autonomia delle scuole);
b) interventi per il personale della scuola (con la valorizzazione delle professioni e con segnali di attenzione immediati per il precariato);
c) interventi per gli studenti, garantendo apprendimenti di qualità per tutti e ognuno.

- Organico

…la costituzione dell’organico dell’autonomia e dell’organico di rete, così come già previsto dalla legge (art. 50 del D.L. n. 5/2012), che ha come conseguenze immediate una maggiore stabilità dell’organico effettivo delle istituzioni scolastiche e un consistente assorbimento di una quota sensibile di precariato.
Chiaramente il vero e proprio organico funzionale (strumento di flessibilità del quale il sistema scolastico non può più fare a meno per garantire un servizio efficiente) deve essere l’obiettivo cui tendere nel medio periodo.

- Sostegno finanziario all’autonomia scolastica

tramite il fondo per il funzionamento ordinario delle scuole e il ripristino del fondo per le attività aggiuntive del personale scolastico.

- Valorizzazione della professione docente e del personale scolastico tutto.

- Sistema di valutazione

che non deve essere visto come una volontà di “dare la pagella” ai professori o ai dirigenti scolastici, ma come necessità
da parte della scuola stessa di verificare gli esiti rispetto ad obiettivi definiti congiuntamente, al fine di creare un circolo virtuoso che consenta di intervenire sul Piano dell’offerta formativa (POF) per migliorare gli elementi di criticità che si siano
manifestati. Ma deve essere anche lo strumento per Regioni ed Enti locali per capire come investire a supporto e a rafforzamento dell’offerta formativa delle scuole, come già accaduto in alcune buone pratiche in Italia.
Nel sistema valutativo non c’è alcuna volontà sanzionatoria o di
penalizzazione: si tratta piuttosto di trovare soluzioni condivise, in grado di sviluppare processi di auto-miglioramento della qualità dell’apprendimento, della didattica, dei comportamenti professionali degli insegnanti.

- Riconoscimento economico e professionale

Successivamente, in fase di predisposizione dell’atto di indirizzo per la prossima stipula del contratto nazionale di lavoro si potrà prevedere, tra l’altro:
a – un incremento della retribuzione base del personale scolastico, nell’ambito delle compatibilità finanziarie che il Governo indicherà, che valorizzi la capacità innovativa dei singoli e di lavorare in team;
b – un chiaro riconoscimento economico delle posizioni organizzative
particolari della scuola, tanto nei riguardi del personale docente ed
educativo che di quello amministrativo, tecnico e ausiliario;
c – un altrettanto chiaro e palese riconoscimento tanto delle posizioni organizzative che di tutte le figure di supporto alla attività didattica (che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento ed alla radicalizzazione dell’istruzione sul territorio) in sede di progressione di carriera.

- Una riflessione per il nuovo reclutamento dei dirigenti scolastici e dei docenti

- Formazione docenti all’uso delle tecnologie

…occorre avviare in collaborazione con la DG Connect (Directorate
General for Communications Networks, Content and Technology) della
Commissione europea e secondo le indicazioni del Consiglio europeo dell’istruzione un piano straordinario per la formazione dei docenti all’uso delle tecnologie. Occorre favorire, pur nel rispetto delle regole di concorrenza ed evidenza pubblica, la specializzazione di imprese italiane ed europee affinché la digitalizzazione delle
scuole sia una occasione di sviluppo e crescita.

- Precariato e piano assunzioni

- Interventi per gli studenti

…l’obiettivo è quello di apprendimenti di qualita’ per tutti e ciascuno, da realizzarsi anche mediante una politica di lungo respiro per contrastare la dispersione scolastica e a favore di politiche per l’inclusione di tutti i bambini e ragazzi.

- Dispersione scolastica

– Bisogni educativi speciali, disabilità, inclusione, sostegno

– Ampliamento del tempo scuola

– Apprendimento permanente per la crescita e del potenziamento dei sistemi integrati di istruzione, formazione e lavoro

– Potenziare l’istruzione tecnico-professionale, raccordare i sistemi di istruzione, formazione e lavoro

Insomma, c’è un bel da fare nel mondo della scuola. Fa piacere leggere delle linee programmatiche che entrano molto nello specifico nelle quali non si ragiona più nell’ottica solo dei tagli.

Vedremo, però, cosa succederà veramente da adesso in poi.

Internet e la distrazione continua

Effetti di Internet sul nostro cervello. La distrazione, in primis.

A quanta informazione siamo esposti contemporaneamente?
Quanto a lungo riusciamo a rimanere concentrati su quello che stiamo facendo?

Ops, una nuova mail.
Ops, di cosa si sta twittando oggi?
Ops, Tizio ha messo Mi Piace su una foto di te.
Ops, ti sto Whatsappando…
Ops…

information overload

Quali informazioni vengono consolidate nella nostra memoria?
Sicuri di aver appreso qualcosa tra tutte queste notifiche?
Dalla memoria di lavoro a brevissimo termine cosa passa e resta nella memoria a lungo termine?

