Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano (le mie slide)

Cosa sono i social network, a cosa servono, come si usano.
Le mie slide del seminario di Tropea

Poi un articolo della Gazzetta del Sud che vi racconta come è andata:

Convegno Rotary Tropea

L’uso corretto dei social network e la difesa dalle insidie della rete

Domani mattina sarò a Tropea. Gioco in casa natia, stavolta.

Il Rotary Club – Distretto 2100 – Club di Tropea e l’IIS di Tropea mi hanno invitato come relatrice al seminario su “L’uso corretto dei social network e la difesa dalle insidie della rete”

Io introduco e spiego cosa sono i social, a cosa servono e come si usano. A seguire interventi della Polizia Postale, di una criminologa e di un avvocato. Seminario rivolto a studenti delle scuole e docenti. Che ci faranno un po’ di domande.

Si preannuncia una mattinata interessante.

locandina social network tropea

In giro a parlar di scuola digitale, social network, annessi e connessi

Lunedi 17 febbraio sono stata invitata dal Dirigente Daniele Barca dell’Istituto Comprensivo di Cadeo a parlare di “Social media e didattica: quali possibilità?” (…e come prevenire qualche rischio) ai Docenti.
Il pomeriggio continua poi con i genitori sul tema “Figli digitali, social e sempre connessi (opportunità e rischi, cosa deve sapere un genitore?)”

teacheriPad-550x412
(credits photo)

Martedi 18 febbraio, invece, sono stata invitata alla Social Media Week di Milano al dibattito su “Scuola oggi e domani: evoluzione dell’apprendimento e dell’insegnamento tra tecnologia e nuovi scenari”
Sarà un dibattito con gli attori del mondo dell’educazione attivi nel digitale e social media, per disegnare e discutere il panorama attuale nelle scuole, i best case e lo scenario del prossimo futuro. Un momento di confronto sul tema dell’innovazione tra i banchi di scuola con Dianora Bardi, Daniele Barca, Alessia Rastelli e Maria Vittoria Alfieri.

Insomma social media, didattica, generazione digitale, scuola digitale, educazione, apprendimento, tecnologia. Saranno due giorni intensi!

Ora ve li buco i messaggi multipli su Facebook!

2014 cominciato esattamente come è finito il 2013 per quanto riguarda i messaggi privati di Facebook. Rimane l’abitudine, per tanti, troppi oramai, di abusare dello strumento.

Come? Con i messaggi privati multipli, indirizzati a 100 contatti tutti insieme. Fortunatamente c’è un limite almeno nel numero.

Si può solo uscire dalle conversazioni, purtroppo, dopo che qualcuno ci ha inserito e dopo che cominciamo a ricevere il fiume della conversazione in atto. Si, si potrebbe anche decidere da chi farci inviare messaggi privati su Facebook, lasciando la possibilità solo agli amici.

20140106-103133.jpg

Stamattina sono stata svegliata proprio dal suono ripetuto delle notifiche del Messenger (all’unisono poi su iPhone e Ipad). Sarà successo qualcosa, ho pensato.

E no, non ditemi che è il prezzo da pagare per avere tanti “amici” sui social, la conversazione multipla. Non lo è.

I messaggi privati, sono privati. Magari a piccoli gruppi, se il tema è comune (organizzare una pizza, darsi appuntamento per qualcosa, coordinarsi). I messaggi privati collettivi, con persone sconosciute, non sono più privati, tanto vale utilizzare la bacheca + il tag alle persone.

Educhiamoci tutti a monte: prima di mandare un messaggio privato a 100 persone (che siano gli auguri di natale, della befana o l’invito a votare Renzi o chi so io o il gioco stupido con cui si pensa di contribuire alla prevenzione del cancro al seno….) chiediamoci quanto stiamo invadendo la privacy della gente e quanto risultiamo inutili.

Chiediamocelo e prima di cliccare invio, dopo aver aggiunto i 100 contatti, proviamo anche a risponderci. Una volta lo avremmo chiamato semplicemente spam.

Invasione di privacy perché si mettono in una chat di gruppo anche sconosciuti fra loro che non è detto condividano lo stesso tema del messaggio.

Infatti poi cosa accade? Cominciano le risposte “ok” “grazie” “ciao” e anche i “toglietemi dal gruppo” ecc . Il delirio.

La privacy perché tutto ciò si traduce nell’invasione del proprio cell/tablet sui quali la app Messenger con solerzia segnala ogni notifica di messaggio privato.

