Archive for 28/10/2008

Cosa fare in caso di sciopero nella scuola

Perchè tanti non sanno che lo sciopero è un diritto e nemmeno come funziona. Perchè tanti hanno paura di quello che possono fare i Dirigenti Scolastici (E che possono fare? Qualunque cosa va contro il diritto allo sciopero è comportamento antisindacale, è reato e può essere perseguito.)

Perchè tanti non vogliono perdere i pochi euro di una giornata di lavoro non sapendo cosa devono fare. Perchè tanti preferiscono non aver problemi.

Perchè molti altri ne approfittano e fanno vacanza PAGATA quando altri colleghi decidono liberamente di perdere lo stipendio di una giornata e manifestare per i diritti/doveri di tutti.

Ecco cosa accade in caso di Sciopero del Personale della scuola. Ecco cosa è necessario sapere per lo sciopero di domani 30 ottobre. Vi risparmio la ricerca di informazioni sui siti dei sindacati. Le riassumo qui, sperando di fare cosa gradita.

Perchè l’ignoranza è la mancata conoscenza delle informazioni utili. Che sono minime, come vedrete. Il lavoratore in sciopero deve solo scioperare. Non deve fare altro.

SERVIZI MINIMI E CONTINGENTE (riguarda ATA e Personale Educativo – non riguarda i DOCENTI)

La Legge 146/90 prevede che in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali (tra cui la  scuola) il Dirigente del servizio (il Dirigente scolastico) formi un gruppo minimo (contingente)  di lavoratori che non sciopera per garantire le prestazioni indispensabili (o servizi minimi).

Nella scuola si formano contingenti solo per il personale ata o gli educatori di convitti o educandati, ma non per i docenti in generale.

Sono servizi essenziali solo alcune attivita? che si svolgono a scuola in particolari momenti dell’anno (es. scrutini) o in particolari istituzioni scolastiche (es. l’allevamento del bestiame nell’azienda agraria di un istituto tecnico agrario, il servizio notturno nei convitti in caso di presenza di allievi/e che pernottano nella giornata di sciopero).

Il contingente a cui il Dirigente chiede le prestazioni indispensabili e i servizi minimi sono i seguenti:


Quindi:
• nella gran parte delle scuole e nella gran parte dell’anno non occorre formare il contingente;
• non e? prestazione indispensabile l’apertura della scuola, ne? la generica vigilanza all’ingresso o all’interno della scuola o di tutti i plessi.

PRIMA DELLO SCIOPERO (il DIRIGENTE deve seguire la procedura, il LAVORATORE non deve far nulla)

Il Dirigente scolastico:
• chiede a docenti e ata con una circolare chi intende scioperare specificando che la comunicazione e?
volontaria.    (La circolare deve essere emanata in tempo utile per la successiva comunicazione alle famiglie che il dirigente deve fare 5 giorni prima dello sciopero)

• non puo? obbligare alcuno a rispondere;

• non puo? chiedere di piu? (ad esempio che si dichiari anche l’intenzione di non scioperare).

Il lavoratore è libero di dichiarare o di non dichiarare cosa intende fare. Chi non dichiara nulla non puo? essere costretto a farlo e non e? sanzionabile.

Chi dichiara di scioperare e poi cambia idea e si presenta a scuola il giorno di sciopero, potrebbe non
essere utilizzato dal dirigente scolastico e sarebbe comunque considerato in sciopero. Quindi se
intende cambiare idea lo deve comunicare per tempo (ad esempio prima della comunicazione alle
famiglie).

Il Dirigente valuta l’effetto previsto sul servizio didattico (le lezioni) e di conseguenza:
1. puo? disporre un servizio ridotto per una parte delle classi o per una parte dell’orario e lo comunica
ai docenti;
2. puo? sospendere le lezioni se non e? in grado di garantire neanche un servizio minimo;
3. puo? chiudere la scuola o le singole sedi se tutti hanno dichiarato di scioperare.

Il Dirigente comunica alle famiglie, 5 giorni prima dello sciopero, le modalita? di funzionamento o la sospensione del servizio previsti per il giorno di sciopero.

La comunicazione e? un obbligo della scuola non dei singoli docenti. Quindi il Dirigente scolastico non puo? invitare ogni lavoratore a comunicare ai propri alunni se intende scioperare o no.

Il lavoratore non deve far nulla. Non e? suo compito avvisare le famiglie sul suo comportamento il giorno dello sciopero. Nè si deve preoccupare di avvisare che non sarà a scuola.

Semplicemente: chi non si presenta in servizio va considerato in sciopero (a meno che non sia in permesso già riconosciuto).

