Archive for 08/10/2009

Stiamo traducendo Twitter in Italiano

Andrea Boido Gualtiero Catrame Antonio Martino Tuttolomondo fedegrafo Simone candyinprogress

Leading translators for Italian


POP Professional Online Publisher Workshops di Robin Good: ci sono anche io!

Qui trovate i dettagli. Di che si tratta?

Sono aperte le iscrizioni per i primi due workshop “pro” di online strategy, i POP Professional Online Publisher Workshops di Robin Good, dedicati a chi si occupa di comunicazione e fare business online. Una giornata con Robin Good per affrontare problemi e strategie.

Dove e Quando

Roma
Sabato 7 Novembre, ore 8:30 – 18:30.
Domus Talenti
via Quattro Fontane, 113Milano
Sabato 21 Novembre, ore 8:30 – 18:30.
Location da definire

I primi due workshop che si terranno a Roma il 7 Novembre 2009 e a Milano il 21 Novembre 2009 sono dedicati  alle strategie fondamentali per comunicare in maniera efficace online, tematiche che saranno affrontate con un approccio collaborativo e il coinvolgimento dei partecipanti.

Niente “esperti” sui divanetti e interminabili presentazioni con PowerPoint, ma una full immersion dedicata a capire le strategie chiave e nell’investigare, tutti insieme, come metterle in atto.

Ma sentiamolo dalla stessa voce di Robin:

La novità di questi workshop riguarda i dieci ospiti “veramente” speciali che in ogni workshop saranno messi “sotto torchio” da Robin Good per “estorcere” da loro il meglio delle loro strategie ed esperienze professionali.

Sono onoratissima di essere una degli ospiti speciali del workshop romano.Unica donzella dei due appuntamenti. Onoratissima è dire poco e ringrazio Robin per questa opportunità che mi dà di condividere la mia esperienza.

Caterina Policaro

La donna assolutamente più 2.0 del Web italiano si chiama Caterina Policaro. Popolarissima blogger, prolifica Twitteratrice, è un utilizzatrice avanzata di tutti gli strumenti per il publishing e per la socializazzione online. Caterina è anche un insegnante di professione e le sue esplorazioni online offrono spesso spunto al come meglio affrontare il discorso dell’apprendimento al di fuori dei canoni tradizionali. Se ti interessa capire come coinvolgere, fare amicizia e sfruttare al meglio i social media per il tuo personal branding, Catepol è la persona alla quale rivolgere le tue domande.

Quindi il 7 Novembre, troverete anche me ad essere “spremuta” dal mitico Robin, insieme a Luca Conti, Italo Cillo, Andrea Genovese, Daniele Di Gregorio, Alessandro Sportelli, Giulio Marsala, Roberto Chibbaro, Matteo Ionescu, Roberto Galoppini.

Mentre a Milano saranno ospiti speciali: Marco Montemagno, Michal Gawel, Giorgio Taverniti, Enrico Madrigano, Antonio Tombolini, Paolo Moro, Michele Ficara, Valentino Spataro, Ryuichi Sakuma, aka Marco Ronco, Massimo Turco.

Il prezzo per partecipare al workshop è 297 Euro tutto compreso, IVA e mangiare (coffee break e pranzo) inclusi.

Questa è la pagina che ha tutte le informazioni sul workshop e dalla quale ci si può anche iscrivere: http://www.masternewmedia.org/it/2009/09/25/strategie_efficaci_per_la_comunicazione_online_partono.htm (Indirizzo accorciato: http://tinyurl.com/pop-workshop-novembre-2009)

Ed eccoci alla bella notizia per voi, miei lettori: Robin mi dà la possibilità in quanto OSPITE SPECIALE del workshop di portarmi dietro un po’ di lettori, fan, simpatizzanti, amici e di farvi lo SCONTO sull’iscrizione!

Ho quindi la possibilità di offrire a chi è interessato a partecipare al workshop (sia a Roma che a Milano) un  link speciale attraverso il quale è possibile iscriversi al workshop a un prezzo scontato di ben 100 Euro: 197 Euro invece di 297 Euro.

Volete lo sconto di Catepol?

Dal momento che è uno SCONTO “ad personam” che posso dare solo ai tuoi miei fedelissimi lettori, fan, simpatizzanti e amici, per ottenere lo sconto per uno dei due workshop vi chiedo di contattarmi personalmente in mail a caterina.policaro@gmail.com precisando nell’oggetto “POP workshop Roma/Milano, richiesta sconto Catepol

Vi fornirò privatamente il link giusto per iscrivervi ed ottenere lo sconto e pagare solo 197 euro anzichè 297.

