E allora lassù sospesa sei tu, te stessa e te

Il segreto è andare sempre avanti.
Soprattutto quando non hai molta scelta.
E allora lassù sospesa sei tu, te stessa e te.
E i tuoi passi, passo dopo passo mantenendo il centro del piolo a riferimento dell’andare, del poggiare, del proseguire. Baricentro dell’essere e del mantenersi con la testa sgombra da altro che non sia l’andare avanti contando su quello che hai.
Hai la meraviglia e forse la paura o l’incoscienza. Hai metri di vuoto sotto e kilometri di cielo sopra. Accanto il nulla, le nuvole, due braccia unico strumento su cui contare e l’imbracatura, quei due ganci di tranquillità, da sganciare però ogni tanto e riagganciare. Uno per volta. Ed è la che ti fermi e comprendi che non ti puoi fermare. Andare avanti, che a tornare indietro non si può.
Sospesi. Tensione di cavi sospesi. Tensione di nervi e muscoli.
È più facile guardare sotto che guardare avanti. Guardare dove si mettono i piedi e le rocce, il paesaggio, i sentieri. Alzare lo sguardo e chiedersi quanto manca e chi te lo fa fare. E lá forse un po’ tremare.
Oramai sei lá senza nemmeno avere avuto il tempo di riflettere sulla possibilità remota che il tuo io non volesse. Sei appesa, sospesa cercando e trovando equilibrio dentro e fuori.
Una questione di testa mantenere l’equilibrio dentro. Una questione di baricentro mantenerlo fuori. Testa, concentrazione ma anche stupore e sentirsi parte di qualcosa di molto più grande.
Gambe che vanno avanti e voci amiche dietro.
Chiacchiere, risate, sostegno ma anche silenzio.
Si, il segreto è andare sempre avanti.
Neanche pensare che puoi farcela, a testa sgombra farlo e basta. Godersi il momento, pensare che non finisce più ma anche considerare che finisce quando sei arrivato in fondo e in fondo ci arrivi solo se lo decidi tu.
Se ti fermi razionalizzi l’irrazionalità della situazione. Se avanzi razionalizzi che non è irrazionale nè il percorso nè raggiungere l’ultimo piolo e ritoccare con i piedi il terreno.
Ci vuole coraggio, ci vuole follia.
Ci vuole una capacità di accogliere le sfide, di decidere rapidamente, di avventurarsi, di aver fiducia.
Ma anche di godere semplicemente del fatto che la vita si prende esattamente come viene, che tutto si può affrontare, che la vera sfida siamo noi stessi, che devi contare solo sulle tue forze.
Equilibrio e andare avanti.
Adrenalina e serenità come compagnia.
Coraggio e improvvisazione.
Esperienza e fantasia.

Cinque sole parole potevano bastare a descrivere le sensazioni di questa avventura pomeridiana. Eccole.

Ora si può fare tutto.

20 luglio 2017, Sasso di Castalda, Ponte alla Luna. #Basilicata

Ponte alla Luna

ponte alla luna - catepol

catepol - Caterina Policaro

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