Archive for 13/06/2010

Italiano for dummies

Italiano di base per stranieri: le frasi fondamentali per cavarsela in Italia.
Molto carino il video. Enjoy!

Twitter: lo screenshot di un Tweet si fa così

Immagine 10

Per creare immediatamente uno screenshot, una immagine jpg di un qualunque Tweet di Twitter , un piccolo trick, un trucchetto per voi, courtesy di  Haochi Chen (via Digital Inspiration):

Al posto di Twitter.com nella barra del permalink del Tweet, inserisci chen.vc


Esempio:
http://twitter.comchen.vc/webeconoscenza/status/16148399354

Riassumendo: per trasformare un tweet in una immagine o per fare uno screenshot basta aprire il tweet nel browser, sul permalink sostituire twitter.com nella barra degli indirizzi con chen.vc e cliccare invio.

Il risultato è il seguente:

Il browser aprirà una immagine JPG del tweet selezionato, immagine che possiamo facilmente includere in un post, su un sito ecc. oppure inviarla rapidamente via email.

Ovviamente se il tweet appartiene ad un account protetto, col cappero che ottenete lo screenshot.

Il mio Ignite al Barcamp InnovatoriPA 2010

Il mio primo IGNITE al Forum PA – Barcamp Innovatori PA -19 maggio 2010 – Roma. Una provocazione: social network nella PA si o no? Vietarli o educare all’uso? Enjoy!

A plagiarism carol: copiare è male!

Un video tratto dai consigli agli studenti riguardo alla stesura di tesi e lavori didattici di una università norvegese http://sokogskriv.no/ (via elearning blog)

Nel video una bellissima parodia Dickensiana. Il Christmas Carol che diventa un Plagiarianism Carol.

Il plagio è male. Copiare senza citare è male. A scuola, all’università ma anche in blogosfera. A farsi belli con i contenuti altrui, siam bravi tutti. Metterci del nostro è ovviamente più impegnativo.

Vi racconto un po’ il video dato che è in norvegese, sottotitolato in inglese.

E’ molto, molto carino! L’università che invita a seguire le linee guida per la stesura di tesi ed elaborati. E lo fa con “A plagiarism carol”.

Cosa accade ad uno studente a cui è assegnato un paper da elaborare e consegnare quando per vari motivi tergiversa a tal punto da arrivare a ridosso della scadenza di consegna senza aver scritto una parola?

Facile: apre Google, scrive dentro l’argomento, aspetta i risultati di ricerca utili, poi va di copia e incolla dei contenuti dentro il suo paper.

Quanti studenti lo hanno fatto e lo continueranno a fare? Copiare e incollare contenuti altrui da internet spacciandoli per propri. Fino a che qualcuno non se ne accorge.

Si chiama plagio. Usiamo il termine corretto. Nel video a questo punto appare il fantasma del plagiarism che spiegherà allo studente cosa può accadere a chi copia dei contenuti e li diffonde come suoi.

Colto in flagranza di copiatura, infatti, lo studente protagonista del video, accompagnato dal fantasma,  va incontro all’umiliazione (nel suo caso, essendo un paper universitario, è un vero e proprio reato) e poi all’espulsione dal corso di studi.

Lo studente però non è convinto, dice che tanto nessuno viene poi beccato, si copiano paper e tesine dalla notte dei tempi.

Il fantasma gli risponde che è solo fortuna e che non va sfidata così spesso. Nel video, poi, una macchina antiplagio, arma segreta in possesso dell’università, passa in scansione centinaia di migliaia di testi per trovare quelli copiati.

Scenari apocalittici per chi viene scoperto.

Il fantasma del plagio chiede poi allo studente se ha mai pensato, invece, anzichè copiare e rubare contenuti, di produrne di propri, verificati e completi.

Sai quanto puoi andare lontano senza copiare, ma con le tue idee e con una preparazione adeguata nel tuo campo di specializzazione?

Simpatici i consigli finali per evitare il plagio:

- se citi qualcuno, usa le tue idee o cerca di esplicitare quelle degli altri

- fai sempre riferimento nel tuo testo alla fonte da dove derivano le idee che scrivi

- se scrivi “Essere o non essere” – Shakespeare stai citando. Se scrivi solo “Essere o non essere” stai copiando. E questo  è plagio.

- Cita! Cita! Cita!

- Mentre scrivi tieni sempre aggiornato l’elenco delle fonti che hai reperito e che stai utilizzando…

Insomma, consiglio la visione e la diffusione del video. Enjoy!

[Recensione] Comunicare con Twitter di Luca Conti

More about Comunicare Con Twitter

Ringrazio subito Luca Conti per la copia di “Comunicare con Twitter” inviatami tramite Hoepli. E lo ringrazio anche per avermi intervistato in merito a Twitter e per aver inserito il tutto tra le pagine del suo libro.

“Comunicare con Twitter” si legge bene, scorre facilmente, Luca ha la capacità di essere divulgativo e chiaro nello spiegare come funziona Twitter.

E’ un libro che va bene, infatti, sia per chi conosce Twitter e già lo usa, sia per chi, incuriosito da questo nuovo strumento, si accinge ad utilizzarlo per la prima volta.

I primi vorranno approfondire il discorso sui possibili utilizzi che comunicatori, aziende, giornalisti, professionisti dovrebbero cominciare a mettere in atto e troveranno capitoli per i loro denti.

I secondi vorranno cominciare quasi da zero, dal che cos’è al come si usa. Troveranno anch’essi spiegazioni dettagliate, esempi ecc.