Come abbiamo le notifiche sms, mail, whatsapp ecc. abbiamo anche queste e sono per il contatto privato, personale, importante, rapido. Perchè Twitter prima, Facebook poi, li avrebbero chiamati Messaggi Diretti o Messaggi Privati?

Nessuno ci autorizza a invadere gli spazi privati altrui se non è importante. Nessuno ci autorizza a mandare pacchi di informazione inutile ai nostri contatti. Nessuno ci autorizza ad abusare di questi canali social per attirare attenzione. Non parliamo del consumo dati + batteria, quando nostro malgrado siamo bersaglio di questa messaggistica.

Per i messaggi multipli che sono così pubblici, bacheca + tag. Esci dalla conversazione è una ulteriore perdita di tempo ogni volta che vorrei evitare, almeno io.

È questione, al solito, di educarci agli strumenti social e al loro uso.
Non è un caso che la maggior parte di noi clicchi immediatamente su “Esci dalla conversazione”.
Basta scorrere questo tipo di conversazioni multiple, le uscite sono visibili a tutti, man mano che avvengono, fanno parte integrante della chat.

Quindi i messaggi multipli sono inutili.

Nell’ecologia della comunicazione social di tutti, fare attenzione a ciò che facciamo, come lo facciamo, attraverso quale canale e, soprattutto con quale obiettivo, diventa sempre più importante.

Siamo invasi da informazioni di ogni genere, fortunatamente possiamo sempre scegliere a cosa prestare attenzione. Quando si entra a gamba tesa nei canali privati e diretti, riusciamo a prestare attenzione anche alle persone e calibrare quanto scriviamo loro?

Attenzione alle persone, attenzione alla relazione, attenzione alla comunicazione, attenzione al messaggio, attenzione a non sprecare e far sprecare tempo, attenzione alle cose importanti.

Al prossimo messaggio multiplo su Facebook, inutile, prima di uscire dalla conversazione, copieró e incolleró questo post.

Leggere di più, leggere meglio

Tra i propositi per il nuovo anno, leggere di più, leggere meglio.

Ho appena cominciato.

20140103-124821.jpg

Carta o e-book non fa differenza.
Il Kobo touch mi accompagna, sempre in borsa. Da quando ce l’ho, leggo ovviamente di più, perché leggo ovunque. Pesa meno dell’ipad, pieno comunque di e-Book e utile alle mie pratiche di lettura.

Compro sempre qualcosa, entrando in libreria. Compro pagine di carta anche quando compro online ed è disponibile l’e-book. Compro e-book, oppure, li cerco, e in qualche modo li “trovo” grazie alla rete.

Preoccupante, piuttosto, che nel 2013, 6 italiani su 10 non abbiano proprio letto nulla.
Una famiglia su 10 non possiede libri in casa (e sicuramente il loro tablet non ne contiene nemmeno, non tiriamo fuori la scusa della tecnologia e del cambiamento).

I lettori forti, in Italia, sono quelli che leggono un libro al mese.

Io, invece, rimpiango d’aver letto molto meno negli ultimi 4 mesi del 2013, nei quali il tempo è volato per altro. Mi rifaccio presto.

20140103-123143.jpg

Cioè rimpiango di esser passata da 99 libri letti nel 2012 a una sessantina nel 2013…pensate.

Cosa ho letto nel 2013? Gli argomenti più disparati, apparentemente senza filo conduttore (la mia libreria, metodicamente aggiornata in maniera social http://www.anobii.com/catepol/books).

Alcuni tra questi libri, sono semplicemente capitati nelle mie mani al momento giusto. Anche nella lettura la serendipity è sovrana. Altri li ho voluti leggere, altri, semplicemente, hanno risposto alla domanda “che mi posso leggere oggi?”

Aperto il Kobo, sfogliato quanto in precedenza caricato, trovato titolo e via.

Ho “decine” di libri nel Kobo e sull’ipad e continuo ad aggiungere titoli in memoria.
Ho una ventina di libri sul comodino.
Comincio ad avere decine di libri nella whishlist, quelli che vorrei leggere.
Non so se mai leggerò tutto quello che vorrei leggere (o anche quello che semplicemente dovrei, per lavoro o per interesse specifico).

La cosa mi diverte e mi sfida. Leggere è un piacere che mi porto dietro da piccolissima.
Il mio 2014 ricomincia proprio da qua.

Ah, e anche dal blog. Ci provo.

La lettera di un’insegnante ai suoi studenti

Riporto un post, dalla pagina Facebook di Marcello Pittella (neo eletto presidente della Regione Basilicata). Io so perchè.

