Iscrizioni online – guide e tutorial

iscrizioni-on-line-2014

Questo il materiale prodotto da me.

Iscrizioni online 2015: come registrarsi

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Iscrizioni online 2015: come inoltrare la domanda di iscrizione

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Aggiungo per completezza di informazioni il materiale del MIUR che oggi apre il portale
http://www.iscrizioni.istruzione.it/index.html alle famiglie con le istruzioni passo passo.

Da oggi ci si può registrare. Le domande si presentano dal 15 gennaio al 15 febbraio, online.
Serve un indirizzo mail, il documento di identità del genitore, il codice fiscale del genitore, dati e CF del figlio da iscrivere.

Le iscrizioni on-line sono obbligatorie per gli alunni del primo anno delle scuole statali (elementari, medie, superiori), facoltative per gli alunni delle scuole paritarie e, a partire da quest’anno, possibili per chi vuole iscriversi ai Centri di Formazione Professionale (CFP) delle Regioni che hanno aderito all’accordo con il Ministero.

Non si fanno online le iscrizioni alla scuola dell’infanzia.

Il codice di iscrizione della scuola si trova da qui http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/

La registrazione:

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Come presentare e inviare la domanda:

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Come compilare la domanda:

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Cosa succede dopo l’invio:

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Buone iscrizioni online!

Come spiegare #CharlieHebdo ai bambini

E’ uscito un numero di Le Petit Quotidien

pq

Per spiegare ai bambini l’attentato ai giornalisti e ai disegnatori del Charlie Hebdo e la libertà di stampa.

Pagine didattiche da leggere insieme ai piccoli, qui http://www.playbacpresse.fr/documents/charlie/lpq_charlie.pdf

Parole difficili, brutali, da imparare.

(via Paola Limone)

Meno male chè c’è Mark Zuckerberg a dirci di leggere di più

Mark Zuckerberg ha lanciato una sfida partendo dai suoi buoni propositi per il 2015: leggere di più.
Leggere un libro almeno, ogni due settimane.

…with an emphasis on learning about different cultures, beliefs, histories and technologies.

Leggere e imparare dalle culture diverse, dalle loro usanze e credenze, dalle storie.
Leggere di più anche argomenti di tecnologia.

Mark-Zuckerberg-introduci-011

C’è una pagina apposita per seguire le letture di Mark che man mano posterà e per commentarle insieme “A Year of Books“.

Si, avete capito bene: lettura, più libri, Facebook. Sembra quasi un ossimoro.

L’obiettivo è quello di trasformare, via social network, il 2015 nell’anno dei libri.
Impegno richiesto a tutti: leggere due libri al mese.
Mark in persona incoraggia noi utenti di Facebook, praticamente la terza nazione al mondo per popolazione, ricordiamocelo, a seguire la sua proposta di leggere di più.

I’m excited for my reading challenge. I’ve found reading books very intellectually fulfilling. Books allow you to fully explore a topic and immerse yourself in a deeper way than most media today. I’m looking forward to shifting more of my media diet towards reading books.

I libri, il miglior posto in cui immergersi.
La media diet quotidiana deve comprendere assolutamente la lettura di un buon libro.
Strano che a dircelo sia Mark Zuckerberg. Insolito.

Ma vuoi vedere che qualcuno, tra chi passa gran parte del tempo sui social, leggerà qualche libro in più, adesso, anche grazie a lui?

Il primo libro consigliato è “The End of Power
” di Moisés Naím (in italiano: La fine del potere).

Il testo è diventato best seller su Amazon, anzi pare proprio che sia esaurito.

Il Facebook power, insomma!

Il libro di Moses Naim è descritto da Mark come un testo che spiega il cambiamento del mondo da quando i singoli individui hanno più potere. Potere che prima era solo in mano a governi, istituzioni militari e altre organizzazioni.
Dare alle persone più potere. Questo il libro da leggere, questo l’argomento di discussione con gli utenti Facebook.
Due settimane, poi il secondo titolo e così per tutto l’anno.

