Fai un video con la tua Timeline di Facebook

Facebook sta attivando per tutti la nuova Timeline / Diario. Lo farà per tutti gli utenti in questi giorni, automaticamente se non la attiviamo noi da qui http://www.facebook.com/about/timeline.

Consiglio di attivarla e andare a verificare le impostazioni degli elementi che compongono il diario, in modo da regolare le impostazioni di privacy di ciò che vogliamo far vedere, soprattutto a chi.

Possiamo fare un video della Timeline. Provateci.
E’ bellissimo il risultato!

Si comincia da qui: con Timeline Movie Maker un’applicazione che trasforma in video il nostro diario di Facebook.

Avviando l’applicazione il Movie Maker comincia una serie di “parses nostalgia,” “captures your good side,” e “finds I-Remember-Whens” aggiungendo man mano elementi presi dalla nostra Timeline. L’applicazione permette, alla fine del processo, di scegliere il sottofondo musicale, sostituire nel video alcune immagini che non vogliamo inserire nel video o alcuni check in che non vogliamo appaiano.

Click su http://www.timelinemoviemaker.com/, click su Make your Movie, attendi il processo di creazione.

Il video può essere condiviso ovviamente su Facebook. Verrà condiviso solo agli amici e non ai sottoscrittori.

Non c’è al momento possibilità di salvare, esportare o embeddare il video e, ad esempio, metterlo su Youtube, oppure condividerlo su altri social.

A meno che non ci attiviamo diversamente…

Il video della mia Timeline di Facebook è, infatti, visibile qui, per avere un’idea del risultato che viene fuori.

L’ho registrato con Screenr per poterlo embeddare sul blog ed eventualmente mettere anche su Youtube, manca però l’audio.

Con il sottofondo che ho scelto è molto più carino!

Provate a divertirvi un po’ con la vostra Timeline. Enjoy!

PS la versione completa del video della Timeline di Catepol è su Facebook, ovviamente o qui http://www.timelinemoviemaker.com/display/?t=4f27dea906ca07-08299931

Come aggirare la censura di Twitter

Della censura di Twitter se ne sta parlando molto, oggi.

Vi rimando subito alla lettura dei post di Gba e Valigiablu per approfondimenti.

Oggi doveva (o è) il giorno dello sciopero su Twitter contro la censura. Ok.
In pratica non dovremmo usare Twitter tutto il giorno. La cosa mi fa sorridere.Impossibile che tutti lo facciano. Sciopero fallimentare in partenza.
Dovremmo inondare i server di Twitter fino a farli saltare, invece. Se proprio.

Vediamo che succede.

Da un post di Twitter apprendiamo il cambiamento di policy riguardo alcuni contenuti e censura degli stessi in alcune nazioni.

Fino a ieri un tweet veniva censurato con la cancellazione. Adesso, invece, i singoli tweet potranno essere oscurati se un governo locale lo richiede perché previsto dalla sua legislazione.

Until now, the only way we could take account of those countries’ limits was to remove content globally. Starting today, we give ourselves the ability to reactively withhold content from users in a specific country — while keeping it available in the rest of the world. We have also built in a way to communicate transparently to users when content is withheld, and why.

Chi ha postato il tweet “incriminato” viene avvisato da Twitter, il contenuto non sarà visibile in quella nazione. Sarà però visibile nel resto del mondo.

if and when we are required to withhold a Tweet in a specific country, we will attempt to let the user know, and we will clearly mark when the content has been withheld.

Basta cambiare quindi la propria nazione su Twitter in “Worldwide”? (si cambia da qui https://twitter.com/settings/account)

Sembra la soluzione più logica. Leggo su thenextweb che, mettendo Worldwide come nazione, Twitter converta comunque l’IP, riconoscendolo.
Invece, cambiare nazione da una all’altra, funziona.

Pare che Twitter abbia voluto lasciare questa porta aperta per aggirare la censura. Permettere il cambio di nazione è come un cambio manuale di IP, non c’è bisogno di nasconderlo dietro un proxy.

Per riassumere cosa accade.
Se, ad esempio, in Cina i tweet con la parola “pane” non si vedono e vengono censurati è perché è stato richiesto dal governo cinese. Quindi in Cina, un tweet con la parola “pane” non si vedrà. Sia che si posti dalla Cina stessa o dal Congo o dal Messico. Twitter avvisa l’utente che ha postato il tweet “incriminato”. Lo avvisa dicendogli che, se hai Cina come nazione Twitter o sei in Cina, quel tweet non si vede.
Prova a mettere “Francia” come tua nazione Twitter e quel tweet lo vedi regolarmente.

Nel mentre, comunque, il resto del mondo fuori dalla Cina ha letto e legge quel tweet contenente la parola censurata “pane”.

Le richieste legali che arrivano a Twitter per censurare contenuti si trovano qui http://chillingeffects.org/twitter. Ci saranno veramente tutte, per trasparenza? Vedremo.

Twitter precisa che non vengono censurati i contenuti in maniera preventiva ma solo dopo richiesta legale. Valutandole una per una.

that is, we will withhold specific content only when required to do so in response to what we believe to be a valid and applicable legal request.

L’utente saprà che il contenuto è stato censurato.

If people are located in a country where a Tweet or account has been withheld and they try to view it, they will see a alert box that says “Tweet withheld” or “@Username withheld” in place of the affected Tweet or account.

Se l’utente è localizzato in una nazione dove un tweet o un account è stato oscurato e cerca di vedere il tweet, vedrà un avviso “Tweet withheld” al posto del tweet o “@Username withheld” al posto dell’utente.

Come diventare Twitter star in Italia?

Ho appena trovato (via) questo Twitterfesto. Un manifesto per diventare star di Twitter in Italia…

Perchè l’obiettivo degli italiani oramai non sono più i 15 minuti di celebrità ma i 140 caratteri di un retweet. Magari da una Twitter Star o da un VIP.

Che ne pensate? Vi ci ritrovate?

Notifiche mail dai social network: come gestirle

Proseguendo il filone “pulizie sui social network” cominciato con il post su come rimuovere le applicazioni inutili dai vari social, grazie a MyPermissions, oggi tocca ad una applicazione simile: Notification Control.

E’ arrivato il momento di ripulire la nostra mail da tutte le notifiche inutili che riceviamo dai social network a cui siamo iscritti. In un colpo solo. Grazie a Notification Control. Questo post piacerà sicuramente al mio amico Webeconoscenza.

In pratica serve da online bookmark. Un punto di accesso unico alla sezione notifiche di Twitter, facebook, Google+, Pinterest, Tumblr, Youtube, Foursquare, Linkedin, Ebay e altro. Basta essere loggati ai vari servizi e con un clic arriviamo alle impostazioni notifiche di ognuno, in modo da sistemarle e farle funzionare esattamente come vogliamo, senza più essere invasi da quelle che non servono.