La lettera di un’insegnante ai suoi studenti. La riporto perchè ritengo importante intervenire sul disinteresse dei ragazzi nei confronti della vita politica ed amministrativa.
E’ un argomento che li riguarda, perchè le scelte che faremo nei prossimi anni influenzeranno inevitabilmente il loro futuro.

“Cari studenti delle scuole superiori,
state assistendo sicuramente anche voi alla campagna elettorale per le Elezioni Regionali del 17 e 18 Novembre. Chi attivamente, perchè magari la famiglia è più o meno coinvolta con questo o quell’altro partito o perchè, magari, in una Regione comunque piccola come la nostra, è molto facile avere un parente, un amico, un conoscente, candidato.
Chi passivamente, notando sui manifesti il moltiplicarsi di faccioni dei candidati, o ricevendo inviti di massa su Facebook a partecipare a un evento elettorale, o semplicemente vedendo passare “santini digitali” sulle bacheche altrui o santini cartacei che passano di mano in mano tra gli adulti.
Tra qualche anno anche voi sarete chiamati alle urne, vi osservo a scuola ogni mattina e con dispiacere, vedo voi, nuove generazioni, futuro della nostra Regione, sempre più disinteressati rispetto alla cosa pubblica, al dibattito, alla cittadinanza democratica grazie alla quale ritengo, invece, che ognuno di voi dovrebbe avere il giusto spazio per manifestare bisogni e desideri.
Fin da ora. Magari, per ora, dando fiducia agli adulti che ci governeranno per i prossimi 5 anni, perché ne avete compreso, discutendone insieme, il progetto.
Mi auguro che il prossimo Consiglio Regionale possa dare voce e risposte anche alle vostre istanze, ascoltandole innanzitutto e offrendovi spazi, luoghi e tempi in cui esprimerle come solo voi giovani sapete fare, con la vostra creatività, con l’aiuto delle tecnologie e dei social a cui state praticamente attaccati tutto il giorno, che sono anche le nuove piazze aperte alla discussione e alla partecipazione.
Spero davvero che vi sia consentita un’equa rappresentatività che parte dalle scuole, dalle assemblee, dai vostri luoghi di aggregazione, dalle associazioni di cui fate parte, dai forum giovanili, dalla consulta ecc. e che arrivi nei vari partiti e, magari, poi anche nelle istituzioni.
Cari ragazzi e ragazze, forse il vostro disinteresse per la politica nasce dall’osservare attorno a noi grande litigiosità sia nel centrodestra come nel centrosinistra. Democrazia vuol dire comunque dare a tutti possibilità di dissentire, o argomentare diversamente.

votare_rappresentanti

In classe io proverò a confrontarmi con voi sui programmi delle forze politiche in gara per queste elezioni del prossimo Consiglio Regionale lucano, sui temi che danno voce e rappresentanza, in prospettiva, anche a voi che presto, diventati maggiorenni, chiederanno anche a voi gesti di responsabilità. Perché il voto è una responsabilità, oltre che un diritto, dovere.
E la responsabilità deve essere condivisa e partecipata. Ne va del vostro futuro, altrimenti.
Avete bisogno di un governo regionale forte, moderno, capace di fare le riforme necessarie per lo sviluppo di questa Basilicata, che vi permetta di andare a studiare e specializzarvi fuori, ma anche di tornare a lavorare un giorno nella vostra terra, mettendo a disposizione proprio qui la professionalità e le competenze che avrete conquistato.
Una Basilicata che vi offra possibilità di creare impresa, di legare le competenze e le qualifiche tecnico-professionali con le richieste del mercato del lavoro nei settori in cui si può produrre ricchezza della nostra Regione.
Una Basilicata connessa, digitale, che affronti le inquietudini proprie della vostra generazione, che già comincia a pensare come uscire dalla precarietà occupazionale, economica.
Una Basilicata che metta al centro le questioni del lavoro, dell’uscita dalla crisi, che individui le direttrici su cui muovere le politiche per lo sviluppo e l’innovazione tecnologica.
Una Basilicata veramente vostra.”

Elezioni Regionali Basilicata a suon di hashtag

La campagna elettorale in Basilicata oramai sempre più social, integra anche Twitter.
I candidati twittano da soli, dal loro smartphone o fanno twittare lo staff, cinguettano, ricordano i loro appuntamenti, lanciano temi e slogan a colpi di hashtag (parole chiave precedute da un cancelletto #, servono a rendere ricercabili le conversazioni).

Una moda? Una strategia comunicativa?
Finalmente la Basilicata politica abita la rete e le conversazioni?
Vedremo!

