Archive for 22/01/2009

Cambio indirizzo feed rss (approfitto per spiegare cosa sono i feed rss)

Dato il passaggio di Feedburner a Google, i feed di questo blog ora corrispondono a questi:

http://feeds2.feedburner.com/Succedecatepol

Aggiornate il feedreader!

Non sai cosa sono i Feed RSS?

E’ la volta buona di cominciare a capirci qualcosa.

Cominciamo con un video:

Ti estrapolo qualche concetto dalla ottima guida di Robin Good che all’epoca tradussi io dall’inglese.

Gli RSS sono un modo semplice ma potente di raccogliere contenuti da diverse fonti sul web, facilitando le opportunità per seguire gli ultimi aggiornamenti dei tuoi siti preferiti senza doverli visitare ogni volta singolarmente.

Gli RSS sono un’ottima e semplice modalità di prendere il contenuto dal web e portarli in un’unica destinazione di navigazione – che sia un media player come iTunes o un “feed reader“, una sorta di email inbox per il web.

Proprio come ci si abbona alle riviste o ai canali della TV via cavo che ti interessano maggiormente, gli RSS ti permettono di sottoscrivere il contenuto web – titoli di news, bollettini meteo, podcast o blog post – e di ricevere questo contenuto direttamente. Non c’è più bisogno di visitare venti siti diversi per controllare se sono stati aggiornati – con gli RSS, hai la notifica dell’arrivo di nuovi materiali che possono interessarti.

Gli RSS sono diventati una modalità standard per la syndication e la distribuzione di contenuti su web, e trovi oramai l’opzione di sottoscrizione agli “RSS feed” su quasi tutti i blog, e su molti siti, applicazioni di foto sharing, destinazioni di video publishing ecc.

L’icona che si trova sempre più spesso per indicare un RSS feed è un quadrato arancione con una specie di onda radio bianca interna. Spesso è collocato in alto del sito o del blog, o accanto ad una categoria o al titolo di un podcast o di un blog in una directory.

Puoi anche trovare la frase “sottoscrivi il mio feed”, “RSS feed” o altre varianti, e solo per confonderti puoi trovare anche “XML”. Alcuni cambiano il colore dell’icona, ma lo si riconosce sempre facilmente, o si trovano le frasi menzionate, tutte possibilità di sottoscrivere il contenuto trovato.

Se stai utilizzando un browser recente come Firefox, Internet Explorer 7, Safari o Flock (per dirne alcuni) il tuo browser potrebbe indicarti direttamente se i feed per quel sito sono disponibili mostrando un simbolo RSS, o la parola RSS nella stessa barra degli indirizzi web.

Dipende se il browser è configurato per cliccare su un bottone di feed RSS per sottoscrivere con il “feed reader” di default, o attivare la sottoscrizione con un feed reader a scelta – su desktop, o online.

Se vuoi prendere il feed RSS e collocarlo manualmente nel feed reader, basta cliccare con il tasto destro (control-click su Mac) sul bottone e selezionare “salva destinazione”. Copierà la URL sulla clipboard, per poi incollarla dove vuoi.

Gli RSS non si limitano solo a portare i blog post nel tuo feed reader. Infatti, quasi tutti i tipi di contenuto web possono essere sindacati utilizzando gli RSS. Pensa ad una serie di tubi che inviano informazioni da un posto all’altro – non importa di che tipo di dati si tratta, basta che abbia un RSS feed.

Un Feed Reader è molto più che una email inbox. Solo che invece di email, gli ultimi aggiornamenti dei feed sottoscritti appaiono dal sito che viene aggiornato. Questi aggiornamenti di solito sono in ordine cronologico inverso, come le applicazioni email, con il più recente in cima.

Proprio come Outlook, Thunderbird o Apple Mail puoi anche ordinare diversamente le informazioni in ingresso anche mediante cartelle, ed utilizzare l’opzione di vedere gli ultimi item del sito che li origina (tipo un ordinare le email per mittente), o come “river of news”, un flusso complessivo ed organizzato semplicemente per la data e l’ora in cui vengono pubblicate le news.

