Archive for 08/07/2010

Panic Button per la sicurezza degli adolescenti su Facebook (UK only per ora)

Facebook aggiunge, al momento per la sola UK, la possibilità di un “Panic button”. (via TNW)

Panic button

Un Panic button non è altro che la possibilità, per ragazzi e adolescenti di Facebook, di cliccare direttamente e segnalare alle forze dell’ordine qualcosa che non va.

Vediamo come funziona, anche se è solo per gli adolescenti e i minori inglesi di Facebook.

Il Ceop,  Child Exploitation and Online Protection centre, ha messo appunto una soluzione, attraverso una app di Facebook da installare, attraverso cui, facilmente, ogni ragazzino presente su Facebook, nel momento in cui si sente minacciato online da qualcuno, può cliccare direttamente il bottone  e accedere immediatamente alla possibilità di segnalare e/o di chiedere aiuto  in caso di cyberbullismo, hacking, approcci a sfondo sessuale, violazione di privacy ecc.

Il Panic Button è già presente su social network frequentati da ragazzi come Myspace o Bebo, ma su Facebook fa la sua apparizione ora in UK. Non è un vero e proprio bottone visibile a tutti, è una tab da aggiungere mediante una applicazione.

Per averlo su Facebook, gli adolescenti inglesi devono installare una app (che troviamo cliccando qui). Questa applicazione aggiungerà una tab dal nome ClickCeop sempre visibile sul profilo di chi la installa quando loggato a Facebook.

La nuova tab sul profilo dà subito accesso al ‘panic button’ attraverso il quale fare il report dell’abuso direttamente alle forze dell’ordine. C’è sempre il link alle Safety for teens di Facebook, la sezione dedicata alla sicurezza per gli adolescenti in cui si trovano tutti i consigli per impostare al meglio le opzioni di privacy.

Il Ceop offre anche la possibilità di aggiungere un Ceop badge sulla bacheca e sulla bacheca dei propri amici in modo da rendere virale la promozione della app.

Ottima l’applicazione e l’idea, ripeto al momento disponibile solo per gli adolescenti UK. Resta da verificare quanti teenagers presenti su Facebook istalleranno veramente la Ceop tab e si ricorderanno di utilizzarla in caso di minaccia nei loro confronti da parte di altri utenti.

E’ sempre importante verificare le impostazioni di privacy di Facebook, non mi stanco di ripeterlo.

Vi rimando a quanto raccomanda Facebook agli adolescenti qui su questa pagina apposita: http://www.facebook.com/help/?safety=teens

Dacci oggi la condivisione quotidiana – July 11th

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Caterina Potenza again.

Daily Digest for July 10th

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Working Capital Tour a Bari martedi 13 luglio
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catepol: http://twitpic.com/23zwwi Una roba azzurra...

Working Capital Tour a Bari martedi 13 luglio

Se non vi siete ancora iscritti, fatelo adesso: http://www.workingcapital.telecomitalia.it/tour/?act=partecipa

Dove e quando
Università degli studi di Bari Aldo Moro Salone degli Affreschi
Martedì 13 luglio – ore 9.00 - Piazza Umberto I, 1 – Bari

La diretta streaming dell’evento sarà disponibile qui: http://barcamp.webcasting.it/bari/

Su Facebook il Working Capital Tour è qua http://www.facebook.com/WorkingCapital?v=wall

Il programma qui http://www.workingcapital.telecomitalia.it/tour/

In sintesi:

  • 11 progetti di ricerca che concorrono per 5 borse di studio da 20.000 euro l’una
  • 11 startup si presentano per avere accesso ai progetti di incubazione e investimento
  • 1 panel moderato da Riccardo Luna di Wired che dialogherà con Gabriele Galateri di Genola (presidente Telecom Italia), Gianluca Dettori (fondatore dPixel), Michele Emiliano (sindaco di Bari), Nicola Fratoianni (assessore Politiche Giovanili Regione Puglia), Alessandro Laterza (presidente Confindustria Bari), Giuseppe Visaggio (professore Ordinario Dipartimento di Informatica Università di Bari) e Caterina Policaro (aka Catepol)
  • 2 keynote di Flora Amato (progetto finanziato da Telecom Italia) e Annibale D’Elia (staff Bollenti Spiriti Regione Puglia)

Se siete in zona ci vediamo là.

[Recensione] Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù

More about Lucani

Sai quei libri che compri per caso? Ecco, Lucani Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù di Angela Langone stava accanto alla cassa della libreria di Potenza dove io e husband stavamo comprando altri libri.

Vicino alla cassa e, mentre aspettavamo il nostro turno per pagare, cade l’occhio sul titolo e comincia lo sfottò. Amore ora me lo compro, voglio capirvi di più, a volte io da calabrese non vi riesco a seguire, oramai vivo qua…cose così. E lui: ma dai non ti basto io?

Amore, ma qui si parla dei difetti e delle peggiori virtù: è arrivato il momento di conoscerle per difendermi, prima che mi fagocitiate, qua in Lucania!