Read more

Blog, blogger, blogosfera, social network e #risorgiblog

128 post su Catepol 3.0 nel 2011. No, questo blog sicuramente non è da considerarsi morto e non ha necessità di risorgere. Non trovate?

Con questo 129. Mettetevi seduti, post lungo. Forse.

Sono più di 2 post a settimana, in media. Blogger Catepol, presente! Viva e vegeta, nonostante i social network. Pronta a ricominciare nel 2012 a scrivere e condividere su queste pagine.

In questi giorni di festa e relax natalizio (mentre stavo a mangiare due zeppole dai miei) la blogosfera appare in  gran fermento su queste tematiche (più pasquali che natalizie, trattando di morte e resurrezione): blog morti, blog che devono risorgere, risorgeranno mai questi blog, siamo meno blogger da quando ci sono i social network…

La blogosfera, in fermento. Come non accadeva da tempo. Blog che discutono di blogging, un evergreen, comunque. Voglio aggiungere un paio di riflessioni.

Diciamo meglio, almeno per quanto mi riguarda: la blogosfera è qui intesa come alcuni tra i blog che leggo, soprattutto di amici. Gente che aveva e ha un blog, che conosce gente che ha un blog, che a sua volta conosce gente che ha un blog…per dirla con il prof. (e amico blogger) Stefano Epifani.

Gente che è ovviamente parte delle mie reti sociali in almeno un social network a scelta tra Twitter, Friendfeed, Facebook…e che leggo anche così, non solo sul blog. Gente con cui mi relaziono online (ma anche offline, quando possibile). Gente con cui il piacere di leggersi e conversare non ha bisogno di risorgere, perchè è vivo e vegeto, seppure in forme diverse rispetto a qualche tempo fa. Gente che popola il mio feed reader.

Per dire…i blog che legge Mantellini hanno scritto molto meno di me nel 2011, volendo stare alle statistiche, e di molti tra i blogger che leggo, logorroici come me, ma non è questo il punto.

Una “Blogosfera 2011″ che Vincenzo Cosenza ha provato a visualizzare evidenziando nodi e correlazioni tematiche e di affinità. Una blogosfera ancora esistente, a quanto pare, cambiata dai social network e dalla velocità di posting maggiore che Twitter e Facebook concedono, pur sempre presente.

Uno zoccolo duro, a leggere nomi e link analizzati da Vincos.

Giovanni Boccia Artieri ben riassume le varie discussioni in corso sul risorgere dei blog nel 2012. Ne nasce un titolo che è anche un hashtag per Twitter #risorgiblog  (non si può oramai prescindere, non si può lasciare un post solo su un blog con i suoi commentatori, le conversazioni avvengono anche altrove, abbiamo imparato da tempo a tenere il filo di ciò che si dirama da un blog attraverso Twitter, Facebook, Friendfeed ecc. anche se è più faticoso). Mi dicono che #risorgiblog sia diventato anche trending topic di Twitter ad un certo punto e che ne è nato anche uno Storify per tenerne traccia. Bene!

Giuseppe Granieri, pur avendo ridotto sensibilmente la sua produzione di post sul blog, scrive:

Personalmente non so se ci sia un Rinascimento Blog, ma posso affermare in tutta tranquillità che in questi 10 anni io non ho smesso un attimo di leggere i blog e sono molto grato a tutti coloro che li usano per condividere idee, pensieri e spunti di riflessione.

Personalmente, lo penso anche io. Non ho mai smesso di leggere i blog che ancora scrivono nè di scrivere il blog su cui io stessa scrivo. I social network amplificano, il blog è sempre l’hub da cui tutto parte. Almeno ciò che merita di essere approfondito o semplicemente conservato e reso ricercabile a chi ci arriva anche dopo diverso tempo dalla data in cui è postato.

Il blog è l’espressione del proprio ego. Bloggo, ergo sum. Quante volte lo abbiamo detto in passato?

Ad avere un blog oggi, per dire, c’è anche mia cugina o la mia collega a scuola, arrivate al blog con un percorso inverso, stanche di Facebook e desiderose di avere uno spazio proprio, magari solo per metterci le proprie ricette o le proprie foto.

Luca Conti spiega bene i suoi propositi di rimettere al centro della sua presenza digitale il blog e di rivedere soprattutto il “tempo” da dedicare ai social network. Io, come lui, non ho mai inglobato i post del blog nelle note su Facebook (forse non le ho proprio mai usate, sapete?)

Sempre preferito mantenere ciò che è mio in uno spazio mio e totalmente controllabile. Sempre preferito amplificare coi social, come è giusto che sia. Il blog è il blog. Se voglio che qualcosa raggiunga veramente tutti, è qua che la scrivo. Pur seguendo le conversazioni che ne nascono ovunque. E con ovunque aggiungo anche Google Plus, che fino ad ora non ho nemmeno nominato e che, in teoria, vorrebbe sostituire davvero i blog. Non ci credo neanche se lo vedo.

Anche Facebook da qualche tempo offre la possibilità di scrivere status lunghi fino a 60000 caratteri. Anche Facebook, quindi, prova a farci scrivere le nostre cose là, piuttosto che su spazi nostri. Regalandoci la Timeline e il “recupero” di quanto fino a ieri, invece, si perdeva nello stream. Regalandoci la possibilità di scrivere “Romanzi” e non più semplici “Status”.

Molta gente, pensando di avere spazi propri su Facebook o su Google Plus, è là che argomenterà e condividerà. Ben venga anche il fatto che raccolgano lettori e commentatori attraverso questi strumenti. Non c’è nulla di male. L’uso social della rete non deve certo essere uguale per tutti. Dinamiche di massa a cui un singolo utente può decidere se e come aderire e partecipare. Spazi da occupare. Quando trovo persone interessanti da leggere, non importa il mezzo (pur preferendo il blog). Mi adeguo.

I VIP italiani proprio in questo momento storico scoprono Twitter per raccontarsi e raccontare. Un pubblico sempre più vasto che in massa accorre. Scambiando Twitter per il numero di cellulare del VIP in questione a cui inviare SMS mediante una o più mention. Chiocciolina/nomedelVIP e INVIO: sperando di ricevere risposta e guadagnare non più il quarto d’ora di fama, ma giusto 140 caratteri da raccontare agli amici “ehy, sono stato citato dal VIP su Twitter!”