Qualunque feed reader decidi di utilizzare – e ci sono molte alternative – molte sono le funzioni comuni a tutti, come la possibilità di aggiungere feed nuovi. Per aggiungere un nuovo feed, basta semplicemente incollare le informazioni relative agli RSS copiate dall’icona del feed nel box di dialogo e poi cliccare sulla sottoscrizione. Da quel momento, i contenuti aggiornati vengono caricati sul tuo feed reader.

Se decidi di provare un online feed reader forse la scelta più popolare è il Google Reader, gratuito e facile da utilizzare e l’altrettanto valido Bloglines oppure Netvibes.

Non è un caso…le vie del Signore passano anche da Facebook. Forse.

Da Zambardino apprendo l’esistenza di un articolo pubblicato sul numero in uscita di La Civiltà Cattolica di Antonio Spadaro Si tratta di un gran bell’intervento interamente dedicato al “fenomeno Facebook”.  L’articolo si può leggere su Facebook in una nota postata dall’autore che scrive di cose di internet sporcandosi le mani dentro lo stesso Facebook e quindi vivendolo come strumento e canale a disposizione. Se non sei iscritto a Facebook l’articolo lo trovi anche qui.

Non so se violo qualche diritto d’autore pubblicandone degli stralci, ma Spadaro oltre che spiegare bene cosa è facebook e come funziona, affronta alla fine dell’articolo il tema della religione (cristiana-cattolica, ovviamente, dentro Facebook).

La parte in cui spiega cosa è Facebook è veramente quello che si intende “2.0 per tutti!” e ve la riporto così com’è:

Che cos’è Facebook

Iscriversi a Facebook è molto semplice: basta inserire il proprio indirizzo e-mail e scegliere una password. Quindi, entrati nel sistema, è possibile iniziare a cercare i propri amici. In questo network ci si presenta per chi si è veramente, col proprio nome e cognome, e con il proprio volto reale. Facebook non è il luogo dell’anonimato o dell’identità falsata, ma quello della condivisione di ciò che si è e si fa realmente. Non manca l’ironia, ovviamente, nel modo di presentarsi, ma anche questa fa parte, in fin dei conti, della propria «realtà». In genere, basta cercare i propri amici col loro nome e cognome per trovarli, se essi sono già iscritti a Facebook, ovviamente. Man mano che si trovano amici è possibile chiedere di diventare loro «amico» nel sistema. Se l’altro conferma, è possibile accedere al suo profilo e vedere chi sono i suoi amici e così magari, sfogliando l’elenco, è possibile anche trovare ancora altri amici e così via. Accettare un amico su Facebook significa accettare di condividere l’elenco dei propri amici e dunque rendere possibile una sorta di scambio e di conoscenza reciproca, di vita e di relazioni.

Ma che cosa si condivide con gli «amici»?
Ciò che si pubblica nel proprio «profilo». Il profilo si compone di molti elementi grazie a una serie di applicazioni in continua evoluzione. Tuttavia ci sono alcuni elementi di base che possiamo definire standard per ogni profilo: innanzitutto una fotografia. Avere un account (un indirizzo) Facebook e avere un profilo privo di foto (cosa per altro possibile) è quasi un controsenso, visto che letteralmente il nome della piattaforma significa «libro delle facce». La scelta della foto non è irrilevante, perché essa è l’elemento principale del proprio profilo, quella che esprime prima di ogni altro messaggio la propria personalità o ciò che di sé si intende comunicare. Accanto alla foto si trovano una «bacheca», le «info», cioè le informazioni, e le «foto». Le informazioni mostrano ciò che l’utente vuol dire di sé in maniera più ufficiale, diciamo così, e sostanzialmente statica: i dati anagrafici, le attività professionali, il grado di istruzione e i luoghi di formazione, la condizione di stato civile, ma anche l’orientamento sessuale e quello religioso.

