Arriva il Little Facebook Editor per pubblicare e aggiornare contenuti

Dunque Dave Winer qui scrive del suo lavoro per Facebook e presenta, tra le righe, una Facebook Publishing Surface.

Si tratta del Little Facebook Editor, una piccola app, leggera, che permette di postare su Facebook contenuti di vario tipo.

Il Little Facebook Editor può essere utile per fare Live-blogging, scrivere articoli su Facebook in maniera un po’ più professionale, utilizzare Facebook per scrivere e aggiornare documenti.

Insomma uno strumento per pubblicare contenuti e, soprattutto, per aggiornarli con facilità.

Obiettivo di Winer e della app quello di far diventare Facebook la piattaforma di pubblicazione degli utenti anche attraverso tool che fanno postare dal di fuori dell’ambiente Facebook.

Vediamo come funziona Little Facebook Editor.
Aprire http://littlecardeditor.com/text/ e loggarsi su Facebook attraverso il bottone Sign in alto nell’angolo sinistro dello schermo.

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Click su “New” per cominciare a scrivere un nuovo post.
Click su OK per confermare.

Scrivere il testo del post nella text area. Alla fine, click su Save.
Diventa attivo adesso anche il bottone Go.
Click su GO per aprire una nuova tab con il contenuto del post, su Facebook.

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Possiamo aggiungere altro contenuto o cambiare il testo che abbiamo scritto, editandolo direttamente dalla text area e poi con un click su Update.
L’operazione di Update si può fare quante volte vogliamo, ogni volta che ne abbiamo necessità.

Per scrivere un nuovo post, che poi andrà su Facebook, basta adesso fare click sul bottone New.

Tutto qua. Una rivoluzione, in pratica, nella pubblicazione dei contenuti che dall’esterno passano semplicemente su Facebook. Si annulla il passaggio, per parlare di noi blogger abituati così, di un WordPress o altra piattaforma che posta link e titolo su Facebook ma poi da Facebook, riporta all’esterno di Facebook, sul blog, per far leggere il contenuto.

Facebook porta così i contenuti, anche più articolati, su Facebook stesso.

Cosa comporta usare il Little Facebook Editor?

Il Cross-posting di un contenuto Facebook su un blog, un RSS feed, luoghi sui quali il contenuto non deve più esclusivamente risiedere. Atri sistemi di gestione dei contenuti saranno incoraggiati a aprire API per il cross-posting.
Si potrà archiviare il contenuto di Facebook fuori da Facebook.
Si potrà condividere, ad esempio, il contenuto del blog con i lettori di Facebook, aggiornando la copia su Facebook in modo sincronizzato con il contenuto del blog.
Si potrà gestire l’archivio dei post su Facebook.

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Winer immagina che gli autori cominceranno ad utilizzarlo per comporre i contenuti di Facebook, dice che verrà proprio voglia di scrivere su Facebook, come si faceva e si fa sui blog. Solo che ci leggerà più agevolmente il pubblico di Facebook. E ci condividerà, secondo le sue dinamiche ben rodate.

La scrittura entrerà e uscirà da Facebook, rompendo quindi l’ambiente chiuso che fino a questo momento è stato il social network come lo conosciamo.

Fornire API che permettano agli utenti di comporre il proprio contenuto, fuori dall’ambiente di pubblicazione. Ecco la rivoluzione. Con Facebook non si è mai potuto fare. Altri ambienti, più conosciuti dai blogger, come WordPress, Tumblr, Blogger, e gli altri sistemi di blogging hanno sempre messo a disposizione API di questo tipo come parte integrante della loro stessa cultura di pubblicazione e condivisione ed è sempre stata una cosa positiva.

Ora tocca a Facebook, grazie a Dave Winer. Vedremo gli sviluppi.

Social media policy a scuola e varie questioni educative

Social media policy degli istituti scolastici. Dopo aver condiviso le slide del mio intervento, condivido anche il video.

SM-Policy-101-Cara

Per ascoltare quello che ho raccontato a Milano alla Giornata aperta sul web dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia dovete solo avere la pazienza di seguire il mio ragionamento per una ventina di minuti.