Gigi Cogo si assume la “colpa” di aver fatto partire questa discussione. Ci sono giornate in cui, in effetti, è vero: dal feed reader non esce nulla di interessante da leggere mentre sui vari social network è tutto un pullulare di condivisioni, battute, link che, ti distrai due minuti magari per festeggiare il Natale con i tuoi, si sono già persi nello stream o nella Timeline.

Ci sono giornate in cui i blogger non scrivono, me compresa, però non si fanno desiderare sui vari social, dove sicuramente una foto, uno status, una battuta e un mi piace vengono scambiati.

Meno male che qualcuno si prende ancora la briga di scrivere sul blog e, quindi, di arrivarmi nel feed reader. Ora che ci penso, se così non fosse stato, non avrei partecipato a questa conversazione sulla blogosfera che muore, risorge, s’accascia, si riprende.

Ci sono giornate in cui è interessante seguire quello che qualcuno condivide su Twitter e Facebook, anche se non ha scritto nulla sul suo blog. Oppure proprio perchè non ha un blog. No, su Google Plus, rinuncio. Non vi seguirò.

Il web oramai è bello perchè è vario. Qualcosa di interessante condiviso dalle persone che seguiamo, esce sempre, su bacheche e profili, anche se il passaggio non è più la vecchia serendipity che ti portava di blog in blog, di link in link. E’ un po’ più vario, imprevedibile, complesso.

PierLuca Santoro scrive e argomenta, spostando la riflessione anche sulla professionalità che chi gestisce un blog dovrebbe avere. Blog inteso non come categoria, ma come “scatolone”. In effetti col blog ognuno poi ci fa quello che vuole e i blogger, da sempre, non sono perfettamente categorizzabili. Ognuno prendendosi la responsabilità di ciò che scrive, di come lo scrive e degli eventuali tornaconti personali che dovrebbero essere gestiti con trasparenza, almeno per rispetto nei confronti dei propri lettori.

Sicuramente ho dimenticato qualcuno dei partecipanti alla discussione “Risorgimento Blog”. Nei post citati, comunque trovate molti altri rimandi e link a post in cui se ne parla. Utile conoscere più pareri in merito.

Ecco, la blogosfera. Se tornassimo al 2007 per un attimo, questo post verrebbe bannato da BlogBabel perchè contenente troppi link e rimandi ad altri blog che rimandano ad altri blog che si linkavano tra loro. Roba che ti falsa l’algoritmo. Roba che se la ricorda solo chi aveva un blog all’epoca dei fatti. Roba che accadeva sotto Natale e la blogosfera scopriva che linkare tutti gli amici per fare gli auguri andava contro le regole.

O meglio, lo scoprivo io. E’ me che eliminarono dalla classifica dei blogger italiani, mica altri. E’ sempre questo blog, poi riammesso e “perdonato” che ha parametri falsati (vi balza all’occhio subito guardando qua, i miei post più citati portano il link al blog su Splinder, pensate un po’…e a questa cosa non si può riparare…parole loro…).

Oggi invece, taggare tutti in una foto su Facebook oppure attraverso le @mentions su Twitter è così normale. Non si sfasciano algoritmi, anzi…può essere pure che ti aumenti il Klout (nuovo parametro NON scientifico per mostrare al mondo quanto si è influenti in rete).

Roba che potremmo aprirci diversi flame, come ai vecchi tempi. E allora sì che sarebbe un vero Risorgimento Blog!!

Su Splinder, per la cronaca: a partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso. Migliaia di blog che migrano su altri lidi (WordPress ecc.) e su domini proprietari. Il 2011 è quindi l’anno della morte di un servizio blog e non dei blog, se proprio vogliamo essere precisi. Di un servizio che ha fatto la storia della blogosfera italiana. Io ho cominciato là nel 2002, come me tanti. Blog ancora in vita, blog che è un peccato perdere anche se non aggiornati, blog e loro contenuti, che appartengono ai blogger che li hanno scritti, seppure su un servizio non loro.

10 anni di blog o di partecipazione alla blogosfera. 10 anni in cui il web sociale è diventato veramente alla portata di tutti e non più una parte abitata della rete, ma solo da pochi.

Ho sempre scritto che “Solo il blog è per sempre” da quando nella nostra vita digitale si sono inseriti anche i social network ed è diventato necessario animare e presidiare anche altri canali. Il blog, questo spazio di cui abbiamo pieno controllo, anche quello di cancellare o di moderare chi non ci piace. Toglietemi tutto, ma non il mio blog. Solo il blog è per sempre, solo il blog è totalmente mio. Gli altri canali, invece, possono cambiare come cambia il vento. Oggi siamo su Facebook e Twitter, magari anche su Google Plus. Domani chi può dirlo?

Preferisco spostare i miei feed sui nuovi profili di social network che aprirò e che abiterò, non mi ci trasferirò mai. Preferisco partire sempre da qua, da questo blog, da ciò che sono, a prescindere dai social network.

Per concludere, se fate risorgere i vostri blog non mi dispiace, anzi! Dai, proposito per il 2012: più post sui blog per tutti!

Per coordinare il tutto coi i social network, in caso, posso darvi una mano io.

 

 

Come richiedere a Facebook quello che sa di noi

Dopo il post precedente su ciò che Facebook sa di noi, ho pensato che potesse essere utile a tutti sapere come richiedere questi dati.

Le informazioni le fornisce lo stesso Facebook qui https://www.facebook.com/help/?faq=302796099745838

Abbiamo a disposizione uno strumento self-service che ci consente, in quanto utenti Facebook e cittadini europei, l’opportunità di accedere ai nostri dati personali archiviati da Facebook in conformità con quanto stabilito dalla direttiva UE 95/46/EC.

Ecco la procedura per ricevere i nostri dati contenuti su Facebook, passaggio per passaggio:

– Accedi allo strumento self-service di accesso ai dati.
– Clicca sul menu Account in alto a destra di qualsiasi pagina di Facebook.
– Seleziona Impostazioni account
– Clicca sul link in fondo alla pagina, “Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook”

Per scaricare le informazioni di Facebook che ci riguardano, cliccare su “Avvia al mio archivio”

Cosa contiene?

Cosa include il tuo archivio?
Tutte le foto o i video che hai condiviso su Facebook
I tuoi post in bacheca, messaggi e conversazioni in chat
I nomi dei tuoi amici e alcuni dei loro indirizzi e-mail
(Nota: includeremo solo gli indirizzi e-mail degli amici che hanno attivato questa opzione nelle loro impostazioni account).

