Archive for Family

O è natale tutti i giorni o non è natale mai

O è natale tutti i giorni… (click to listen)

Io una volta il natale ci tenevo di più

tenevo a quello che voleva dire

la sua essenza, il dio bambino che scendeva tra di noi

la sua essenza, la tenerezza

il vogliamoci bene di cuore non solo perchè è natale

vicini o lontani, parenti, amati, amici e conoscenti

tenevo a dire, fare, augurare, regalare, stare, lettera, biglietto, telefonare

tenevo alle persone.

Immagine 5

Poi venne un’altra vita.

Poi vennero gli SMS, poi venne il blog, poi vennero i social network

poi vennero altre persone, altri amici, altre relazioni.

L’online e la vita reale si fusero, si confusero, si diffusero.

Io una volta il natale ci tenevo di più.

Ora arriva già da metà novembre,

quando al super c’è già il panettone

quando in città per l’immacolata son tronfie anche le luci

quando tutti hanno già l’albero e il presepe

e tu rimandi perchè no, non è ancora il momento.

E arrivi sotto sotto

tiri fuori presepe e qualche decorazione

senza impegno, tanto a casa non staremo

non sai quando, non sai come

c’è la Salerno-Reggio in mezzo al nostro natale

facciamocene un perchè.

Io una volta il natale ci tenevo di più.

Ma in questo corri corri

di famiglie da riunire triangolando kilometri

di lavoro che si interseca

di tempo che non ce n’è mai abbastanza

o è natale tutti i giorni

o non è natale mai.

Scelgo tutti i giorni.

Vi lascio gli auguri sin da ora

rimarranno qualche giorno

tutti i giorni qui in cima

qui sul collettore della mia vita digitale

si diffonderanno per il web 2.0 con ogni mezzo

rimbalzeranno, spero vi giungano

in ogni casa, in ogni famiglia.

O è natale tutti i giorni

o non è natale mai.

Che sia natale tutti i giorni

che siano serene feste coi vostri cari

che siano serene feste con chi volete voi

che siano serene feste

che siano serene

che siano. Ecco.

O è natale tutti i giorni

o non è natale mai.

Auguri da catepol

Auguri da husband

Auguri da noi, a voi.

Auguri di cuore.

E’ stato nominato!

Husband, al secolo Michelangelo Morrone (fonte basilicatanet) è stato riconfermato nel nuovo Consiglio di amministrazione dell’A.C.T.A. (Azienda comunale per la Tutela Ambientale) di Potenza.

Oltre che per orgoglio di moglie, lo scrivo per facilitare la ricerca di chi, cercandolo su google, arriva in questo blog ma in altri post.

Domattina, immagino, la notizia sarà sui quotidiani locali.

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Mamma ho riperso l’aereo

Dopo “Mamma ho perso l’aereo del viaggio di nozze” e “Mamma stavo per riperdere l’aereo” per la legge del non c’è due senza tre, ai nostri coniugi doveva sicuramente capitare il “Mamma ho ri-perso l’aereo”.  E capitò.

“Mamma ho perso il Lamezia. Mamma non ti preoccupare, arriviamo a Pescara”.

(foto di a Secondo Monti)

Andiamo con ordine, perchè quando una cosa deve non funzionare, non funzionerà dall’inizio.  Come sapete eravamo in Scozia e poi a Londra a far vacanze condivise e con un altro noto blogger e family. A Londra abbiam girato svincolati in modo che ognuno potesse vedere coi suoi ritmi ciò che più aggradava e poi ci si beccava per cena.

L’altro ieri sera ci dovevam vedere per salutarci in quanto noi, avendo il volo alle 0re 6.00 (six o’clock AM si avete capito bene!) e dovendo essere quindi all’alba a Stansted avevamo preso un hotel a meno di 5 miglia dall’aeroporto l’ultima notte.

Ci vediamo a Camden Town dissero i nostri eroi. Si? Col cavolo. Una bolgia mai vista. Impossibile trovarsi nonostante con gli iphone ci rincorressimo via sms e via friendfeed.

Ci vediamo al Bar Italia a Soho dissero allora i nostri baldi, dove the Cogo’s  avrebbero visto la partita. Infatti loro erano in primissima fila. Peccato che una folla italiana di italiani a Londra che aveva avuto la stessa idea di veder la partita al Bar Italia impedisse qualsiasi contatto tra la primissima fila degli spettatori inside e gli outsider. Peccato non ci fosse un centimetro quadrato diponibile in cui io e husband potessimo infilarci per salutare i nostri compagni di fish&chips.

