Archive for 25/05/2010

Icone del web 2.0

Com’è come non è, si finisce sul Corriere di oggi 29 Maggio.
Formato icona, formato avatar, a corredo di un articolo sulla privacy e la sicurezza in Facebook.

Una foto di repertorio: non è la prima volta che i nostri vecchi avatar di Twitter (almeno 3 anni fa, la mia foto è del 2007) appaiono a corredo di un articolo (online soprattutto).

Io son quella in bianco e nero a sinistra del titolo…la quarta dal basso, la quinta dall’alto, accanto alla parola “per”.

Quante icone del web riconoscete?

Oramai questa immagine è il punto di riferimento quando si parla di socia media sui media.

Icone del web sul corriere

Wikipedia e blocco utenti Meemi: aggiornamenti

Aggiornamento su Wikipedia vs Meemi.

Varie ed accese sono le discussioni in corso in merito alla questione nel web sociale (quindi su diversi blog, su Friendfeed (@wolly, @gigicogo), su Twitter…soprattutto)

Ufficialmente (fonte Wikipedia, Frieda Brioschi che ringrazio per le spiegazioni che mi sta dando in mail):

- Gli utenti bloccati son stati sbloccati e hanno avuto modo di dire finalmente la loro sulla questione:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Segnalazioni_di_gruppo/20100526

- L’amministratore “incriminato” per il blocco infinito “a prescindere” anche a utenti che non c’azzeccavano nulla, si è preso una segnalazione (che in Wikipedia pare sia un grande segnale) http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Amministratori_problematici/Gliu/2

- La riflessione sull’accaduto in Wikipedia  non è ancora terminata, stanno
discutendo lo “strumento” che è stato usato, cioè il blocco di gruppi di utenze dette programmatiche:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Questa_volta_per_bene:_utenze_programmatiche_e_segnalazioni_di_gruppo

Le questioni Wikipedia le risolve al suo interno.

Prima di esprimere altre opinioni (non cambia quello che penso in merito al blocco infinito e di gruppo scritto su su Wikipedia vs Meemi e spiegato ulteriormente anche nei commenti), mi chiedo e vi chiedo di leggere tutto ciò che vi segnalo.

Di mio aggiungo, per ora, solo che la rete non è Google, la rete non è Facebook, la rete non è Wikipedia. Anche se la gente magari pensa che la rete o internet sia una di queste 3 cose.  La rete non vive “solo” dentro questi 3 grandi contenitori.

La rete è fatta di persone che la abitano e conversano sul web sociale. Le conversazioni vanno ovunque e prendono rivoli diversi. E vanno presidiate.

Ricordo solo che il punto spinoso della questione non è mai stato la presenza o meno della voce Meemi su Wikipedia, ma il successivo blocco utenti multiplo senza possibilità di spiegazione o intervento, fino all’avvenuto (e doveroso IMHO) sblocco.

[Recensione] La cittadinanza digitale

More about La cittadinanza digitale

Recensire un libro di un amico non è semplice.

Si tratta del libro “La cittadinanza digitale” di Gigi Cogo.

Cominciamo dalle informazioni di base per rompere il ghiaccio: lo trovate nelle librerie online (ma anche in tutte le altre). Edizioni della sera – Ibs – Libreria Universitaria – Webster L’introduzione è disponibile e social, per i curiosi.

Recensire il libro di un amico non è semplice, dicevo. Sei portata a parlarne bene, a prescindere. Come potresti parlar male di un libro con dedica autografata e personale?

Un libro del quale l’autore, nel corso di questi ultimi mesi, si era premurato di condividere, a mo’ di spoiler, qualcosa sul suo blog e qualcos’altro in privata sede.

Un libro che ho avuto in mano al BarcampInnovatori, cominciato attendendo in macchina il mio accompagnatore e praticamente divorato. Non è un tomo, scorre molto velocemente, Cogo scrive bene, discorsivo, facile, comprensibile da tutti.

Non bisogna essere “tecnici” o fortemente addentrati nelle dinamiche della Pubblica Amministrazione per leggere “La cittadinanza digitale” di Gigi Cogo.

Basta essere cittadini e abituati ad avere a che fare con le tecnologie (telefonini, computer, internet) ogni giorno. Il cambiamento in atto che tutto ciò porta nella nostra quotidianità è riconoscibilissimo.

