Qua una volta c’era un blog…

…ora è tutto un pullulare di Social Sharing, pubblicati sul blog automaticamente con i link a post e articoli interessanti di cui consiglio la lettura e la traccia delle condivisioni di catepol su vari social network.

Nel Social Sharing, che è in pratica una sorta di aggregatore della mia presenza in rete e delle mie varie identità digitali alla Friendfeed, ma ospitato qua nei miei spazi (tutto ci può essere chiuso, nulla è veramente nostro, tranne il nostro blog. Ricordatevelo!), ci trovate tutto tranne Twitter e Friendfeed. Essendo account privati, tenuti fuori dalle grinfie dei motori di ricerca, sarebbe poi un controsenso pubblicarli sl blog. Per seguirmi su TwitterFriendfeed basta chiedere. Se siete persone conversanti e non fake o account palesemente spammosi o pubblicitari, vi faccio accomodare volentieri nei miei salotti social.

Dicevamo: qua una volta c’era un blog. La scrittura dei miei post è diminuita e me ne dolgo. Torno presto. Anzi son tornata già con questo post. Dopo tutto, l’hosting è pagato!

Ho scritto anche altrove nel 2010 (YOUSCHOOL e dettotranoi) e pare che continuerò a farlo ancora per un po’.

Sono andata in giro a raccontare cose di internet e di didattica (e dintorni), per passione o per lavoro, nel 2010. Ho già in agenda appuntamenti 2011.

Ho letto 46 libri nel 2010 per un totale di 9442 pagine secondo Anobii (dove ho provato ad essere diligente e tenere traccia delle mie letture – di carta e su ebook – passo passo). Solo di recensioni (doverose almeno per i testi che mi sono stati gentilmente inviati/regalati, alcuni con dedica personale dell’autore/amico) ho di che riempire il blog per tutto il 2011.

Nel 2011 leggerò di più. Come ai vecchi tempi. Me lo impongo.

Alcune collaborazioni appena chiuse ed altre attive, oltre al mestiere di insegnante che svolgo sempre volentieri.

Amici nuovi e vecchi, tanti, con cui son sempre belle le occasioni per stare insieme soprattutto fuori dalla rete. Occasioni di cui non è detto si debba raccontare tutto, preferisco viverle.

Il Social Sharing, su questo blog, da quotidiano diventa settimanale (provo, poi magari torno a quello quotidiano, vediamo). Rimane comunque parte integrante di questo blog che è pur sempre il mio hub da cui si diramano i social network e tutto il resto.

Torno a scrivere, torno a scrivere con più frequenza, tranquilli!

Rivedo la mia policy nel rapporto following/followers sui miei social network principali e più rilevanti in termini di numeri, per farli diventare più utili in termini di relazioni e conversazioni interessanti rispetto al tempo che vi ci dedico.

Facebook aperto a tutti. A partire dalle persone che conosco realmente, ovviamente, accetterò comunque tutte le richieste (filtrando i contatti in apposite cartelle amici con possibilità di accedere alle mie cose diversificata). In linea di massima tutti i contatti potranno leggere la mia bacheca e ciò che posto, potranno scrivermi in privato, commentare. Non tutti potranno scrivere e postare cose sulla mia bacheca.

Mi staggo immediatamente da tutte le foto e video che non mi vedono coinvolta realmente.

Blocco tutte (o quasi) le applicazioni e i giochi al primo invito che ricevo. Rimozione immediata dagli eventi (con eventuale impedimento all’invitante di invitarmi ancora ad altro) che non mi riguardano e che non mi interessano minimamente.

E’ giusto così. Mi interessano persone e relazioni. Agisco di conseguenza mettendo al bando tutto ciò che ritengo rumore inutile e perdita di tempo.

La relazione su Facebook è reciproca. Non approfittate mai dei vostri “amici”, me compresa. Basta un attimo per togliere questa amicizia virtuale, che amicizia non è, rimuovendovi dagli amici.

Regolamento la visibilità in home di Facebook del vostro stream. Se mi interessate, se ci conosciamo, se ci leggiamo anche altrove, se lavoriamo insieme, se siamo parenti, se siamo andati almeno una volta a prendere un caffè insieme…vi assicuro che ci siete, che mi passate davanti agli occhi con i vostri status e le vostre condivisioni. Altrimenti, amici (di Facebook) lo stesso. E’ inumano pensare che si possa seguire davvero tutti i propri contatti, no?

