Ma ce lo vedete davvero un uomo a scegliere tra centinaia di charm Pandora?

La pubblicità del bracciale Pandora porta esattamente un uomo in un negozio Pandora a comprare un bracciale Pandora, memorizzato e interiorizzato come il regalo che la rende felice. Il messaggio è semplice, chiaro, parla a chi non ha idee se non le classiche. A chi si ritrova sotto Natale e pensa “Cosa le regalo, cosa le regalo, cosa le regalo? Trovato!”

La pubblicità non gli spiega, poveretto, che si ritroverà in file infinite di donne, ragazze e ragazzine (fino ad oggi) desiderose magari solo di aggiungere e personalizzare il proprio bracciale a cui si aggiungono uomini, fidanzati, ragazzini, mariti che pensano d’aver avuto l’idea regalo dell’anno illuminati da una pubblicità che ha parlato proprio a loro.

No, la pubblicità non gli spiega che poi, raggiunta l’agognata commessa Pandora, non prima della mezz’ora di fila fatta, gentile ragazza che comincerà a servirlo e riverirlo spiegandogli modelli di bracciali di base su cui montare, inserire, inanellare non meno di tre charm e clip (Che fai? Una sola? Mica la donzella deve pensare che hai il braccino corto?)

Sono centinaia le combinazioni, i simboli, i materiali, i ciondolini ops scusate charm ma era per far capire al nostro uomo di che parliamo. Scelta infinita, tempo poco di cui la fila fatta per entrare ha già risucchiato gran parte della pazienza, commesse che ti mostrano tipi, colori, forme, oro, argento, metallo e chiedono al nostro uomo di decidere quali fermare con le clip e quali far ciondolare in libertà.

E immaginatelo così il nostro uomo convinto da una pubblicità che ha fatto esattamente il suo mestiere, portarlo nel negozio, raggiungere una vendita.

Perso tra charm e clip che alla fine sceglierà a caso e con una fila infinita dietro (che sotto Natale diventa un ecosistema vero e proprio) che non vede l’ora di arrivare ad essere servita perché ha immaginato di aver trovato il regalo dell’anno originale.

A maledire il giorno in cui, convinto da una pubblicità geniale, ha pensato di farla felice così. Che bastasse così poco, che certamente nè un ferro da stiro, nè un pigiama, nè un grembiule fossero degni della sua donna, che lei meritasse molto di più.

E pensare che inizialmente il nostro buon uomo aveva pensato a un tablet, a uno smartphone nuovo, a un viaggio, a un libro, a un buon vino, a… qualunque altra cosa che, conoscendo la personalità, l’intelligenza, la sensibilità di una donna straordinaria come la sua, potesse davvero farla felice.

My 2 cents.

catepol - Caterina Policaro

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