La capacità di stare attenti è la chiave del nostro apprendimento.

Attention is the Key.

Se perdiamo il controllo della nostra attenzione, non rimaniamo “focused”, non impariamo nulla. Dimenticheremo già dopo qualche minuto, scalzati da una nuova mail con quelle foto di gattini che non possiamo non aprire subito.

A che serve apprendere qualcosa di nuovo?
Tanto abbiamo Google quando ci serve sapere cos’è una cosa, qualunque cosa.
Mozart, Michelangelo, Shakespeare, Picasso non avevano Google ma un grande controllo su ciò che imparavano e su ciò che poi si trasformava in opera di cultura da condividere con altre persone.

Imparare a pensare in maniera critica, anche con l’aiuto di internet.
Continuare sempre a imparare. Non lasciamo che faccia tutto un computer.
Troppo comodo non usare il cervello.

Internet è uno strumento potentissimo grazie al quale dobbiamo continuare ad imparare.
Ecco perché è bene, ogni tanto, rimanere unplugged e dedicarsi ad altro.

Tanto a sera le mail, i mi piace di Facebook, i retweet, le foto dei gattini ecc. saranno sempre là ad aspettarci.

(via)

Plico telematico 2013, pronti, via

Il MIUR pubblica le procedure per gli Esami di Stato 2012/2013, plico telematico e scadenzario con l’Ordinanza n. 13 del 13 aprile 2013.

Riguardo la parte “digitale” e della semplificazione amministrativa degli Esami di Stato, confermato il Plico Telematico dopo la positiva sperimentazione dello scorso anno scolastico, non si parla invece di Commissione Web (ma vengono allegati all’Ordinanza i modelli con i testi dei verbali).

Questo è quello che è stato reso noto per ora:

Per la prossima sessione dell’esame di Stato, è confermato – come per il decorso anno – il progetto di semplificazione, finalizzato alla trasmissione per via telematica delle prove, denominato “plico telematico”, contenente i testi della prima e della seconda prova scritta (nonché, ove prevista, della quarta prova scritta). Ciascuna sede di esame diviene destinataria del “plico telematico”, documento digitale, protetto con procedimenti di cifratura, e, a tal fine, il dirigente scolastico deve garantire la dotazione tecnica indispensabile e, almeno, un “referente di sede”.

Funziona come lo scorso anno.

Dalla nota Nota MIUR 0000884 del 12 Aprile 2013 pubblicata sul sito Intranet sappiamo che dal 15 aprile al 4 maggio le scuole designano e abilitano al SIDI i referenti del plico telematico.

A referenti abilitati e connessi, si procederà a breve con

l’attuazione della sperimentazione di invio del plico telematico: la sperimentazione, che riguarderà tutte le istituzioni scolastiche statali e paritarie che saranno sede di commissione d’esame, avverrà presumibilmente a partire dal 10 maggio p.v., e comunque ne verrà data comunicazione in una successiva nota.

Plico Telematico

Attendiamo istruzioni.
Per ora, sul Plico Telematico è tutto. Ne riparlerò presto.

I compiti viaggiano già su Whatsapp

Riflessioni su tecnologie e apprendimento che nascono per caso, ma non troppo, dopo una conversazione con altri docenti al termine di un corso di formazione sulle LIM.

E’ il momento di Whatsapp, applicazione per smartphone (tutti i tipi) che permette di mandare messaggi gratis, foto, audio ecc. A singoli contatti o a gruppi di contatti (diventando una chat di gruppo ma privata).

Avete già capito dove voglio andare a parare?
Ho appena twittato, non a caso, le mie previsioni per gli esami di maturità 2013.

Ho scritto più volte di tecnologie, cheating, esami su questo blog.

cheating

E’ possibile usare Whatsapp a scopi educativi, come strumento che facilita l’apprendimento? Certo. Questo voglio approfondire.

Mi appunto qui anche questo articolo che parla del fenomeno Whatsapp e le ricadute su educazione emozionale e relazione.

Intanto, sarete curiosi di sapere che in Egitto e in Cambogia il problema degli studenti che copiano o si aiutano via Whatsapp è in discussione già dallo scorso anno scolastico.

Whatsapp è così diffuso (e praticato) dagli studenti. Basta osservarli e capire che è proprio Whatsapp, anche più di Facebook, lo strumento privilegiato di comunicazione veloce.

E’ il momento di cominciare a pensarci anche in termini di impatto sulla scuola e sull’apprendimento (troppo facile dire che gli studenti lo usano per copiare fotografando le domande dei test e attendendo messaggio di risposta e chiudere così il discorso educativo).

Che dite?

UPDATE
Usi educativi di Whatsapp di cui vengo a conoscenza:
– genitori che inviano ai figli via Whatsapp le pagine fotografate dei libri di testo dimenticati a casa
– mamme che creano un gruppo “compiti” su Whatsapp e durante il fine settimana si scambiamo pareri e “compiti mancanti” per semplificare la vita
– docenti che mandano i compiti via Whatsapp agli alunni malati o assenti

Mandatemene altri e li aggiungo!