Se volete, invece, qualcosa di più sintetico, ecco un altro video.
Si tratta di una intervista di circa tre minuti, sempre a valle del mio intervento alla Giornata aperta sul Web 2014.

Buona visione

Social media policy in ambiente scolastico #gasw2014

Le mie slide su “Social media policy in ambiente scolastico” per la Giornata aperta sul web #gasw2014

Non possiamo non tener conto della normativa che, in sintesi, vieta l’uso dei telefonini a scuola (Direttiva Fioroni 104/2007 ecc.) Siamo, ovviamente, tenuti a rispettare e far rispettare.
Dobbiamo, secondo me, affrontare il cambiamento e gestirlo.
Cambiamento che vede uno smartphone in mano alla quasi totalità degli studenti, la presenza sui social dei nostri ragazzi/figli a partire dalla quinta classe della scuola primarie (nonostante l’età minima, ad esempio per Facebook, sia 13 anni compiuti), la sempre più massiccia (e ingombrante?) presenza sui social di docenti e genitori ecc.

Come gestire il cambiamento in atto, anche tenendo conto delle tecnologie a disposizione nelle scuole, delle sperimentazioni che vedono i tablet per ogni studente, classi 2.0, dei progetti di scuola digitale ecc?

Come affrontare il fatto, ad esempio, che, nonostante tutti i divieti e le normative esistenti, gli studenti durante un esame (le prove INVALSI o, a breve, gli esami di stato) praticamente in tempo reale sono tutti sui social a scambiarsi quesiti e soluzioni, a fare ironia, a sfogarsi, a comunicare?

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Chiudendo gli occhi? Facendo finta che tutto ciò non accade?
Io son tre anni che ne parlo…per dire.

Con una Social Media Policy di Istituto, sempre più necessaria.
Una sorta di regolamento interno, condiviso con tutte le componenti. Una elaborazione partecipata che tenga conto di diversi fattori e questioni.

Un documento che contenga sia le Linee Guida per la gestione della presenza e della comunicazione degli spazi in rete dell’Istituto che le Linee Guida per la gestione della presenza responsabile in rete e sui social network di personale e studenti.

Social Media Policy d’Istituto come momento educante di tutta la comunità scolastica.

Nel mio intervento alla Giornata Aperta sul Web ho provato a delineare quello che secondo me dovrebbe essere il contenuto:

Gestione degli spazi in rete dell’istituto
– sito web scolastico: ruoli, comunicazione istituzionale, gestione materiali, accessi con password, gestione credenziali, ecc.
– canali social della scuola: quali aprire, che materiali, quale comunicazione, target utenti, chi gestisce ecc.

Gestione di spazi di condivisione materiali per la didattica e organizzativi
– Singolo docente o disciplina
– Singola classe
– Gruppi di lavoro
– Scelta strumenti web: dropbox, google drive, email, skype ecc.
– LIM, TABLET, Applicazioni, ebook: guide tecniche e metodologiche
– Registro elettronico ecc.

Pianificazione della presenza social collegata al sito istituzionale (come scrivevamo nel vademecum Pubblica Amministrazione e social media)

Gestione di tutte le questioni educative collegate all’uso di media sociali

I Temi da mettere sul piatto delle riflessioni da fare per una Social Media Policy d’Istituto sono tanti:
– Diffusione conoscenza: cultura digitale
– Comunicazione
– Trasparenza
– Diffusione informazioni
– Dialogo Scuola/Famiglie
– Dialogo Docenti/Studenti
– Dialogo diverse componenti comunità scolastica
– Uso della rete e della comunicazione online: competenze digitali

La scuola non può sottrarsi dall’educare all’uso corretto dei social media, alla consapevolezza e alla gestione della privacy, alla gestione della Web Reputation, ai pro e contro della geolocalizzazione, alla gestione delle informazioni riguardanti dati personali, privacy, informazioni riservate…

La scuola deve prevenire comportamenti in rete che implicano insulti, volgarità, offese, minacce, atteggiamenti violenti, bullismo, stalking ecc.

E’ oramai opportuno esplicitare come regolamentare uso di Fotografie, Filmati, Registrazioni ecc. (chiarendo gli usi consentiti, ad esempio per alunni H, DSA, BES).