Bagagli appresso, ci dirigiamo a Victoria Station, dove ovviamente non becchiamo il Terravision delle 21 e aspettiamo quello delle 22. Poco male, comunque ci vuole mezz’ora fino a Stansted, come abbiamo visto all’andata. This big dicks, perdonatemi il francesismo anglicizzato!

This big dicks. Il Terravision prevedeva un’altra presa persone a Liverpool Street. Da Victoria Station a Liverpool street di sabato sera a Londra. Quasi due ore nel traffico londinese misto a orde barbariche di gente gozzovigliante con birra in mano come è tradizione ogni sabato sera londinese. C’è proprio un comandamento ad hoc, pare.

“Ricordati di santificare il Saturday night in fila ordinata dentro e fuori dal pub con la tua pinta in mano, man!”

Diciamo, senza bestemmiare che siamo cattolici, che siamo arrivati all’aeroporto in circa 2 ore e mezza. Devasted.

Devasted ma non contenti,  i nostri eroi si recano ai banchi del check in dato che ci siamo, troviamo una pesa libera e pesiamo i nostri 4 trolley in modo da impostarli e regolamentarli secondo le ristrettive Ryanair: 10 kg bagaglio a mano, 15 kg da imbarcare. Il di più si paga tanto al kilo. Troppo al kilo.Pare che a breve su Ryanair per risparmiare si volerà solo in mutande se continuano a restringere il peso max dei bagagli.

Gira e volta, cambia e scambia panni di qua e panni di là, giocattolini e gadget così, libri cosà, se ne va un’altra mezz’ora. L’una di notte circa.

Scopro e vi condivido che c’è tutto un mondo a Stanstad la notte. Il nostro volo delle 6.00 non è l’unico all’alba, anzi forse ce ne stanno di più scomodi a giudicare dall’occupazione di ogni singola panchina e spazio dormibile appogiati ai bagagli. Tutti che preferiscono la scomodità del dormire in aeroporto piuttosto che fare i figoni come noi che ci prenotiamo un hotel a soli 5 minuti da là?? E perchè?

Hotel che utilizzeremo per tre ore o poco più, ma vuoi mettere la comodità di un materasso, lenzuola pulite, doccia e tv rispetto agli spigolosi trolley e ai panciuti zainetti o alle panchine di attesa? Vuoi  mettere? E infatti mettemmo e prenotammo.

Ma una sibilla calabbbra (riconosciutasubito  la signora bionda mia conterranea dall’accento marcatissimo quando ci ha chiesto se poteva usare la pesa libera anche lei) sentenziò: “Ecche lo prendete a fare l’hotel? A quest’ora vale la pena? L’ultima volta ho perso il Lamezia così visto che è alle 6.00. Ecchiveloffaffare a sta ura??” Ecche se lo pagano uguale dalla credit card ci ho risposto io.

Prenoto il taxi, il taxi ci porta in hotel. 5 minuti esatti. Mi prenoto anche il taxi che ci riprenda alle 4.45. Stiamo in una botte di ferro.

In hotel scopriamo che c’è uno shuttle che per soli 2 meravigliosissimi pounds ci porterà in aeroporto alle comodissime ore 4.30 oppure 5.00 AM. E visto che ci vogliono 5 minuti 5, decidiamo per lo shuttle delle 5.00 am. Sono Britannici qui, sarà puntualissimo e alle 5.05 am saremo là presso i banchi Ryanair a dimostrare che ci sta tutto dentro due trolley da imbarcare di circa 15 kg a testa e due a mano di circa 10 kg a testa. Perfettamente nel range (sappiate che si può arrivare fino a uno 0.5 in più sul kilo massimo e lo fanno passare. Di più no, che son sempre Britannici e precisi e quindi 10.6 kg rispetto a 10.5 kg è già un kilo in più e non solo 100 grammi).

Telefono al taxi e nel mio English disdico e ringrazio (ma così, per essere britannica tra i britannici, polite and precise). Non l’avessi mai fatto, l’avessi fatto arrivare lo stesso il taxi. Ma col senno di poi si sa…non si guadagna nulla.

Dicevo dunque che questi dello shuttle sono Britannici qui, sarà puntualissimo e alle 5.05 am saremo là presso i banchi Ryanair e bla bla bla prenderemo contenti il nostro aereo ecc. ecc.

Sveglia 4.15, fatto. Doccia, vestiti, valigie coi cespoloni agli occhi. Fatto. Davanti all’hotel ore 4.45 (non si sa mai, questi son Britannici, un solo minuto di ritardo, c’è la pena capitale prevista, mi pare, per chi sgarra). In tempo per veder la partenza dello shuttle delle 4.30. Un passeggero infatti incazzatissimo. In effetti è partito alle 4.45 non alle 4.30. Vabbè capita anche ai britannici ogni tanto. Per la legge dei grandi numeri se è capitato il ritardo britannico allo shuttle delle 4.30 non capiterà a quello delle 5.00, no?