Il Dirigente individua, tenuto conto dei servizi essenziali da garantire nel giorno di sciopero, il contingente di personale (solo tra gli ata o gli educatori, ma non tra i docenti) per assicurare le prestazioni indispensabili, lo comunica agli interessati 5 giorni prima dello sciopero e sostituisce, se possibile, persone del contingente che dichiarano di voler scioperare con altre che non scioperano.

Per formare il contingente usa i criteri del contratto di scuola o, se non ci fossero, quelli del contratto
integrativo nazionale, utilizzando con priorita? coloro che non hanno dichiarato di scioperare.

Non puo? decidere unilateralmente che il contingente svolga servizi essenziali non previsti dal contratto.

Chi (ata o educatore) riceve la comunicazione di essere nel contingente puo? chiedere entro il giorno successivo di essere sostituito perche? intende scioperare, anche se non ha fatto alcuna dichiarazione al momento della circolare di cui sopra.

Se sciopera il Dirigente, lo comunica al dirigente regionale e da? indicazioni su chi lo sostituisce e quali funzioni essenziali di direzione potra? svolgere il giorno di sciopero. Di solito è il docente in servizio più anziano, tra quelli che non scioperano. Quindi se la scuola è aperta e parte del personale non sciopera, mentre il Dirigente sciopera, la Responsabilità è sulle spalle di questa persona individuata per svolgere le funzioni di Dirigenza temporanea.

IL GIORNO DELLO SCIOPERO

Il Dirigente scolastico o, se sciopera, chi lo sostituisce:

• organizza con il personale docente che non sciopera le lezioni che ha comunicato alle famiglie

• comunica alla direzione regionale le adesioni allo sciopero secondo le indicazioni ricevute (Le eventuali % vanno calcolate riferendo il numero delle adesioni al numero delle persone con obblighi di servizio il giorno dello sciopero e non all’organico).

Il lavoratore:

1. chi sciopera: Non deve far nulla. Non deve dichiarare di essere in sciopero.

2. chi non sciopera: Deve assicurare la prestazione per le ore di lavoro previste; non puo? essere chiamato a lavorare per un numero di ore maggiore;  puo? pero? essere chiamato dal Dirigente, o chi lo sostituisce,
• a cambiare orario, ma non il totale delle ore di lezione previsto per il giorno dello sciopero,
• a cambiare classe per assicurare la mera vigilanza ad alunni

Puo? essere chiamato ad essere presente sin dalla prima ora, ma non puo? essere tenuto a disposizione per tutta la giornata a scuola ma solo per l’orario che gli e? stato comunicato preventivamente e pari a quello
previsto per quel giorno; se il servizio e? sospeso, si presenta a scuola, nel suo orario di lavoro o secondo le indicazioni date.

Troppo comodo pensare di essere in vacanza perchè a scioperare, come nel caso di domani 30 ottobre, sono anche gli alunni. Chi sciopera può presentarsi davanti a scuola a controllare che chi è in servizio, anche in assenza di alunni, svolga comunque le ore, a disposizione, per cui, a differenza dello scioperante, viene retribuito.

3. chi ha il giorno libero: Non puo? essere obbligato a dichiarare se sciopera o no e non puo? comunque perdere la retribuzione, non puo? essere chiamato a scuola per sostituire docenti in sciopero.

Insomma: buona giornata di sciopero, colleghi!

PS Se sei un docente precario e magari supplente temporaneo, sappi che hai gli stessi diritti. Sappi che puoi scioperare tranquillo. Non perdi il giorno ai fini del punteggio. Perdi solo lo stipendio come tutti gli scioperanti.

Noi nati negli anni 70

Il testo del Decreto Gelmini che diventa Legge dello Stato

(se avete tempo anche l’iter, lo trovate qui)
Leggetevi l’accozzaglia di cose messe insieme in un unico decreto URGENTISSIMO che oggi è diventato legge dello stato. URGENTISSIMO, tanto da mettere in un unico documento le cose più disparate.

Una premessa: era OVVIO che venisse approvato. Senza aver dialogato ai vari tavoli.

Qualcuno sa spiegare la relazione tra, che ne so, il maestro unico alla scuola elementare e i laureati in medicina e chirurgia? Tanto per chiederne una. La relazione tra i SISSINI uscenti e il voto in condotta? Tra i libri di testo e la sicurezza?

E soprattutto, finite le 24 ore di tempo scuola previste col maestro unico (quindi immagino una prima elementare funzionante dalle 8.30 alle 12.30 dal lunedi al sabato per un totale di esattamente 24 ore) i bambini alle 12.30 chi li va a prendere? E soprattutto, dopo che fanno (i genitori al 90% saranno persone che lavorano no?). Forse le famiglie quando metteranno mano al portafoglio per risolvere questo piccolo insignificante problema sociale, si renderanno conto di che significa “Maestro unico e 24 ore).