Da cittadini pretendiamo servizi dalla Pubblica Amministrazione, non tecnologie che ci stupiscano con effetti speciali. Servizi facilmente utilizzabili, usabili, semplici, naturali, che ci risolvano problemi.

Il libro di Gigi prova a raccontare questo passaggio epocale, questo nuovo umanesimo in atto, questa nuova epoca che si apre con la partecipazione dei cittadini al centro del sistema.

La Cittadinanza digitale come estenzione della cittadinanza che possediamo da sempre (con ovviamente diritti e doveri).

La tecnologia che abbiamo in tutte le case, che abbiamo già in mano, che influenza l’organizzazione delle nostre giornate, delle nostre relazioni, del lavoro e del tempo libero.

Nativi digitali, reti sociali, web sociale e partecipazione. Esempi soprattutto stranieri di partecipazione dei cittadini attraverso Internet e vari canali.

La consapevolezza che un nuovo umanesimo è possibile, l’uomo torna al centro dell’universo grazie alla rete.

Confesso: mi piacciono veramente molto i primi due capitoli, quelli in cui il paradigma dell’umanesimo digitale viene declinato partendo da molto lontano!!

Ma non era un libro che parla di tecnologia, vi starete chiedendo?

Si, anche. Infatti i capitoli 4 e 5 sono belli e tecnici. Ma ci arrivo fra poco.

I primi due capitoli e l’importanza della trasmissione delle informazioni nella storia, dell’evoluzione della comunicazione. Di Petrarca primo blogger della storia, linkato in vita da Boccaccio, Boccaccio che a sua volta è il primo organizzatore di Barcamp della storia col suo Decameron, dove ognuno dei presenti ha avuto modo di presentare la sua storia, Barcamp di cui ancora oggi leggiamo in giro echi e post.

Il web 2.0 che permette a chiunque di accedere e dare il suo contributo per la costruzione della nuova coscienza collettiva.

L’affermazione dell’economia immateriale nel capitolo 3. Google, l’economia della conoscenza, il Clutrain Manifesto, la banda larga, le infrastrutture a supporto della mobilità dei cittadini. Le trasformazioni in atto, la qualità della vita, l’esempio di Venezia, Michele Vianello.

Tutto un discorso facilmente seguibile che ti spiega e ti fa capire perchè le istituzioni debbano concorrere a realizzare modelli veramente smart di innoazione al servizio dei cittadini.

Nel capitolo 4 troviamo un excursus che ci accompagna per mano nel passaggio dall’eDemocracy all’eGovernment. Un occhio alla legislazione, un altro ai cambiamenti e al nuovo approccio multicanale al servizio del cittadino digitale che ha tutto il diritto di avere una Amministrazione al suo servizio.

Il cittadino digitale non vuole sapere su quali tecnologie all’avanguardia la sua Amministrazione abbia investito. Il cittadino digitale vuole un servizio che funzioni, sa giudicare solo quello.

Gigi Cogo racconta esperienze e best practices, poi spiega l’interoperabilità, il come tecnicamente possa funzionare, il cosa bisognerebbe fare.

Diventa tecnico, per addetti ai lavori, a questo punto il libro pur rimanendo leggibile e divulgativo. Un po’ noioso forse, per la tecnicità dei termini, ma comprensibile.

Il modello italiano viene presentato e raccontato.

Il capitolo 5 ha un titolo che è tutto un programma: “Oh my Gov!”

Il cittadino digitale che ha compreso i suoi diritti e che si assume l’onere dei suoi doveri.

L’esempio di Obama; le persone sono sui social network siamo noi a dover andare là dove si trovano e non viceversa. Web partecipato, linguaggi digitali che abilitano il cittadino al dialogo e non solo alla mera consultazione dei dati.

Open Govenment, Open Data: dati pubblici dell’amministrazione da rendere utilizzabili e aperti per tutti. Dati che appartengono alla razza umana.

Concludendo e sperando di non aver spoilerato troppo il libro “La cittadinanza digitale” , come Gigi credo di poter affermare che non è la tecnologia il vero problema, oramai si può fare veramente tutto e mettere su sistemi informatici per gestire la complessità della  Pubblica Amministrazione.