Twitter aperto a tutti o quasi. L’account è privato perchè non mi va di dare in pasto ai motori di ricerca frammenti di 140 caratteri completamente sganciati da ogni contesto. Certo non è privato per tirarmela in alcun modo.

Seguo chi mi interessa seguire, anche se questi/e non ricambiano il following.

Ricambio quasi sempre la richiesta di following, cominciando a seguire a mia volta, quando accetto un nuovo follower. Di solito, a patto che siate persone almeno un minimo conversanti. Cerco di rendere paritario il rapporto e la possibilità di inviarsi dei DM.

Defollowo nel momento in cui mi defollowate (utilizzo twunfollow e tweepi per saperlo). Se non volete più conversare con me, non conversiamo. Sono coerente con le vostre scelte.

Anche per Twitter è inumano pensare che io segua tutti, infatti non lo faccio. Seguo chi mi interessa però cerco di rispondere sempre a chi mi cerca, retwitta, cita, chiede. Spesso seguo lo stream così come gira, in serendipity. E la serendipity mi fa leggere e seguire anche chi non leggo abitualmente e mi fa scoprire cose, notizie, persone. Quello è il bello di Twitter. La grande ricchezza.

Friendfeed rivoluzione in corso per quanto mi riguarda, account aperto a quasi tutti, privato anche questo sempre per i motori di ricerca che fagocitano i thread decontestualizzandoli. Privato perchè posso così accettare le richieste di following valutandole una per una, privato perchè posso decidere chi seguire e da chi farmi seguire.

Seguo chi mi interessa seguire, anche se questi/e non ricambiano il following.

Durante le vacanze ho cominciato e quasi portato a termine un lavoraccio: entrare in ognuno degli account che seguivo, valutare uno per uno se erano davvero meritevoli del mio interesse e della mia attenzione, cliccare su “unfollow”. Sono passata dal seguire circa 2000 account a seguirne circa 850. Un bel salto.

Ho eliminato dalla mia vista tutti gli account fake, quelli aperti e mai usati, quelli usati ma fermi tipo al 2009 o a molti mesi fa, quelli senza contenuti, quelli che erano solo un rimando di feed del blog, quelli in cui non c’erano conversazioni in atto o interventi in thread, quelli che non m’andava più di seguire (per un motivo o per un altro).

Stesso lavoraccio in corso sugli account che seguono me per valutare caso per caso se continuare a farli accedere o meno al mio stream. Non è per tirarmela, anche qua. E’ per un’ecologia delle mie relazioni, è per rivalutare e dare la giusta importanza alle persone (e quindi anche toglierla, se ritengo non la meritino).

Non ricambio più di default la richiesta di following, cominciando a seguire a mia volta, quando accetto un nuovo follower. Se siete persone “conversanti” comunque, in linea di massima, vi accetto.

Defollowo nel momento in cui mi defollowate (utilizzo ffspy.com o FriendVenn per saperlo). Se non volete più conversare con me, non conversiamo. Sono coerente con le vostre scelte.

Non blocco nessuno di solito, preferisco un utilizzo sapiente del “nascondi” di Friendfeed.

Anche per Friendfeed (e per la velocità e la quantità delle informazioni che vengono veicolate attraverso) è inumano pensare che io segua tutti, infatti non lo faccio. Certo mi piace sempre prezzemolare e curiosare nei thread aperti a tutti, si impara sempre qualcosa quindi non me ne precludo l’opportunità. Il bello di Friendfeed è proprio il meccanismo dei FOAF (la possibilità di vedere anche gli amici degli amici), per cui comunque le conversazioni rilevanti e seguite rimbalzano alla mia attenzione pur non seguendo direttamente i proprietari degli account dove esse si svolgono.

Seguo chi mi interessa però cerco di rispondere sempre a chi mi cerca, ricondivide, cita, chiede, reblogga, condivide miei post, mi chiama in causa ecc…

Ignoro quando è il caso.

Spesso anche qui seguo lo stream in serendipity e riesco a leggere cose, notizie, persone, conversazioni, novità ecc. A volte, confesso, la serendipity (o un sapiente uso del search, quando funziona) porta a leggere su Friendfeed anche quello che non dovrei.

Detto ciò, s’è fatta una certa.

Il post del rientro è venuto lungo, se avete avuto la pazienza di leggere fino a qua vi mando un caro saluto. Ci rileggiamo presto su questi schermi.

3 thoughts on “Qua una volta c’era un blog…

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