Si rende necessario aggregare diverse fonti e osservare cosa accade.
Capire il fenomeno, seguirlo, soprattutto farlo capire anche a chi non ha idea di quanto sta accadendo online, però vede i manifesti elettorali, quelli di carta, riempirsi di parole con cancelletto.

Un aggregatore/osservatorio su http://regionalibas.tumblr.com, una idea di @catepol, che metto a disposizione di quanti vogliono seguire le #regionalibas (perché coinvolti o perché semplicemente curiosi).

Un Tumblr (altro strumento social, immediato) per tenere traccia in ogni momento, da oggi, fino alle elezioni di novembre e anche dopo, di quanto twittano i candidati Presidenti e Consiglieri, di quanto si dice e si twitta di loro, di quanto e come vengono usati gli hashtag, dell’eventuale uso di Instagram, dei numeri di Twitter in queste #regionalibas, dei media tradizionali regionali e locali che si adeguano al flusso cinguettante, rincorrendo oramai anche le notizie che rimbalzano immediatamente in rete di 140 caratteri in 140 caratteri.

20131101-191217.jpg

Già su #regionalibas http://regionalibas.tumblr.com
– più di 30 hashtag utilizzati dai candidati e dalle coalizioni
– i candidati su Twitter
– la lista Twitter Regionalibas (candidati, opinionisti, giornalisti ecc.)
– la lista dei Fake
– le statistiche di uso degli hashtag elettorali dell’ultimo mese (quello in cui gran parte di essi sono nati)
– hashtag e candidati su Instagram

Altri dati saranno aggiunti man mano, per avere a disposizione il quadro più completo di quanto si dice su Twitter.
Altre analisi seguiranno.

Le elezioni non si vincono a colpi di hashtag, serve ben altro. Interessante il fenomeno scatenatosi nella Regione in cui vivo e da cui twitto da tempo immemore, simpatico sapere di aver istigato anche più di qualcuno. Dicono.

:D

L’osservatorio Regionalibas non si ferma al PD o alla Lista del Presidente, si allarga a tutti i soggetti e partiti coinvolti, di ogni schieramento.

Stay tuned, lavoro in progress, catepol at work!

Ora ti spiego Twitter…

e poi ti interrogo!

Scherzi a parte, ma rimanendo dentro la metafora della prof che spiega alla lavagna (dopotutto è il mio mestiere), questa è la presentazione che ho utilizzato a #pzsmart il 4 settembre a Potenza per spiegare Twitter a chi inizia ad usarlo, a chi già lo usa e voleva capirne di più, a chi nemmeno sapeva cos’è prima di fermarsi in Piazzetta Maffei incuriosito da quei tre (io, Ernesto, Giovanni) che parlavano di Twitter, Facebook, Open Data.

I Simpson e gli Open Data, invece, li trovate qua.

#pzsmart – PRESENTE AVANZATO, La città tra il futuro e il digitale a Potenza

Potenza. Il 4 settembre scopriremo finalmente chi è il vincitore di PotenzApp, la app che migliorerà il nostro abitare digitale in questa cittadina lucana e non solo.

Il 4 settembre, in realtà, il programma è lungo e articolato. Ci sono a parlare anche io!

Il 4 settembre sarà l’occasione per confrontarci sulle cose che cambiano, discutendo di presente avanzato, di futuro tra la città e il digitale.

logo potenza goes smart completo colore

A Potenza, dalle 15.30 prima al teatro Stabile e poi dalle 19 in piazza Maffei. Per chi si trova da queste parti e mi legge, fateci un pensierino.

Il dibattito è sul racconto della città, con i direttori delle maggiori testate locali. Vari speaker sul tema “Come è cambiato il racconto del territorio”.

Chiuderemo io, Ernesto e Giovanni con alcune lezioni divertenti e aperte a tutti, dedicate all’uso dei social media e degli open data.

A me, ovviamente, tocca spiegare Twitter, a Giovanni Facebook e a Ernesto gli Open Data. Spalleggiandoci a vicenda!

Il programma completo è qua: http://www.potenzasmart.it/presente-avanzato-il-programma/

Premiazione da parte del Sindaco Vito Santarsiero

Keynote di Derrick De Kerckhove, filosofo, sociologo su “La Cittadinanza Digitale”

Dibattito su “Abitiamo non la città, ma il racconto della città.
Giornalismo, digitale e territorio”

Introduzione di Carlo Felice Dalla Pasqua, autore de “Il giornalista Fantasma”
Keynote di Mario Tedeschini Lalli, responsabile internazionale della Online News Association

Infine: Strumenti della modernità

Facebook per genitori: Giovanni Boccia Artieri, professore ordinario di sociologia dei New Media

Twitter per chi inizia: Caterina Policaro, docente esperta di apprendimento con le tecnologie e i media sociali

Open data per la comunità: Ernesto Belisario, avvocato specializzato in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione.