Iscrizioni online 2013 – Considerazioni e Guida

Post lungo, mettetevi comodi.

Da oggi, lo sapete, è possibile effettuare le iscrizioni a scuola direttamente (e solamente) online.

IscrizioniOnLine 2013-14

Si accede dal sito del MIUR da qui http://www.iscrizioni.istruzione.it/ oppure direttamente da qui https://iscrizioni.pubblica.istruzione.it/iscrizionionlinefamiglia/.

Iscrizioni online

Il MIUR ha già messo un avviso, in merito. Siamo soltanto alla prima giornata, la curiosità è tanta (e anche l’ansia da prestazione, aggiungerei io), c’è tempo fino al 28 Febbraio, un mese per capire, leggere, seguire le istruzioni. Ecco l’avviso:

Si ricorda alle famiglie interessate all’iscrizione on line che la procedura rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2013 e che è possibile operare 24 ore su 24, tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica.
Si sottolinea che la data di presentazione della domanda di iscrizione on line non rappresenta requisito di priorità nell’accoglimento della stessa da parte della scuola.

Non è una gara, non vince chi arriva per primo, le scuole accoglieranno le domande pervenute al 28 febbraio, non si vince l’iscrizione ad un corso piuttosto che ad un altro.

Vediamo di essere d’aiuto alle famiglie che si apprestano ad effettuare, per la prima volta in Italia, l’iscrizione online.

La Legge 7 agosto 2012, n. 135 stabilisce che “A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013, le iscrizioni alle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado per gli anni scolastici successivi avvengono esclusivamente in modalità on line”.

La domanda d’iscrizione alle prime classi delle scuole statali primarie, secondarie di I e di II grado si deve compilare obbligatoriamente on line. Le domande destinate invece alle scuole paritarie, se queste non hanno aderito al processo delle iscrizioni on line, vanno inoltrate per mezzo dei tradizionali modelli cartacei.

Il MIUR ha realizzato queste pagina web proprio per accompagnare le famiglie nel percorso per l’iscrizione on line: dalla registrazione, alla ricerca della scuola desiderata, dalla compilazione del modulo di iscrizione al suo inoltro.

Qui la pagina delle FAQ (le domande più frequenti): http://www.iscrizioni.istruzione.it/faq.html

La prima domanda riguarda proprio ciò che è motivo di polemica in corso: e le famiglie senza computer? e chi non ha internet?

A questa domanda io avrei risposto (almeno per quanto riguarda il passaggio dalla media alla secondaria superiore): verifichiamo che smartphone ha in mano questo ragazzo/a tredicenne, verifichiamo se ha o meno un profilo Facebook. Immagino tutti abbiate la risposta, anche se non lavorate a stretto contatto con i ragazzi di questa età ogni mattina.
Vi fornirei delle statistiche precise, sto girando per l’Orientamento, incontro dai 40 ai 100 ragazzini/e al giorno, girando per i paesi Lucani della provincia di Potenza. Ho visto Lim ovunque (e, udite, udite, in funzione!), ho visto tanti smartphone, nessuno dei ragazzi si stupisce di essere contattato “anche” via Facebook…anzi, apprezzano. Tutti o quasi sanno cosa è una mail.

Eppure continuo a leggere in giro, riguardo le iscrizioni online, riguardo questa innovazione che taglierebbe gran parte della popolazione (quella digital divisa, quella del remoto paesino montano…) da questa procedura, che le famiglie avranno “seri” problemi.

A me, invece, sembra un servizio ottimo, dedicato a una fetta molto ampia di popolazione, democratico, che non crea divisioni, che obbliga le famiglie e la scuola a confrontarsi con la rete, i servizi online per il cittadino, che fa risparmiare carta, tempo ecc.
Si sa, le mie idee sulla innovazione e le tecnologie didattiche e non, sono ben precise. Sono ottimista.

Il MIUR, giustamente, rassicura gli utenti. Ecco cosa deve fare chi non ha internet, chi non ha il computer, chi non lo sa usare: semplicemente contattare la scuola di destinazione o di frequenza e informarla della situazione. La scuola può inserire la domanda per conto della famiglia, alle scuole si chiede la massima collaborazione per l’assistenza delle famiglie in queste operazioni.

Le scuole hanno un orario ben preciso, mentre il servizio Iscrizioni Online, a partire dal 21 gennaio 2013, sarà disponibile 24 ore su 24, compresi il sabato e la domenica.

Il MIUR ci tiene anche già a precisare i numeri e la soddisfazione della prima giornata di apertura del sistema.
Anche se in molti, stamattina, si sono lamentati per l’impossibilità di accesso (prevedibilissima ansia da prestazione e curiosità tutta italiana, dico io). Ecco i numeri:

Ben il 98,8% delle scuole ha personalizzato la propria scheda. Naturalmente le scuole che non lo hanno fatto utilizzeranno il modello standard. Quindi, gran parte degli istituti ha effettuato la procedura di personalizzazione del modulo. La percentuale è altissima e simile alla percentuale degli istituti che hanno, a giugno, effettuato correttamente la procedura del Plico Telematico agli Esami di Stato.