Cosa non include il tuo archivio?
Le foto e gli aggiornamenti di stato dei tuoi amici
Informazioni personali di altre persone
Commenti che hai fatto sui post di altre persone
Attenzione: proteggi il tuo archivio

Il tuo archivio di Facebook include informazioni riservate, come i tuoi post in bacheca privati, le tue foto e le informazioni del tuo profilo. Tienilo a mente prima di salvare, inviare o caricare il tuo archivio su altri siti o servizi.

Apparirà questo:

Potrebbe essere necessario un po’ di tempo per recuperare le foto, i post in bacheca, i messaggi e le altre informazioni che hai inserito su Facebook. Ti chiederemo inoltre di dimostrare la tua identità per aiutarti a proteggere il tuo account.

Cliccando, Facebook ci avvisa che riceveremo una e-mail quando il nostro archivio sarà pronto per essere scaricato.

Quali vantaggi otterrò scaricando le mie informazioni da Facebook?

Il mantenimento di una copia delle tue informazioni (su Facebook o qualsiasi altro servizio Web) ti consente di controllare gli elementi che condividi.

Tale copia, inoltre, potrebbe risultare utile se alcune delle informazioni in essa presenti sono disponibili esclusivamente su Facebook. Potrebbe capitarti, ad esempio, di perdere il tuo cellulare, nel quale sono memorizzate molte foto che andrebbero altrimenti perse. Se hai caricato queste foto su Facebook, il download delle tue informazioni ti consentirà di ottenerne una copia direttamente sul tuo computer.

E, ancora, sempre dalle FAQ di Facebook:

Quando scarico le mie informazioni da Facebook, quali dati vengono inclusi nel file?
Quando scarichi le tue informazioni, il tuo file includerà:
– Le informazioni del profilo (diario) (es.: le informazioni di contatto, gli interessi e i gruppi)
– I post in bacheca (diario) e i contenuti pubblicati sul tuo profilo (diario) da te e i tuoi amici
– Le foto e i video che hai caricato sul tuo account
– La lista dei tuoi amici
– Le note che hai creato
– Gli eventi a cui hai risposto
– I tuoi messaggi inviati e ricevuti
– I commenti fatti da te e dai tuoi amici sui post in bacheca (diario), le foto e altri contenuti presenti nel tuo profilo (diario)

Ricordiamoci che troveremo anche tutto ciò che abbiamo cancellato!

Non è possibile scegliere quali informazioni scaricare. Facebook ci concede l’intero file. Tutto insieme.

Quali sono le misure di sicurezza attraverso cui Facebook ci assicura che nessun altro possa scaricare copia delle nostre informazioni?

Facebook chiede di confermare la nostra identità prima di poter completare il processo con l’invia di una e-mail all’indirizzo di posta elettronica registrato per il nostro account Facebook.

In modo che Facebook abbia a sua volta la sicurezza che sia stato l’utente ad avviare il processo.
Alla ricezione della mail, occorre re-inserire la password.

Se utilizziamo in quel momento un computer pubblico o uno da cui non accediamo spesso al nostro account, Facebook potrebbe anche chiedere di identificare alcuni amici attraverso una serie di foto che ci presenta oppure o di risolvere un captcha tramite SMS.

Attenzione: il file che contiene tutta la nostra storia su Facebook è ovviamente un file che contiene informazioni personali che dovrebbero essere riservate. Dovrebbe essere quindi nostro personale interesse archiviarlo in modo che altri non leggano, se riteniamo contenga informazioni troppo personali.
Attenzione anche a condividerlo altrove.

Ho appena richiesto i miei. Sono curiosissima di sapere quante pagine PDF conta la mia vita su Facebook dal…2007!

Ovviamente poi ve lo dico, appena mi arrivano.

Rimuovimi quello…

Come dicevo nel post Commentami questo, c’è un sito su cui, fino a questa sera, ci si poteva registrare e chiedere la lista con cui migliorare il proprio link building.

Nella lista inseriti un certo numero di blog italiani, suddivisi per page rank.

Sulla lista si trovava scritto:

“I backlink rappresentano il modo principale con cui è possibile migliorare il proprio posizionamento sui motori di ricerca e commentare sui blog è sicuramente una tecnica utile per aumentare il numero di backlink al proprio sito. Non tutti i backlink sono però uguali. Su quasi tutti i blog i link nei commenti hanno attivo l’attributo nofollow che li rende poco efficaci per migliorare il proprio posizionamento. Per questo motivo proponiamo una lista di blog italiani con commenti dofollow”

Non linko il sito, non vi dico nemmeno il nome per cercarlo.

Ho chiesto stasera, tramite il modulo contatti (Nome e Cognome in rete, questi sconosciuti) la rimozione del mio blog dalla loro lista. Tanto chi cerca backlink, come dicevo in Commentami questo, non passa.

E no…non ho chiesto la rimozione per il MACRO ERRORE del pagerank. Mi listano come PR4 e invece sono PR5. Già questo non depone a loro favore, esperti di linkbuilding che mi sbagliano un parametro fondamentale…bah.

No, non per quello ho chiesto la rimozione, nè per il commento di insulti ricevuto nel post precedente. Nè perché sono spocchiosa e rompiballe quando mi ci metto d’impegno.

Evidenzio i motivi della richiesta rimozione nelle immagini che seguono…sono pur sempre una prof, quello che vedete in rosso è intollerabile!

:)

Immagine 1:

il banner campeggiava fino a poco fa su quel sito… sopra e sotto ad ogni pagina….cosa noti?

Immagine 2: tratta dal pdf della lista…

Ops…Sono str**za… lo so.

PS stasera sono tornata sul sito. Non c’è più il banner in questione e non c’è più la possibilità di richiedere la lista dei blog con nofollow free. C’è però un modo di richiedere una lista più completa di blog e forum dove andare a commentare per ricevere backlink utili…

Ogni mese pubblichiamo infatti risorse speciali riservate agli iscriti che includono
-Liste di forum italiani dofollow.
-Liste di forum stranieri con alto pagerank dofollow.
-Liste di blog con commenti dofollow.
-Liste di blog con commenti autoapprove.
-Liste di social network e community dofollow.
-Liste di siti su cui è possibile creare blog dofollow.

Il costo mensile dell’iscrizione è solo di 15 euro + IVA.

Venghino signori venghino…in pratica.

Mah.

Commentami questo

Tu che arrivi su questo blog, ascolta, parlo con te.

Si, tu. Tu che arrivi su questo blog perchè mi hai trovato in cima alla lista dei blog da commentare. Come quale lista? Quali blog da commentare?

I blog che ti danno pagerank, come quali? I blog col nofollow free tra i commenti, come quali?

Non fare lo gnorri.

Tu che arrivi su questo blog, scegli un post a caso (o più di uno) e commenti. Puntuale in allegato il link del tuo sito, al commento.