Tocca alla scuola occuparsi anche di Diritto d’Autore, materiale privato o protetto, licenze Creative Commons, come citare le fonti.

Insomma ho messo molta carne al fuoco e condivido per continuare a discuterne insieme.

Osservatorio Elezioni Comunali #potenza2014

Ho aperto un tumblr http://potenza2014.tumblr.com/ per raccontarvi a modo mio le elezioni e la campagna elettorale per il Comune di Potenza #potenza2014.

Una precisazione: non sono candidata, anche se il mio partito, il PD e il Segretario Cittadino mi avevano proposto la candidatura. Ritengo che una candidatura vada preparata per tempo, ecco perché, questa volta, preferisco osservare e contribuire con il solito impegno alla campagna elettorale.

Il tumblr dedicato non annoierà troppo i lettori di questo blog. Qui troverete delle incursioni, quando accade qualcosa di interessante. Per tutto il resto vi rimando di là.

L’approccio è social e l’osservazione è sui media e sulla comunicazione, più che politico, pur essendo di parte.

Si accettano suggerimenti, consigli e sono benvenute le segnalazioni. Quasi 700 candidati, annessi e connessi, non sono facili da osservare con due soli occhi.

Vi lascio con la prima osservazione. Comincio da Twitter, ovvio!

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Profili social dei candidati a sindaco e qualche curiosità

Osservando, osservando, comincio dai profili Twitter dei candidati a Sindaco della Città di Potenza.

Elenco nomi candidati e liste collegate in mano (che potete trovare agevolmente quihttp://potenza2014.tumblr.com/sindaco a vostra disposizione), li ho cercati su Twitter e, in alcuni casi, li ho anche trovati.

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Curiosità:

1) tutti hanno un profilo Twitter, tranne colui che ha il “condivisa” nel nome della sua lista (Falotico)

2) il candidato Grillino è un ovetto implume seppure il profilo è del 2011 ma nessuno ha pensato di aprire le finestre e arieggiare dopo la candidatura (neanche prima);

3) date di apertura profilo: i più giovani, neo arrivati su Twitter sono De Luca e Petrone;

4) il più anziano su Twitter è De Angelis con un profilo di ottobre 2011;

5) hashtag: al momento solo Petrone e De Luca sembrano avere hashtag dedicati #petronesindaco#potenzaperpassione #altrapotenza

6) Profili Twitter delle liste collegate: ovviamente partiti consolidati come il PD Potenza hanno un profilo da anni (e lo usano poco, devo dire anche questo). New entry, nato il 28 aprile, il Twitter dei Socialisti e Democratici. Troppo piccolo ancora per essere di qualche rilevanza. Il 31 marzo vedeva la luce il Twitter di Potenza Condivisa, anche qua il movimento e la conversazione su Twitter, langue;

Volete sapere chi usa Twitter direttamente e chi ha uno staff che segue il profilo? Mica vi posso dire tutto subito! Osservate anche voi…e si capisce.

Per ora è tutto.

Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano (le mie slide)

Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano.
Le mie slide del seminario di Tropea

Poi un articolo della Gazzetta del Sud che vi racconta come è andata:

Convegno Rotary Tropea

Social media e didattica, figli digitali sempre connessi

Condivido le due presentazioni che ho utilizzato per il pomeriggio di formazione all’Istituto Comprensivo Cadeo. Ancora grazie a Daniele Barca e Angelo Bardini per l’invito e per l’accoglienza. Spero di essere stata utile.

Le slide della formazione genitori.

“Figli digitali, social e sempre connessi (opportunità e rischi, cosa deve sapere un genitore?)”

Le slide della formazione docenti.

“Social media e didattica: quali possibilità?” (…e come prevenire qualche rischio)

Poi su Twitter accade che…

Nella storia di #iostoconcaterina su Twitter, tra le discussioni pro e contro, tra gli insulti, tra i millemila tweet che riguardano la storia di Caterina Simonsen, ad un certo punto ricevo questo…

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Ovviamente rispondo che non sono io. Mi scappa un sorriso.