Solo a leggere il dato, io mi chiedo perché, invece, l’opinione pubblica ritiene che le scuole siano “arretrate” in campo tecnologico. Il dato mi dice un’altra cosa.

Il risparmio nella scuola con le iscrizioni on line: a fronte di circa 1.700.000 studenti coinvolti, il risparmio è di circa 5 milioni di fogli di carta e 84.000 ore di lavoro delle segreterie scolastiche che non devono più inserire a mano i dati dai moduli cartacei.

Al massimo supporteranno, affiancando le famiglie, il processo di iscrizione online. Carta non ne dovrebbe girare. Non ha senso, infatti, fornire, in fase di orientamento, fac-simili cartacei del modulo da compilare (che non contiene nulla di eccezionale, normali informazioni richieste alle famiglie all’atto dell’iscrizione).

L’operazione di diffusione di cultura digitale è proprio quella: la procedura, guidata, online.
Le iscrizioni on line fanno parte del processo di dematerializzazione e innovazione del sistema scolastico portato avanti dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo il quale su alcune operazioni di digitale della scuola può aver sbagliato (causa mancanza di denaro, diciamolo, le visioni non bastano) mentre su altre operazioni tipo il Plico Telematico e questa, ci ha visto giusto.

Ovviamente si son verificati rallentamenti nel funzionamento del sito: inevitabili durante la mattinata, alle 13.00 ora di punta, 22.500 accessi contemporanei non sono pochi.

Dopo le mie considerazioni, ecco una guida alle operazioni di iscrizione online (mi leggono colleghi, mi leggono genitori, dopotutto). Mi piace essere utile.

Il MIUR mette a disposizione le Guide per l’Iscrizione ONLINE. Meraviglia: c’è una Quick Guide anche in Inglese. Non me l’aspettavo ma è un atto dovuto alle famiglie straniere i cui figli si iscrivono alla scuola Italiana, oramai dato di fatto la loro presenza. Certo, volendo essere puntigliosi, servirebbe la Quick Guide anche (almeno) in Francese, Spagnolo. L’Arabo e il Cinese è chiedere troppo.

Due le cose da fare: la REGISTRAZIONE e il successivo INVIO DELLA DOMANDA.
La fase di registrazione permette di ricevere il codice personale (NomeUtente) utile per accedere al portale Iscrizioni onLine.

Qui le famiglie trovano la Guida alla fase di Registrazione a Iscrizioni Online.

Cosa devono sapere le famiglie quando si registrano?

Si possono registrare all’iscrizione on line, padre o madre dello studente da iscrivere oppure tutore o affidatario dello studente. Serve una sola registrazione, lo stesso studente non può inoltrare più di una domanda. Per registrarsi SERVE un indirizzo di posta elettronica. Un indirizzo di posta elettronica
NON può essere riutilizzato per effettuare più di una registrazione.

Nella compilazione della registrazione e della domanda bisogna inserire tutti i dati richiesti. I dati evidenziati con ”*” (l’asterisco) sono obbligatori.
Bisogna poi dare il consenso al trattamento dei dati per proseguire con la registrazione. Deve essere
marcata anche la presa visione del documento di informativa del trattamento dei dati.
In caso di dati mancanti o errori sarà visualizzato in alto, in colore rosso, l’elenco
degli errori riscontrati in modo da procedere alla correzione.
Una volta terminato, cliccando SALVA, il sistema visualizza tutti i dati inseriti e chiede una nuova conferma:

Messaggio

Dopo la CONFERMA si riceve la e-mail con i dati dell’utenza che consentono l’accesso alle ISCRIZIONI ONLINE.

Immagine 3

Si può sempre recuperare la password o il nome utente, in caso di smarrimento. Direttamente dal sito.

Una volta registrati, ecco come procedere per l’iscrizione. Qui la Guida messa a disposizione dal MIUR per la presentazione della domanda da parte delle famiglie.

Per l’iscrizione online OCCORRE:
– una mail per la registrazione
– il codice personale (NomeUtente) che si riceve in mail alla registrazione
– il codice meccanografico della scuola a cui indirizzare la domanda, composto di 10 caratteri (si chiede alla scuola oppure si cerca su Scuole in Chiaro http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/

Quali informazioni dovranno inserire i genitori sul modulo di iscrizione online?