Ecco, tu, commentatore in cerca di pagerank o di backlink, parlo con te.

Prendi il tuo bel PDF con la lista di blog aumenta backlink, la lista fornita gratuitamente, venghino signori e signore, da quel meraviglioso sito che si occupa di backlink e linkbuilding.

Come quale lista? Non fare lo gnorri.

Prendi il tuo bel PDF con la lista. Fatto?

Tu che sei arrivato qui dalla lista fornita dal sito (CHE NON LINKO E NON NOMINO AHAHAH NIENTE BACKLINK AHAHA) che promette “Migliora il tuo posizionamento sui motori di ricerca usando questa lista di blog italiani che permettono di lasciare commenti DoFollow”

Prendi il PDF con la lista e, per quanto riguarda me, straccialo. E’ un PDF, è immateriale, tu straccia quei due fogli comunque.

“I backlink rappresentano il modo principale con cui è possibile migliorare il proprio posizionamento sui motori di ricerca e commentare sui blog è sicuramente una tecnica utile per aumentare il numero di backlink al proprio sito. Non tutti i backlink sono però uguali. Su quasi tutti i blog i link nei commenti hanno attivo l’attributo nofollow che li rende poco efficaci per migliorare il proprio posizionamento. Per questo motivo proponiamo una lista di blog italiani con commenti dofollow”

No, non farò come Max Giuliani. Il mio blog rimane Nofollow free. Non tolgo il Dofollow.

Non cantare vittoria. Non hai capito nulla.

I commenti su questo blog sono moderati da tempo, te ne sei accorto?

Ogni volta che ricevo una notifica mail di te che sei arrivato a commentare dalla lista “enlarge your backlinks”, rido. Per quello che scrivi, che difficilmente è correlato al post in cui l’hai scritto, per quel modo goffo che hai di sembrare simpatico col tuo commentino e puff… ci piazzi sempre il link al tuo sito di scommesse online o al finto casinò, al sito di chat e di incontri o a quello dove vendi la merce più improbabile.

Potrei lasciarti nell’oblio dei commenti mai pubblicati. Invece no.

Il blog è mio. Sai che faccio? Te ne sarai accorto. Ti pubblico.

Senza Link. Lo cancello ridendo dal pannello di moderazione commenti, poi ti approvo. SENZA LINK.

Ti pubblico e ti rispondo anche:

ti approvo il commento ma ti tolgo il link. Il SEO lo vai a fare altrove. Non me ne volere …

Che parte non si capisce della mia risposta?

Come dici? Quella in cui sono chiaramente una str**za?

Amico, il blog è mio. Tu ora commentami questo.

 

Di contest online, influenza e algoritmi…

Come sapete, da giorni vi chiedo di votare per il  WebitCongress che si svolgerà a Sofia. [Autopromozione ON] Vota qui http://bit.ly/9buP1A se ancora non l’hai fatto :)

Passa il link ai tuoi amici e fammi votare [Autopromozione OFF]

Se al primo ottobre sarò la prima in classifica, vinco la partecipazione (viaggio e hotel inclusi) a questo congresso sulle tecnologie europeo. Mi farebbe un gran piacere, insomma.

Riassumendo: per pubblicizzare il Webit Congress si sono inventati questa formula virale di votare la persona più influente online (e i più influenti, nazione per nazione), la persona capace, cioè, di raccogliere più voti e iscrizioni al contest dal suo link personale, una volta iscritta. In una forma piramidale che fa acquisire punteggio non solo sulla base di quanti voti si ottengono ma anche di quanta gente si riesce a far iscrivere (fino al quinto livello). Da regolamento si può postare il proprio link ovunque lo si ritenga e chiedere di farsi votare.

Una gara a chi riesce a portare più gente, diciamolo chiaramente.

Io, infatti, anche a costo di sembrare insistente o, peggio ancora, spammer, come ama definirmi più di qualcuno…ho postato almeno una volta al giorno una richiesta di voto sui MIEI profili dei social network (Twitter, Friendfeed, Facebook e Google+).

Ovviamente i miei followers/amici sono liberi di votare o non votare, ovviamente essendo post sulle mie bacheche/profili/account tutti siete anche liberi di ignorare e passare oltre.

Voti ne sto raccogliendo e anche tanti. Bella soddisfazione, nonostante le critiche sul metodo. Stavolta è il regolamento che chiedeva questo metodo di autopromozione.

Son stata prima in classifica per giorni, poi son stata scavalcata da un’altra italiana Annarita Ruberto, prof e blogger come me, italiana anch’essa. Se vincesse lei sarei contenta comunque. Ben venga. E’ un gioco, giochiamo entrambe, così come giocano tutti quelli che si sono iscritti. Molti, certo, abbandonando il gioco a se stesso (o sperando di esser votati per la propria bella faccia, senza autopromuoversi nemmeno).

In effetti, chiedere voti per un mese annoia sia chi riceve le richieste, sia chi le fa. Il gioco del Webit è proprio questo, da regolamento, invece.

Non è che mi ritenga la persona più influente della rete italiana, ci mancherebbe altro. Sono solo capace di tirar su voti da followers & friends e mi piace giocare con questo.

Il problema è che secondo me l’algoritmo ad un certo punto s’è inceppato. Sono giorni che la classifica non cambia. Sono giorni che i nostri numeri dicono cose ben diverse eppure il risultato non cambia.

Ve li posto, così li leggiamo insieme.

Queste le piramidi dei primi 5 classificati:

Cosa notate? Chi ha la piramide con i numeri più grandi?

Andiamo oltre. Aggiungendo un + all’indirizzo bit.ly di ognuno di noi, abbiamo le statistiche dei clic, dei voti ricevuti.

Vi posto anche queste, guardiamo insieme i numeri dei primi 5 classificati.

Dati degli ultimi 14 giorni.

Annarita Ruberto

Caterina Policaro

i tre colleghi rumeni dal nome impronunciabile, nel rispettivo ordine…

Facendo una analisi molto spicciola, al momento io son quella con più clic voto e con la piramide numericamente più consistente.

Vincerà uno dei rumeni, il terzo o il quinto. In questi ultimi giorni sono loro, insieme a me, ad avere il numero di clic voto al giorno più alto.

Morale della favola: ringrazio di cuore i 2903 clic sul mio link  http://bit.ly/9buP1A e chiedo di votare ancora fino allo sfinimento (il primo ottobre è arrivato) comunque.

Vediamo sui numeri finali come sarò messa.

Capiamo esattamente come NON ha funzionato questo contest, capiamolo insieme. Abbiamo tutti da imparare, riguardo le dinamiche di rete e la “presunta” influenza online. Effimera quanto un veloce clic che non attesta nulla, se non che ho tanti amici che credono in me, sia tra le persone che conosco realmente, sia tra i contatti dei vari social network e tra i miei lettori.