Il cambiamento di paradigma è nei processi, è nel valore della collettività.

Buona lettura!

Wikipedia vs Meemi: non permette la voce e offende i suoi utenti

Avete presente Meemi? Il social network o servizio di microblogging che dir si voglia, tutto italiano? (Ne ho parlato qui http://www.catepol.net/2008/03/04/meemi-micro-blogging-tutto-italiano/, qui http://www.catepol.net/2008/05/25/meemicom-utilita-della-conoscenza-condivisa/, qui http://www.catepol.net/2009/05/05/meemi-e-tutto-nuovo/, qui http://www.catepol.net/2009/01/28/novita-in-casa-meemi/ e qui http://www.catepol.net/2009/02/17/meemi-pubblicita-progresso/comment-page-1/)

E soprattutto questi sono i numeri di Meemi, presente sul web italiano da almeno 3 anni. Non è che sia proprio sconosciuto, come sapete.

Bene, ve la sintetizzo. Il fatto è grave, gravissimo.

Su Wikipedia qualcuno degli stessi utenti Meemi ha provato a creare giustamente la voce Meemi (esiste per Twitter, Facebook e, diciamocelo, esiste una voce Wikipedia per qualuque cazzata 2.0 e non che vi venga in mente).

La voce “Meemi” viene creata prendendo esempio dalla struttura delle voci di altri Social Network quali Facebook, FriendFeed e Twitter…

E visto che ne abbiamo l’immagine, giudicate voi se abbia o meno diritto di stare su Wikipedia.

Due amministratori di Wikipedia decidono “arbitrariamente” in pochi minuti dalla pubblicazione che è pubblicitarie e un utente propone la pagina per la cancellazione: la voce sarebbe promozionale e non enciclopedica.

4:58, 2 apr 2010 Guidomac (Discussione | contributi) ha cancellato “Meemi” ? ((C4) Contenuto palesemente non enciclopedico oppure promozionale, CV)

Ok, ci può stare. No non ci può stare.  Leggete anche qua per approfondireE anche questo post ancora.

Il bello è che era già successo a febbraio, pagina creata da Alex e poi bannata.

Il problema è che subito dopo è cominciato il blocco degli utenti che provavano a segnalare e/o a contribuire alla costruzione della pagina Meemi su Wikipedia.

Leggete qui su Wikipedia lo svolgimento dei fatti e le motivazioni della cancellazione.

Non solo.

Chi ha provato a segnalare la cosa a Wikipedia è diventato “utente problematico” ed è stato bloccato. Alla faccia dell’enciclopedia libera.

Qui potete leggere tutta la discussione sui bloccati.

Vi rendete conto che hanno bloccato anche Enrico/Capobecchino l’amministratore/fondatore/gestore di Meemi??

Ma leggiamo insieme alcuni stralci della pagina dove gli utenti bloccati vengono offesi e non hanno nemmeno più modo di rispondere:

tre utenti sono stati bloccati infinito per alterazione del consenso in una procedura di cancellazione a cui non hanno preso parte!!! –Snowdog (bucalettere) 10:30, 26 mag 2010 (CEST)

Brutta storia, una vera e propria lobby… Direi che conferma l’intento promozionale e l’azione coordinata degli utenti nell’alterazione del consenso.–Marte77 12:29, 26 mag 2010 (CEST)

le mosche vanno scacciate come i B52.–Marte77 14:30, 26 mag 2010 (CEST)

Il resto lo trovate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Segnalazioni_di_gruppo/20100526

Valutate voi.

Secondo me la gestione della cancellazione, blocco utenti e discussione sugli utenti problematici è stata fatta in fretta e male. E i fatti che vi riporto sono gravi.

Invito i diretti interessati, che mi leggono, ad aggiungere altri dettagli di quanto è accaduto che potrei aver dimenticato in questo post.

Enrico intanto aspetta ufficialmente i chiarimenti della faccenda (dato che essendo bloccato non può farlo su wikipedia e dato che non gli rispondono neanche via mail).

Invito tutti a diffondere la storia. Alla faccia dell’enciclopedia libera. Libera quando e come pare a loro.