– codice meccanografico della scuola;
– il genitore (o tutore o affidatario) che compila il modulo;
– il secondo genitore, in caso di separazione/divorzio e affido congiunto;
– l’alunno interessato dall’iscrizione (dati anagrafici e di residenza codice fiscale);
– le lingue straniere studiate nella scuola di provenienza (per gli alunni frequentanti la scuola
secondaria di I grado che si iscrivono al II grado)
– il tempo scuola prescelto (per le iscrizioni verso scuole del primo ciclo);
– la scelta per l’insegnamento della religione cattolica/attività alternative

Per le iscrizioni verso le scuole secondarie di I e di II grado, l’indirizzo di studio prescelto fra quelli che la scuola ha reso disponibili.
In presenza di più indirizzi di studio nella scuola prescelta, si indica un indirizzo prescelto ed eventualmente anche fino ad altre due scelte d’indirizzo, indicandone l’ordine di priorità.

Per la corretta compilazione viene richiesto anche il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi del d.lgs. n. 196/2003 e la presa visione dell’Informativa sulla legge di autocertificazione (Leggi 15/1968, 127/1997, 131/1998; DPR 445/2000). I campi obbligatori sono contrassegnati da un asterisco (*).

La prima volta che l’utente accede, il sistema lo guida nella compilazione di una nuova domanda
d’iscrizione, proponendo in sequenza le varie sezioni che la scuola ha previsto.

Se il codice scuola è valido, il sistema visualizza la denominazione e l’indirizzo.

In tutte le maschere, sono sempre disponibili alcuni link di servizio che rimandano:
- alle regole d’iscrizione. Sono le regole stabilite dalla scuola per determinare la graduatoria di accettazione delle richieste d’iscrizione;
- ai servizi comunali. L’utente può così accedere alle pagine internet del comune ed eventualmente attivare richieste di servizi comunali specifici, come quello della mensa e dei trasporti casa-scuola. (link è attivo solo se la scuola lo ha previsto);
- ai contatti della scuola. Si visualizzano i riferimenti che la scuola ha attivato per rispondere a richieste di chiarimenti sull’iscrizione o per il supporto alla compilazione delle domande on line. I contatti riportano i nominativi e i recapiti del personale della scuola che offre consulenza per l’iscrizione e l’eventuale orario di ricevimento per le famiglie.

Per l’iscrizione al primo ciclo, quindi sia alla scuola primaria (elementari) che secondaria di I grado (medie), si deve selezionare il Tempo scuola desiderato fra quelli che la scuola prevede.

Per l’iscrizione alla scuola di I grado, si deve obbligatoriamente scegliere anche l’indirizzo di studio.

Per la scuola di II grado, l’utente deve scegliere l’indirizzo di studio tra quelli offerti dalla scuola.
Gli indirizzi di studio possono avere un ulteriore dettaglio e differenziarsi in più “curricoli” (cioè i piani di studio specifici all’interno dell’indirizzo, che la scuola può attivare nell’ambito della propria autonomia scolastica).

I genitori devono poi prestare massima attenzione ai dati dell’alunno, soprattutto a quelli anagrafici e al codice fiscale. Dopo aver inserito i dati dell’alunno, il genitore deve rilasciare il consenso al trattamento dei dati.

Poi si procede con l’inserimento dei dati della famiglia, alcuni sono obbligatori:
– Grado di parentela (madre/padre/tutore/affidatario)
– Cittadinanza
– Indicazione se separazione/divorzio ed in questo caso l’eventuale affido congiunto o meno. Se
l’affidamento non è congiunto bisogna perfezionare la domanda di iscrizione presso la scuola entro
l’avvio del nuovo anno scolastico.
– I dati del secondo genitore se precedentemente indicato lo stato di separazione/divorzio.

Si inseriscono poi:
– Scelta per l’Insegnamento della Religione Cattolica
– Dati del Nucleo Familiare specificando i dati anagrafici di ogni singolo membro.

I genitori devono specificare se l’alunno è stato sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie.

Vanno poi fornite tutte le informazioni richieste dalla scuola che ha personalizzato il
modulo d’iscrizione secondo le proprie necessità.

È possibile scegliere anche altre scuole (massimo due) oltre la prima scelta, attraverso “Scegli Seconda scuola” e “Scegli Terza scuola”. La scelta delle due scuole, in alternativa alla prima scelta, è facoltativa.

C’è sempre la possibilità di visualizzare e stampare la domanda, in formato pdf.
Nella compilazione, controllare che tutti i campi obbligatori (segnalati con l’asterisco) siano impostati correttamente.

Al termine della compilazione delle varie schermate, bisogna deve inoltrare la domanda. L’invio telematico dell’iscrizione arriva così online (sul SIDI) alla scuola di competenza e in tempo reale diventa visibile anche alla scuola attualmente frequentata dall’alunno . Questo per le ovvie e dovute attività di vigilanza sull’assolvimento dell’obbligo scolastico.

La famiglia ha sempre la possibilità di visualizzare e stampare la ricevuta di presentazione della domanda. La ricevuta viene spedita dal sistema anche sulla casella di posta elettronica con la quale si è effettuata la registrazione.

Se, invece, è la scuola ad aver operato per conto della famiglia, la ricevuta non viene spedita ma è
quindi obbligo della scuola, al completamento delle operazioni di inserimento, visualizzare e stampare la ricevuta da consegnare alla famiglia.