Ci state?

Vota catepol  http://bit.ly/9buP1A vota catepol  http://bit.ly/9buP1A vota catepol  http://bit.ly/9buP1A allora! :)

 

Fuor di classifica

Ieri mi sono trovata, inaspettatamente, su Vanityfair.it.

L’articolo parla della classifica stilata da Huffington Post sulle donne hi-tech più influenti al mondo. Tutte Twitteraddict. Caratteristica che le accomuna.

Parliamo di donne del calibro di  Rashmi Sihna (@Rashmi), Amministratore delegato e co-fondatore di Slideshare; Susan Wu (@sw), creatrice di giochi online che ha lavorato al fianco di Biz Stone e Evan Williams, i co-fondatori di Twitter; Caterina Fake (@Caterina) una dei fondatori di Flickr; Kanchan Koya (@KKoya), scienziata attiva nella ricerca medica e co-fondatore della SwitchBiotics; Angela Benton (@ABenton), del sito blackweb20.com ; Alexa Hirschfeld  (@AlexaHirschfeld) ideatrice di PaperlessPost; Gina Trapani (@ginatrapani)  fondatrice del sito lifehacker.com; Linda Avey (@LindaAvey) , co-fondatrice del sito 23andme.com; Brooke Moreland (@AudraBrookie)  ideatrice del sito fashism.com…

E fin qui…Tanto di cappello a loro!

Poi, decima foto, decima donna della carrellata, ci sono io @catepol.

No, leggete bene, non sono nella classifica dell’Huffington Post. Ma Magari!  C’è scritto: “Fuori dalla classifica dell’Huffington Post”:

Fuori dalla classifica dell’Huffington Post, ma degnamente schierata tra le donne hi-tech, c’è l’italianissima Caterina Policaro, docente e promotrice di e-learning e social networking. @Catepol ha più di 5mila follower e cinguetta di tecnologia e nuovi metodi di insegnamento. Il suo slogan? «Love me, hate me, follow me!».

Onorata di essere stata inserita dalla redazione Vanityfair.it, certo, come donna italiana che, secondo loro, potrebbe esser degna di far parte di questa classifica di donne “tecnologiche”. Devo anche dire, senza falsa modestia, credetemi, che a volte mi si dipinge con molto più di quello che realmente sono. Fa piacere, ma sto con i piedi per terra.

Il bello è che chi ha letto velocemente il post di Vanityfair.it o le mie segnalazioni ieri, su Facebook e Twitter, ha pensato che io fossi stata inserita per davvero nella classifica. Meraviglioso!

Approfitto del post per chiedervi il voto, a questo punto. Siamo in ballo, balliamo, come donna influente del web.

Qualche giorno fa vi ho chiesto “Quanto sono influente online?

Ecco, sono gli ultimi giorni di voto per il Webit Congress di Sofia. Sono la seconda in classifica. Se al primo ottobre sarò prima, vinco la partecipazione gratuita al Congresso di Sofia + viaggio e hotel.

Si vota cliccando qui  http://bit.ly/9buP1A e confermando quanto sono influente. Conto su di voi! Dimostratemelo!

 

Post che non scrissi…

Quando altri blogger spiegano bene le novità di Twitter, Facebook Google+ non c’è bisogno che anche io scriva in merito. Vi rimando direttamente da loro.

Enjoy. :)

Phishing/Malware su Twitter

Su Twitter ieri molti utenti sono stati coinvolti da un fenomeno di phishing. Pino Bruno spiega bene come fare per risolvere. Se avete ricevuto DM contenenti

Someone is posting a pic of you all over twitter ;( link2pic here

con un LINK che vi rimanda ad una pagina che apparentemente assomiglia alla homepage di Twitter su  cui inserire nome utente e password, non inseritele! Il sito non è Twitter ma una roba tipo “ltwltter.com” (il cervello leggendo velocemente, percepisce Twitter…complimenti a chi lo ha pensato).

Cambiate subito password e controllate sotto applicazioni quelle più recenti. Se non ne ricordate l’autorizzazione, toglietela.

Controllate anche che il vostro account non abbia postato a vostra insaputa tweet del tipo:

Serious about losing weight? then i suggest you visit *LINK* asap!

Il pulsante +1 condivide su Google+

Vincos spiega come il pulsante di Google+ finalmente condivida il contenuto su cui si clicca +1 sul proprio account Google+. Utilissimo.

Le novità di Facebook

Nino Lopez in dettaglio sulle novità di Facebook riguardo condivisione, tag, privacy. Su Mashable tutti i dettagli (in inglese)

In sintesi:

– impostazioni privacy e condivisione ovunque accanto a post, foto, tag, ecc. consentendo per ogni parte del profilo verifiche e variazioni immediate delle impostazioni di privacy;

– controllare preventivamente chi ci tagga nelle foto e approvare o non approvare (Controllo dei post sotto Impostazioni privacy);

– visualizza profilo come… per vedere cosa vedono i nostri contatti di noi;

– condivisione: selezionare di volta in volta i destinatari di un contenuto, cambiare eventualmente idea e modificare l’impostazione

– taggare anche i non amici (il tag dovrà però essere approvato)

– rimozione di tag e contenuti: sarà possibile chiedere ad un utente rimozione dal profilo, rimozione del tag, invio dei un messaggio al proprietario della foto o all’autore del tag.

Twitter aggiunge la galleria immagini

Twitter aggiunge la galleria delle foto che un utente posta. Su ReadWriteWeb un approfondimento. La trovate al link https://twitter.com/#!/NOMEUTENTE/media/grid (contiene le ultime 100 immagini postate)

Catepol in No Cash week: una settimana solo con la carta di credito

Siamo in 6, siamo stati scelti. Si comincia!

Parte la fase finale del contest “Bye Bye Cash!” organizzato da No Cash Day™ e da MasterCard.

6 blogger in No Cash Week, 6 blogger che per una settimana affronteranno una piccola grande sfida: dichiarare guerra al denaro, provare a vivere pagando solo con la Carta di Credito, senza spiccioli e senza contanti, raccontando ogni giorno quello che ci accade.

Poche e semplici regole: utilizzare solo la Carta Prepagata MasterCard PayPass pre-caricata con 500 euro per far la spesa, per comprare quello che serve anche per fare colazione al bar, provare l’e-payment, non usare mai i contanti e quindi testimoniare e raccontare ogni giorno sul blog quanto è facile o difficile vivere quotidianamente senza cash. Dal Nord al Sud Italia.

