Blog e scrittura secondo Hank Moody in Californication

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Immagino abbiate visto qualche puntata della serie TV “Californication” incentrata sul personaggio di (David Duchovny), affermato newyorchese in piena crisi creativa ed esistenziale che sfoga tutta la sua rabbia e frustrazione nel sesso compulsivo, concedendosi continue avventure di una notte, e nella (per quanto lui non la consideri tale) di un per .

Ecco, in questo spezzone di si parla di scrittura, , come le tecnologie e internet ci hanno cambiato la vita. Forse in peggio, secondo Hank Moody. Un po’ forte.

La paura è che la gente da quello che bloggiamo, twittiamo, postiamo in bacheca su , tumblriamo, friendfeediamo ecc. ci veda dientare sempre più scemi.

Le persone non scrivono più, bloggano. Non parlano, chattano. La punteggiatura è inesistente quanto la grammatica…

Mi sembrano solamente un branco di persone stupide che cercano di pseudo-comunicare con altre persone stupide…

Che ne pensate?

4 thoughts on “Blog e scrittura secondo Hank Moody in Californication

  • 18/04/2009 at 12:38
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    Molto interessante. Credo sia parte del rischio (o del gioco che dir si voglia).
    La deriva si può evitare se si parte con idee chiare e fini alti. Altrimenti davvero finisci col parlare di sedano e prezzemolo. Liberissimi di farlo, certo. Ma vorrebbe dire gettare al vento delle opportunità mica da ridere…

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  • 18/04/2009 at 12:39
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    Io penso che Hank Moody ha ragione. Ma solo da un punto di vista.

    E’ proprio vero che la gente sta usando una “protolingua” simile a quella dei cavernicoli, con tutti i xkè, nn, btw, ecc, questa è sicuramente una cosa negativa importata dagli sms ma sta peggiorando per via di Twitter (i classici 140) e il microblogging.

    Non mi è mai piaciuto lo speed-writing, se così si può chiamarlo. La gente prima di scrivere dovrebbe perlomeno attivare il cervello. Se non altro almeno per farsi capire dagli altri.

    Reply
  • 18/04/2009 at 12:43
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    io cerco di scrivere in italiano corrente (o in inglese se capita) sempre per farmi capire…anzi i 140 caratteri per me sono un grande gioco per sperimentare quanto riesco a dire in poche parole, quanto riesco a comunicare e interessare, quanto riesco a colpire, velocemente la mia platea di lettori vari. Anche quando cazzeggio.

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  • Pingback: La controfigura delle seghe « Scrivere è sexy | Cristiana Danila Formetta Blog

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