Sulla ricevuta sono riportati questi dati:
– l’ordine e grado d’istruzione
– il nominativo dell’alunno/a
– il codice e la denominazione della scuola a cui è stata inoltrata la domanda (non vengono
evidenziati i dati della seconda e terza scuola scelta, ma si possono controllare aprendo la
domanda)
– la data in cui la domanda è stata presentata
– il numero progressivo della domanda.

Insomma, buona iscrizione online!
Se serve, nei commenti, chiedete pure informazioni o delucidazioni. Per quello che mi compete, vi aiuto volentieri ad affrontare questa “innovazione”!

Libro Vs. E-book

Di libri e di e-book. Come cambia la lettura? Meglio la carta o il digitale?
Questo e altro nel divertente video che vi posto. In spagnolo ma comprensibilissimo.

Io convivo tranquillamente con libri sul comodino e e-book su iPad e Kobo Touch.
Il Kobo viene praticamente sempre con me. Nel 2012 ho letto 99 libri, di cui tantissimi e-book, proprio perché è più facile portarseli dietro in ogni momento. La carta mi piace ancora molto, non esco da una libreria a mani vuote, ancora oggi, nonostante la tecnologia per la lettura digitale che mi porto in borsa.

Insomma non è una sfida, una civile e pacifica convivenza, direi.

Enjoy!

A tutti i miei contatti Facebook, ora sono io a chiedere un favore…

Sicuramente hai visto questo messaggio (o similari) sulle bacheche degli amici di Facebook (sul gruppo antibufale non so quante volte è passato):

A tutti i miei contatti, chiedo un favore: su FB ora si sentono e leggono cose su persone che non hai tra i tuoi contatti. Solo perché un contatto dei nostri mette un commento o mette un “mi piace”, amici di amici lo vedono. Non vorrei che le persone che non sono tra i miei contatti possano leggere e vedere estratti del mio profilo.
Ma non posso cambiarlo da solo, perché facebook è configurato in questo modo. Così, per favore, chiedo di mettere il mouse sul mio nome (senza cliccare), dovrebbe apparire una finestra, metti il mouse sopra “Amici” (senza cliccare), poi cliccate su “impostazioni” e appare una lista. Clicca su “commenti e mi piace” e rimuovere la crocetta, così la mia attività tra i miei amici non diventa di pubblico dominio (per così dire) ;-)))))
Molte grazie!
Incolla questo sul tuo wall affinché i contatti facciano lo stesso, se sei interessato alla tua privacy… Grazie!

Non funziona così. Provo a spiegarlo in modo semplice, in modo che anche tu possa spiegarlo, quando necessario.
In questo post cerco di sintetizzare le informazioni e i passaggi utili per sistemare la privacy di ciò che si condivide su Facebook.

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La privacy a scuola: dai tablet alla pagella elettronica, le regole da ricordare

Con l’apertura delle scuole, il Garante per la protezione dei dati personali, ritiene utile fornire a professori, genitori e studenti, sulla base dei provvedimenti adottati e dei pareri resi, alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy.

Diffondo anche io a colleghi, studenti e genitori che mi leggono, le regole del Garante Privacy riguardo la privacy a scuola: dai tablet alla pagella elettronica, ecco cosa dobbiamo ricordare tutti.

Mentre i provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web mancano ancora all’appello, per tutto il resto (con particolare attenzione alle tecnologie e ai media) vale il buon senso e quanto ci ricorda il garante Privacy.

Si trovano sul sito del Garante Privacy in un opuscolo graficamente curato da stampare e diffondere (o da passare via social o mail).

Riassumendole anche qua per comodità:

– Obbligo del consenso per video e foto sui social network.
– Scrutini e voti pubblici.
– Sì alle foto di recite e gite scolastiche.
– No alla pubblicazione on line dei nomi e cognomi degli studenti non in regola coi pagamenti della retta.
– Su cellulari e tablet in classe l’ultima parola spetta alle scuole.

La privacy a scuola. Dai tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare

Temi in classe
Non lede la privacy l’insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell’insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l’equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati.

Cellulari e tablet
L’uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l’uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E’ bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati.

Stesse cautele vanno previste per l’uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line.

Recite e gite scolastiche
Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destinati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si intendesse pubblicarle o diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto.

Retta e servizio mensa
É illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull’accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate.

Telecamere
Si possono in generale installare telecamere all’interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli. Se le riprese riguardano l’esterno della scuola, l’angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrare devono essere cancellate in generale dopo 24 ore.

Inserimento professionale
Al fine di agevolare l’orientamento, la formazione e l’inserimento professionale le scuole, su richiesta degli studenti, possono comunicare e diffondere alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni i dati personali dei ragazzi.

Questionari per attività di ricerca
L’attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali tramite questionari da sottoporre agli studenti è consentita solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate. Gli studenti e i genitori devono essere lasciati liberi di non aderire all’iniziativa.