L’hahstag per seguire da lontano è #pzsmart

Vi aspettiamo!

Special thanks per tutto ciò e anche di più a Giuseppe e Sara, dimenticavo!

Dove sei stata in vacanza? Su Instagram!

Dove sono stata in vacanza lo sapete oramai. Su Instagram!
Scatti, momenti, dettagli. Sensazioni, più che altro.

A volte è un attimo in tempo reale, a volte è una scelta dell’attimo giusto tra gli scatti a connessione dati/wifi disponibile. Un po’ “carpe diem” (Orazio) e un po’ “emotion recollected into tranquillity” (W. Wordsworth) la mia fotografia estiva.
Il mio modo di fotografare, in genere.

Scatti rigorosamente dal mio iPhone 4 con HDR attivo, Instagram, taglio, filtro e bordo (a volte anche #nofilter) e l’hashtag prescelto. Posting e quindi anche Flickr ma soprattutto Facebook, Twitter, Friendfeed.
Questo il percorso della mia fotografia e delle mie foto.
Per chi si chiedeva come faccio.

Questo il racconto delle nostre vacanze, questo i miei occhi hanno visto, questo i miei polpastrelli hanno condiviso.
Poche parole, solo a descrizione delle foto, a mo’ di titolo. Confesso: troppo pigra per un blog di viaggio, per un tumblr ad hoc o per raccontare qua, pur avendo sempre in borsa l’iPad e disponibile la rete.

Avevo deciso che l’estate l’avrei passata su Instagram, così è stato.

Hashtag scelti per meglio raccogliere alla fine i frutti del percorso, per permettere a chi mi ha seguito per i canali social di avere un filo conduttore.

Guardare e guardarsi intorno con occhi diversi.
Cercare i dettagli pur guardando l’insieme, respirare l’attimo che si sta vivendo, carpire cosa genera emozione, rinchiuderlo in un quadrato.
Raccontare con occhi diversi. Meravigliarsi. Condividere.

Insomma, riassumendo, ho passato le vacanze all’insegna di questi hashtag:

1) #catebrussels2013 passando per #brussels #ghent #brugge #anversa
2) #catecalabria2013

Modus operandi: scatti singoli con hashtag.
A chi mi chiede “perchè non fai gli album su Facebook come tutti gli altri?” rispondo: “Perchè a me piace così!”
Scatti come momenti da fissare in timeline, scatti come tweet, scatti come foto da visualizzare nel flusso, scatti di viaggio.
Viaggiare, guardare.
Che guardi anche chi mi segue sui social quello che vedo io. Sperando di non annoiare.

Gli album comunque ci sono e sono su Flickr, recollected into tranquillity.
Perchè poi è più comodo postarli nel blog.

Per chi ancora non si fosse imbattuto nelle mie foto delle vacanze, son qua.

Ringrazio quanti hanno messo favourite, like, mi piace, starred ecc. ecc.
Ringrazio quanti hanno commentato, retwittato, condiviso, semplicemente apprezzato.
Ringrazio quanti, anche di persona, mi hanno fatto i complimenti.
Si, lo so, siete parenti e amici, ma fa piacere lo stesso sentirsi dire che ho fatto venir voglia di vedere Bruxelles oppure che nelle mie foto la costa calabra è troppo bella, poi la gente viene e rimane delusa…da quanto c’è di contorno, che volutamente non ho inquadrato.

Troppo buoni, non so niente di fotografia. Mi riprometto di studiare un po’ e di andare oltre le nozioni di base. Ho solo un po’ di occhio (credo, me lo dite voi), forse son solo capace di comunicare qualcosa con i mezzi che ho a disposizione.

Forse mi piace solo guardare le cose con occhi nuovi e provare a raccontare ciò che vedo. Forse mi piace il blu, la luce, la streetart, il dettaglio inaspettato.
Però, evviva Instagram! Bel posto per trascorrere le vacanze!

Enjoy!