Il Piano Programmatico degli interventi sulla scuola  (Articolo 64 del DL 25 giugno 2008, n. 112) e lo schema che è stato dato in mano ai sindacati prevede i TAGLI veri e propri.

Banalizzo, ma per farmi capire anche da chi è fuori dal mondo scuola.

In sintesi si riduce l’orario scuola (anche a medie e superiori), ridurre l’orario vuol dire che qualche docente perde ore in alcune classi, perdere ore in alcune classi vuol dire rimodulare le ore che un docente deve svolgere, ergo servono meno docenti se ci sono meno ore di lezione da fare. Però senza gravare sull’amministrazione, potete mandare i bambini alla materna a due o tre anni.

Si dimensionano e accorpano scuole (che devono avere minimo 500 alunni) per cui si contrae l’organico di DIrigenti, Segretari, ATA, docenti. Tradotto: persone, migliaia di persone che perdono il posto di lavoro, bambini di paesi disagiati, piccoli e mal collegati, di zone interne, costretti ad andare a scuola nel luogo in cui si deciderà che la scuola di minimo 500 alunni debba avere la sede principale.

Vabbè se sei di ruolo, la legge (al momento) obbliga a ricollocarti, ma è mobilità coatta, anche in altre amministrazioni pubbliche. Se sei alla soglia della pensione, ti ci mandano, con un calcio nel sedere, ma non per fare largo ai giovani. Se sei precario, magari da un decennio, non esisti più. Non c’è proprio modo di farti lavorare. Certo, anche se la scuola si è retta sui precari da sempre, e quindi hai lavorato come e più degli altri, pur non essendo a tempo indeterminato.

Ma cosa pretendiamo, è solo una banale questione sociale che riguarda un qualche migliaio di famiglie italiane (per la questura 2 milioni)…E qui non è questione di destra o di sinistra, badate bene.

Vabbè vi rimando per approfondimenti a chi ne sa più di me. Se proprio volete capire.

C’è da leggere per capire. C’è da leggere tutto, non da fare congetture, interpretare o zittire l’altro senza dialogo facendo passare le proprie idee come le più giuste. Ma lo scopo è propio quello di non LEGGERE più.

Vi lascio anche un link utile per capire le riforme del sistema scolastico ad oggi come si sono evolute. Magari di pedagogia ne parliamo un’altra volta. E non entro nel merito del Decreto Università.

Per l’approvazione dei vari regolamenti e decreti attuativi (iter previsti dalla legge attuale dello stato italiano) le proteste continueranno, così è emerso dai sindacati…sarà il caos per un po’ nel mondo della scuola, insomma.

Non finisce tutto con oggi. Immagino che lo sciopero di domani non sia che l’inizio della protesta.

Buona lettura.

Ddl Senato 1108 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università
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LinkedIn: nuove applicazioni e condivisione di Slideshare

Linkedin è una rete sociale di professionisti, uno strumento studiato per facilitare la creazione e il mantenimento di una rete di contatti legati alla sfera lavorativa.

Quando creo il mio account su Linkedin , vado poi ad inserirvi dentro, a mò di curriculum la mia formazione e le esperienze lavorative insieme ai motivi che mi spingono ad unirmi a questa community online (cambiare lavoro/ ricevere offerte/ fornire consulenza, ecc.). Posso poi invitare altri contatti, persone che conosco e di cui possiedo l’indirizzo di e-mail, oppure cercare persone il cui profilo mi interessa professionalmente parlando. Linkedin invia un invito via e-mail che se accettato dai destinatari, vengono aggiunti ai miei contatti.

Linkedin offre alcuni strumenti per facilitare la ricerca dei contatti ed esplicita le relazioni fino a tre livelli di distanza. La mia rete potenziale di contatti è formata infatti da tuii i miei contatti diretti (1° livello), tutti i contatti dei miei contatti diretti (2° livello), tutti i contatti di ogni contatto (3° livello). Per approfondire leggi su 2puntozeropertutti e da webeconoscenza.

LinkedIn, il social network professionale, ha appena lanciato la nuova piattaforma con molte nuove funzionalità (vedi su techcrunch e su linkedin blog per i dettagli). LinkedIn lancia la sua piattaforma di applicazioni basata su OpenSocial e chiamata InApps.

SlideShare è una delle prime ad utilissime applicazioni ad essere stata aggiunta! Lo spiega nel video la CEO di SlideShare, Rashmi Sinha.

