Archive for 03/04/2010

Google Buzz e la privacy. Finalmente.

Chiunque abbia un account Gmail è diventato utente Google Buzz, con possibilità di condividere, seguire, farsi seguire e, soprattutto, localizzarsi e leggere quanto condividono gli utenti Buzz in quella particolare zona. Il tutto integrato dentro la mail di Gmail.

Finalmente, dopo aver dovuto cambiare il tiro più volte rispetto a quanto pubblico o meno sia ciò che ci si può condividere, Google Buzz spiega la privacy  ai suoi utenti (mediante alcuni consigli e un video).

Consigli che possono essere generalizzati anche per altri social network, se vogliamo.

  • Mantenere private le informazioni che devono essere private – Non ascoltare Mark Zuckerberg e la totale NO PRIVACY di Facebook a cui mira. Che sia pubblico ciò che vuoi sia pubblico e che sia privato ciò che deve essere privato, o condiviso solo cono pochi, scelti da te.
  • Conoscere chi ci segue – Cerca di monitorare e impostare bene il tuo account Gmail e cerca di capire quante informazioni vuoi o meno correlare al profilo Buzz pubblico.
  • Controllare il Profilo Google – Google  ti permette di controllare ciò che vuoi mostrare pubblicamente, ciò che gli altri possono vedere di te. Sappi che basta condividere solo nome e cognome, non sei obbligato a condividere altro o a far vedere tutto. Basta condividere anche solo il nickname sul profilo pubblico.
  • Gestire post e commenti – Google Buzz ti permette di editare o concellare tutti i commenti che lasci sotto i tuoi stessi post, cancellare anche i commenti che altri utenti lasciano sotto i tuoi post e cancellare i tuoi commenti sotto i post degli altri.  Fallo quando serve.
  • Sapere come chiudere tutto – Nelle impostazioni di Gmail trovi anche l’opzione per rimuovere Buzz da Gmail, tenerlo attivo solo sul telefonino oppure disabilitarlo completamente. Disabilitare completamente Buzz comporta la rimozione del tuo profilo Google e la cancellazione di tutti i commenti e i post associati al tuo account. A mali estremi…

Il futuro del lavoro, il lavoro del futuro

Il futuro del lavoro. Un video di oDesk – Changing How the World Works. http://www.odesk.com

Consideriamo per un attimo un fatto: 10 anni fa non esistevano i Social Network. 10 anni prima non avevamo nemmeno internet.  Nel 2010 ci sono persone che lavorano nel marketing, nella comunicazione online, nel settore della telefonia mobile…Mestieri che 20 anni fa non esistevano e non erano neppure pensabili.

Chi sa che tipo di lavoro farà la gente tra 20 anni? Il futuro del lavoro come sarà?

Il futuro del lavoro sarà trasparente, si potrà realmente misurare la produttività di ognuno?

Il lavoro non sarà solo più il “luogo di”. Già oggi possiamo lavorare ovunque noi siamo grazie a internet. Ancor di più, nel futuro il “luogo di lavoro” sarà una questione di secondaria importanza.

Nel futuro del lavoro non importerà il possesso del titolo di studio più alto possibile, perchè l’informal education sarà accessibile per tutti, ovunque. Molto più di ora. Nel futuro del lavoro, nel tuo lavoro del futuro conterà quello che realmente hai imparato, non il pezzo di carta conquistato.

Non ci saranno più scuse. Non potrai non sapere. Non potrai non collaborare. Non si potrà fare a meno del crowdsourcing e della rete.

Il futuro del lavoro è on demand. Fatti trovare con le tue competenze. Il lavoro del futuro è un team virtuale, di cui farai parte come il pezzettino del puzzle che nell’organizzazione compete solo a te.

Il futuro del lavoro sei TU.

(il futuro dell’umanità invece lo trovi qua)

Facebook Etiquette: regolette per taggare gli altri

Facebook Etiquette Part 1: Facebook Tagging Etiquette from Nick O'Neill on Vimeo.