Stipendi PA Comparto Scuola: la procedura di accesso

Stamattina mi son trovata a svolgere la procedura che per pigrizia rimandavo. Da aprile in poi, il cedolino dello stipendio non mi sarebbe arrivato più sulla email @istruzione.it e io lo sapevo e non lo sapevo.

Lo sapevo per sentito dire: sai com’è le notizie di questo tipo nel mondo della scuola viaggiano alla velocità del “Oh mamma mia e ora dove lo prendo il cedolino?” Notizie che passano di bocca in bocca e che proseguono in “Sai come si fa, tu che sei brava con il computer?” e cose così.

Lo sapevo perchè ho la fortuna di ricevere notizie di prima mano in famiglia e quindi, di straforo, avevo anche un fogliettino con la procedura.

Lo sapevo ma non ufficialmente. Quindi non lo sapevo.

Nessuna circolare m’è passata di mano a scuola (ma magari sono io che son distratta).

Nessuna circolare m’è passata ufficialmente sotto gli occhi (ma magari sono io che non mi so informare su internet e cercare le cose).

Altri colleghi chiedevano la procedura (allora vedete che non son rimasta indietro solo io?)

Se (tu Pubblica Amministrazione) interrompi un servizio o lo trasformi in altro, magari nell’ultima mail che mi mandi mi spieghi il da farsi. A me ed alle migliaia di persone interessate da questo cambiamento e meno avvezze di me ad usare internet e computer.

Migliaia di persone tutte fornite di un indirizzo mail istituzionale su cui fino a ieri ci mandavi il cedolino, indirizzo mail che abbiamo tutti “dovuto” imparare ad aprire e consultare, tra il personale della scuola.

Nulla.

Ho controllato: ultima mail ricevuta da sptmodelli @ tesoro.it (mail dalla quale arrivavano i cedolini online fino ad Aprile) è quella del cedolino dello stipendio di Marzo. Solito testo che ti spiega in burocratichese come aprire il PDF (ma chi li pensa questi testi? ma avete idea che all’utente medio dovete dire al massimo un “Clicca qui”??), PDF in allegato, fine.

Nessun avviso del cambiamento in atto. Alla faccia della trasparenza della PA.

Chi lo doveva dire e spiegare a tutto il personale della scuola che da aprile (e a scaglioni):

Per rendere più agevole al personale della scuola il progressivo abbandono del servizio di invio del cedolino elettronico via mail, il Service Personale Tesoro ed il MIUR hanno concordato un calendario che regolamenta la tempistica di registrazione al portale Stipendi PA. Dal mese di Marzo tutto il personale della scuola potrà avviare la necessaria registrazione (link accesso) a questo portale per poter visualizzare il cedolino on-line pur continuando a ricevere il cedolino via mail o cartaceo.
A partire dal mese di Aprile si provvederà alla sospensione graduale dell’invio del cedolino via e-mail o cartaceo (sostituiti definitivamente dal cedolino on-line) in base alla dislocazione territoriale del personale della scuola secondo le seguenti modalità:
· a decorrere dalla rata di competenze fisse di aprile 2010 sarà sospeso il periodo di parallelo per il seguente gruppo di regioni: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.
· a decorrere dalla rata di competenze fisse di maggio 2010 sarà sospeso il periodo di parallelo per il seguente gruppo di regioni: Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna, Abruzzo, Molise.
· a decorrere dalla rata di competenze fisse di giugno 2010 sarà sospeso il periodo di parallelo per il seguente gruppo di regioni: Friuli Venezia Giulia, Liguria Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano, Veneto.

Ma magari sono io che son distratta.

Stamattina ho affrontato la procedura. Come se fossi un utente qualunque, l’utente medio, il prof medio della scuola italiana.

Ci si mette più di 10 minuti, partendo da zero. Cioè dalla domanda: “Che devo fare ora?”

Non è esattamente quello che si dice una procedura semplice a prova di utente inesperto.

Ve la riporto, come pubblica utilità.

Si comincia da qui https://stipendipa.tesoro.it/

Per entrare nell’area riservata occorre un identificativo e una password.

Non ce l’hai ed è la prima volta che accedi?

