Come aprire un blog con WordPress

Come aprire un blog con WordPress. Non è difficile!

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Pubblico qui le slide che ho utilizzato Martedi scorso ad Avigliano (PZ) con il Gruppo Coordinamento Donne, nell’ambito del progetto “Se li conosci li eviti ovvero quando i rischi da virtuali diventano reali”, bella iniziativa in cui sono stata coinvolta, che ha come obiettivo più ampio l’uso consapevole del web e dei social network.

Una guida step by step dalla registrazione su WordPress all’apertura del tuo primo blog, che può tornare utile anche ad altri.

Non incrocio i flussi, li ripristino…

Facciamola breve.
Twitter ha cambiato le API. Google ha chiuso Google Reader.
Tutto in questi ultimi giorni.

In pratica la base della mia condivisione in rete che funziona(va) come segue:

– Articoli interessanti su Google Reader attraverso la stellina (starred items) venivano postati su Twitter che postava su Facebook.

– Una regola IFTTT ad hoc (starred posta su Twitter), semplice e funzionante.

– Una applicazione Selective Tweets (che in generale posta un Tweet su Facebook, se il tweet termina con #fb).

Quindi le letture interessanti cliccando sulla stellina di Google Reader finivano su Twitter con un #fb nel tweet (contenuto nella regola IFTTT) che le postava anche su Facebook.

Lineare la soluzione, semplicissima la mia vita online, da qualunque device.

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Morto Google Reader, ci si fa un altro feed reader. Sia Feedly, che Digg, che Newsify ecc. permettono di Twittare. Tutto ció che uso, in realtà, permette di condividere con un tweet.
Se Twitter posta su Facebook, non serve altro.

Problema condivisione risolto, quindi.
Se ad ogni tweet aggiungo #fb tutto va anche su Facebook.
Tecnica che già uso, tra l’altro, per postare direttamente i link a risorse utili oppure per postare da Zite, ad esempio. La utilizzo anche dal nuovo reader e amen.

Twitter cambia le API e Selective Tweets non funziona. In realtà non funziona quasi tutto ciò che si appoggiava alle vecchie API di Twitter e non funzionerá fino a che i vari servizi e le varie app non fanno i cambiamenti che Twitter richiede loro, adesso.

Mi accorgo oggi, mi rendo conto che su Facebook taccio da 3 giorni. Non è da me, no?

Concludendo, in questo momento sono alla ricerca della soluzione più semplice e lineare che faccia la banale operazione: “se twitto e il mio tweet termina con #fb, il tweet va anche su Facebook”. Punto.

A me, per non incrociare i flussi, non serve altro.
Suggerimenti?

(intanto cerco, ma ditemi come fate voi)

NOTA BENE: questo post forse lo capiscono solo quelli che, nell’ordine, hanno un blog da 10 anni o poco meno, usavano Google Reader da 8 anni e sono in lutto, hanno Twitter dal 2006/07 e Facebook da poco dopo, considerano gli RSS come parte integrante delle loro giornate, ecc.
Questo post si pone il problema della condivisione della conoscenza (che è come uso io la rete) e va alla ricerca della soluzione che bypassi i compartimenti stagni. Il tutto nell’ottica di un ecosistema che arricchisce. Come ha sempre fatto.

Ah il blog posta direttamente e autonomamente sia su Twitter che su Facebook e le foto via Instagram vivono anch’esse di condivisione diretta sia su Twitter che su Facebook. Questi flussi sono salvi. E anche altro.

Come dite? Dimentico Google+?
Perché voi lo usate? ;)

UPDATE N.1
NATTER http://natterapp.com/ fa quello che mi serve e al momento funziona. Ripristino così il flusso Twitter + #fb che posta su Facebook.

UPDATE N. 2
Selective Tweets ha ripreso a funzionare

Di eTwinning e Classi 2.0

Cose scritte altrove.

Con il post “Tra eTwinning e Classi 2.0 la scuola digitale che già funziona” inauguro la mia collaborazione con Pionero.it, un progetto di Maggioli Editore di cui è Direttore scientifico il mio amico Gianluigi Cogo che ringrazio per l’invito a far parte del team.

Catepol a eTwinning Roma

Non ve lo avevo ancora detto. Ogni tanto mi leggerete anche là.

Il tuo blog in 5 minuti: son passati 10 anni

Riemergo dal silenzio, scherzando scherzando è un mese che non posto sul blog. Per mancanza di tempo, più che altro.
E’ capitato poche volte nel corso di questi 10 anni.
Si, 10 anni di blog.

18 novembre 2002. Il mio primo post sul mio primo blog, aperto su Splinder. Cercavo in rete un posto per farmi un sito gratis, beccai la parola blog più volte. La cosa mi incuriosì.
Cosa saranno mai questi blog? Cercai come fare un blog gratis arrivai a “il tuo blog in 5 minuti”. 5 minuti dopo avevo un blog.
Novembre 2002. 10 anni fa.