Che aspettate?

Astenersi perditempo, ok?

E per chi ci sarà il 7 novembre, ci vediamo a Roma!


Twitter: 10 cose che devi assolutamente smettere di Twittare

A breve Twitter sarà (anche) in italiano, dal momento che ha annunciato l’avvio delle traduzioni in Italiano, Francese, Spagnolo e Tedesco. La traduzione verrà effettuata, gratuitamente, dagli stessi utenti Twitter. Come potete leggere qui per l’Italia sono stati invitati diversi blogger e utenti Twitter che, volontariamente, parteciperanno alla traduzione. Se volete partecipare, offrendovi volontari, occorre segnarsi qui: http://twitter.com/translate#translate_signup e aspettare di essere selezionati da Twitter. I traduttori ammessi all’interfaccia di traduzione in crowdsourcing sono quelli che sul loro account Twitter recano il badge in alto a destra.

Detto ciò, si prevedono invasioni e orde di cavallette. Nuovi iscritti a Twitter che finalmente parla italiano (come avvenne per Facebook, per capirci, non appena è stata resa disponibile la traduzione italiana).

Allora volevo segnalare per l’ennesima volta la Guida aTwitter for Dummies, scritta da me tempo fa, ma sempre attuale e questa pagina del mio blog da cui partire per esplorare servizi, applicazioni e consigli vari sempre per utilizzare Twitter al meglio.

E volevo soprattutto dirvi cosa NON dovete ASSOLUTAMENTE più Twittare per non essere noiosi e perdere Followers!

10 cose che devi assolutamente smettere di Twittare via http://theoatmeal.com/comics/twitter_stop Created by @oatmeal

Quello che stai mangiando quando stai mangiando.

L’essere esperto di Social Media quando, non solo non lo sei, ma c’è gente che ne sa molto più di te.

Le conferenze a cui partecipi, secondo per secondo. Peli del naso del relatore, compresi.

Smetti di twittare di twitter twittando che twitti di twitter. Ci siamo capiti? Please Retweet!!

Quello che fai per mantenere la linea. Non frega a nessuno che hai fatto corsa un’ora. Soprattutto se poi twitti anche che ti strafoghi di gelato.

Del tuo gatto, cane, canarino, tartaruga, pesce rosso non frega veramente nulla a nessuno.

Parlare fuori da ogni contesto conosciuto e sconosciuto. Hai presente “Che cavolo stai dicendo Willis?” Ecco.

Tutte le foto che scatti, le foto della tua faccia, davanti alla webcam, per dire quanto son figo, quanto son bello.

Le emozioni che ti passano per la capa. Soprattutto quando ti fai le domande, ti dai le risposte che son dentro di te, si proprio quelle sbagliate.

Basta!! Non interssa a nessuno che hai raggiunto i 100 o i 1000 o i 2000 followers. Non è una gara.

(SI E TE LO DICO PROPRIO IO!!)

Se anche nella vita reale avessimo a disposizione solo 140 caratteri?


Bè, a me basterebbero per dirvi grazie per gli auguri a social network unificati!!!

Grazie davvero! Grazie di cuore a chi a Twittato, scritto su Facebook, risposto su Friendfeed, lanciato il meme auguri su Meemi, mandato un DM, una mail, una riga di chat su gtalk, skype, chiamato, videochiamato, inviato un SMS, un piccione viaggiatore, i fiori (Netlog. Netlog?????????? argh! ma anche MyHeritage…Plurk. Plurk???? Ho ancora Plurk??)
grazie davvero per l’affetto e per gli auguri!

Catepol

Dato che ci siete guardatevi anche il FollowFriday:

via Twatif

Internet nella didattica non può essere solo “Google, wikipedia, cut & paste. Print”

Foto di catepol

Foto di catepol

Foto scattata da me questa mattina.

Non siamo al corso di Letteratura Italiana di una Facoltà di Lettere. Non siamo neanche in un liceo. Io stessa stento a recuperare un paio di nomi da un qualche angolo della memoria a lungo termine. Eppure ho fatto un liceo, presentato Italiano agli esami di Maturità vecchio stile, dato due esami di Letteratura italiana con 30 nonostante studiassi Lingue.

Questa la lavagna stamattina. Un elenco di 40, e sottolineo 40, autori più o meno conosciuti della Letteratura Italiana tra ’300 e ’400. E la consegna: “Per casa sceglietene 4 o 5 a testa e fate una ricerca su internet, vita e opere”.