Certo forse a Milano sarà più facile che a Potenza. Io ci provo. Una bella sfida. I resoconti delle avventure dei 6 blogger saranno anche su No Cash Day.

Chi siamo? Chi sono gli sfidanti?

Ah, si, perchè ci contendiamo un premio raccontando la nostra settimana senza contante: 2000 euro al più bravo della No Cash Week per cui, che vinca il/la migliore tra noi!

Caterina Policaro di Potenza,

Alessandra Colucci di Roma,

Silvio Petta di Vimodrone (Mi),

Silvia Paoli di Milano,

Francesca Sassoli di Genova,

Gabriele Cazzullini di Genova.

Su Twitter l’hashtag per seguirci è #NoCashWeek

Migrazione Facebook: vecchi gruppi a nuovi gruppi. Cosa accade?

Qualche giorno fa ho scritto un post dettagliato sulla migrazione dei gruppi Facebook da vecchi a nuovi. Tutto parte dal capire cosa accadrà al gruppo antibufale

“LE BUFALE SU FACEBOOK: NON CASCATECI!!! GRUPPO ANTIBUFALE” https://www.facebook.com/group.php?gid=48129754519 che amministro su Facebook (36mila e passa membri) insieme ad altri blogger.

Facebook sta procedendo all’archiviazione dei gruppi creati nel vecchio formato.

Tutti i gruppi vecchio formato verranno migrati a nuovo formato gruppi.

Questa la situazione:

Quando un vecchio gruppo viene archiviato da Facebook, la nuova versione del gruppo includerà:

– Foto del Gruppo e Post in bacheca
– Thread di discussione del Gruppo trasformati in post sulla Bacheca del gruppo
– Descrizione del gruppo che si troverà in cima alla pagina cliccando su “Vedi Tutti” i membri del nuovo gruppo.

Invece, non ci saranno più, nel nuovo gruppo:

– Notizie Recenti
– I nomi degli officer del Gruppo
– Il box con le info sotto la foto che si trovava nel vecchio gruppo
– Il network del gruppo
– I membri iscritti al vecchio gruppo.

I nuovi componenti del gruppo vanno invitati con “Aggiungi Amici al Gruppo”.  (via Vecchi gruppi Facebook addio…)

Aggiornamenti doverosi che interessano gli amministratori di gruppi vecchio tipo di Facebook, dal momento che molti di questi gruppi sono attivi, funzionali, utili, frequentati o semplicemente legati a una attività personale, professionale, ecc. e che rischiano di veder perso in un attimo tutto il lavoro fatto.

Tra voi c’è sicuramente chi si trova nella stessa situazione del gruppo antibufale.

(credits https://www.facebook.com/notes/jon-morter/how-to-get-your-old-facebook-group-upgraded-to-the-new-style/209421239096386)

Quello che un amministratore di Vecchi Gruppi Facebook deve sapere, ve lo dico qua.

Cominciamo dalle informazioni di base: al momento per vedere e verificare cosa accade ai vecchi gruppi Facebook è consigliabile impostare la lingua di uso di Facebook (in basso, proprio in fondo alla nostra bacheca) da Italiano a English US. Sloggarsi, fare refresh, riloggarsi a Facebook.

Provare con diversi browser. Attenzione con Firefox potrebbe non funzionare.

Se sei amministratore di un gruppo Facebook VECCHIO tipo, sulla pagina del gruppo, in alto sopra il nome del gruppo, puoi vedere due tipi di messaggio da parte di Facebook (via):

1. UPGRADE

oppure

2.

This group is scheduled to be archived

Over the next few months, Facebook will be archiving all groups created using the old groups format. When this group is archived, its wall posts, photos and discussion threads will move to the new groups format, but group members will need to be re-added.

In caso di apparizione di UPGRADE cliccabile si è fortunati: vuol dire che, secondo Facebook, quel gruppo ha abbastanza attività recente sopra da essere stato “eletto” tra i meritevoli di UPGRADE.
L’amministratore di un Gruppo Vecchio che vede scritto UPGRADE può procedere cliccando. Sostanzialmente Facebook procede con la migrazione del gruppo, MEMBRI COMPRESI.
Il gruppo vecchio formato cambia in un gruppo nuovo formato e tutto rimane intatto, MEMBRI COMPRESI.
Allo stesso tempo, i membri del gruppo in questione trovano sopra il nome del gruppo la scritta cliccabile “Ask admin to upgrade” e possono avvisare l’amministratore nel caso non se ne fosse accorto da solo.
I membri del gruppo migrato da Vecchio Gruppo a Nuovo Gruppo cominciano così a ricevere notifiche delle attività del gruppo (come quando si viene inseriti in un Nuovo Gruppo) fino a che non vanno in “Modifica impostazioni” del gruppo e impostano quante notifiche ricevere da quel gruppo.
In caso di apparizione del secondo messaggio le cose si complicano un attimo.
E’ possibile procedere così e sperare di essere fortunati nella migrazione:
1. Cambiare lingua al nostro Facebook, impostare la lingua di uso da Italiano a English US. Sloggarsi, fare refresh, riloggarsi a Facebook.
2. Sul gruppo potrebbe così apparire UPGRADE (a molti ha funzionato) e procedere.
3. Chiedere ai membri del gruppo di produrre un po’ di attività recente sulla bacheca del gruppo: commenti, post, mi piace, tutto fa brodo. Nei gruppi con meno di 5000 Membri c’è sempre la possibilità di Inviare un messaggio a tutti.
4. Prima o poi appare UPGRADE, procedere. L’attività recente è proporzionale ai MEMBRI del GRUPPO. A un gruppo con un centinaio di MEMBRI basta anche una sola persona che produca attività, ad un gruppo con 4000 MEMBRI basta una decina di persone a produrre attività…è l’algoritmo di Facebook, bellezza!
5. Nominare, se vedete ancora la funzione, un altro amministratore “forte”, cioè uno che abbia già migrato gruppi e chiedere al nuovo amministratore (che dovrebbe vedere l’UPGRADE) di farlo per noi. Ovviamente se è una persona fidata.
Se il gruppo è veramente inattivo, Facebook lo archivia automaticamente. Il Vecchio Gruppo viene cambiato in Nuovo Gruppo con il suo contenuto ma SENZA MEMBRI.
Un gruppo fantasma in pratica in cui l’amministratore poi potrà invitare nuovi MEMBRI dentro, certo. Partendo da zero. Ricordiamoci che si possono invitare dentro un gruppo i propri amici. E chiedere ad ognuno dei membri di invitare i suoi amici.
E aspettare di riaverli tutti dentro al gruppo nuovo.
Riassumendo: dipendiamo da quello che l’algoritmo di Facebook vorrà fare del nostro vecchio gruppo. Se ne riconosce l’attività recente siamo fortunati, altrimenti no.
Ridendo e scherzando è quello che stiamo facendo sul gruppo antibufale da giorni.
Molti gruppi a cui non appariva UPGRADE, con un po’ di attività recente, o seguendo gli step che vi ho elencato sopra, sono riusciti a migrare ai Nuovi Gruppi, con tutti i MEMBRI, senza perdere nulla.
Sul gruppo antibufale siamo più di 36000, ho chiesto su tutti i social un po’ di aiuto a movimentare la bacheca e non accade ancora nulla.
Nel frattempo, anche grazie all’aiuto di chi mi linka risorse utili, sto cercando di capire che accade.
Perchè il gruppo antibufale non merita l’UPGRADE a Nuovo Gruppo di Facebook? Perchè bisognerà RICOMINCIARE tutto da capo con un gruppo che verrà archiviato nei contenuti ma senza i 36000 MEMBRI ISCRITTI?
Segnalo due letture utili:
Dalla seconda apprendo una notizia NON BUONA.
I gruppi con più di 5000 MEMBRI non verranno migrati da Facebook.