SlideShare per LinkedIn ci permette ora di condividere direttamente le nostre slides con il nostro network professionale su LinkedIn, vedere le slide di altri contatti del nostronetwork, e di postare direttamente commenti sulle slide. E’ praticamente un mini-SlideShare dentro LinkedIn. Ottimo per condividere le nostre esperienze professionali con i contatti di LinkedIn, network con il quale prevalentemente condividiamo esperienze lavorative e curriculum.

E’ possibile far apparire le nostre presentazioni SlideShare automaticamente sul profilo LinkedIn.

Le applicazioni disponibili al momento su LinkedIn sono TripItSlideShare e Google Presentations, blog feeds da WordPress e Six Apart, file storage e collaborazione da Box.net, online workspaces da Huddle, e una Reading List app da Amazon ed inoltre alcune applicazioni, tipo un tracking per monitorare ad esempio se un’azienda/nome viene nominato su Twitter e una applicazione per creare sondaggi.

Alcune delle applicazioni in demo nei video seguenti:

Oggi ho fatto il miele (non si finisce mai di imparare)

Oggi sono andata a fare il miele. Cioè non è che proprio l’ho fatto io. Siamo andati ad imparare come si fa.

Io accompagnavo i ragazzi.

(Apro parentesi personale. Un’accompagnatura che m’ha fatto pure arrabbiare. Questioni di permessi, autorizzazzioni, progetti gestiti all’acqua di rosa. Boccaccia mia statti zitta. E’ che quando sei abituata a coordinare tu le cose, pretendi dagli altri lo stesso rigore e conoscenza delle procedure. Anche perchè la scuola è cosa seria e le responsabilità coi minori anche, a maggior ragione con questi ragazzi un po’ più speciali degli altri. Boccaccia mia però statti zitta, non conosci il nuovo ambiente scolastico in cui ti trovi, sei l’ultima arrivata, sei di passaggio e soprattutto non coordini tu, sei solo parte della truppa, anonimamente e senza ruolo, parte della truppa. Chiudo parentesi personale.)

Scusate la divagazione.

Dicevamo, oggi abbiamo fatto il miele. Miele biologico. L’azienda che ci ha ospitati ha un sito http://www.mielevaccaro.it/ (no, non mi paga per far pubblicità sul blog, solo che fanno miele biologico e anche buono e meritano un link).

Cose che ho imparato oggi:

- per fare il miele non basta portare le arnie con le api in mezzo alla fioritura e aspettare. Tanto le api fanno tutto loro.

- per fare il miele ci vuole tanta pazienza

- le api non attaccano, le api sono pacifiche, le api sono buone (Sarà, ma la mia paura, la mia fottutissima paura irrazionale ogni tanto prendeva il sopravvento. Però son stata là, ho cercato di vincerla con la ragione e facendo foto.)

- la cera, quella che stacchi col miele sopra è ottima per le gengive. Ne mastichi un po’, succhi il miele, poi la cera la sputi. Però intanto hai disinfettato le gengive.

- il propoli fa tanto bene, però macchia. Inesorabilmente macchia. Altro non è che il disinfettante con cui le api disinfettano il legno dove ci sono le celle del miele.

- col propoli si ottiene un concentrato utilissimo per disinfettare il cavo orale, bastano poche gocce.

- gli esagoni delle celle, perfetti, son fatti da due api. E’ una questione di zampe e peso.

- se il miele è troppo dolce è perchè gli apicoltori danno acqua e zucchero alle api. E questo non si deve fare. Le api devono produrre il nettare dai fiori non dall’acqua e zucchero.

- per sapere quanto zucchero c’è nel miele basta riscaldare il cucchiaino pieno di miele da sotto con un accendino, il miele si scioglie, lo zucchero resta. Più ce n’è, più le api son state nutrite ad acqua e zucchero. E questo non si fa.

- ogni miele fatto da fiori diversi ha proprietà, sapore, odore, colore diverso.

- il miele fa tanto bene, consigliabile prenderlo spesso.

- se il miele cristallizza è per il freddo. Per riportarlo allo stato liquido basta riscaldare il vasetto a bagno maria. Se il miele cristallizza è perchè non è stato sottoposto prima a processi di riscaldamento, per cui è il più naturale. Se rimane liquido, ha subito processo di riscaldamento nelle fasi di produzione

- le api mi fanno sempre paura, ma da oggi mi stanno un po’ più simpatiche.

- per quanto mi possa arrabbiare per certe cose, quello che ho fatto oggi non è stata solo una buona azione, umanamente parlando son stata bene. E non pensavo.

- non sono solo le api a farmi paura, anche alcune situazioni. Quelle che non conosco, quelle che penso di non saper gestire. Poi basta sorridere, smontare le sovrastrutture che hai in testa, partecipare, gioire di piccole gioie e vedi la situazione da una prospettiva che non pensavi d’avere.

Bè godetevi le foto va…