Ma è la «bacheca» (o wall) ad essere il cuore di ogni profilo. Essa è una sorta di lavagna nella quale è possibile scrivere momento per momento, usando una breve frase, quello che si sta facendo — il proprio «stato» (status) nel gergo di Facebook — e in questo modo rendere queste informazioni pubbliche per gli amici. La domanda essenziale dello status è dunque: «Che stai facendo?». La risposta è una sorta di parola-chiave che attiva la conversazione. Nel momento in cui l’utente scrive che cosa sta facendo, i suoi «amici» possono commentare il suo stato (3). Da quando è stata diffusa l’applicazione che serve per aggiornare il proprio profilo direttamente dal cellulare, modificare di frequente il proprio stato è cosa semplicissima.

Quando poi si accetta l’amicizia di una persona, il fatto viene reso pubblico sulla propria bacheca. E questo avviene anche quando si modifica in qualunque modo il proprio profilo grazie ad applicazioni che ormai proliferano. Ad esempio, quando si caricano fotografie, magari scattate al volo con un cellulare, o si pubblica una nota di testo (una riflessione, una citazione, un pensiero…) o si risponde a un quiz o a un test, o si aggiunge un link a una pagina web che si ritiene interessante o si carica un video pubblicato su Youtube.

Le statistiche sono interessanti: pare che ogni mese siano caricate su Facebook circa 700 milioni di immagini (attualmente sono circa 10 miliardi), quattro milioni di video e 15 milioni tra note, link e post vari. Ogni aggiunta al proprio profilo può essere commentata dagli «amici»: i commenti vengono tutti pubblicati sulla propria bacheca, uno dietro l’altro. Va precisato che, qualora uno dei contenuti (che si chiamano post) non dovesse essere gradito o giudicato opportuno, può essere facilmente cancellato. Ogni elemento aggiunto al proprio profilo o alla propria bacheca costruisce un pezzo dell’identità dell’utente, cioè della sua immagine pubblica. Va da sé il rischio di crearsi una rappresentazione artificiale, spesso allo scopo di sembrare più accettabili, graditi, perfino desiderabili, anche sessualmente. Ecco uno dei punti problematici delle identità costruite in Rete: presentarsi in pubblico in maniera non diretta e reale ma tramite un profilo «costruito» è sempre in qualche modo fare «spettacolo» di sé con tutte le possibili derive narcisistiche.

Le applicazioni che si possono usare su Facebook e che permettono di aggiungere contenuti al proprio profilo e alla propria bacheca sono in continuo aumento.

È possibile anche grazie a Causes rendere pubblica una causa da difendere o invitare i propri amici a aderire a petizioni o manifestazioni pubbliche. È possibile inoltre segnalare a tutti le città del mondo che si sono visitate, e così via. L’elenco delle applicazioni sarebbe davvero troppo lungo per essere censito qui: ne esistono circa oltre 50.000, infatti, con una crescita di 140 al giorno. Notiamo infine che le applicazioni possono apparire sul proprio profilo, che dunque viene costruito graficamente pezzo per pezzo come un mobile che si monta o un appartamento che si arreda. La scelta e l’ordine delle applicazioni che appaiono nel profilo dicono già qualcosa di chi lo ha messo on line.

Su Facebook poi è possibile diventare fan di personaggi notevoli, grandi pensatori, artisti, divulgandone la fama tra gli amici. Ma allo stesso modo è però anche possibile creare fan club di persone di dubbia fama, modelli negativi, perfino di persone che si sono macchiate di delitti e sanzionate dalla legge.

È possibile formare gruppi di interesse e aggregare persone tra i propri amici e poi gli amici degli amici in un tam tam spontaneo. Ne esistono attualmente circa 19 milioni. È poi possibile inviare un messaggio a tutti i membri o anche costruire un evento a cui invitare amici e iscritti.

Usare Facebook per darsi un appuntamento «reale» è pratica che si sta diffondendo, sostituendo telefonate ed e-mail. Infatti Facebook, se si abilita la funzione, provvede ad avvisare gli iscritti di ogni novità che riguarda nuove richieste di amicizia, proposte di far parte di un gruppo, l’invito a un evento (che va dalla partecipazione a una conferenza a una serata in pizzeria o al cinema, a un party…). Ogni mese vengono creati su Facebook circa due milioni di eventi.