Iscrizione e registri on line, pagella elettronica
In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l’adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati.

Voti, scrutini, esami di Stato
I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal Ministero dell’istruzione. E’ necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l’istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle “prove differenziate” sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell’attestazione da rilasciare allo studente.

Trattamento dei dati personali
Le scuole devono rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un’adeguata informativa, quali dati raccolgono e come li utilizzano. Spesso le scuole utilizzano nella loro attività quotidiana dati delicati – come quelli riguardanti le origini etniche, le convinzioni religiose, lo stato di salute – anche per fornire semplici servizi, come ad esempio la mensa. E’ bene ricordare che nel trattare queste categorie di informazioni gli istituti scolastici devono porre estrema cautela, in conformità al regolamento sui dati sensibili adottato dal Ministero dell’istruzione. Famiglie e studenti hanno diritto di conoscere quali informazioni sono trattate dall’istituto scolastico, farle rettificare se inesatte, incomplete o non aggiornate.

Corso online per 100mila studenti? Si può!

Ho appena finito di vedere questo video. Si tratta dell’intervento al TED di Peter Norvig sul suo corso online tenuto con Sebastian Thrun sull’intelligenza artificiale a Stanford. Corso frequentato da 175 studenti sul posto e da più di 100mila online.

Interessante la condivisione di Peter Norvig. Non solo il funzionamento del corso ma anche quello che ha imparato sull’insegnamento ad una classe globale di questo tipo.

Il video è sottotitolato in italiano, qui la trascrizione integrale del video.

Cosa si impara da questa esperienza di didattica online?

Siamo tutti sia studenti che insegnanti.

Anche quando il tema di una lezione è avanzato e moderno, la tecnica d’insegnamento spesso non lo è, anche nel 2012. Lo stesso Norvig ammette di utilizzare la stessa tecnica che si utilizzava già nelle classi del quattordicesimo secolo: libri di testo, leggìo sul palco, l’oratore che parla e…un ragazzo addormentato là in fondo, all’ultimo banco.

Così nasce la sfida del corso online, con lo scopo di innovare la didattica del corso di Stanford per i sui studenti e, a questo punto, anche di renderlo disponibile gratuitamente, per tutto il mondo che desiderasse seguire (tramite Coursera).

160 000 studenti da 209 paesi del mondo. Video lezioni che provano ad imitare le lezioni uno a uno sono, le migliori per l’apprendimento degli studenti, mutuando dalla Khan Academy, la durata dei video, massimo 10 minuti, che funzionano meglio rispetto a lezioni lunghe, optando per video più brevi e più interattivi (2 minuti, massimo 6) e una domanda a quiz, per dare la sensazione di una lezione uno a uno.

In molti corsi online, i video sono sempre disponibili. Potete vedere ogni volta che volete. Ma se lo si potete fare in qualunque momento, significa che lo potete fare domani, e se lo potete fare domani, beh, potreste non farlo mai. (Risate)

Necessarie le date limite, alla fine della settimana fare i compiti, in modo che tutti lavorassero contemporaneamente agli stessi argomenti e avanzassero insieme. Studenti organizzati in forum dove si riuniscono per discutere insieme.

Motivazione. Parola chiave di tutto il percorso.

Perdete 5 minuti per vedere tutto il video, vale veramente la pena.

Buone Ferie dal Ministro Profumo

Una cosa è certa: nessun Ministro ci aveva mai augurato buone ferie, prima di Profumo. Ecco il testo della mail appena giunto a tutto il personale della scuola.

Cari studenti,

cari insegnanti e professori,

cari ricercatori, cari genitori,

cari impiegati del personale amministrativo, tecnico e ausiliario,

cari dirigenti. 

Prima della breve pausa estiva desidero condividere con voi alcune riflessioni su questi mesi passati, così densi di impegno e di duro lavoro quotidiano per la salute e l’ammodernamento del nostro sistema formativo e della ricerca, così come su quelli che ci aspettano alla ripresa autunnale, che saranno senz’altro intensi ma che possono nondimeno, se tutto il nostro sforzo sarà collettivo, rivelarsi perfino entusiasmanti.

In questi mesi ho infatti potuto toccare con mano la forza di questa grande comunità, il suo grande giacimento di risorse interiori fatte di generose disponibilità e di grandi slanci, la sua capacità di contribuire in modo determinante alla formazione dell’identità nazionale. Ricordo in particolare due momenti tra i tanti importanti: il centocinquantenario dell’unità nazionale, dove la scuola italiana ha mostrato la sua centralità anche nelle celebrazioni, e i tragici fatti dell’attentato alla scuola Falcone-Morvillo di Brindisi, dove la giovane vita di Melissa è stata innaturalmente stroncata e altre fra le sue compagne hanno sofferto e stanno ancora soffrendo. L’unità che il Paese ha potuto sperimentare in quei momenti costituisce al contempo un monito per i suoi detrattori e una ricchezza per tutti noi, anche se il mio pensiero non cessa di andare a chi ha visto la sua vita sconvolta in un luogo che dovrebbe essere di serenità e di impegno verso il futuro.

