Non è la prima volta che un social network e le sue dinamiche entrano in una puntata di un cartone animato (in South Park ci fu la puntata sugli “amici di Facebook”). Mai mi sarei aspettata di trovare in un cartone animato famoso per la satira sociale molto ma molto spinta come i Simpsons l’argomento della didattica con le tecnologie. Simpaticamente affrontato.
L’insegnante di Bart Simpsons non riesce a farsi ascoltare dalla classe, tutta presa a messaggiarsi con telefonini & co., neanche sequestrandoglieli tutti. Prova allora con le tecnologie, ma tutto quello che ha a disposizione è un obsoleto computer di classe, sai che barba, sai che noia.
Arriva il giovane supplente a scuola di Bart, fresco di studi su didattica e nuovi media e prova proprio ad utilizzarle quelle tecnologie che hanno in mano i ragazzi per raggiungere gli studenti, stabilire un contatto, parlando la loro lingua fatta di SMS, chat, Facebook, video di Youtube ecc.
I compiti si fanno con Twitter, ragazzi!
“Homework: 20 minutes of Twittering.” E anche Bart, notoriamente non un allievo modello, riuscirà a prendere bei voti, alla fine.





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