Seguo la sfida sulla lettura di Zuckerberg con interesse.
Due settimane per leggere (e commentare) ogni titolo che verrà proposto, poi si passa a un altro libro.
Il web e i social dopo tutto corrono velocissimi, mica si può tenere sul comodino un libro per tanto tempo.

Il tempo di lettura al passo del tempo di internet.

Ringrazio il fondatore di Facebook già da ora se riuscirà in questa impresa di farci leggere di più.
I dati sulla lettura in Italia sono sconfortanti, lo sappiamo.

Il Rapporto Nielsen sulla lettura fa paura. In Italia si legge sempre meno. Nel triennio 2011-2013 si è registrato un calo medio sia nella percentuale dei lettori (dal 49% al 43% della popolazione) che degli acquirenti (dal 44% al 37%)

Insomma, ben venga A year of Books! Ben venga che Facebook diventi strumento per veicolare la passione per i libri!

PS Tu quanti libri leggi in un anno?
Il mio Anobii dice che anche io ho letto meno nel 2014. Solo 53 libri (alcuni in inglese) di carta e su Kindle, contro i 62 del 2013 e i 99 del 2012 (anno in cui ho letto moltissimo sul Kobo).

Devo darmi da fare, pur rimanendo comunque un lettore cosiddetto forte (bastano 7 libri l’anno per esserlo, se non ricordo male). Anzi un lettore “bulimico”, da sempre.

Consigli di lettura son ben graditi, se volete lasciarli nei commenti.
Buona lettura a tutti!

L’anno meraviglioso su Facebook, l’algoritmo e noi

E’ stato un anno meraviglioso su Facebook.
No? 😉

facebook anno meraviglioso

X amici postano su Facebook il loro “anno di Facebook”, dove X corrisponde al numero degli amici di Facebook. Pensando di essere gli unici, originali e fighissimi, a cui Facebook attivava la funzione “Year in Review”, anche io, anche tu, abbiamo condiviso il nostro anno su Facebook con il ringraziamento ai lettori per averne fatto parte.

Poi il loop. L’anno meraviglioso che si riproduce, si moltiplica, si condivide e poi annoia.
Confesso, oltre al mio anno su Facebook, ho cliccato e guardato l’anno di pochissimi altri.

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E ho cliccato non per la curiosità di vedere l’anno di Tizio e l’anno di Sempronio ma per verificare chi avesse compreso che quanto l’algoritmo restituiva poteva essere editato e personalizzato.

Pochi.
Gran parte dei 5000 amici che mi ritrovo ha lasciato quello che Facebook proponeva e lo ha postato.
Protestando poi di non riconoscersi. Protestando con Facebook, mica con se stesso e la sua incapacità di gestire il giochino. Protestando con gli amici che a loro volta postavano. E basta! Che noia!

Copertine improbabili e improponibili con foto di altre persone, di situazioni di gruppo, di pizze, di birre o, peggio, di meme, di auguri, di alberelli… (cit.)

Eppure è il “TUO” anno su Facebook. C’è il tuo nome sopra.

Ho visto “anni di facebook” pieni di immagini estranee, che non rappresentavano nulla del profilo il cui nome è là in copertina, in bella vista.

Ho visto immagini disorganizzate, non omogenee, non attinenti. Una accozzaglia di foto nell’anno di molti.
Dove le ha prese Facebook?

Ovvio che il numero delle interazioni sulle immagini (mi piace, commenti, condivisioni) sia determinante per l’algoritmo di Facebook. E’ esattamente quello che Facebook prende, ricompone mese per mese, e restituisce sottoforma di “Year in Review” nel momento in cui partecipiamo al gioco/meme collettivo del social network.

Eppure, si potevano tranquillamente editare diverse cose: dal testo “È stato un anno meraviglioso. Grazie per aver contribuito a renderlo tale” alla foto di copertina, passando per le 4 foto per gruppi di mesi e finendo alla grafica. Io l’ho fatto, infatti.