Da AllFacebook prendo questo video sulla Facebook Etiquette riguardo il tagging, l’operazione di taggare nelle foto (o nei video) altri utenti Facebook. Alcune regolette base per taggare qualcuno su Facebook riassumibili nel primo comandamento del taggare su Facebook di catepol:

“Non taggare altri come non vorresti essere mai taggato tu”

Regola 1: non taggare i tuoi amici in nessuna foto inappropriata (alla loro persona, al ruolo che rivestono, alla visione di mamme, nonne e zie)

Regola 2: non taggare i tuoi amici in foto false (fotomontaggi, fake ecc.) ed inappropriate alla vista di altri, anche se è uno scherzo. GLi altri che leggono, che ne sanno?

Regola 3: non taggare i tuoi amici in foto con descrizioni “ambigue”

Regola 4: chiedi permesso ai tuoi amici per il tagging in determinate foto (che potete tranquillamente condividere tra voi senza il tagging e quindi la condivisione a mezzo mondo)

Regola 5: ogni utente su Facebook ha il diritto di staggarsi da foto in cui non vuole essere nominato (quindi taggato)

Regola 6: non ri-taggare gli amici che si staggano da una foto che hai pubblicato tu (ma proprio non capisci?)

Regola 7: la foto in cui è taggato un amico (anche se è uno scherzo innocente, fatto così per ridere) può essere vista da mogli, mamme, nonne, zie ecc. Prima di taggare qualcuno, pensa. Puoi metterlo nei casini solo con un tag. Vorresti fosse fatto a te?

Regola 8: NO. NO. NO al tagging di spam. Mai taggare mezzo mondo in una foto in cui stai spammando qualcosa (un prodotto, un evento, gli auguri ecc.). MAI. (Parlo proprio con te che a Natale, Pasqua, San Valentino, Festa delle Donne, ecc. mi tagghi in una foto a tema pensando di far cosa gradita facendo gli auguri a mezzo mondo così. Ti viene mai in mente quanto sia fastidioso ricevere le millemila notifiche dei commenti lasciati dai millemila taggati che rispondono “Grazie per gli auguri, ricambio!” ?????).

Regola 9: Non taggare nessuno in note irrilevanti o inutili. Cosa ce ne frega che il tuo gatto ha starnutito e tu lo racconti in una nota?

Regola 10: Tagga qualcuno nello status solo se vuoi che partecipi ad una discussione, se la discussione lo riguarda, se vuoi il suo parere. Attenzione al tagging nello status fatto tanto per taggare.

Ricorda sempre il primo comandamento del taggare su Facebook di catepol:

“Non taggare altri come non vorresti essere mai taggato tu”

Mentre che leggi questa infografica…

(via DOGHOUSEDIARY)

Pagine per comunità

Da queste parti abbiamo analizzato spessissimo il fenomeno delle fan page. Il bloggante ne ha descritto gli usi possibili per i marchi, le aziende, le organizzazioni pubbliche, nonchè l’opportunità per chi detiene un blog, di usarle come canale, megafono, amplificatore delle propie attività e del proprio personal branding.

Non è comunque facile, per l’utenza di Facebook, districarsi fra i meandri e i significati di profilo, fanpage, activity, group, vanity, ecc. E ora la situazione si complica con l’introduzione delle “community pages“.

L’intento di Facebook, però, è abbastanza chiaro e risponde ad esigenze interne di controllo, e di contrasto, alle comunità non ufficiali che imperversano dentro il più grande social network del mondo. Il fenomeno delle “unofficial pages” e dei “fake” in genere, richiede un enorme sforzo da parte dei gestori di Facebook, nel monitoraggio e nell’eventuale rimozione, specialmente quando a richiederla sono le organizzazioni e i brand danneggiati.

Con le “community pages”, Facebook vuol stimolare le vere comunità sociali, quelle con scopi chiari ed etici: “Generate support for your favorite cause or topic by creating a Community Page. If it become very popular (attracting thousands of fans), it will be adopted and maintained by the Facebook community.”

social pages

Non è chiaro, invece, cosa succederà in futuro e in che forma si manifesterà questo sostegno da parte di Facebook. Alcuni immaginano un clone di NING dentro Facebook per le comunità sociali. Staremo a vedere.

Intanto ho creato la social page di InnovatoriPA, per capirne meglio i meccanismi e gli sviluppi futuri.