Poi ne ho aperto un altro e un altro ancora (erano gratis, dopotutto). Ne risultavano più di 10 aperti da me, nell’account Splinder ora praticamente chiuso (blog aperti prima che decidessero che se ne potevano aprire solo 3 a testa, come sono anziana).

Blog Tematici, personali, di lavoro, di cazzeggio. Non cercateli, li avevo tutti lucchettati tempo fa, quando mi son trasferita su questo dominio Catepol 3.0 tutto mio dove e-learning e succedeacatepol son stati fusi.

Ora scrivo qui e anche altrove. A volte mi pagano anche per scrivere qualcosa su un blog non mio, da non crederci. Altre volte per spiegare come funziona il web 2.0.

Ora ci sono i social media e tanto faccio passare da Twitter e Facebook.

10 anni di cose raccontate in rete. 10 anni di blog.
10 anni di blogosfera, di persone conosciute proprio grazie al blog e all’abitare la rete insieme, di relazioni e parole che fanno parte integrante del mio quotidiano.
10 anni, son tanti. E pensare che c’è gente a cui ancora spiego cos’è un blog e come aprirlo, perché non lo sa.

Giusto per scrivere qui che no, non ho chiuso il blog. Ho scritto tanti di quei post nella mia mente in questo mese (in realtà dall’inizio dell’estate) che però poi non ho riversato qua.

Fase riflessiva, la chiamano. Forse.

Curiosità: da quando mi leggete?
Come mi avete trovato? Cosa vi piace di quello che posto? Cosa non vi piace?

Dopotutto, se non smetto col blog è merito di chi mi legge no?
A presto.

Estraendo dati da un campione dai miei follower scoprivo che….

Conta più il numero dei follower su Twitter o la qualità delle interazioni?
Sono esseri umani o bot questi follower?
Sono esseri umani ma sono profili fake?
Come funziona Twitter esattamente?
Come scoprire chi si cela dietro un profilo Twitter con sicurezza?

A questi ed altri interrogativi proverò a rispondere con la mia personalissima ricerca.

Mentre, complice la calura estiva, il dibattito in rete oggi pare aggrapparsi ad un lavoro di MCC nel quale si prova a dimostrare il legame Grillo, Followers, Finti Followers (fake), Bot su Twitter che fanno numero ma non sono umani…

…io, sempre complice la calura estiva, estraevo un campione rappresentativo dai miei follower su Twitter per analizzarli e comprendere un paio di cosette.

Su 7 follower estrapolati tra quelli che conosco personalmente nella vita reale anche prima di Twitter, di cui 5 parenti entro il primo grado, 1 parente acquisito, 1 amica, gente di cui ho il numero di telefono e che sento regolarmente, per capirci scoprivo che:
– 3 non hanno mai pensato di cambiare l’ovetto
– 3 hanno inserito la loro foto
– 1 non si capisce perchè abbia quella foto
– 1 solo contiene una bio che non si capisce cosa sia
– nessuno dei 7 ha almeno 30 followers
– nessuno dei 7 ha scritto più di 50 post, a volte nemmeno 20
– 1 solo si è in qualche modo geolocalizzato
– tutti non twittano da più di un mese, alcuni non hanno mai twittato proprio…

Hanno twittato così poco che controllare l’uso della punteggiatura nei loro post o se ci fosse almeno un hashtag è facile. No, non credo si siano proprio posti la domanda “cosa sono quelle parole con il cancelletto?”. Tranne 1 dei 7. Me lo ha chiesto a voce.

Qualcuno ha l’iPhone per accedere a Twitter, qualcuno Android (lo so perché so che smartphone possiedono), non credo abbiano Foursquare (o almeno non mi hanno mai aggiunto tra i loro amici), 1, però, sicuro ha Instagram (ce l’ho tra i followers anche là), molto probabilmente in generale hanno usato Twitter.com le poche volte che hanno Twittato qualcosa. Per provare.

Oppure durante Sanremo.

C’è chi ha scritto un paio di suoi pensieri, chi ha condiviso qualche link, chi ha risposto ad altri utenti Twitter (nello specifico, in generale, tipo a Fiorello, a Papaleo e a Catepol. Non per forza in quest’ordine).

C’è chi non ha mai veramente twittato, c’è chi non è seguito da nessuno oltre che da me che li seguo appena mi aggiungono loro, li conosco, che faccio? La snob?

Analizzando da vicino chi seguono la situazione è questa: n. di following pari a VIP = totale following -1 (e il -1 sono io, quindi seguono tot VIP + catepol).

Non esattamente un comportamento “umano” su Twitter per questi 7 profili, no?

Ognuno c’ha i bot che si merita, per followers. I miei, posso dire alla fine di questa mia personalissima ricerca, si annidano tra parenti e amici.

Sicuramente non sono dei fake, ma solo perchè io li conosco e li riconosco.
Di persona. L’apparenza o identità digitale, invece, giocherebbe tutta contro di loro.

Evviva Twitter.
Voi non prendetelo troppo sul serio, però.

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