Brussels/Bruxelles

Ghent/Gand/Gant

Brugge/Bruges

Anversa – Antwerpen – Anvers

#catecalabria

(scatti di passaggio e di passeggio in ordine sparso: SS18, Tropea, Briatico, Punta Safò, Vibo Valentia, Favelloni, Pizzo, Diamante, Guardia Piemontese)

Di presenza su web, flussi, disegnini…

A proposito di presenza sul web. La mia, ovvio.
Fa un anno in questi giorni il rallentamento del blog (non l’ho chiuso ma ho postato poco e non troppo spesso, diciamolo). Un blog che ha 10 anni di vita.

Direi che è ora di riprendere le fila e di ricominciare a scrivere, quando mi va, come mi va, per chi ha piacere di leggere.

Temi sempre quelli: scuola, quella reale tra i banchi, quella digitale, annessi e connessi. Educazione, didattica, social network, uso consapevole del web, strumenti e tool utili per comunicare e abitare il web sociale, Facebook, Twitter, Instagram & co. Quello che faccio in giro, quello che leggo, quello che assorbo e che appunto qui, utile a me, utile anche ad altri.

Temi anche nuovi, a seconda di quello che succederà.

Mia presenza sui social vari: massiccia come sempre.
Solo un po’ diversa, meno me, più condivisione. Questo già da un po’, per chi se ne è accorto.

Voglia di “imparare” sempre e comunque.

20130722-174112.jpg

Stavo facendomi un disegnino sulla Moleskine, a penna.
Una volta avrei messo il blog al centro di tutto. Adesso c’è Twitter e poi Facebook.
Ragionavo sui flussi. Cosa voglio comunicare e a chi. Come vi raggiungo. Come non doppiare.

Segue post dettagliato, a mo’ di guida allo sharing.

Solo a elencare a me stessa come devono funzionare questo blog, Twitter, Facebook, Instagram, Tumblr, Foursquare, Feedly, Zite, Pocket, Pinterest, Youtube, Slideshare ecc. (ah si, Google+ volendo) con l’aiuto di alcuni tool (IFTTT, Advanced Tweet, Selective Tweets…) mi stanno venendo un po’ di idee.

Solo a riflettere di come è cambiato il social web in questi ultimi anni, per noi che ci stavamo da prima, c’è tanto da scrivere.

Stay tuned. Catepol is back. (non me ne sono mai andata, in effetti…lo scrivo per me)

Non incrocio i flussi, li ripristino…

Facciamola breve.
Twitter ha cambiato le API. Google ha chiuso Google Reader.
Tutto in questi ultimi giorni.

In pratica la base della mia condivisione in rete che funziona(va) come segue:

– Articoli interessanti su Google Reader attraverso la stellina (starred items) venivano postati su Twitter che postava su Facebook.

– Una regola IFTTT ad hoc (starred posta su Twitter), semplice e funzionante.

– Una applicazione Selective Tweets (che in generale posta un Tweet su Facebook, se il tweet termina con #fb).

Quindi le letture interessanti cliccando sulla stellina di Google Reader finivano su Twitter con un #fb nel tweet (contenuto nella regola IFTTT) che le postava anche su Facebook.

Lineare la soluzione, semplicissima la mia vita online, da qualunque device.

20130703-165944.jpg

Morto Google Reader, ci si fa un altro feed reader. Sia Feedly, che Digg, che Newsify ecc. permettono di Twittare. Tutto ció che uso, in realtà, permette di condividere con un tweet.
Se Twitter posta su Facebook, non serve altro.

Problema condivisione risolto, quindi.
Se ad ogni tweet aggiungo #fb tutto va anche su Facebook.
Tecnica che già uso, tra l’altro, per postare direttamente i link a risorse utili oppure per postare da Zite, ad esempio. La utilizzo anche dal nuovo reader e amen.

Twitter cambia le API e Selective Tweets non funziona. In realtà non funziona quasi tutto ciò che si appoggiava alle vecchie API di Twitter e non funzionerá fino a che i vari servizi e le varie app non fanno i cambiamenti che Twitter richiede loro, adesso.

Mi accorgo oggi, mi rendo conto che su Facebook taccio da 3 giorni. Non è da me, no?

Concludendo, in questo momento sono alla ricerca della soluzione più semplice e lineare che faccia la banale operazione: “se twitto e il mio tweet termina con #fb, il tweet va anche su Facebook”. Punto.

A me, per non incrociare i flussi, non serve altro.
Suggerimenti?

(intanto cerco, ma ditemi come fate voi)

NOTA BENE: questo post forse lo capiscono solo quelli che, nell’ordine, hanno un blog da 10 anni o poco meno, usavano Google Reader da 8 anni e sono in lutto, hanno Twitter dal 2006/07 e Facebook da poco dopo, considerano gli RSS come parte integrante delle loro giornate, ecc.
Questo post si pone il problema della condivisione della conoscenza (che è come uso io la rete) e va alla ricerca della soluzione che bypassi i compartimenti stagni. Il tutto nell’ottica di un ecosistema che arricchisce. Come ha sempre fatto.