Ecco, un libro comprato per sfottò, orgoglio calabro che vuole approfondire difetti e virtù dei lucani che l’hanno adottata. Un libro agile e simpatico che si legge in pochissimo, un libro divertente, pieno di quei luoghi comuni che non pensavi fossero realmente così comuni da essere praticamente parte integrante del cosiddetto lucano DOC.

La giovane autrice, per scrivere un libro sui lucani, non poteva che essere figlia di lucani, pur vivendo nel milanese. E scrive benissimo. Ottimo stile.

La Basilicata, la regione che quando dici “sai io vivo a Potenza” nessuno riesce a collocarla bene tra Napoli, la Calabria e la Puglia. Si, da qualche parte sta. Là in mezzo. Regione inesplorata fino a poco tempo fa, un po’ meno forse dopo il film di Papaleo che, almeno qui a Potenza, ha fatto più incassi di Avatar, al botteghino.

Lucania che ancora non si capisce come ci si arriva (poi capisci perchè Cristo s’era fermato ad Eboli, non sarà mai passato il regionale per Potenza, si quello che ci mette così tanto tempo per fare Potenza/Salerno o viceversa che ad un certo punto ti sembra di non sapere più dove stai).

Quella sottile linea rossa che divide la Basilicata dal resto d’Italia.

Potenza: la sottile linea rossa

I lucani, così diversi dagli altri meridionali, sicuramente diversi da noi calabresi, questo permettetemelo. I lucani non amano il luogo dove sono nati. No, i lucani lo adorano. La Basilicata più che una regione è una comunità e la lucanità oltrepassa i confini geografici. I lucani nel mondo riescono a ritrovarsi e riconoscersi (vabbè questo capita anche ai calabresi, diciamolo).

Pare ci siano 1.600.000 lucani nel mondo (fatti due conti, no non vivono in Basilicata quindi).

Lucani si nasce e si resta. E loro, modestamente lo nacquero. (Poi dici che non faccio bene a precisare sempre che son calabrese di nascita, lucana di residenza!)

Il libro passa dalla storia della popolazione a quella dei luoghi che non si può non visitare capitando da queste parti. Bellissime le perle di cultura locale e i detti popolari spiegati a chi lucano non è.

Il lucano non si dilunga in chiacchiere quando vede un amico, si limita a dire “Offro io!” e guai a chi protesta. “Haggia pagà ‘i!”

Si starebbe proprio bene in Basilicata…se non fosse per la gente! 600.000 persone, la gente lucana, probabilmente tutti imparentati fra di loro!

Avere 2000 parenti significa all’incirca 8 matrimoni l’anno, 18 tra cresime, battesimi e comunioni, 13 funerali e bè…2000 compleanni! Ai matrimoni si riuniscono almeno 300 persone, il che significa stringere almeno 300 mani sudaticce o ruvide, baciare 600 guance accaldate, ricordare 300 nomi e cognomi di persone di cui non si sa più neanche il grado di parentela!”

Tradizioni e costumi ripercorsi simpaticamente nel libro, vale la pena leggere e sorridere di tutto e pensare “E’ vero, sono proprio così!”  Si trova poi nel libro “Lucani – Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù”  un capitolo dedicato alla donna lucana, permalosa e fiera, a capo di famiglie matriarcali da sempre. La mamma non si tocca, per un lucano è ancora più vero.

“La mamma lucana è una mamma lupa: la padrona della tana, protettiva come una crema solare, intransigente come un direttore del personale.”

Segue un capitolo ovviamente immancabile sui cibi e la cucina lucana. E’ lampante anche solo a chi è passato per poche ore in Basilicata che la cucina locale è soprattutto tanta! E anche buona. Ogni prodotto tipico degno di nota viene raccontato nel libro e ti fa venire veramente appetito e voglia di assaggiare. Dai cruschi all’Aglianico passando per molto altro.

Venite a trovarci, il lucano è sempre ospitale e desideroso di farvi assaggiare (vabbè dai anche il calabrese è così, concedetemelo). Venite a trovarci. Il lucano non ama aver la casa vuota, il lucano deve sempre offrirti qualcosa. Guai a te se non accetti, forestiero.

Lucania terra di contadini, poeti, briganti ed emigranti ma raccontata con il cuore e l’orgoglio di discendere da genitori lucani.

In fondo al libro anche un piccolo manualetto di lingua lucana per sopravvivere in caso di permanenza sul territorio. Utilissimo anche a me che vi risiedo, mica è facile capire i lucani quando parlano fra loro senza considerare che te, magari, sei calabrese e non è che afferri proprio tutto dei discorsi.

“Sembrerete dei veri lucani se… al posto di chiedere “Come ti chiami?” direte “A chi sì figl’?”

Poi alcuni brevi simpatici ritratti dei lucani come noi, per meglio dire dei lucani famosi della storia passata e presente, da Orazio a Beniamino Placido, passando per molti altri.

Libro gradevolissimo e che consiglio. Piacevole acquisto per caso, piacevole lettura.

Per chi avesse conosciuto lucani e volesse approfondire le caratteristiche peculiari di questa regione e dei suoi abitanti, per sorridere ed imparare. Per essere preparati quando passate da queste lande.

Cosa vuoi di più dalla vita? Ah io nulla. Il lucano già ce l’ho!