Panico? Bene, in home hai tre notizie: clicca su “Accedere per la prima volta” in basso per capire come fare. Vi riporto il testo:

Per utilizzare i servizi del portale è necessario essere registrati!
Se non hai la Carta Nazionale dei Servizi la tua modalità di registrazione è con Codice Fiscale e Password. Questa procedura è necessaria SOLO la prima volta che ti registri.

Ecco la procedura per accedere:
1. Assicurati di avere vicino gli ultimi due cedolini ricevuti (se non li possiedi devi rivolgerti all’Ufficio che amministra la tua partita di stipendio per ottenerli. In alternativa puoi contattare l’assistenza attraverso il canale e-mail o il numero verde fornendo obbligatoriamente, nel rispetto della legge sulla privacy, il codice identificativo (dove trovo questo numero?) di almeno uno dei cedolini trasmessi nell’arco dell’anno)
2. Clicca sul collegamento testuale “Codice Fiscale e Password” presente nel box “La tua area riservata” in alto a sinistra di questa pagina
3. Inserisci nel campo “Codice Fiscale” il tuo Codice Fiscale, presente in alto a sinistra del tuo cedolino (dove lo trovo?)
4. Inserisci nel campo “Password”, il tuo Numero Partita (o Numero Iscrizione) presente nel Cedolino (dove trovo questo numero?); se hai più numeri partita inserisci sempre il numero più basso (Es: tra il num. partita 01239876 e il num. partita 02233216, inserisci come prima password il num. 01239876). Il numero di partita deve contenere 8 caratteri comprensivi degli zeri iniziali quando presenti
5. Inseriti i due dati, clicca sul pulsante “Login”
6. Ora, per completare la procedura, devi prendere dagli ultimi due cedolini il dato in alto a sinistra chiamato “ID” (dove trovo questo numero?) ed inserirlo, facendo attenzione ad inserire correttamente TUTTI gli zeri e le lettere MAIUSCOLE.

Ti consigliamo, terminata questa procedura, di PERSONALIZZARE la tua password, inserire la Domanda Segreta e la MAIL, per permettere il recupero rapido della password in caso di smarrimento.
RICORDA: per motivi di sicurezza la tua Password dovrà essere rinnovata ogni 180 giorni!

Ora ve lo dico a parole mie.

Procedura per la registrazione e l’accesso a StipendiPA, ai propri cedolini stipendio, ai propri CUD ed ai 730:

1. Vai qui https://stipendipa.tesoro.it/secureoam/jsp/login/login.jsp

2. Inserisci il tuo codice fiscale

Se non conosci a memoria il tuo codice fiscale, lo trovi sul cedolino di uno stipendio precedente:

3. Inserisci password. La password è il Numero Partita o Numero di Iscrizione. Lo trovi sul cedolino in alto a destra:

4. clic su LOGIN

5. Inserisci nella schermata successiva almeno 2 ID su tre dei cedolini precedenti (relativi ai mesi di Aprile 2010, Marzo 2010, Febbraio 2010). Nell’apposito campo relativo ad ognuno di essi.

L’ID del cedolino lo trovi sul cedolino in alto a sinistra:

6. ATTENZIONE: puoi fare solo 5 tentativi, non sbagliare ad inserire ID o codice Fiscale.

7. Il sistema ti chiede di inserire una domanda per recuperare eventualmente la password, una password personalizzata di minimo 8 lettere formata da lettere e numeri, una eventuale email su cui ricevere comunicazioni

8. Sei finalmente dentro!

9. A sinistra trovi un menù da cui accedere a

- Visualizza Cedolini

- Visualizza CUD

- Visualizza 730

10. Ogni documento è scaricabile in formato PDF.

11. Adesso quando rientri sul portale la password è quella che hai inserito tu, non devi mettere più il numero partita del cedolino, serve solo la prima volta.

Vi posto il link ufficiali alle guide online:

  • » Guida per accedere al sistema (Versione completa)
  • Guida: Accedi con Codice Fiscale e Password
  • Guida: Accedi con Carta Nazionale dei Servizi
  • Guida: Recupero password
  • Guida: Modifica dati personali
  • Guida: Abilitazione salvataggio Cookie
  • » Guida alle funzionalità del sistema (Versione completa)
  • Guida: Visualizza Cedolini
  • Guida: Visualizza CUD
  • Guida: Visualizza 730
  • Guida: Domande ricorrenti e Aggiornamenti
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