Beeeneeee!!!! Bravo Facebook! Complimenti a te che qualche tempo fa incentivavi ad usare i gruppi piuttosto che le pagine per attività di tipo sociale, per favorire piccole community attorno a temi vari…Complimenti vivissimi per questa decisione di far morire le community attive e con uno scopo, solo perchè decidi di punto in bianco che un gruppo Facebook non possa avere più di 5000 MEMBRI, quindi i vecchi gruppi più grandi verranno RASI AL SUOLO.
I 36000 e passa MEMBRI del gruppo antibufale verranno rasi al suolo. Io e gli altri blogger amministratori ci troveremo un gruppo Fantasma migrato a Nuovo Gruppo. Alla faccia di tutta la attività recente che ci stiamo facendo sopra.
Alla faccia di tutto il tempo perso appresso alle bufale di Facebook negli ultimi anni che, meno male, è sempre riassunto in questo blog.
Alla faccia del voler fare un servizio alla comunità degli utenti Facebook.
Come questo gruppo, tanti altri. Ecco cosa devono sapere gli amministratori di gruppi vecchi di Facebook con più di 5000 utenti.
C’è anche una petizione per chiedere a Facebook di ripensarci, ve la linko http://www.petitiononline.?com/FBGroups/petition.html ma non credo porterà a nulla…Facebook ha deciso così. Facebook dà, Facebook toglie. Tutto ciò che è su Facebook è di Facebook, mica tuo anche se ce l’hai messo tu.
Il gruppo antibufale alla fine si ricrea, tutto parte da questo blog, ho, fortunatamente, modo di recuperare MEMBRI attraverso tutti i miei canali social.
Mi chiedo cosa faranno le aziende o quanti gestiscono, al momento, vecchi gruppi attivi finalizzati anche ad attività di business? Si troveranno con gruppi migrati e vuoti?
Queste le conseguenze della strategia di Facebook di non migrare completamente, con tutti i MEMBRI, a nuovi gruppi quei gruppi con più di 5000 MEMBRI e le domande da porsi:
-  Non tutti gli amministratori vedranno il messaggio (nei gruppi multi-amministrati, infatti, non tutti lo vedono e non si vede se non hai la lingua impostata su English US, al momento
- Molti di questi gruppi verranno archiviati d’ufficio con la rimozione forzata di tutti i MEMBRI e un po’ di informazioni verranno perse
- Molti gruppi attivi non avranno l’upgrade e facebook non ha comunicato da nessuna parte i criteri usati per questo UPGRADE
- Chi rimborserà gli utenti che magari hanno promosso il loro gruppo e la loro attività con annunci a pagamento? Perchè facebook ha continuato a permettere l’acquisto di annunci a pagamento per pubblicizzare i vecchi gruppi se questi verranno rimossi e azzerati in termini di utenti?
- I vecchi gruppi verranno rimossi dalla ricerca interna di Facebook quindi i MEMBRI dei vecchi gruppi che volessero ritrovare il gruppo da cui sono stati estromessi da Facebook non troveranno la versione archiviata perchè resa non cercabile.
- Su Facebook ci sono tantissimi gruppi a scopo sociale o di supporto per l’autismo, per genitori, per tutto…che perderanno la loro rete sociale di supporto e i contatti solo perchè facebook ha deciso di cambiare e ridefinire le norme sociali per i gruppi, quando dovrebbero essere gli utenti a definire le norme sociali del gruppo che utilizzano…
- Facebook non ha al momento comunicato come salvare le informazioni importanti contenute nei vecchi gruppi ed eventualmente i contatti, per poi invitarli nuovamente e non ha spiegato a tutti gli utenti le strategie di archiviazione e upgrade
- Cosa accadrà agli innumerevoli eventi creati e gestiti da questi gruppi quando i gruppi verranno archiviati e i MEMBRI rimossi? Facebook nn ne parla nell’help center.

– Perchè Facebook ha fatto convivere vecchi gruppi e nuovi gruppi sulla stessa piattaforma, indifferentemente per più di un anno e non ha fatto questi cambiamenti e migrazioni subito consentendo a tutti di migrare e basta al nuovo formato?

E infine, non per tirarmela, di questa migrazione tra vecchi e nuovi gruppi Facebook se ne parla, in Inglese ovvio, da mesi. In italiano trovate praticamente solo il mio post, se cercate so Google…

E io con Facebook non ci lavoro e non ci gestisco attività di nessun tipo. Eppure per me, perdere i MEMBRI di un gruppo di servizio che amministro io, che fa solo una roba di pubblica utilità, è un danno. Possibile che nessuno percepisca il danno?

Dove sono tutti i social media expert che dovrebbero suggerire le strategie alternative per riparare i danni possibili e le conseguenze di questa migrazione con perdita di MEMBRI ISCRITTI ai gruppi?

Ah…la soluzione è aprire una pagina e ricominciare da là. Per la cronaca.

Dare i numeri

Questo post, una volta postato, potrebbe venir letto orientativamente da:

– 4724 iscritti al Feed RSS

– 3148 “amici” su Facebook

– 1737 “fan” della pagina del blog su Facebook

– 4880 Follower su Twitter

– 1992 iscritti al mio Friendfeed

– 981 collegamenti Linkedin

– 1175 delle cerchie di Google+ a cui si aggiungono non so quanti delle Extended Circles e del posting pubblico

E sicuramente sto dimenticando qualcuno. Ad ogni modo, cominciate ad essere tanti. Bella responsabilità che mi date.

 

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