We trust in this. Fermamente, anche, per quel poco che abbiamo avuto modo di conoscere i Britannici.

5.05 noi, una famigliola californiana, un altro soggetto panzuto ad aspettare al freddo e al gelo.

5.10 si va in reception a reclamare il ritardo. Viene chiamato l’autista, dice che sta rientrando a prenderci.

5.15 nulla di nuovo sotto il sole. Nemmeno il sole è presente, se proprio vogliamo essere precisi.

5.20 il livello di incazzatura sale. Il nostro è il minore del resto del gruppo (tanto il check in, dice il robo cartaceo Ryanair con codice a barre che ho stampato, dice chiusura alle 05.40 e ci vogliono 5 minuti 5 e ce la faremo no?)

Cavolo è chiusura gate alle 5.40. Il check in chiude alle 5.30. Oh SHIT!. Anzi scusate: this big damned dicks!!!!

5.25 si presenta tranquillo l’autista britannico, che risponde agli improperi dicendo di star tranquilli che è in anticipo sulla corsa delle 5.30.

This big damned fucking dicks!!! la corsa delle 5.00???? noi siamo la corsa delle 5.00 non effettuata non lo vedi quanto siamo britannicamente incazzati per il ritardo?????

Ci vende incazzosi e parte a razzo, understanding the situation. Sgamato a sgarrare un britannico NON PUNTUALE. Va contro ogni legge di natura e pure contro la legge dei grandi numeri di cui sopra. si sente in colpa, fa del suo meglio. Ci aspettiamo come minimo la corsa gratis come scusa sensibile e a capo chino. Si fa pure pagare. La procedura britannica dice 2 pounds each. F*ck!!

5.33 voliamo al checkin Ryanair del Lamezia affinchè possiamo poi volare col Lamezia. Non si passa. Non si passa. Siete in ritardo. Chiuso. Chiude alle 5.30 e noi siamo Britannici, mica come voi italiani. Qui gli orari si rispettano ecc. ecc. ecc. YOU, ITALIAN ALWAYS LATE. Urla, alziamo la voce anche noi. Nulla, vince lui. E’ Britannico, le regole si rispettano. Cascasse il mondo.

“Mamma ho perso il Lamezia!” tanto in Italia son le 6.40 mica le 5.40 posso chiamare i miei che ci aspettano per colazione e poi urlare shit su Friendfeed.

Ve la faccio breve, cambio tratta Ryanair al modico costo di 100 sterline a cranio. Disponibili posti solo sul Pescara delle 8.00 o sul Bari delle 18.00. Scegliamo il Pescara. Consapevoli di lasciare a Vibo dai miei la nostra macchina, il macbook, un sacco di altre cose portate giù per stare al mare, le chiavi di casa. Le chiavi di casa???

“Mamma ho perso il Lamezia. Mamma non ti preoccupare, arriviamo a Pescara”.

Un mazzo lasciato ai suoceri a Potenza la prima volta in vita nostra. Evvai. No, i suoceri sono in Sicilia. Eh ma allora ditelo. Suoceri che lasciano le chiavi della loro casa dove ci stanno le chiavi della nostra casa a una cugina.

E da Pescara in treno giù a Foggia. E da Foggia in trenino fino a Potenza. Rintraccia qualcuno che ci venisse a prendere alla stazione. Suoceri fuori, zii e cugina, irrintracciabili, un amico al mare, uno alla partita (giocava il Potenza poi forse vengo dopo), uno al lavoro, uno al mare (ah già è domenica pomeriggio, è agosto…). No, non è giornata.

Davanti alla stazione di Potenza, solo noi. E un cane. L’arrivo più triste da qualche parte che io ricordi. Ed è un arrivo a casa.

Checcefrega dice husband ci vogliamo bene lo stesso no?

Rintraccia la cugina irrintracciabile tutto il giorno (e ve l’ho detto che si capiva che non era giornata no?) prendi chiavi suoceri, prendi chiavi nostre.

Home sweet home. Doccia, pizza, letto. Domani si lavora. Amen.

See you later ;-)

Noti blogger e rispettive metà + piccolo, invaderanno la terra d’Albione.

(foto di urbisnauta)


Visualizza Scozia 2009 in una mappa di dimensioni maggiori


(foto di beth_wallace)

(foto di luana183)

Tutto live o quasi, se sarà possibile, su Twitter, Friendfeed, Brightkite, Flickr & co. (no Facebook no, non cercate là).