Il collega è impazzito? Oppure ha bevuto? E’ l’ultimo dei professionali quello in cui ci troviamo, questi è già tanto che riconoscano in mezzo all’elenco Dante, per sentito dire, forse Petrarca, magari Boccaccio se son stati fatti i riferimenti ai racconti giusti, quelli un po’ piccanti.

40 autori. Tutti insieme. Boccheggiavano nel copiare l’elenco sul quaderno. Annaspavano, roteavano gli occhi. “Ma tutti questi, professore???”

Mi dice il collega: “Lo faccio perchè DEVONO almeno una volta nella vita sentir parlare di tutti, sapere che sono esistiti, cosa hanno scritto. Lo faccio per la cultura!”

Tutti i torti non ha, è un metodo strano, ma è un metodo. Non è mio compito giudicare la didattica del collega, mi faccio un po’ i fatti miei. Conosco il contesto, il collega, il contorno. Non funzionerà.

Information overload. Un elenco così lungo anche un adulto non lo ricorda, per sentito dire.

Ora, però, una considerazione la voglio fare.

Nell’era di internet, ognuno dei ragazzi è in grado di affrontare questo compito. Ci vogliono neanche 10 minuti a tirar giù vite e opere di 4 o 5 autori da Wikipedia. E i ragazzi lo sanno. E’ quello che ha chiesto il prof. Ci fosse un secchione tra loro, consiglierei di perderci un quarto d’ora in più e tirare giù le schede di tutti e 40 gli autori scritti alla lavagna. Non costa nulla, cut & paste. Fatto uno, fatti 4 o 5, fatti tutti. Cut & paste. Senza leggere. Senza capire.

Io lo avrei fatto da alunna, io lo facevo. Son punti “La ragazza è volenterosa” guadagnati che fanno molta bella impressione e a fine anno si traducono in voti positivi.

Nell’era di internet il task assegnato (le ricerche) sarà portato in classe da tutti. Ma internet che valore aggiunto ha dato alla didattica? Quanto ha contribuito ad accrescere la cultura degli alunni in questione?

Poco. Nulla. Avranno risparmiato solo il tempo e la fatica di trovare sull’enciclopedia e copiare sul quaderno. Le dita faranno meno male.

Google, wikipedia, cut & paste. Print. Son tre click ad autore.

Nell’era di internet non puoi fermarti alla ricerchina da wikipedia. Eppure il collega questo farà. Al compitino stampato e presentato corrisponderà un voto, positivo, posso scommetterci. Quanto son bravi i ragazzi di oggi col computer. Sanno trovare le informazioni. Il miracolo di internet, insomma.

Quanti di loro impareranno almeno uno degli autori prescelti? Sapranno dire non solo quando è nato e quando è morto, leggendo di straforo l’A4 stampato? Avranno voglia di leggere una delle opere? Si appassioneranno?

Nell’era di internet, tutto è facile, tutto si trova. Nell’era di internet gli studenti si son fatti furbi.

Nell’era di internet, il collega purtroppo, pensando di stare al passo coi tempi, innovare la didattica, usare le tecnologie in classe per motivare gli alunni, sarà soddisfatto del prodotto ottenuto.

Peccato che il solo ” Google, wikipedia, cut & paste. Print. ” non avrà attivato alcun processo, nè voglia di saperne qualcosa in più.

Peccato solo che per far scrivere alla lavagna e copiare l’elenco dei 40 autori si siano sprecati 20 e passa minuti di aula, di lezione frontale, in cui non s’è dato nulla agli studenti, se non la tranquillità che “Sta finendo l’ora, per oggi è fatta!”

Epilogo: ad un certo punto la profe @catepol tirò fuori dalla borsa il suo iphone e scattò la foto alla lavagna. “Prof. ma fate le foto in classe???” (ok, confesso, anche un paio di “Prof. che figata, avete l’iphone!”). La mia alunna non aveva finito di copiare l’elenco, alla collega dell’ora successiva serviva la lavagna.“Così posso dettarglielo e la collega può cancellare!” la mia risposta. “L’alternativa è che io perda 10 minuti a mia volta a copiarli a mano, e sinceramente, vorrei lavorare!”

“Prof. siete un genio! Potevate dirlo prima anche a noi, così non perdevamo tutto questo tempo a copiare e magari facevamo lezione”

Eh già, le tecnologie nella didattica sono un mezzo, un supporto al processo di insegnamento/apprendimento. Non un fine. Ma ve lo spiego la prossima volta.

Suggerisco però di leggere in merito i post di Gianni Marconato: “Le tecnologie non servono” … “a meno che…

PS il n. O dell’elenco è il mio collega, che neanche s’è accorto della presa per i fondelli. No, per dire.