Purtroppo è in Inglese. Ma è molto utile per spiegare la crisi finanziaria. (via)
Archive for 07/07/2009
Vibo Valentia: Stalteri su Calabria Ora del 7 luglio 2009
Continuo l’aggiornamento sul caso del Direttore Generale della ASP di Vibo Valentia dopo il post: Vibo Valentia, sanità: Stalteri difeso dall’avvocato Policaro va reintegrato a Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria. (Link)
Oggi Calabria Ora pubblica una intervista al DG Domenico Stalteri dal titolo “Il mio impegno per fare chiarezza. Elogiato 15 giorni prima da chi mi sospese.”
Domenico Stalteri rompe il silenzio “volutamente serbato in questi mesi” ora che la gustizia gli ha dato ragione: deve essere reintegrato a Direttore Generale della ASP di Vibo Valentia.
L’articolo:
Per scaricare l’articolo in formato PDF: clicca qui 070708-calabria-ora-stalteri
L’articolo ricorda come il supermanager fosse stato inviato a suo tempo dalla Giunta della regione Calabria a risanare l’azienda più tormentata della Calabria.
Stalteri nell’intervista dice che:
“sono sempre stato convinto del fatto che avrei dovuto portare a compimento il gravoso impegno assunto con la popolazione viboese all’indomani della morte di Eva Ruscio”
Era stato rimosso in tutta fretta dalla Giunta Regionale a seguito del presunto blackout avvenuto all’ospedale Jazzolino a settembre 2008, modalità che il DG Stalteri non manda giù ed infatti precisa nell’articolo di Calabria Ora :
“Le modalità con le quali sono stato allontanato hanno creato in me, per parecchio tempo, il timore non del tutto infondato, che il sacrosanto principio alla stregua del quale ogni azione amministrativa deve essere improntata alla distinzione tra politica ed amministrazione, vigesse per tutto il territorio nazionale eccetto che per questa regione.
Oggi, alla luce dell’autorevole decisione della magistratura, lo stato d’animo che mi caratterizza è quello proprio di chi sa che solo un’attività fraudolenta finalizzata ad eludere persino le insidacabili decisioni dell’autorità giudiziaria, potrebbe compromettere il buon andamento della sanità vibonese che solo così risulterebbe privata di un apporto tecnico e professionale insito nelle ragioni che avevano portato l’organo politico alla mia designazione, frutto di una attenta valutazione da parte di una commissione di cattedratici esperti all’uopo appositamente costituita”
Stalteri dall’insediamento, nel gennaio del 2008, si era dato molto da fare per l’Azienda Sanitaria Vibonese, occupandosi delle inadempienze già segnalate dai NAS e dagli Ispettori del Ministero della Salute nel 2007, ereditando un Bilancio Aziendale disastroso. Dall’articolo di Calabria Ora si apprende che sono oltre 1500 le deliberazioni adottate in solo 151 giorni di servizio, recuperando risorse per i lavori più urgenti e necessarie al presidio ospedaliero di Vibo, eliminando 750 criticità riscontrate dai NAS.
Tutto ciò valse a Stalteri, appena 15 giorni prima della sospensione, gli elogi scritti del Direttore Generale del Dipartimento alla Salute e alle Politiche sanitarie e dell’Assessore Regionale alla Salute.
L’intervista di Stalteri si chiude con queste parole:
“La magistratura oggi mi ha riassegnato al dovere di proseguire nell’operazione che avevo proficuamente iniziato nel gennaio del 2008 e che pubblicamente mi era stata finanche riconosciuta da quella politica che invece ha finito brutalmente, proditoriamente e soprattutto illegittimamente ad allontanarmi. E’ tempo che la collettività prenda atto di tutto ciò e che la politica, bontà sua, si fermi dinanzi all’ordine della magistratura senza tentennamento alcuno e alle necessità assistenziali dei cittadini della provincia di Vibo Valentia”
NOTA BENE: questo post, come il precedente, è stato scritto per 2 motivi.
L’Avvocato difensore di Stalteri è mio fratello, il giovane avvocato vibonese 31enne Giuseppe Policaro.
Non succede spesso che venga imposto il reintegro di un Direttore generale in ambito della Sanità. A ciò che mi risulta questo è il quarto caso in Italia.
L’altro grande motivo è che cercando in rete informazioni riguardanti questa notizia fino ad ora non si trova nulla. All’epoca del licenziamento di Stalteri fu dato, invece, ampio spazio e risalto su tutti gli organi di informazione locali e nazionali (finanche il TG1!!).
Le notizie attuali sono solo cartacee in articoli apparsi soltanto sulla stampa regionale (La gazzetta del Sud, Il quotidiano di Calabria, Calabria Ora). Come sapete spesso le edizioni PDF di queti quotidiani rimangono in rete per sole 24 ore. Raccolgo qui le scansioni degli articoli relativi alla questione, man mano che li ho.
L’Avvocato Policaro è stato intervistato anche da Rete Kalabria, emittente locale che trasmette dalla Provincia di Vibo. Su Rai 3 TGR Regionale la notizia che il Tribunale ha deciso il reintegro del Direttore Regionale Stalteri è stata data solo come breve comunicato, senza servizio.