Bastava guardare il “prodotto” che Facebook ci forniva per il tramite dell’algoritmo prima di condividerlo in bacheca. Non era obbligatorio cliccare per creare il video, non era obbligatorio condividerlo, non ce l’ha ordinato il medico. Non è stato meraviglioso il 2014?
Un clic su edit prima di postare e si poteva sostituire “meraviglioso” con l’aggettivo preferito.

Corretto che Facebook si sia scusato con Eric Meyer, il padre della bambina di 6 anni morta di cancro e “sbattuta” da Facebook nell’anno meraviglioso del padre, dopo le sue proteste e l’indignazione pubblica.

Cos’altro poteva rispondere Facebook?
Qualcosa tipo: “Io ti fornisco solo un giochino. Non potevi controllare prima di postare il tuo anno meraviglioso?”

L’algoritmo semplicemente preleva le foto con più interazione.
Non sa perché un’immagine abbia avuto TOT mi piace, TOT commenti, TOT condivisioni.
L’algoritmo sa solo che quei tre TOT insieme indicano le foto con la più alta interazione di amici, e che quindi rappresentano un avvenimento, un momento importante dell’anno di quella persona su Facebook.

Vallo a spiegare all’algoritmo che era morta una bimba. Non può distinguerla da una immagine di invito a un evento in cui sono state taggate le solite 200 persone, te compreso, né da uno screenshot, da una vignetta, da un selfie, da un fotomontaggio, da un meme. Semplicemente foto con interazione altissima, per l’algoritmo di Facebook.

E te le ripropone, come la peperonata, a fine anno.

A noi tocca l’editing e la modifica prima di condividere il nostro anno su Facebook, non a Facebook.
Siamo noi a condividere, verificando prima il contenuto della condivisione.
Invece postiamo senza pensare, poi diamo la colpa a Facebook.

Come fa un algoritmo a capire lo stato emotivo delle nostre condivisioni?
Non può sapere perché c’è stata un’alta interazione. Sa solo che è alta, che c’è stata partecipazione, che ha coinvolto tanti contatti e tante reti sociali diverse.

E ti ritrovi nel tuo anno su Facebook il santino del politico di parte avversa che in campagna elettorale taggava l’universo conosciuto, te compreso o gli auguri di buona pasqua di Sempronio che non è manco “amico” tuo.

E ti ritrovi il gattino tanto carino della vicina che ti aveva taggato e che avevi condiviso per cortesia. Hai fatto bene a ignorare i comitati di gattari e i loro millemila commenti alla foto. Peccato non esserti staggato.

E ti ritrovi mentre brillo ululi alla luna eppure era “l’anno di Facebook” di un professionista serio. Com’è?
Perché appare quella foto e non quella in cui partecipi alla conferenza internazionale, seduto in prima fila?
Quello si che era un momento grandioso del tuo anno!
Peccato che la prima foto sia pubblica e la seconda visibile solo ai colleghi. Dettagli.

Dovremmo conoscere le basi delle impostazioni privacy, dovremmo sistemare al meglio queste opzioni che Facebook ci “regala” come la revisione dei tag e la loro approvazione con conseguente visualizzazione sul nostro profilo.

Dovremmo essere consapevoli che altri possono postare cose che rendiamo visibili da noi (come se fossero nostre, aggiungo io) e soprattutto dovremmo conoscere come impedirlo. Già, Facebook ci consente di impedire che altri postino nei nostri spazi senza il nostro consenso.

L’algoritmo non è crudele, siamo noi che glielo permettiamo, al massimo, con la faciloneria con cui NON gestiamo i nostri profili, NON curiamo la privacy nelle condivisioni e la web reputation.

L’algoritmo non è senza cuore.
Il problema spesso siamo direttamente noi.