Ah il blog posta direttamente e autonomamente sia su Twitter che su Facebook e le foto via Instagram vivono anch’esse di condivisione diretta sia su Twitter che su Facebook. Questi flussi sono salvi. E anche altro.

Come dite? Dimentico Google+?
Perché voi lo usate? ;)

UPDATE N.1
NATTER http://natterapp.com/ fa quello che mi serve e al momento funziona. Ripristino così il flusso Twitter + #fb che posta su Facebook.

UPDATE N. 2
Selective Tweets ha ripreso a funzionare

Eh no il plico telematico non si hackera…

Lo so, lo scorso anno, era una novità, il Plico Telematico con cui il MIUR per la prima volta nella storia, consegnava i temi della Maturità via Internet e non attraverso l’ambaradan dello spiegamento di forze dell’ordine e delle copie cartacee sigillate, consegnate la mattina stessa.

Fatemelo dire, plauso a Profumo. Una delle pratiche di dematerializzazione telematica della PA non solo funzionante ma riuscitissima (pochissime le scuole che hanno avuto problemi lo scorso anno, procedura iperguidata, simulazioni effettuate positivamente da tutti gli istituti, ad oggi).

Quest’anno ho scritto un solo post, di avvio delle danze del Plico Telematico 2.0.

Funziona come lo scorso anno.
Se non per qualche piccola differenza nelle procedure per decriptare e nella sicurezza, maggiore.

Immagine 3

Sfato subito la leggenda metropolitana delle 24 ore prima degli esami. Sono tutti a caccia dell’anteprima, che non ci sarà.

No, non è possibile hackerare il Plico Telematico, no, non è possibile trovare in rete stanotte la traccia della prima prova degli Esami di Stato perché qualcuno ha hackerato il Plico Telematico.

Perché i temi non viaggiano in rete. Hanno già viaggiato, se proprio vogliamo. La rete domattina non serve nemmeno, se non per prendere la Chiave Ministero.

Che poi, la Chiave Ministero sarà diffusa e sarà pubblica, a partire dalle 8.30. Via mail, intranet/SIDI, mail ai referenti del Plico, mail alle scuole, una pagina web dedicata interna, televideo RAI, numero verde da chiamare in caso di catastrofe nucleare giusto alle 8.30, link pubblico su istruzione.it che immancabilmente crollerà…

Voi che siete a casa collegatevi pure sul TG1. Come fece Profumo, domattina ci sarà la Carrozza in diretta.

Ah ci sarà una Chiave Ministero per ognuna delle prove d’esame (2 o 3 quindi, a seconda del tipo di Scuola Superiore).

Ma tanto, non serve a nessuno avere la Chiave Ministero se non a chi sta operando per scaricare la traccia destinata a quel tipo di Istituto e solo quella.

E male che vada…si chiamano i Nuclei Territoriali presso le USP/USR.

Lo spiegavo bene già lo scorso anno. Repetita iuvant.

No, le tracce in Australia non escono prima, neanche su Plico Telematico Australia (non ho cercato, ma secondo me esiste pure un sito fattapposta per burla).

No, non ci sono talpe al Ministero e nemmeno negli uffici scolastici territoriali.

No, gli hacker non possono intercettare il plico telematico.

Tipo, per intercettare il mio, dovrebbero rapirmi, in quanto Referente del Plico. E se anche confessassi le password per accedere…il Plico Telematico della mia scuola è solo sul PC della mia scuola e le password in mio possesso servono solo ad aprire quello e nessun altro (sempre che si riesca ad accedere al profilo utente del PC dentro il quale è stato messo in sicurezza il Plico Telematico e sempre che si sia in possesso delle chiavi della stanza dove è stato messo in sicurezza quel PC)…

Complicato, nevvero?

No, il plico telematico non si può craccare.

No, la Chiave Ministero non la troverete online prima e anche se la trovate, dovreste anche “ESSERE” il referente di sede che sarà col Presidente di Commissione in ogni momento, domattina.

Insomma è complesso arrivarci. E se ci arrivate, siete rintracciabili. Perché il Referente di Sede è tracciato, è lui e solo lui abilitato ad accedere, aprire, inserire, fare.
Quindi chi usa il suo ID commette reato.
Poi, il Referente di Sede è un pubblico ufficiale, in quel momento, osservato da altri pubblici ufficiali (Presidente e Commissione).