Bene, da questo momento in poi, in Internet qualcosa si troverà, almeno relativamente al fatto in sè, alla notizia e a come la notizia è stata raccontata da stampa e TV. Nel caso in cui gli amici giornalisti che mi leggono fossero interessati ad approfondire, possono contattarmi.
Skype: te lo spiego con una animazione
(via) Come funziona Skype e come utilizzarlo per comunicare con gli amici via Internet spiegato in questo video di SayItVisually
Facebook OUT: la narrazione collettiva secondo Ibridamenti
Ibridamenti e OUT Facebook su Rainews 24, 2 luglio 2009 – Intero from massimo giuliani on Vimeo.
Massimo Giuliani, Ibridamenti, Facebook, una sperimentazione: una narrazione collettiva. Dentro e fuori i social network. Il flusso dei messaggi scorre continuo, occorre a volte canalizzare e veicolare. Raccontare insieme attingendo dalle singole voci per raccontare collettivo, condividere, diffondere, mettere insieme pezzi di informazione o semplicemente sensazioni trasmesse su uno stesso tema in maniera frastagliata e liquida. Ma discontinua. Come mettere insieme tanti pezzi di puzzle e far venir fuori il collettivo.
La prima puntata di OUT Facebook era stata dedicata alle elezioni europee 2009: Di Status in status: le elezioni versione Facebook . La seconda sul prima e dopo terremoto.
Possiamo collaborare alla narrazione collettiva segnalando status su Facebook pubblicati nel periodo precedente e successivo al terremoto sugli account Facebook di Ibridamenti ( http://facebook.com/ibridamenti ) o di Massimo Giuliani ( http://www.facebook.com/massimogiuliani). E’ importante che siano indicate con precisione la data e l’ora, come potete vedere nel post Di Status in Status: il terremoto versione Facebook .
Twitter tra comunicazione, narrazione, teologia, pastorale ecc.
Ad un articolo di Antonio Spadaro avevo già dedicato un altro post in cui si parlava del fenomeno Facebook. Su La Civiltà Cattolica di Antonio Spadaro è uscito un altro interessante articolo, stavolta Antonio Spadaro dedica un ottimo articolo a come Twitter ci cambierà la vita a breve, se non ce l’ha già cambiata.
L’articolo “Twitter cambierà la nostra vita?” lo troviamo sia sulla Civiltà Cattolica (© La Civiltà Cattolica 2009 III 17-28 quaderno 3818) che sulle note Facebook di Antonio Spadaro (via)
Vi rimando alla lettura completa dell’analisi di Twitter e del suo uso e di come anche la chiesa lo sta adottando come strumento per veicolare comunicazioni immediate, dirette, ovunque, ai fedeli (quindi il Papa 2.0 è solo la punta di un iceberg, aggiungo io).
Io ne prelevo alcuni stralci interessanti.
Cos’è Twitter?
Un tweet, cioè un messaggino inviato su Twitter, è un sistema per inviare post in miniatura. Se un post è praticamente un articolo e richiede comunque tempo e riflessione, un tweet può essere un’idea, un concetto, un’informazione, un suggerimento, un appello… tutte cose che si scrivono velocemente. Ma l’idea originaria era quella di comunicare in 140 caratteri la risposta a una precisa domanda: What are you doing?, cioè «Che cosa stai facendo?». Twitter nasce dall’idea di rendere partecipi gli altri della propria vita, istante per istante, «cinguettando» se stessi al mondo delle proprie relazioni. Il messaggio di stato, cioè la risposta a quella domanda fondamentale, permette di partecipare a una sorta di ampio lifestreaming, un flusso di vita vissuta che in un modo o nell’altro viene diffuso e quindi condiviso con i propri contatti tramite i social networks (4), mantenendo un certo grado di intimità, almeno apparente. Lo stesso Facebook ha incorporato questa idea, rendendo il messaggio di stato il cuore di ogni profilo, una sorta di parola-chiave che attiva la conversazione (5). Quando l’utente scrive su Facebook che cosa sta facendo in quel momento, i suoi «amici» possono commentare il suo stato; su Twitter invece si può rispondere al messaggio in modo privato o pubblico.
E’ possibile una Teologia di Twitter, con Twitter, una «Twitter Theology»?
Non bisogna trascurare la presenza cristiana nel mondo dei twitters. Si è parlato di quella che viene definita, con un neologismo, twitness, cioè di una testimonianza (witness, in inglese) della fede tramite Twitter, ed esistono liste di utenti cattolici come Tweetcatholic e la lista elaborata da padre Roderick Vonhögen, della diocesi cattolica di Utrecht, in prima linea nell’evangelizzazione tramite gli strumenti elettronici (10). Il primo profilo di quest’ultima lista è quello del Papa, nel quale si dice subito però che non si tratta di un profilo ufficiale, e che tuttavia ha lo scopo di tenere aggiornati i followers sulle attività di Benedetto XVI. Esistono elenchi di vario genere, in realtà: un esempio tra i tanti è quello dei profili di musicisti riconosciuti come cattolici (11). Tra i ministri cristiani non cattolici è da segnalare Mark Brown, pastore anglicano neozelandese, anche lui, come p. Vonhögen in ambito cattolico, tra le personalità del mondo cristiano più attive in Rete in maniera intelligente e pionieristica.
