Archive for 08/09/2010

P***ana P***ana, P***ana la maestra… (cit.)

Questa è  la fase in cui mi sento un ibrido. Ho preso servizio nella nuova scuola partecipando al primo collegio dei docenti, ma ho ancora un piede nella vecchia per via degli esami di settembre. Nell’arco dello stesso giorno ho stretto la mano al preside con cui sto per cominciare a lavorare e ho salutato con malinconia quello con cui ho lavorato fino a giugno. Ho messo a fuoco i visi dei nuovi colleghi ma continuo a vedere quelli che ho frequentato tutte le mattine per un anno. Ho in mano la lista delle classi che da mercoledì inizierò a conoscere, ma il cuore mi batte ancora forte per i ragazzi a cui non insegnerò mai più. Per chi non ci lavora, i problemi della scuola sono sempre di natura logistica, organizzativa, economica, politica, sociale. Per chi ci è dentro fino al collo e nonostante i tempi avversi seguita a credere in quello che fa, il problema è principalmente emozionale. Io sto male. Sto male per tutto quello che volevo e non ho fatto in tempo a dire ai miei alunni, sto male per i progetti che avevamo accarezzato insieme, perché dopo la prosa dovevo insegnargli la poesia, dopo l’impero romano avrei voluto raccontargli il medioevo. Ma se è vero quello che don Milani scrisse nella sua intramontabile Lettera a una professoressa (“Le maestre son come i preti e le puttane. Si innamorano alla svelta delle creature. Se poi le perdono non hanno tempo di piangere”), tempo un mese e sarò guarita.

Antonella Landi – Pagine fiorentine del Corriere della Sera

Social Learning: l’apprendimento è relazione

(via Jane Hart) Un video del Conrado Schlochauer of LAB SSJ in Brazile.

Da quando esiste l’uomo, possessore di linguaggio e della comunicazione, l’apprendimento si è sviluppato grazie alla socialità ed alla relazione con le altre persone. Che sia a voce o mediante una delle tecnologie che abbiamo a disposizione, l’Apprendimento è relazione, comunicazione, l’esperienza umana ne è sempre il cuore. Social Learning.

“Molto di quello che apprendiamo, lo apprendiamo grazie agli altri” (Jay Cross)

Grazie al web 2.0 possiamo affermare che l’apprendimento (e la relazione umana) non hanno oramai più confini.

Apparentemente sui social media sembra non ci sia controllo delle informazioni che condividiamo: si condivide con gli amici sui social network come si condividono le chiacchiere con gli amici al bar.

Connessioni e relazioni sono il cuore dei processi di apprendimento. Condividere è creare conoscenza.

Serve cambiare mentalità per apprendere meglio e per continuare ad apprendere per tutta la vita.

Non si finisce mai di imparare ma serve capacità di adattamento, rapidità, collaborazione, voglia di mettersi in gioco. Senza dimenticare che i migliori strumenti per l’apprendimento sono quelli invisibili: raccontare storie che siano significative, che colpiscano l’attenzione, che mettano in relazione le persone con le loro emozioni, usare tutti e cinque i sensi, pensare in grande ma cominciare dal piccolo, da quello che realmente si può fare, facilitare e anche divertirsi.

Il longlife learning, l’apprendimento lungo tutto l’arco della nostra vita, non può che funzionare così.

Siamo veramente preparati a continuare ad apprendere per tutta la vita,  non dare mai nessuna conoscenza per acquisita una volta per tutte, a stare al passo con i tempi e a pensare le tecnologie e internet come strumenti che facilitano questo processo?

Social Sharing – September 9th

Social Sharing quotidiano di catepol

Questo post viene pubblicato sul blog automaticamente a fine giornata. Contiene prevalentemente link a post e articoli interessanti di cui consiglio la lettura. Contiene inoltre traccia delle condivisioni di catepol su vari social network. Enjoy!

Oggi ho condiviso sui vari social network (Google Reader, Meemi, Youtube, Slideshare, Flickr, Facebook, Twitpic & co.):

googlereader (feed #9)
googlereader (feed #9)
googlereader (feed #9)
blog (feed #1)
La controversa storia di Facebook in una infografica
googlereader (feed #9)
generic (feed #10)
sei solo la copia di mille riassunti (cit.)
googlereader (feed #9)
googlereader (feed #9)
catepol shared Webbecedario.
googlereader (feed #9)
googlereader (feed #9)
googlereader (feed #9)

La controversa storia di Facebook in una infografica

(via) La controversia storia di Facebook riassunta in questa infografica.

Da quando Zuckerberg ha fondato Facebook a quanti hanno affermato che Mark avesse rubato loro l’idea (e non solo quella).

Problemi di censura e contenuti appropriati, di educazione all’uso e di uso o meno in contesti educativi (tipo a scuola).

L’evoluzione delle questioni relative alla privacy nel corso degli ultimi anni: ricordiamo che le opzioni di privacy di Facebook hanno un testo lungo praticamente quanto la costituzione americana e v’ho detto tutto.

Per tutto il resto, c’è l’infografica seguente.

Con le nuove tecnologie a scuola prende bei voti anche Bart Simpsons…

Non è la prima volta che un social network e le sue dinamiche entrano in una puntata di un cartone animato (in South Park ci fu la puntata sugli “amici di Facebook”). Mai mi sarei aspettata di trovare in un cartone animato famoso per la satira sociale molto ma molto spinta come i Simpsons l’argomento della didattica con le tecnologie. Simpaticamente affrontato.

L’insegnante di Bart Simpsons non riesce a farsi ascoltare dalla classe, tutta presa a messaggiarsi con telefonini & co., neanche sequestrandoglieli tutti. Prova allora con le tecnologie, ma tutto quello che ha a disposizione è un obsoleto computer di classe, sai che barba, sai che noia.

Arriva il giovane supplente a scuola di Bart, fresco di studi su didattica e nuovi media e prova proprio ad utilizzarle quelle tecnologie che hanno in mano i ragazzi per raggiungere gli studenti, stabilire un contatto, parlando la loro lingua fatta di SMS, chat, Facebook, video di Youtube ecc.

I compiti si fanno con Twitter, ragazzi!

“Homework: 20 minutes of Twittering.” E anche Bart, notoriamente non un allievo modello, riuscirà a prendere bei voti, alla fine.