Mi scappa, però, anche una riflessione su Twitter e il suo flusso continuo, incessante, di informazioni, notizie, opinioni, cazzeggio, tweet e retweet nel quale ogni giorno, io come tanti, siamo immersi.

Difficile leggere tutto, difficile tenere le fila, per chi non mastica troppo lo strumento difficile uscire dalla logica io messaggio te tu messaggi me.

Difficile per chi lo mastica troppo, invece, Twitter, spiegare che tutto scorre e che il bello di Twitter è proprio quello di far scorrere un racconto in tempo reale che poi in tempo reale veramente non è.

Come quando guardiamo un fiume che scorre e l’acqua non è mai la stessa, quindi il fiume non è mai lo stesso, anche un minuto dopo. Twitter è così. Tutto scorre a velocità impressionante.
Già al tweet successivo stiamo sicuramente parlando d’altro, linkando un articolo che la serendipity ci ha fatto trovare, rispondendo a un amico, replicando a perfetti sconosciuti e così via, retwittando la frase ironica del momento, partecipando alla narrazione di un hashtag, qualunque esso sia.

Solo perchè ci va. Liberi pensieri, in libertà.

Twitter non è mai lo stesso, un tweet da solo non è mai contestualizzato, anche se lo fosse, al tweet successivo è già altro, defluito altrove come i pensieri, in libertà.

Nell’hashtag c’è Caterina, io mi chiamo Caterina, tra il fiume di tweet della storia me ne tocca anche uno, chi sa per quale strana associazione.

Come quando mi dicono “ho letto quella cosa che hai scritto l’altro giorno su Twitter”.
E io non so di cosa parliamo.
Quale? Il fiume, da l’altro giorno, sai quanta acqua ha fatto scorrere?

In 60000 tweet dal 2006 sai quante cose twitto, contestualizzami.
Che poi anche contestualizzando, contestualizzerai secondo te, non secondo me che in quel minuto twittavo 140 caratteri, magari con tanto di faccina, autoironia e chi sa cos’altro, nel grande racconto della rete che scorre e scorre. Nel grande neverending present continous dove infiliamo il racconto di istanti, le foto di momenti, le battute, gli aforismi, le nostre riflessioni, gli sfoghi, le emozioni, le parole o le risorse che vogliamo condividere col mondo.

E le faccine. Ringrazio chi le ha inventate. Spesso unico segno grafico che segnala “Ehy, qui si scherza, si ironizza, ci si diverte…” oppure il contrario, basta cambiare la parentesi.

Insomma Twitter. Pare vi stiano migrando da Facebook gli adolescenti (almeno quelli americani e inglesi) proprio per via dell’immediatezza e del flusso che scorre più rapidamente agli occhi dei genitori rispetto a Facebook, dove gli adulti sono arrivati in massa proprio per controllare i loro pargoletti. Meglio ancora whatsapp, più privato. Ultima moda Snapchat, i cui messaggi spariscono proprio dopo la visualizzazione.

Insomma evviva il flusso che scorre. Il bello di Twitter è questo, lo dicevo già qualche anno fa.

Panta Rei. Panta Twitter.

Come aprire un blog con WordPress

Come aprire un blog con WordPress. Non è difficile!

Blog

Pubblico qui le slide che ho utilizzato Martedi scorso ad Avigliano (PZ) con il Gruppo Coordinamento Donne, nell’ambito del progetto “Se li conosci li eviti ovvero quando i rischi da virtuali diventano reali”, bella iniziativa in cui sono stata coinvolta, che ha come obiettivo più ampio l’uso consapevole del web e dei social network.

Una guida step by step dalla registrazione su WordPress all’apertura del tuo primo blog, che può tornare utile anche ad altri.

Un hashtag #allertameteoBAS e l’alluvione in Basilicata

Un hashtag #allertametoBAS il cui uso è cominciato il 27 novembre con un pre-allerta.
Nei giorni seguenti solo acqua, tanta acqua caduta sulla Basilicata (e non solo, colpite anche Calabria, Puglia, Molise).
Un hashtag che ha raggiunto un picco di 2464 tweet in un giorno. Giorno 1 dicembre. Come vi raccontavo.
1 e 2 dicembre 2013, acqua dal cielo, Protezione Civile in massima allerta, territori allagati, frane, crolli, famiglie sfollate…

2464 tweet in un giorno da una Regione (o per una Regione) i cui numeri di Twitter sono poco significativi.