Un uso peculiare è l’invio di brevi preghiere che vengono condivise con i followers, e che sono, in un certo senso, una nuova forma di giaculatoria capace di coinvolgere molte persone contemporaneamente (12). In realtà stanno emergendo nuove forme di piattaforme sociali di Rete legate alla fede, ma in modo particolare alla preghiera (13). Uno tra i network più interessanti è Kindle, attraverso il quale chiunque lo desideri può inviare una preghiera condividendola con altri, che possono unirsi e segnalare la loro condivisione (14). Le preghiere più recenti vengono visualizzare sulla homepage, e una mappa geografica, semplice ma di grande impatto, segnala l’elevarsi delle varie preghiere dai vari continenti. È anche possibile selezionare un’opzione che permette di inviare automaticamente la propria preghiera come tweet ai propri followers.
Qualcuno ha anche immaginato che Twitter possa essere una metafora della Chiesa intesa come interconnessione di fedeli opposta alla radicale solitudine propria della condizione umana, ipotizzando una «teologia di Twitter» (15). La Chiesa in questo senso verrebbe intesa come the ultimate social network, la rete sociale definitiva. La metafora è interessante ma inadeguata: l’«appartenenza» ecclesiale non è mai frutto di un «consenso» né è un «prodotto» della comunicazione. La Chiesa non è una rete di relazioni immanenti, ma ha sempre un principio e un fondamento «esterno». Se le relazioni in Rete dipendono dalla presenza e dall’efficace funzionamento degli strumenti di comunicazione, la comunione ecclesiale è radicalmente un «dono» dello Spirito. L’agire comunicativo della Chiesa ha in questo dono il suo fondamento e la sua origine. Inoltre i rapporti di Rete rischiano di formare un’abitudine all’inutilità della mediazione incarnata in un certo momento e in un certo luogo e, dunque, anche alla testimonianza e alla comunicazione autorevole.
Tuttavia è possibile immaginare molti usi pastorali di Twitter senza alcun bisogno di costruire su tale piattaforma una metafora inadeguata della Chiesa. Infatti può essere un sistema di rapida informazione per gruppi o anche per ordini e congregazioni religiose, come lo è già nel caso di alcune province della Compagnia di Gesù, per l’ordine degli agostiniani recolletti, per le missioni salesiane e così via. Pensiamo all’invio di brevi messaggi con le notizie fondamentali della parrocchia o di una comunità ecclesiale. La creatività dei credenti e dei pastori può trovare forme nuove di diffusione e condivisione del Vangelo e della vita della Chiesa: nel mondo cristiano ci sono già alcune esperienze di questo tipo (16). Alcuni parroci, e anche qualche vescovo, pongono domande durante l’omelia domenicale chiedendo ai fedeli di rispondere con tweets (17). A volte sacerdoti o pastori «cinguettano» una frase del Vangelo o uno spunto di meditazione. Si tratta di usi già attuati in comunità ecclesiali attive in contesti culturali molto sensibili alle nuove tecnologie e al loro uso ordinario.
Il successo di Twitter in sintesi è
Come ben si comprende, Twitter è una realtà molto flessibile perché può assumere varie valenze: dall’instant messaging, al pari di un sms, a un vero e proprio strumento di social networking come forma peculiare di blog collettivo, che permette di creare, scambiare e integrare idee, notizie e concetti: insomma un vero e proprio laboratorio di micro-comunicazione in fermento.
Ma anche e soprattutto:
l’everywhere messaging, che fa riferimento all’abilità di inviare messaggi sempre e dovunque: comunicando in maniera sincrona, in tempo reale, condividendo eventi e notizie. E questo può avvenire senza interrompere ciò che si sta facendo, e senza che colui che ci segue, il nostro follower, ricevendo il nostro messaggio, sia interrotto in maniera molto impegnativa dal messaggio ricevuto. Si capisce che tutto è relativo: se si hanno molti amici attivi, il rischio è quello di avere un flusso continuo e alienante di tweets, se la notificazione della ricezione dei messaggi è attiva sul proprio cellulare o smartphone. Tuttavia qui si fa riferimento al fatto che i tweets in se stessi sono discreti e poco impegnativi, pur veicolando a volte informazioni importanti: per scriverli occorre infatti esercitare l’arte dell’estrema sintesi. Dunque: ubiquità, rapidità e semplicità sono tre fondamentali punti di forza di Twitter. Per questo, anche più che ogni altro mezzo più complesso e articolato, testimonia l’ampia comunicazione che avviene in Rete e fa emergere subito le novità, permettendo la diffusione di notizie, opinioni, idee.
Interessante infine la spiegazione di Antonio Spadaro del come la comunicazione diventi narrazione vera e propria. Ma vi rimando all’articolo, altrimenti finisco per copiarlo tutto qui. Buona lettura.