See you later!!

Oggi cucina catepol: spaghetti e fagiolini come li faceva mia nonna (Fotoricetta)

Ricettina facile facile ma buona buona. Spaghetti e fagiolini come li faceva mia nonna, o almeno ci provo.

Nonna Nuzza, (da Caterinuzza) la nonna di cui porto il nome (ciao nonna dovunque tu sia ora). Non eguaglierò mai come li faceva lei. Eppure ogni volta che li faccio si attiva il ricordo di quelli che ci faceva lei, allora, quando ero piccola e mangiavo dai nonni. E li faccio ogni tanto perchè mi vien proprio voglia, una voglia di quel sapore buono ma lontano nel tempo, il sapore dei ricordi. Il sapore di catepol bambina, ed è un buon ricordo, ed è un buon sapore. Soprattutto, visti anche i colori, un piatto che comunque ti mette di buon umore solo a guardarlo.

Oggi esagero, e grazie al meraviglioso giocattolino nuovo in mio possesso da qualche giorno (l’iphone, ve l’ho detto che c’ho l’iphone?? No, non ve l’ho detto?? Possibile??) vado non di ricetta ma di foto ricetta passo passo.

Spaghetti ai fagiolini come li faceva nonna Nuzza.

Ingredienti:

Fagiolini freschi (meglio se quelli larghi, ma vengon bene anche con quelli tubolari), Patate, Pomodorini, Spaghetti (i Garofalo sono very good, sapevatelo!), aglio, sale q.b., olio d’oliva

Procedimento:

1. Privare i fagiolini delle punte e lavarli, sbucciare le patate e lavare anch’esse

2. Mentre mettete a bollire l’acqua necessaria in una pentola, tagliate le patate a pezzettoni. Considerate che ci deve bollire dentro, per la quantità d’acqua, fagiolini, patate e spaghetti.

3. Appena l’acqua raggiunge la bollitura, salate e versate nella pentola i fagiolini e le patate testè tagliate.

4. Mentre aspettate che l’acqua  ritorni a bollitura cuocendo fagiolini e patate, prendete i vostri bei pomodorini e lavateli

5. Tagliate i pomodorini a pezzetti

6. Stabilite la quantità di spaghetti da utilizzare a seconda dei commensali da sfamare. Io sto utilizzando la pasta Garofalo da un po’ e, se posso dare un consiglio, è ottima ed ha una tenuta di cottura fenomenale.

7. Inserire gli spaghetti nella pentola contenente fagiolini e patate che saranno arrivati a semicottura (anche perchè la pasta in questione ha circa 12 o 14 minuti di cottura…quindi c’è veramente tutto il tempo di far cuocere).

8. Nel mentre che aspettate il tempo di cottura della pasta, fate le foto con l’iphone per ingannare l’attesa ;-)

9. No, anzi c’è qualcosa da fare mentre cuoce la pasta. Vi ricordate i pomodorini che abbiamo tagliato? Bene, è tempo di utilizzarli. In una padella antiaderente versate un po’ d’olio d’oliva e gli spicchi d’aglio. Quando mancano meno di 5 minuti alla fine della cottura della pasta, accendete il fuoco, fate imbiondire l’aglio affinchè l’olio si insaporisca, e versate i pomodorini a pezzetti e fateli andare fino a che non ci sarà da scolare la pasta (ripeto pochi minuti, a me piace che rimangano sul fresco…ma potete anche farli cuocere di più).

10. Scolate pasta, fagiolini e patate quando la pasta è al dente. (e scattate la foto se il vapore non vi annebbia)

11. Su un piatto di portata versate gli spaghetti (fagiolini e patate) testè scolati

12. Versate sulla pasta i pomodorini e il sughettino che s’è creato mentre andavano in padella e mescolate, ma poco, il giusto

13. Ammiratene colori e odori (e scattate un altra foto)

14. Impiattare con garbo. A questo punto dall’altra stanza arriverà husband chef a dire: “Ah fai la foto per il blog? Aspetta che metto il tocco dello chef.”

Trattasi del fagiolino messo in cima, per la cronaca.

15. Mandare amorevolmente a quel paese lo chef e il suo tocco di classe e buon appetito!!

NB le quantità degli ingredienti dite? Regolatevi a occhio sulla base di quanti siete no? Tipo io che oggi ho cucinato per 4 pur essendo in 2. :-) Come faccio a darvi le quantità esatte? La cucina è un’arte non precisa. No? E il mio chef è arrivato solo per il tocco finale, quindi non le sa neanche lui.

Buon appetito!!!

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