Un totale di 4426 Tweet in una settimana o poco più.
Questi i numeri dell’alluvione in Basilicata, su Twitter.

allerta

Sindaci che chiudono scuole, sospensioni della fornitura idrica, strade e collegamenti, viabilità.
Gente che chiede attenzione a media nazionali, che chiede di parlare di quello che succede in Basilicata.
Tutto questo e molto altro è passato attraverso un hashtag #allertameteoBAS (anche qualche sciacallata, ma pochissima roba, siamo tutti stati molto disciplinati nell’uso, nessuno ne ha approfittato per cercare visibilità per sè, come capita in questi casi).

Il 30 novembre si Twitta anche di #NOVASIRI con 48 tweet che raccontano la situazione.

Si aggiunge la situazione del fronte frana a Montescaglioso. Ad #allertameteoBAS si aggrega un altro hashtag: #montescaglioso

442 tweet che lo contengono. Il picco il 3 dicembre con 221 tweet, nello stesso giorno si registrano 424 tweet per #allertameteoBAS tra cui quello del neo eletto Governatore Marcello Pittella (non ancora insediato)

@marcepittella: Chiedo al Governo Nazionale lo stato di calamità, uomini e mezzi a supporto della situazione critica #allertameteoBAS

montescaglioso

Aggiungiamo circa 24 foto taggate su Instagram #allertameteoBAS.
Molte foto son state postate direttamente via Twitter, altre via Facebook e condivise di profilo in profilo. Molte senza hashtag.

E poi Facebook (un po’ più complesso da monitorare) come si può vedere dalla tagboard che ho creato proprio per raccogliere anche quanto passava da Facebook con tag #allertameteoBAS
https://tagboard.com/allertameteoBAS

Se arrivate in fondo alla pagina e cliccate su LOAD MORE, più volte, si arriva, a ritroso, al momento in cui abbiamo cominciato ad usare ed aggregare le informazioni sull’alluvione.

L’evoluzione dell’allerta meteo via hashtag seguita con aggiornamenti in tempo reale dai canali social di TRMtv facebook.com/trmtv e twitter.com/trmh24 oltre al sito internet TRMtv.it

A ruota si sono aggiunti gli altri media e stampa lucani. I blogger, gli amici. I cittadini, i politici, gli amministratori, i sindaci.
Quasi sempre utilizzando l’hashtag per veicolare l’informazione e per permetterci di aggregare, rilanciare, seguire, retwittare.

Ecco, ancora una volta, l’importanza di un hashtag usato correttamente.
La narrazione in tempo reale di una regione piegata dal maltempo.
La diffusione di una buona pratica comunicativa, il coinvolgimento non solo da lettori di status sui social ma da produttori di contenuti utili da postare sui propri profili e da condividere con quanti possibile.

Un popolo, quello lucano, unito in una situazione di emergenza, almeno sui social.

Complimenti alla Protezione Civile di NOVA SIRI per aver usato #allertameteoBAS da subito, per dirne una.

Non basta. Profili con pochi followers, quando forniscono informazioni importanti come queste della situazione di allerta meteo per l’alluvione, devono assolutamente essere rilanciati con retweet da profili più seguiti. Io e molti altri abbiamo rilanciato ogni notizia utile, per quanto possibile, seguendo passo passo, sia su Twitter che su Facebook le informazioni che venivano diffuse, verificandole anche, quando necessario.

I miei alunni che mi hanno inviato le foto alle 7 del mattino della situazione strade allagate dai loro comuni, ad esempio. Su Facebook, ovviamente.

Altro passaggio importante, retweet usando “cita il tweet”, utile funzione di Twitter che permette di retwittare aggiungendo o editando i tweet degli altri. Utilissimo per aggiungere #allertametoBAS quando non presente, in modo da aggregare davvero tutto e seguire.