Nella pagina del proprio profilo appare anche pubblicità su una colonna laterale, in maniera evidente, ma occorre dire anche non pesantemente invasiva. L’utente, se vuole, può esprimersi con un sistema abbastanza semplice sulla pubblicità che vede apparire accanto al proprio profilo, e valutarla positivamente o negativamente in modo che il sistema si autoregoli sulla base dei contenuti offerti. In ogni caso quella pubblicità sta lì a ricordare che Facebook è un’azienda che mira a creare profitti e non un gruppo filantropico.

Approfondite il discorso direttamente sull’articolo.

Tornerò a scrivere della parte finale, che è quella che apre diverse prospettive, anche sociologiche.

Sono sempre quella che vi vuole mettere in guardia su Facebook, no, non ho cambiato idea.

Anzi vi segnalo anche queste slides che spiegano bene come difendere la propria privacy su facebook e come usarlo consapevolemente.

Non sono nessuno, ovviamente, per dire se esiste o meno la fede su Facebook o se Facebook può essere uno strumento di divulgazione della parola di Dio. Però, secondo me, si.

E non è un caso che anche la Chiesa si interessi.

Non è un caso che io stia usando Facebook molto intensamente in questi giorni.

Non è un caso che oltre ai compagni di scuola, io abbia cercato gli amici dell’oratorio salesiano di Vibo (numerosissimi tra l’altro). Non è un caso che io abbia trovato un fil rouge tra i contatti dei miei amici che mi ha portato a ritrovare altri amici di tutta l‘Italia Meridionale e non solo, tra cui anche salesiani/e e persone con cui ho (abbiamo, spesso c’era anche husband) condiviso un bel pezzo di cammino. E parliamo di 15 anni fa più o meno.

Non è un caso che col giro delle iscrizioni ai gruppi e gli inviti di alcuni amici, ci siamo ritrovati iscritti al gruppo di Don Bosco, della Famiglia salesiana, degli animatori salesiani...

Non è un caso che le Missioni Don Bosco si siano affidate al VIRALE per diffondere i loro messaggi.

Non è un caso che Don Bosco stesso fosse un grande comunicatore.

Non è un caso che mi sia venuta voglia di utilizzare Facebook per rientrare in contatto con tanta altra gente del mio passato (anzi del nostro, ripeto in molti casi c’era anche husband), persa di vista perchè all’epoca uno strumento così potente come Facebook non c’era, per tenersi in contatto…

Non è un caso che l’idea sia stata gradita.

“Vicino o lontano, io penso sempre a voi…” come diceva Don Bosco.

Non è un caso che tutto ciò accada in questi giorni che precedono la festa di San Giovanni Bosco (31 gennaio per chi non lo sapesse). Non è un caso.

Tu chiamala se vuoi “serendipity”…io invece continuo a pensare che non sia veramente un caso tutto ciò.

Il bello di internet e delle persone che abitano la rete è anche questo, no?

Best Post Award: candida il miglior post 2008

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Ehi tu! Hai segnalato i post al concorso Best Post Award?? No?? E chi aspetti?? parlo del contest ideato da Novecento che ha l’obiettivo di premiare i migliori post scritti duranteil 2008. Le candidature spontanee vengono dal basso, vengono direttamente da voi, blogger e lettori di blog.

Potete candidare post fino al 31 di Gennaio.

La spregiudicata giuria composta da The Novecento’s Post, Teiluj, Sara Taricani, Dania, Clockwise, Catepol, Adamo, Azael e Pocacola.

Le categorie sono :

  • Miglior Post Umoristico
  • Miglior Post Letterario
  • Miglior Post Fotografico Originale
  • Miglior Post Di Attualità (giornalistico)
  • Miglior Post In Versi

Vi aspettiamo (hei…volendo siamo corruttibili eh) ;-)

Il concetto di AMICIZIA su diversi social network

(via)

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