Scintille di creatività: rimettiamoci a fare

Leggevo sul Telegraph UK che siamo la generazione del tutto pronto, tutto a disposizione, tutto funzionante.
Infatti, non sappiamo più mettere mano e riparare qualcosa, perché difficilmente abbiamo idea di come funzionino gli oggetti e la tecnologia che utilizziamo. Non abbiamo più la stessa curiosità, forse.

…the under 40s expect everything to ‘just work’ and have no idea what to do when things go wrong.

(Danielle George, Professor of Radio Frequency Engineering, at the University of Manchester)

Molti dei gadget rotti o datati potrebbero tranquillamente essere riparati o utilizzati diversamente con poche conoscenze di elettronica. E’ un po’ quello che il movimento dei makers ha cominciato a fare, se vogliamo.

makers

Ci siamo abituati ad oggetti sempre funzionanti, non ci mettiamo più “il naso” dentro.

I want young people to realise that that they have the power to change the world right from their bedroom, kitchen table or garden shed. Today’s generation of young people are in a truly unique position. The technology we use and depend on every day is expanding and developing at a phenomenal rate and so our society has never been more equipped to be creative and innovative.

Che le giovani generazioni comprendano di avere tra le dita il potere di cambiare il mondo direttamente dalle loro stanze a casa, grazie al web, alla tecnologia a disposizione, grazie alla voglia di “capire come funziona” e di fare e creare.

If we all take control of the technology and systems around us, and think creatively, then solving some of the world’s greatest challenges is only a small step away. I believe everyone has the potential to be an inventor.

Solo (ri)prendendo il controllo delle tecnologie e dei sistemi che abbiamo a disposizione, solo (ri)pensando creativamente, possiamo risolvere grandi sfide. Tutti possiamo farlo, ognuno di noi ha in sé il potenziale per essere un “inventore”.

Questa é Danielle George e qui altre info sulle Royal Institution Christmas Lectures dal titolo “Sparks will fly: How to hack your home” da cui provengono questi spunti di riflessione.

A revolution is happening. Across the world people are taking control of the devices we use every day, customising them, creating new things and using the sparks of their imagination to change the world. Now it’s your turn, and you can start with the things you have around you.

C’è una rivoluzione in atto. In tutto il mondo ci sono persone che vogliono prendere il controllo dei device che utilizzano ogni giorno, per personalizzarli, per creare nuove cose e per utilizzare le scintille della loro immaginazione e della loro creatività per cambiare il mondo. E’ arrivato anche il nostro turno. Cominciamo proprio dagli oggetti che abbiamo attorno. Cambiamo tutto, cambiamo qualcosa, basta che cominciamo a cambiare!

Peccato non ci siano ancora i video delle Lectures, online.
Serendipity per serendipity segnalo questo interessante sito di accompagnamento alle Lectures della BBC http://www.bbc.co.uk/iwonder

C’è la possibilità per gli insegnanti di seguire le discussioni e i temi (bella idea, non solo per prof di scienze o ingegneri!).

La Royal Institution (Ri) ha anche lanciato una online community www.hackgallery.org piena di video creativi del movimento maker con lo scopo di mostrare a tutti come a volte basti una scintilla di immaginazione per cambiare, in piccolo, il proprio mondo e farlo funzionare meglio.

Qui è dove si possono rivedere vari video.

Qui anche le spiegazioni sul come fare cose con le cose. Quasi quasi mi costruisco un lampeggiatore per Twitter 😉

Ci sono trucchi utili: come costruire un proiettore artigianale con smartphone, una scatola, una lente di ingrandimento (devo provare anche questo) e molto altro.

Da rifletterci sopra molto, avendo approcciato il coding a scuola, sperimentato la modalità Coderdojo con i bambini, i pensiero computazionale, il mondo delle stampanti 3d e del modeling, i Fablab ecc. C’è tanto da fare!

Tutto questo materiale da esplorare, partendo da un titolo di un articolo che mi ha incuriosito.
Quasi a dire: rimettiti a fare la blogger, su!
E io ve lo scrivo un post, dove mi appunto e condivido, visto?
😉

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