Twitter è oramai sinonimo di comunicazioni e conversazioni praticamente in tempo reale dentro e fuori la rete.

Ho raccontato più volte su questo blog la potenza dei messaggi di 140 caratteri che ci rendono capaci di trasmettere con rapidità notizie, stati d’animo, opinioni o testimonianze su fatti o eventi che accadono attorno a noi e allo stesso tempo di leggere quanto viene twittato da ogni parte del mondo.

Twitter è quindi il modo più semplice per essere sempre aggiornati, dal computer o dal telefono cellulare: il filtro e l’autorevolezza lo fanno le stesse persone e la rete sociale di contatti che man mano ogni utente Twitter crea attorno a sè. Luca Conti, però,  prospetta anche un mondo di comunicazione online in cui su Twitter troviamo (e possiamo seguire agevolmente) anche testate giornalistiche, aziende o istituzioni che godono della nostra fiducia e attenzione.

Nel capitolo 3 troviamo tutte le spiegazioni riguardanti Tweet, Retweet, Follower & Following, Ashtag, Reply, DM ecc.

Un po’ come dire: prima di usare lo strumento, impariamone il linguaggio. Nel caso di Twitter è tutto molto semplice, l’utente ci prende facilmente la mano e, una volta creato l’account e cominciato a decidere chi vale la pena seguire, può entrare a pieno titolo nella Twittosfera.

A pag. 42 alcuni esperti, tra cui io, danno consigli per utilizzare al meglio Twitter.

Il mio consiglio è questo: cercare qualcuno da seguire oltre i propri amici e contatti, magari qualcuno che twitta o si occupa di argomenti che ci interessano, leggerli e, dopo qualche giorno di conoscenza e lettura, provare ad interagire con essi contattandoli con un DM o con un reply. Insomma: osservare, capire come funziona, usare e cominciare a conversare. That’s Twitter!

Dal capitolo 4, Luca Conti comincia a spiegare i possibili usi professionali di Twitter, le strategie comunicative da adottare, le tipologie di comunicazione mediante Twitter, l’integrazione con gli altri canali del web 2.0, l’ottimizzazione del mezzo ecc.

A pag. 75 e per ben 3 pagine l’intervista che Luca mi ha fatto. Il punto di vista di Caterina Policaro, utente esperto.

Ovviamente non solo l’unica intervistata nel libro. Quasi in ogni capitolo, Luca ha chiesto e pubblicato il parere di utenti esperti di twitter. Trovate anche le interviste a Andrea Colaianni, ad esempio, o Marcello Cividini, Paola Bonomo, Luca Tremolada, ma anche ad esempio Jeffrey Hayzlett di Kodak. E non solo.

Ci trovate tutti tra le pagine di “Comunicare con Twitter” a spiegare cosa è Twitter per noi, come lo usiamo, come si potrebbe utilizzare, cosa ci vediamo nel suo futuro, che utenti consigliamo di seguire ecc.

Il capitolo 6 è dedicato al come ascoltare su Twitter. Il capitolo 7 alla conversazione ed al confronto.

Più siamo capaci di valorizzare la conversazione pubblica nella quale siamo immersi, più valore saremo in grado di estrarre dalla conversazione stessa, dice Luca.

Il capitolo 8 è dedicato a promozione e marketing mediante Twitter, il capitolo 9 a giornalismo e informazione ai tempi di Twitter. Capitoli ricchi di esempi di account e best practices. Utilissima a pagina 152 la scheda che spiega come verificare l’attendibilità delle fonti delle notizie e delle informazioni che viaggiano attraverso Twitter e vari retweet.

A pag. 164 poi, troviamo un bel po’ di consigli utili dedicati ai giornalisti che Twittano o vogliono integrare anche Twitter nella loro professione.

Il libro prosegue con capitoli dedicati al trovare lavoro anche mediante Twitter, alla gestione della propria reputazione online sia per l’utente semplice ma soprattutto per le aziende, a diversi esempi di utilizzo di Twitter nel settore pubblico e nel privato o nel terzo settore, all’intrattenimento ecc.

Luca suggerisce anche diversi account da seguire ai suoi lettori, suddivisi per categorie di possibile interesse o settore.

Appendice al libro sono tutte le applicazioni che contornano l’universo Twitter e lo espandono (ad esempio quelle per inviare foto e video, per gestire sondaggi, per fare analisi ecc.). Ogni applicazione ha una breve scheda di descrizione, in modo da comprendere subito cosa fa ed a che serve.

Nel capitolo 15 Luca prospetta anche le diverse alternative a Twitter (Friendfeed, Facebook e anche l’italianissimo Meemi).

Insomma un manuale su Twitter, annessi e connessi, veramente completo e che consiglio. Di lettura immediata: non è un libro tecnico per addetti ai lavori o per persone già esperte di internet e social media. E’ un testo per tutti, divulgativo e chiaro, ricco di approfondimenti e link da esplorare, la cui lettura invita a esplorare poi direttamente.

Come ogni tecnologia, il bello o il brutto di Twitter non è Twitter ma è l’uso che l’utente ne farà. Le possibilità e le opportunità offerte da questi strumenti di comunicazione, sono enormi.

La tecnologia abilita servizi e apre nuove frontiere. Sta poi all’uomo, a noi, usarle con consapevolezza e intelligenza.

Buona lettura! E grazie ancora a Luca per avermi inserito dentro questo libro su Twitter, in più momenti.