Archive for 14/08/2009

Mamma ho riperso l’aereo

Dopo “Mamma ho perso l’aereo del viaggio di nozze” e “Mamma stavo per riperdere l’aereo” per la legge del non c’è due senza tre, ai nostri coniugi doveva sicuramente capitare il “Mamma ho ri-perso l’aereo”.  E capitò.

“Mamma ho perso il Lamezia. Mamma non ti preoccupare, arriviamo a Pescara”.

(foto di a Secondo Monti)

Andiamo con ordine, perchè quando una cosa deve non funzionare, non funzionerà dall’inizio.  Come sapete eravamo in Scozia e poi a Londra a far vacanze condivise e con un altro noto blogger e family. A Londra abbiam girato svincolati in modo che ognuno potesse vedere coi suoi ritmi ciò che più aggradava e poi ci si beccava per cena.

L’altro ieri sera ci dovevam vedere per salutarci in quanto noi, avendo il volo alle 0re 6.00 (six o’clock AM si avete capito bene!) e dovendo essere quindi all’alba a Stansted avevamo preso un hotel a meno di 5 miglia dall’aeroporto l’ultima notte.

Ci vediamo a Camden Town dissero i nostri eroi. Si? Col cavolo. Una bolgia mai vista. Impossibile trovarsi nonostante con gli iphone ci rincorressimo via sms e via friendfeed.

Ci vediamo al Bar Italia a Soho dissero allora i nostri baldi, dove the Cogo’s  avrebbero visto la partita. Infatti loro erano in primissima fila. Peccato che una folla italiana di italiani a Londra che aveva avuto la stessa idea di veder la partita al Bar Italia impedisse qualsiasi contatto tra la primissima fila degli spettatori inside e gli outsider. Peccato non ci fosse un centimetro quadrato diponibile in cui io e husband potessimo infilarci per salutare i nostri compagni di fish&chips.

Bagagli appresso, ci dirigiamo a Victoria Station, dove ovviamente non becchiamo il Terravision delle 21 e aspettiamo quello delle 22. Poco male, comunque ci vuole mezz’ora fino a Stansted, come abbiamo visto all’andata. This big dicks, perdonatemi il francesismo anglicizzato!

This big dicks. Il Terravision prevedeva un’altra presa persone a Liverpool Street. Da Victoria Station a Liverpool street di sabato sera a Londra. Quasi due ore nel traffico londinese misto a orde barbariche di gente gozzovigliante con birra in mano come è tradizione ogni sabato sera londinese. C’è proprio un comandamento ad hoc, pare.

“Ricordati di santificare il Saturday night in fila ordinata dentro e fuori dal pub con la tua pinta in mano, man!”

Diciamo, senza bestemmiare che siamo cattolici, che siamo arrivati all’aeroporto in circa 2 ore e mezza. Devasted.

Devasted ma non contenti,  i nostri eroi si recano ai banchi del check in dato che ci siamo, troviamo una pesa libera e pesiamo i nostri 4 trolley in modo da impostarli e regolamentarli secondo le ristrettive Ryanair: 10 kg bagaglio a mano, 15 kg da imbarcare. Il di più si paga tanto al kilo. Troppo al kilo.Pare che a breve su Ryanair per risparmiare si volerà solo in mutande se continuano a restringere il peso max dei bagagli.

Gira e volta, cambia e scambia panni di qua e panni di là, giocattolini e gadget così, libri cosà, se ne va un’altra mezz’ora. L’una di notte circa.

Scopro e vi condivido che c’è tutto un mondo a Stanstad la notte. Il nostro volo delle 6.00 non è l’unico all’alba, anzi forse ce ne stanno di più scomodi a giudicare dall’occupazione di ogni singola panchina e spazio dormibile appogiati ai bagagli. Tutti che preferiscono la scomodità del dormire in aeroporto piuttosto che fare i figoni come noi che ci prenotiamo un hotel a soli 5 minuti da là?? E perchè?

Hotel che utilizzeremo per tre ore o poco più, ma vuoi mettere la comodità di un materasso, lenzuola pulite, doccia e tv rispetto agli spigolosi trolley e ai panciuti zainetti o alle panchine di attesa? Vuoi  mettere? E infatti mettemmo e prenotammo.

Ma una sibilla calabbbra (riconosciutasubito  la signora bionda mia conterranea dall’accento marcatissimo quando ci ha chiesto se poteva usare la pesa libera anche lei) sentenziò: “Ecche lo prendete a fare l’hotel? A quest’ora vale la pena? L’ultima volta ho perso il Lamezia così visto che è alle 6.00. Ecchiveloffaffare a sta ura??” Ecche se lo pagano uguale dalla credit card ci ho risposto io.

Prenoto il taxi, il taxi ci porta in hotel. 5 minuti esatti. Mi prenoto anche il taxi che ci riprenda alle 4.45. Stiamo in una botte di ferro.

In hotel scopriamo che c’è uno shuttle che per soli 2 meravigliosissimi pounds ci porterà in aeroporto alle comodissime ore 4.30 oppure 5.00 AM. E visto che ci vogliono 5 minuti 5, decidiamo per lo shuttle delle 5.00 am. Sono Britannici qui, sarà puntualissimo e alle 5.05 am saremo là presso i banchi Ryanair a dimostrare che ci sta tutto dentro due trolley da imbarcare di circa 15 kg a testa e due a mano di circa 10 kg a testa. Perfettamente nel range (sappiate che si può arrivare fino a uno 0.5 in più sul kilo massimo e lo fanno passare. Di più no, che son sempre Britannici e precisi e quindi 10.6 kg rispetto a 10.5 kg è già un kilo in più e non solo 100 grammi).

Telefono al taxi e nel mio English disdico e ringrazio (ma così, per essere britannica tra i britannici, polite and precise). Non l’avessi mai fatto, l’avessi fatto arrivare lo stesso il taxi. Ma col senno di poi si sa…non si guadagna nulla.

Dicevo dunque che questi dello shuttle sono Britannici qui, sarà puntualissimo e alle 5.05 am saremo là presso i banchi Ryanair e bla bla bla prenderemo contenti il nostro aereo ecc. ecc.

Sveglia 4.15, fatto. Doccia, vestiti, valigie coi cespoloni agli occhi. Fatto. Davanti all’hotel ore 4.45 (non si sa mai, questi son Britannici, un solo minuto di ritardo, c’è la pena capitale prevista, mi pare, per chi sgarra). In tempo per veder la partenza dello shuttle delle 4.30. Un passeggero infatti incazzatissimo. In effetti è partito alle 4.45 non alle 4.30. Vabbè capita anche ai britannici ogni tanto. Per la legge dei grandi numeri se è capitato il ritardo britannico allo shuttle delle 4.30 non capiterà a quello delle 5.00, no?

We trust in this. Fermamente, anche, per quel poco che abbiamo avuto modo di conoscere i Britannici.

5.05 noi, una famigliola californiana, un altro soggetto panzuto ad aspettare al freddo e al gelo.

5.10 si va in reception a reclamare il ritardo. Viene chiamato l’autista, dice che sta rientrando a prenderci.

5.15 nulla di nuovo sotto il sole. Nemmeno il sole è presente, se proprio vogliamo essere precisi.

5.20 il livello di incazzatura sale. Il nostro è il minore del resto del gruppo (tanto il check in, dice il robo cartaceo Ryanair con codice a barre che ho stampato, dice chiusura alle 05.40 e ci vogliono 5 minuti 5 e ce la faremo no?)

Cavolo è chiusura gate alle 5.40. Il check in chiude alle 5.30. Oh SHIT!. Anzi scusate: this big damned dicks!!!!

5.25 si presenta tranquillo l’autista britannico, che risponde agli improperi dicendo di star tranquilli che è in anticipo sulla corsa delle 5.30.

This big damned fucking dicks!!! la corsa delle 5.00???? noi siamo la corsa delle 5.00 non effettuata non lo vedi quanto siamo britannicamente incazzati per il ritardo?????

Ci vende incazzosi e parte a razzo, understanding the situation. Sgamato a sgarrare un britannico NON PUNTUALE. Va contro ogni legge di natura e pure contro la legge dei grandi numeri di cui sopra. si sente in colpa, fa del suo meglio. Ci aspettiamo come minimo la corsa gratis come scusa sensibile e a capo chino. Si fa pure pagare. La procedura britannica dice 2 pounds each. F*ck!!

5.33 voliamo al checkin Ryanair del Lamezia affinchè possiamo poi volare col Lamezia. Non si passa. Non si passa. Siete in ritardo. Chiuso. Chiude alle 5.30 e noi siamo Britannici, mica come voi italiani. Qui gli orari si rispettano ecc. ecc. ecc. YOU, ITALIAN ALWAYS LATE. Urla, alziamo la voce anche noi. Nulla, vince lui. E’ Britannico, le regole si rispettano. Cascasse il mondo.

“Mamma ho perso il Lamezia!” tanto in Italia son le 6.40 mica le 5.40 posso chiamare i miei che ci aspettano per colazione e poi urlare shit su Friendfeed.

Ve la faccio breve, cambio tratta Ryanair al modico costo di 100 sterline a cranio. Disponibili posti solo sul Pescara delle 8.00 o sul Bari delle 18.00. Scegliamo il Pescara. Consapevoli di lasciare a Vibo dai miei la nostra macchina, il macbook, un sacco di altre cose portate giù per stare al mare, le chiavi di casa. Le chiavi di casa???

“Mamma ho perso il Lamezia. Mamma non ti preoccupare, arriviamo a Pescara”.

Un mazzo lasciato ai suoceri a Potenza la prima volta in vita nostra. Evvai. No, i suoceri sono in Sicilia. Eh ma allora ditelo. Suoceri che lasciano le chiavi della loro casa dove ci stanno le chiavi della nostra casa a una cugina.

E da Pescara in treno giù a Foggia. E da Foggia in trenino fino a Potenza. Rintraccia qualcuno che ci venisse a prendere alla stazione. Suoceri fuori, zii e cugina, irrintracciabili, un amico al mare, uno alla partita (giocava il Potenza poi forse vengo dopo), uno al lavoro, uno al mare (ah già è domenica pomeriggio, è agosto…). No, non è giornata.

Davanti alla stazione di Potenza, solo noi. E un cane. L’arrivo più triste da qualche parte che io ricordi. Ed è un arrivo a casa.

Checcefrega dice husband ci vogliamo bene lo stesso no?

Rintraccia la cugina irrintracciabile tutto il giorno (e ve l’ho detto che si capiva che non era giornata no?) prendi chiavi suoceri, prendi chiavi nostre.

Home sweet home. Doccia, pizza, letto. Domani si lavora. Amen.

Italiani in Scozia

Le cucine chiudono ovviamente presto come in tutto il mondo anglosassone e in quello austro ungarico. L’italiano vede giornate lunghe e cazzeggia il più possibile in giro. Si ricorda della cena all’imbrunire, ora locale tipo già dopo le 21. Parte la corsa al locale che ti faccia mangiare entro la sua chiusura (max 22) se sei fortunato e ti trovi in posti particolarmente vocati al turismo.

Sappiate però che con un bambino al seguito, il bambino 9 volte su 10 non sarà ammesso al locale dopo le 20.30 o max le 21 se il locale è pub ma anche e spesso se è ristorante.

Un fish and chips comunque non lo si nega a nessuno anche nel villaggio più lontano dalla civiltà. Ed è sempre in haddock pescato in loco.

Nella soup of The day ci può essere di tutto, non ce n’è una uguale all’altra, spesso non pervenuti i vegetables on essa contenuti o comunque accostamenti tipo lenticchie ed albicocche, ma son sempre buone e riscaldano.

Il sole e la giornata buona sono un concetto relativo. A volte se spunta un raggio particolarmente violento (roba tipo 17 gradi) lo scozzese si scusa con te per il troppo calore.

La pioggia non esiste. Sei tu italiano che vedi la pioggia scendere dal cielo a catinelle ed è metà agosto e tu ti chiedi ma perchè non son rimasta in spiaggia? La pioggia è la Scozia. La Scozia è la pioggia. Se non fa qualche goccia dal cielo un bimbo scozzese da qualche parte si sente male o probabilmente muore un angioletto robe così.

La colazione scozzese contiene tanto di quel colesterolo da poter sfamare un’intera nazione africana.

Il segreto di ogni ricetta è il burro scoZzese, dice puntuale la nostra guida, non l’avreste mai detto vero?

Lo scozzese a cui s’è alzato il kilt causa vento aveva sotto i ciclisti.

Non è detto che l’unica pompa di benzina segnalata in quella zona delle highlands che stai attraversando sia aperta quando ci passi tu.

I negozi chiudono imperscrutabilmente alla 17 (max le 18) in posti particolrmente accoglenti per i turisti nonostante ci sia luce fino alle 21.30 e anche più e tu stai lì, tu italiano che dopo aver girato una giornata volevi anche fare shopping e acquistare qualche ricordino, ma che cavolo fanno dopo le 18 che spariscono tutti e i centro città son pieni di italiani e spagnoli vaganti.

Anche perché ovviamente pure i turist Information han già abbassato tutto e non puoi nemmeno chiederglielo cosa fanno dopo le 18 e dove vanno.

Se un ristorante o pub è vicino all’orario di chiusura la cameriera ti accoglie grignando che I’m afraid we Are closing oppure I’m afraid we Are full nonostante ci sia un tavolo da quattro libero in bella mostra. Perché qui i tavoli son da due o da quattro e tu fucking Group of Italians che siete quattro adulti più bambino osi chiedere un tavolo da cinque? E come osi?? La procedura non lo prevede, I’m afraid The table is for four eccheccazzo!!!!

Un kilt completo costa un pacco di soldi e c’è gente che se lo compra scegliendo la stoffa e la Foggia come un nubendo da noi sceglie l’abito nuziale.

C’è un tourist Information e un gift shop in qualunque view point sperduto. Ma tanto alle 5 Pm è chiuso e ti chiude anche i bagni e non riuscirai neanche a fare pipi, italiano che passi dal view point senza beccare mai l’orario di apertura.

Le pecore son dovunque. Le one track road son praticamente di loro proprietà e ti tocca anche far lo slalom per scansarle nella già piccola monocorsia. Se poi esci per fotografarle, si mettono anche in posa.

Tutti gli scozzesi hanno un bed & breakfast. Ce n’è uno in ogni buco. Spesso in mezzo al nulla. Però col wifi.

E anche se il b&b è un tugurio, il kit bollitore The milk sugar biscottino non manca mai. Magari manca l’acqua calda e ti devi adattare e cominci a imprecare tutte le divinità gaeliche maculi mettere che ti puoi sempre fare un The???

Caraibi scozzesi

Voi non ci crederete ma a nord della Skye Island in Scozia località Claigan, nel punto più a nord dove siamo mai stato, c’è una spiaggia caraibica su cui abbiamo beccato anche il sole. Prove fotografiche a seguire.

Il diario di viaggio

Lo trovate da ( Gigi) che nella classifica dei always connected del gruppo vacanze Scozia è il primo seguito da husband che appena trova una connessione si fionda.

Io faccio la brava bambina e mi godo il paesaggio e la pioggia, invece.

See you later ;-)

Noti blogger e rispettive metà + piccolo, invaderanno la terra d’Albione.

(foto di urbisnauta)


Visualizza Scozia 2009 in una mappa di dimensioni maggiori


(foto di beth_wallace)

(foto di luana183)

Tutto live o quasi, se sarà possibile, su Twitter, Friendfeed, Brightkite, Flickr & co. (no Facebook no, non cercate là).

See you later!!