Come essere utili su Twitter in questi casi?
Twittando con hashtag le informazioni diramate dagli organi ufficiali (Regione, Protezione Civile, Volontari, Giornalisti ecc.).
Verificando per quanto possibile le informazioni, selezionando quelle più importanti, evitando il rumore, evitando di usare un hashtag solo per commentare senza aggiungere valore.

Da parte mia, ho ricordato anche a sindaci e amministratori amici di usare #allertameteoBAS nelle comunicazioni dai loro comuni. Fa piacere che abbiano capito l’importanza e si siano adeguati.

A scorrere la tagboard https://tagboard.com/allertameteoBAS abbiamo fatto tantissimo per l’informazione e per la Basilicata, anche se non direttamente dai luoghi interessati, amplificando e allargando la portata delle notizie, rendendo Twitter e Facebook strumenti di pubblico servizio.

A scorrere la tagboard è chiaro quanto è successo in Basilicata ed è chiaro che servono aiuti per le popolazioni e i territori che hanno subito più danni.

I social sono anche questo.

E questa è una storia che, a partire dai numeri, volevo raccontare.

Ora ti spiego Twitter…

e poi ti interrogo!

Scherzi a parte, ma rimanendo dentro la metafora della prof che spiega alla lavagna (dopotutto è il mio mestiere), questa è la presentazione che ho utilizzato a #pzsmart il 4 settembre a Potenza per spiegare Twitter a chi inizia ad usarlo, a chi già lo usa e voleva capirne di più, a chi nemmeno sapeva cos’è prima di fermarsi in Piazzetta Maffei incuriosito da quei tre (io, Ernesto, Giovanni) che parlavano di Twitter, Facebook, Open Data.

I Simpson e gli Open Data, invece, li trovate qua.

Come scegliere un hashtag

Dal blog di TwitterUK, utili suggerimenti per scegliere l’hashtag migliore e una infografica riassuntiva che prova a guidare la scelta.

hashtag

Come scegliere un hashtag (che, ricordiamolo, è la parolina chiave preceduta da un cancelletto #, che permette di cercare sia su Twitter che su Instagram e Facebook ecc. tutti i post/tweet/foto pubblici contenenti quella parola chiave)?

Quando pianifichiamo un hashtag (ad esempio quello che ho fatto io durante le vacanze per raggruppare le mie foto a seconda del luogo) cominciamo con il chiederci: perché voglio associare una parola chiave a questo particolare tipo di contenuti?

Un evento, un argomento, un tema ben preciso?
Perché possa essere utile solo a me oppure per permettere ad altri di seguire?
Per raggruppare facilmente tutti i contenuti relativi ad un tema, argomento?
Per farci facilmente uno storify riassuntivo?
Per associare e far associare subito a chi legge ciò a cui facciamo riferimento?

Gli hashtag migliori sono quelli che vengono ricordati e che vengono utilizzati, anche da altri, rapidamente, per aggiungere contenuti (vedi una campagna virale oppure quando si chiede agli utenti di partecipare ad una discussione, ad una trasmissione tv/radio, ad un concorso a tema, per raccontare un viaggio, una rivolta popolare ecc.)

Devono essere facilmente richiamati dalla memoria e associati.
Così funzionano.

Gli hashtag devono essere poi utilizzati e riportati sui canali utilizzati per diffondere quel tipo di contenuti. Se è un brand o un evento, tutta la comunicazione (anche quella cartacea relativa) deve riportare l’indicazione dell’hashtag da utilizzare. Altrimenti gli utenti poi fanno da sè, aggiungono, modificano, inventano hashtag e…le fila del discorso sui social diventano anche più complesse da tenere e seguire, si disperdono in vari rivoli.

Se le persone sui social già stanno utilizzando un #hashtag per discutere di qualcosa, utilizza quello, aggiungiti alla discussione, aggiungendo valore. Spesso l’hashtag nuovo o troppo personalizzato non entra automaticamente in conversazione. Spesso su un hashtag già in uso c’è troppo rumore (contenuti non pertinenti o di cazzeggio, bot e spammer che approfittano della diffusione dell’hashtag soprattutto se diventa anche trrending topics ecc.)

Una volta creato e comunicato, ovviamente utilizzare innanzitutto Twitter per diffondere l’hashtag.