No. Comunque tutte queste operazioni non si possono fare prima di domattina.

No, non potete usare internet durante gli esami di stato.
No, non ci sono tracce su internet, quelle che trovate come anteprime sono bufale.

No, gli alieni non rapiranno nessuno di quelli che sanno, costringendolo a confessare le tracce degli esami di stato.

No, non perdete tempo così, cari ragazzi/e. Buona Maturità 2013.

Nota Bene:
Dalle 8.31 in poi, dopo che anche solo la prima scuola decripta e stampa la prova, ci sarà, come accade da sempre, il pdf (speriamo non proprio quello ufficiale, scaricato da qualche referente…) che viaggerà nella grande rete alla velocità della luce.
Senza mai capire da dove è fuoriuscito.
Sicuro è che i siti specializzati, si sono organizzati per procurarsi i temi, in qualche modo.

Via Whatsapp, quest’anno? Probabile.

La diffusione delle tracce, immediata, accade dalla notte dei tempi, anche da prima di Internet. Di cosa ci stupiamo?

La scuola 2.0 vista proprio dal basso…

Anno Domini 2013.

Le prove Invalsi viaggiano su Twitter (clicca #invalsi per credere).
Però i ragazzi/e si passano le foto delle domande via Whatsapp o su Facebook. Si aspetta la risposta da qualcuno. Stesso mezzo.

Oppure, semplicemente, condividono le risposte buffe, il boicottaggio delle stesse.

Che ci sia o meno il wifi a scuola, non è un problema.
Son tutti smartphone di connessione dati autonoma muniti.
I telefonini sarebbero vietati? Vanno depositati?
Certo. Le foto arrivano sui social, in diretta dalle aule di esame, per magia. Con la sola imposizione del pensiero.

I quadri degli scrutini finali (delle scuole che hanno o non hanno il sito web per la comunicazione con le famiglie) viaggiano via foto dei tabelloni, classe per classe, postate dal compagno/a su Facebook che tagga tutti e l’informazione capillare è fatta.

Trasparenza e dematerializzazione digitale nella PA, con mezzi propri.

Postasse un prof quelle foto dei voti (o la scuola ufficialmente sulla sua pagina o profilo Facebook), apriti cielo!
La privacy, signora mia!

I Commissari Esterni degli Esami di Stato viaggiano via Gruppi Facebook. Ingenuamente aperti al pubblico o furbamente chiusi in gruppi privati.
Cioè non è che sono i Commissari ad essere 2.0 e a viaggiare sul social network. Le informazioni che li riguardano, invece, sì.

Immagine 2

Pardon, qualcuno sa come interroga di solito TIZIO del LICEO CAIO? Perché, pur essendo l’esterno di italiano, a quanto pare ci farà anche qualche domanda di latino. Gli interessa parecchio la grammatica?

Sentite qualcuno conosce per caso SEMPRONIA prof di Inglese del ISTITUTO X?
A vederla sembra buona come il pane quindi l’unica cosa che mi interessa, se qualcuno l’ha avuta come professoressa, se è particolarmente fissata con qualcosa.
Grazie in anticipo

Le tracce della maturità viaggiano via Plico Telematico.
Presunti hacker elargiscono presunti trucchi per.

Mi spiace, almeno il Plico è al sicuro fino alle 8.30 del 19 giugno.

Un paio di minuti dopo, però…ovviamente cercate su Twitter e Facebook e, magia, anche quest’anno si diffonderanno in tempo quasi reale.
E, purtroppo, i temi svolti in tempi brevi, riusciranno anche a rientrare. Come dalla notte dei tempi, adesso però via Whatsapp, ovvio.

I telefonini sarebbero vietati? Vanno depositati?
Certo.

Mandatemi una foto, se riuscite, della cattedra dove verranno depositati i cellulari, per favore.

Sarà bello vedere il Museo del GSM e dell’ETACS nel 2013. Molto bello. Che amarcord!

Gli smartphone nel mentre, ingombrando molto meno della cara vecchia cartuccera, saranno ben nascosti e pronti alla connessione e allo sharing in entrata e in uscita.

Stupiti?
Io per nulla.
E’ la scuola 2.0 vista dal basso, bellezza!

Nota Bene: faccio tanto la conoscitrice di queste cose ma prendete queste informazioni con le pinze. Gli studenti potrebbero anche essere molto più avanti e smart con le tecnologie e io non stare più al passo con le ultime app, ok?

;)

Pagina 2 di 3612345...102030...Ultima »
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: