Archive for 01/07/2009

Vibo Valentia, sanità: Stalteri difeso dall’avvocato Policaro va reintegrato a Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria

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Dura lex, sed lex: Domenico Stalteri va reintegrato nel ruolo e nelle funzioni di Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Vibonese a seguito di una decisione del Tribunale Collegiale di Vibo Valentia, non appellabile. Su Calabria Ora del 4 Luglio 2009 è lo stesso avvocato difensore, legale unico di Stalteri, Giuseppe Policaro, a dare delucidazioni in merito alla spinosa questione.

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(Scarica qui il PDF dell’articolo 090704-calabria-ora-articolo-stalteri-pag-39)

Il giovane 31enne avvocato Giuseppe Policaro, unico legale del DG reintegrato, ha tra le mani questa causa scottante e complessa alla quale sono legate le sorti del governo sanitario di un territorio già passato alle luci della cronaca in questo ambito.

Alla giovanissima toga Vibonese è stato affidata la difesa del supermanager, inviato a suo tempo dalla giunta Loiero a risanare il sistema sanitario vibonese finito poi nella bufera degli scandali giudiziari e mediatici che si scatenarono a seguito delle morti di Federica Monteleone ed Eva Ruscio.

Domenico Stalteri deve essere “reintegrato nel posto e nelle funzioni di Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di Vibo Valentia” come ha deciso il Tribunale di Vibo Valentia accogliendo il ricorso presentato il 19 marzo scorso contro il verdetto del giudice del lavoro che aveva rigettato la prima richiesta di annullamento della rimozione di Stalteri deliberata dalla Giunta Regionale, il 21 novembre del 2008.

Il licenziamento del Direttore Generale Stalteri era stato infatti adottato dall’esecutivo Loiero a seguito di un “singolare Black Out” verificatosi nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Jazzolino tra il 13 e il 14 settembre 2008.

Per il giovane legale vibonese, Avvocato Giuseppe Policaro, una sfida da Davide Contro Golia, insomma, al cospetto dell’Ente Regionale, patrocinato dall’Avvocato Gualtieri.

Nell’articolo di Calabria Ora del 4 Luglio 2009, è lo stesso Avvocato Giuseppe Policaro a commentare il provvedimento, richiamando il contenuto del dispositivi:

“Il provvedimento giudiziale adotato è chiaro, esplicito, inequivocabile. In accoglimento del reclamo ed in riforma dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Vibo Valentia depositata in data 16 marzo 2009, ordina alla Regione Calabria l’immediata reintegrazione del Dott. Stalteri nel posto e nelle funzioni di Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia. In merito appare opportuno evidenziare che la decisione è stata adottata dalla magistratura in via d’urgenza al fine di scongiurare il procrastinarsi di una situazione emergenziale e dannosa non solo per il ricorrente, ma, per come segnalato nelle pronunce della Corte Costituzionale richiamate nel corpo della decisione dello stesso Tribunal, anche per “la collettività che subisce un aggiuntivo costo finanziario: ha l’obbligo di retribuire i nuovi dirigenti sanitari nominati in sostituzione di quelli decaduti…”

Insomma, in questo momento, come si legge nell’articolo del Quotidiano di Calabria del 4 luglio 2009: la Regione Calabria deve ora pagare due Direttori Generali con il reintegro di Stalteri? In effetti la Regione Calabria deve ora risolvere la posizione di Rubens Curia.

Nell’articolo del Quotidiano di Calabria  del 4 luglio 2009

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(scarica qui il PDF dell’articolo 090704-il-quotidiano-articolo-stalteri-pag-21)

si legge sempre il commento dell’Avvocato Policaro in merito:

“Non è un problema nostro! La sentenza del Tribunale non lascia adito a dubbi. Per i giudici oggi il Direttore Generale è solo uno e si chiama Domenico Stalteri. Ora è la Regione che deve risolvere questa anomalia.”

L’ordinanza, rileva l’Avv. Policaro, è inoppugnabile, ossia non ci si può opporre in altra sede (come in Cassazione) come avviene per le sentenze. E allora,

“se la Regione alla quale io ho già notificato l’atto, dice Giuseppe Policaro, non dovesse ottemperarvi, ci vedremmo costretti a chiedere l’esecuzione forzata. Verrebbero nominati dei Commissari ad Acta che, sostituendosi alla Regione, disporranno il concreto reintegro di Stalteri al vertice dell’ASP.”

L’Avvocato Policaro, sempre sulla situazione anomala di pagare contemporaneamente due Dirigenti, sorridendo precisa anche che:

“Una recente sentenza della Corte Costituzionale mira espressamente ad impedire che vi sia una situazione del genere . La Regione, pertanto, avrebbe potuto continuare con il regime commissariale dell’ASP fino all’esito del nostro ricorso. Invece a preferito procedere alla nomina di Curia a DG e queste sono le conseguenze”.

Come si evince dall’articolo di Calabria Ora del 3 luglio 2009,

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(scarica qui il PDF dell’articolo 090703-calabria-ora-articolo-stalteri-pag-8 )

Rubens Curia dopo sei mesi di gestione straordinaria conseguente alla rimozione del suo predecessore Stalteri, ha ottenuto un mandato quinquennale che scade nel 2014. La Regione Calabria ha quindi una bella gatta da pelare.

La rilevanza è comunque nazionale.

Aggiornamenti: Vibo Valentia: Stalteri su Calabria Ora del 7 luglio 2009

Aggiornamenti: ASP Vibo Valentia: l’Avvocato Policaro chiede il reintegro coattivo del Direttore Generale Stalteri (Calabria Ora del 9 luglio 2009)

NOTA BENE: questo post è stato scritto per 2 motivi.

Il primo è che sono orgogliosa di mio fratello, il giovane avvocato 31enne, Giuseppe Policaro, ebbene sì, è mio fratello. Orgogliosa anche di presentarvelo in questa occasione per lui di grande soddisfazione personale e professionale.

Non succede spesso che venga imposto il reintegro di un Direttore generale in ambito della Sanità. A ciò che mi risulta questo è il quarto caso in Italia.

L’altro grande motivo è che cercando in rete informazioni riguardanti questa notizia fino ad ora non si trova nulla. All’epoca del licenziamento di Stalteri fu dato, invece, ampio spazio e risalto su tutti gli organi di informazione locali e nazionali (finanche il TG1!!).

Le notizie attuali sono solo cartacee in articoli apparsi soltanto sulla stampa regionale (La gazzetta del Sud, Il quotidiano di Calabria, Calabria Ora). Come sapete spesso le edizioni PDF di queti quotidiani rimangono in rete per sole 24 ore. Raccolgo qui le scansioni degli articoli relativi alla questione, man mano che li ho.

L’Avvocato Policaro è stato intervistato anche da Rete Kalabria, emittente locale che trasmette dalla Provincia di Vibo. Su Rai 3 TGR Regionale la notizia che il Tribunale ha deciso il reintegro del Direttore Regionale Stalteri è stata data solo come breve comunicato, senza servizio.

Bene, da questo momento in poi, in Internet qualcosa si troverà, almeno relativamente al fatto in sè, alla notizia e a come la notizia è stata raccontata da stampa e TV.  Nel caso in cui gli amici giornalisti che mi leggono fossero interessati ad approfondire, possono contattarmi.

14 luglio: la blogosfera al BAVAGLIO del DDL Alfano non ci sta

Come potete leggere da questa conversazione Friendfeed scaturita dalla mia segnalazione di questo post: “Trovo demenziale lo sciopero dei blog prescritto da Gilioli” c’è da farsi sentire, in quanto blogger, con modalità diverse, ma con voce comune, il 14 luglio.

C’è da leggere. Mettiti comodo.

Perchè? Tutto parte dal post di Gilioli che propone uno sciopero dei blogger il 14 luglio. Proposta che ha avuto tante adesioni ma anche tante discussioni a corollario.

Un’altra conversazione su Friendfeed in merito sciopero dei blogger si, sciopero dei blogger no la puoi leggere qui: http://friendfeed.com/akille/ad49d419/14-luglio

Diciamo che, per sintetizzare, emerge la volontà di FARSI SENTIRE (anche Dario ne ha scritto), nel senso che in internet il SILENZIO non FUNZIONA. Perchè passerebbe inosservato ai più. Altro post da leggere in merito, quello di Sergio, quello di Guido Scorza.

Su cosa si protesta?

L’obiettivo di giornalisti prima, dei blogger poi, è eliminare l’obbligo di rettifica (firma qui la petizione: www.firmiamo.it/norettifica del “DDL intercettazioni”: una norma che prevede l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto per l’editoria a tutti i “siti informatici”.

Ricordate il post “NO AL BAVAGLIO?

Capirete bene che la dicitura “siti informatici” detta così, generica, riguarda tutti quelli che in Internet hanno uno spazio su cui scrivere le proprie cose.

Il dibattito è in pratica sulla prossima approvazione del decreto Alfano, fondamentalmente finalizzato a regolamentare l’utilizzo delle intercettazioni, che introdurra’ disposizioni restrittive anche sull’utilizzo di internet.

Il decreto equipara ogni generico “sito informatico” ad un organo ufficiale di informazione (gia’ sottoposto alla Legge sulla Stampa), e lo assoggetta all’obbligo di rettifica: in pratica qualunque navigatore di internet, che abbia pubblicato nel suo pieno diritto democratico il proprio pensiero, discutibile fin che si vuole (purche’ non oltraggioso di quanto il senso comune e la pubblica decenza non difenda gia’ di per se’), potrebbe vedersi “obbligato a rettifica”, pena sanzioni che si converrebbero solo ad organi di informazione debitamente registrati, ed in casi straordinari.

Il passaggio e’ nel comma 28, lettera a), dell’articolo 1 del P.D.L. 9/01415-A/005, qui riportato:

“Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;”

Qui si sono cominciate a raccogliere proposte, dalla discussione Friendfeed di ieri, Gigi ha lanciato una proposta ATTIVA:
il 14 luglio ogni blogger non starà zitto ma proverà a SCRIVERE almeno 10 POST!

E’ stato aperto questo BLOG ad HOC: http://14luglio2009.wordpress.com/ e creato anche l’evnto su BLOGEVENTI. L’obiettivo è FARE RUMORE non SILENZIO.

Qui trovate un elenco di tutti quelli che ne stanno parlando in rete: http://14luglio2009.wordpress.com/2009/07/05/decreto-alfano-un-emendamento-minaccia-la-liberta-di-parola-in-internet/ (o qui da Gino)

Questo post è solo un riassunto per capire, farvi capire, coinvolgervi. s emanca qualche passaggio, segnalatemelo nei commenti. Seguiranno aggiornamenti sulle varie proposte che emergono man mano. Intanto passate parola e MOBILITIAMOCI.

BootyTweet is the new booty call

Lo tengo in inglese il titolo. Cos’è una “Booty call”??  Bè è

A booty call is a telephone call, other communication, or visitation made with the sole intent of engaging in sex or other forms of sexual release with the person being contacted. Traditionally this social practice, especially the term booty call, is associated with a person calling another person for a sexual encounter after having already established either a casual or more serious relationship involving sexual relations.

Ok ci siamo capiti! Twitter comincia ad essere il nuovo ed immediato metodo per  andare all’acchiappo!

Cominciano a girare video divertenti su usi alternativi di Twitter, tipo questo:

Si tratta di “BootyTweet is the new booty call” di myspace.com/wallpaper. I messaggi diretti di Twitter come modalità di “acchiappo” e per combinare incontri, messi in musica.

Altri modi per cercare e trovare “hot birdies” su Twitter su flirt140 – aun sito che si pone come obiettivo aiutare i Twitters a trovarsi, prendere appuntamenti e molto molto altro. Diciamo così, ci siamo capiti. E qualunque cosa su internet attira le masse quando scatta il “…is for porn??”

Meditate gente, meditate. Non è la tecnologia, ma l’uso che ne fanno le persone. (via)

Sabina Guzzanti dal Vilipendio Tour (girato un anno fa chi mai pensava di scottante attualità)

Direttamente preso dal sito di Sabrina Guzzanti. Un pezzo scritto quasi un anno fa ma molto lungimirante visto che sembra essere ancora molto attuale. Anzi, soprattutto in questo momento storico.

Buona visione.

Il mio personale decalogo su microblogging e servizi similari

1. Rispondere subito alle domande “A che serve?”,  ”Come si usa?” all’apertura della home. Se non capisco io, l’utente medio e meno avvezzo è già scappato. Io magari mi fermo ad esplorare per capire  “A che mi può servire?”, “Con chi posso utlizzarlo?”, “Cosa fa di nuovo?”, “Perchè dovrei cominciare ad utilizzarlo?”

2. Dopo prima esplorazione e testing farmi capire, ma stavolta davvero, alla luce della moltitudine di servizi simili utilizzabili e già utilizzati:  “A che mi può servire?”, “Con chi posso utlizzarlo?”, “Cosa fa di nuovo?”, “Perchè dovrei cominciare ad utilizzarlo?” ma soprattutto “Se ne sentiva veramente il bisogno di un altro clone?”

3. Un click, una azione. Usabilità ed immediatezza. Un box per scrivere i miei 140, 160, 200, 1000 caratteri dal quale posso aggiungere una URL o una immagine o un file o un video, le solite cose che si condividono, insomma. Scrivo e invio. Segnalo e posto. That’s microblogging, baby! Se poi me lo fai fare anche dal telefonino, via SMS perchè non è detto che tutti abbiano telefonini connessi in rete, stai a cavallo.

4. Aggiunta amici facile, please, ma soprattutto devo subito capire: “Chi sto seguendo io?” e “Chi sta seguendo me?”

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5. Notifica sull’account, notifica via mail, notifica via Feed. Notifica come vuoi, basta che mi notifichi qualcosa. Robe come “Chi mi ha aggiunto come amico?” o “Chi ha risposto ad un mio messaggio?” o anche “Chi mi ha cercato con li classico metodo @catepol?” Notificamelo in qualche modo, fammelo sapere. Se non passo dal servizio e non mi loggo, per qualunque motivo, in qualche modo devi segnalarmi che succede là dentro, potrei dimenticare di esserci iscritta.

6. Posso cercare dentro qualcosa? Posso salvare la ricerca? Magari con un feed RSS? Grazie, mi fai contenta. Oltre all’egosurfing (quindi a cercare chi nomina catepol e quando, confesso lo faccio sempre) magari mi interessa cercare, per parole chiave o argomenti che mi interessano, chi ne ha già parlato. Per conversare.

7. Posso aggregarti su Friendfeed, Facebook, Twitter ecc?? Se non sei interoperabile con almeno questi 3 big, oramai dove vai? Di sistema chiuso e proprietario basta Facebook (infatti a me non piace e guarda caso non ci aggrego nulla). Le conversazioni sono liquide. Ma devono essere anche ricercabili e facilmente trovabili.

8. Il sistema di “Like” o “Favorito” o “Mi piace” non è essenziale, ma è utile come segnalibro (per ritornarci) o per dirlo anche agli altri contatti, per segnalare. Considera l’opzione. E’ un’opzione sociale.

9. Condivisione della conoscenza e  socialità all’interno ed all’esterno del servizio stesso. Non mi serve un altro servizio su cui postare, a reti unificate uno status identico su tutti i miei social network.

10. Avrai una killer feature, vero? Com’è che non la vedo? Son stupida io? O fan tutti le stesse cose?

Alla fine e quello che conta è la rete sociale che ti costruisci attraverso il microblogging e i social network, quella che ti gravita attorno, quella con cui entri in relazione, quella con cui è più semplice e immediato interagire, conversare, cazzeggiare. Quella da cui “impari” qualcosa.

Non importa il servizio utilizzato. Non importa che parli italiano se sei italiano (nonostante Facebook si sia diffuso proprio per questo). Non è la tecnologia, son le persone.