Il post di TwitterUK è chiaramente piegato su brand e marketing. Ho pensato che questi consigli sull’uso dell’hashtag potessero essere utili comunque a tutti.

Come usi gli hashtag?
Segui solo i Trending Topics del giorno su Twitter oppure li utilizzi anche in modo personale come faccio io?
Hai cominciato ad utilizzarli su Facebook adesso che si possono cercare anche là?
Come tagghi le foto su Instagram?

Fammi sapere.

Dove sei stata in vacanza? Su Instagram!

Dove sono stata in vacanza lo sapete oramai. Su Instagram!
Scatti, momenti, dettagli. Sensazioni, più che altro.

A volte è un attimo in tempo reale, a volte è una scelta dell’attimo giusto tra gli scatti a connessione dati/wifi disponibile. Un po’ “carpe diem” (Orazio) e un po’ “emotion recollected into tranquillity” (W. Wordsworth) la mia fotografia estiva.
Il mio modo di fotografare, in genere.

Scatti rigorosamente dal mio iPhone 4 con HDR attivo, Instagram, taglio, filtro e bordo (a volte anche #nofilter) e l’hashtag prescelto. Posting e quindi anche Flickr ma soprattutto Facebook, Twitter, Friendfeed.
Questo il percorso della mia fotografia e delle mie foto.
Per chi si chiedeva come faccio.

Questo il racconto delle nostre vacanze, questo i miei occhi hanno visto, questo i miei polpastrelli hanno condiviso.
Poche parole, solo a descrizione delle foto, a mo’ di titolo. Confesso: troppo pigra per un blog di viaggio, per un tumblr ad hoc o per raccontare qua, pur avendo sempre in borsa l’iPad e disponibile la rete.

Avevo deciso che l’estate l’avrei passata su Instagram, così è stato.

Hashtag scelti per meglio raccogliere alla fine i frutti del percorso, per permettere a chi mi ha seguito per i canali social di avere un filo conduttore.

Guardare e guardarsi intorno con occhi diversi.
Cercare i dettagli pur guardando l’insieme, respirare l’attimo che si sta vivendo, carpire cosa genera emozione, rinchiuderlo in un quadrato.
Raccontare con occhi diversi. Meravigliarsi. Condividere.

Insomma, riassumendo, ho passato le vacanze all’insegna di questi hashtag:

1) #catebrussels2013 passando per #brussels #ghent #brugge #anversa
2) #catecalabria2013

Modus operandi: scatti singoli con hashtag.
A chi mi chiede “perchè non fai gli album su Facebook come tutti gli altri?” rispondo: “Perchè a me piace così!”
Scatti come momenti da fissare in timeline, scatti come tweet, scatti come foto da visualizzare nel flusso, scatti di viaggio.
Viaggiare, guardare.
Che guardi anche chi mi segue sui social quello che vedo io. Sperando di non annoiare.

Gli album comunque ci sono e sono su Flickr, recollected into tranquillity.
Perchè poi è più comodo postarli nel blog.

Per chi ancora non si fosse imbattuto nelle mie foto delle vacanze, son qua.

Ringrazio quanti hanno messo favourite, like, mi piace, starred ecc. ecc.
Ringrazio quanti hanno commentato, retwittato, condiviso, semplicemente apprezzato.
Ringrazio quanti, anche di persona, mi hanno fatto i complimenti.
Si, lo so, siete parenti e amici, ma fa piacere lo stesso sentirsi dire che ho fatto venir voglia di vedere Bruxelles oppure che nelle mie foto la costa calabra è troppo bella, poi la gente viene e rimane delusa…da quanto c’è di contorno, che volutamente non ho inquadrato.

Troppo buoni, non so niente di fotografia. Mi riprometto di studiare un po’ e di andare oltre le nozioni di base. Ho solo un po’ di occhio (credo, me lo dite voi), forse son solo capace di comunicare qualcosa con i mezzi che ho a disposizione.

Forse mi piace solo guardare le cose con occhi nuovi e provare a raccontare ciò che vedo. Forse mi piace il blu, la luce, la streetart, il dettaglio inaspettato.
Però, evviva Instagram! Bel posto per trascorrere le vacanze!