Ed è al futuro che voglio dunque invitarvi a guardare, oggi nel momento del riposo come domani in quello della ripresa. Tutto il ministero, a cominciare dai direttori e dai dirigenti impegnati negli uffici centrali e periferici, così come con eguale convinzione e sforzo tutti i funzionari e i lavoratori che collaborano con la nostra azione, è infatti dentro questo sforzo da molti mesi. Lo dimostra il successo avuto per esempio dalla modernizzazione delle procedure per la maturità, che per un momento hanno unito nell’orgoglio di essere italiani e parte del mondo della scuola centinaia di migliaia di persone. A tutti voi va la mia personale gratitudine ed un augurio di serene festività, oltre che il ringraziamento dell’Italia.
 
La ripresa autunnale non sarà del resto priva di sfide. Il nostro programma di azione nei prossimi mesi è quasi temerario, se si pensa alle fragilità del nostro Paese. Eppure sono certo che esso è alla nostra portata. Troppo spesso infatti le fragilità italiane sono invocate come alibi e non, invece, usate come stimolo a fare di più e con maggior impegno. E’ nella storia del nostro Paese sia la prima sia la seconda possibilità. Noi scegliamo la seconda!

Del resto, non partiamo da zero. Alcune azioni sono state già impostate. Per esempio, il nuovo sito Universitaly, che mette a disposizione le informazioni sempre aggiornate su tutti i percorsi di studio in Italia. Così come il sito  Scuola in chiaro arricchito di nuove informazioni. Saranno anche disponibili dati sul mercato del lavoro ed in particolare sulla domanda delle aziende in modo da collegare meglio formazione e lavoro. Una accelerazione importante avrà anche il piano di innovazione digitale nella scuola, che vedrà anche un primo passo verso la costruzione di un ambiente assai ambizioso e innovativo: una “nuvola della scuola”. Un ambiente non solo di contenuti digitali ma anche di spazi personali e sociali.

Il processo di innovazione vedrà poi un deciso impulso alla “dematerializzazione” dei processi, eliminando progressivamente la carta e facilitando in questo modo le iscrizioni, che dal prossimo anno si faranno solo online, così come tutti i processi amministrativi, l’archiviazione e la gestione documentale delle scuole e di tutto il Ministero.

Lo possiamo progettare e fare perché i lavoratori pubblici sono una risorsa preziosa del paese e non certo un ramo secco da tagliare, capace – spesso in condizioni di lavoro assai difficili – di grande spirito di servizio e perfino di sacrificio. Per questo ho deciso di programmare molto presto un nuovo concorso per insegnanti: perché è giusto ed anzi necessario per la salute di tutto il sistema formativo che anche le generazioni più giovani possano dare il loro insostituibile ed originale apporto alla formazione dei futuri italiani. Una scelta che ha molto pesato nella mia decisione di sbloccare il sistema di reclutamento anche nel sistema universitario, con il varo qualche settimana fa dell’abilitazione nazionale. Insomma, stiamo lavorando ad una scuola e ad un sistema di formazione e di ricerca al passo con i tempi e capace di primeggiare in Europa e nel mondo, non solo come già accade per casi individuali ma anche per la complessiva forza stessa del sistema.

Si tratta di una sfida ardua ma alla nostra portata. Perché quando siamo capaci di unirci  siamo davvero un grande paese. E allora nulla ci è precluso.

Buone ferie
Francesco Profumo

Più tablet, meno maestri?

Il tablet? Meglio di una maestra?
No è che Il Sole 24 ORE non sapeva come fare la marketta alle app consigliate in quel post (comprensive di link e costo) e allora che ti mette in mezzo? Le neuroscienze e il fatto che i bambini sappiano da subito utilizzare gli schermi touch dei tablet e farci cose.

Miracoli? No, genialità di Steve Jobs, invece, che consiste nel mettere sul mercato prodotti che tutti vogliono avere (ergo comprare) perchè il touch è una modalità a prova di imbecille.
Non è un caso che sia intuitivo per i bambini ma anche per persone più anziane.
Ma questa è un’altra storia.

Detto ciò, volevo scrivere un post in merito. Invece, vi rimando ai post delle “colleghe” che ne hanno già scritto: Galatea e Rosalba.

Perchè ripetere cose già dette molto chiaramente da loro?

Soprattutto leggete il parere di chi di neuroscienze ne sa davvero, vi rimando anche al post di Carmelo Di Mauro.

Voi ditemi solo come fa un bambino ad arrivare alla meravigliosa app della filarmonica e ad usarla con competenza, curiosità e passione (e quindi ad apprendere felice, anche da solo), senza che un adulto (maestra o genitore che sia) gliela spieghi e ne condivida, guidandolo, almeno inizialmente l’uso.

Saranno nativi digitali, ma non son nati imparati.

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