Enjoy!

Brussels/Bruxelles

Ghent/Gand/Gant

Brugge/Bruges

Anversa – Antwerpen – Anvers

#catecalabria

(scatti di passaggio e di passeggio in ordine sparso: SS18, Tropea, Briatico, Punta Safò, Vibo Valentia, Favelloni, Pizzo, Diamante, Guardia Piemontese)

Non incrocio i flussi, li ripristino…

Facciamola breve.
Twitter ha cambiato le API. Google ha chiuso Google Reader.
Tutto in questi ultimi giorni.

In pratica la base della mia condivisione in rete che funziona(va) come segue:

– Articoli interessanti su Google Reader attraverso la stellina (starred items) venivano postati su Twitter che postava su Facebook.

– Una regola IFTTT ad hoc (starred posta su Twitter), semplice e funzionante.

– Una applicazione Selective Tweets (che in generale posta un Tweet su Facebook, se il tweet termina con #fb).

Quindi le letture interessanti cliccando sulla stellina di Google Reader finivano su Twitter con un #fb nel tweet (contenuto nella regola IFTTT) che le postava anche su Facebook.

Lineare la soluzione, semplicissima la mia vita online, da qualunque device.

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Morto Google Reader, ci si fa un altro feed reader. Sia Feedly, che Digg, che Newsify ecc. permettono di Twittare. Tutto ció che uso, in realtà, permette di condividere con un tweet.
Se Twitter posta su Facebook, non serve altro.

Problema condivisione risolto, quindi.
Se ad ogni tweet aggiungo #fb tutto va anche su Facebook.
Tecnica che già uso, tra l’altro, per postare direttamente i link a risorse utili oppure per postare da Zite, ad esempio. La utilizzo anche dal nuovo reader e amen.

Twitter cambia le API e Selective Tweets non funziona. In realtà non funziona quasi tutto ciò che si appoggiava alle vecchie API di Twitter e non funzionerá fino a che i vari servizi e le varie app non fanno i cambiamenti che Twitter richiede loro, adesso.

Mi accorgo oggi, mi rendo conto che su Facebook taccio da 3 giorni. Non è da me, no?

Concludendo, in questo momento sono alla ricerca della soluzione più semplice e lineare che faccia la banale operazione: “se twitto e il mio tweet termina con #fb, il tweet va anche su Facebook”. Punto.

A me, per non incrociare i flussi, non serve altro.
Suggerimenti?

(intanto cerco, ma ditemi come fate voi)

NOTA BENE: questo post forse lo capiscono solo quelli che, nell’ordine, hanno un blog da 10 anni o poco meno, usavano Google Reader da 8 anni e sono in lutto, hanno Twitter dal 2006/07 e Facebook da poco dopo, considerano gli RSS come parte integrante delle loro giornate, ecc.
Questo post si pone il problema della condivisione della conoscenza (che è come uso io la rete) e va alla ricerca della soluzione che bypassi i compartimenti stagni. Il tutto nell’ottica di un ecosistema che arricchisce. Come ha sempre fatto.

Ah il blog posta direttamente e autonomamente sia su Twitter che su Facebook e le foto via Instagram vivono anch’esse di condivisione diretta sia su Twitter che su Facebook. Questi flussi sono salvi. E anche altro.

Come dite? Dimentico Google+?
Perché voi lo usate? ;)

UPDATE N.1
NATTER http://natterapp.com/ fa quello che mi serve e al momento funziona. Ripristino così il flusso Twitter + #fb che posta su Facebook.

UPDATE N. 2
Selective Tweets ha ripreso a funzionare

No ma io sto attentissima alla privacy sui social…

Una immagine che vale più di mille parole.
Quanti si riconoscono?

La privacy sui social dipende solo da noi, alla fine.

privacy

(via The Joy of Tech)

Twitter spiega come personalizzare profilo, testata e sfondo

Twitter spiega con un cartone animato come personalizzare il profilo, come inserire la foto profilo, come modificare la testata e lo sfondo.

Per non essere anonimi “ovetti” tutti uguali e senza personalità.

Molto carino e utile.

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