Il segreto di Twitter

The secret to is how many people are you listening to, not how many people are listening to you.

Robert Scoble

Il segreto per “prendere” il meglio da non basato sul numero delle persone che ti seguono, ma su quello delle persone che segui tu.

Il post di è il riassunto di quello che ho detto al Twittercamp. Mi ha tolto le parole di bocca, insomma. Ed è il seguito perfetto per il mio post sui comportamenti generalizzati su Twitter.

(foto dei googlisti)

Scoble spiega anche perchè è importante seguire quante più persone possibile piuttosto che esser seguiti da tanti.

Avere tanti followers vuol dire che:

1. Sei molto popolare per un motivo o per un altro nella Twittersfera. Certo, è gratificante ma non è nè scontato nè facile mantenere vivo l’interesse nelle persone che hanno scelto di seguirti. Paris Hilton raccoglierebbe subito molti followers su Twitter nel momento in cui decidesse di apparire su Twitter. Più di Scoble e in minor tempo, ma poi starebbe a lei interessare, no?. Un po’ come Lalla28 dopo il !! (a proposito ha aperto anche il blog!!)
2. Essere molto seguiti implica utilizzare Twitter come un vero e proprio publishing system per dare notizie, risorse, segnalazioni ecc (E’ difficile avere tanti followers se racconti solo quando vai in bagno e quando vai a portare a spasso il cane). Se hai solo followers a cui dare notizie, cosa ti differenzia da un giornale, da una radio, da un canale TV o da un sito web, da un ? Praticamente nulla. La comunicazione è di tipo uno a molti. E’ broadcasting, è monodirezionale.
3. Se fai di tutto per essere seguito da molti, ma non dai altrettanta attenzione, probabilmente il tuo è solo un bisogno (umanissimo) di ricevere attenzione. Ma ricorda: se non dai non hai.

Invece, cosa cambia se siamo noi a decidere di seguire quante più persone riusciamo su Twitter?

Cambia che l’uso che ne facciamo di Twitter è migliore sia umanamente parlando che in termini di conoscenze che circolano. Infatti, se segui tante persone diverse vuol dire che:

1. Stai cercando di imparare sempre di più dagli altri.
2. Stai cercando di incontrare (anche se virtualmente) molte più persone.
3. Stai cercando di essere un buon ascoltatore e di migliorare sempre di più questa tua capacità.
4. Stai comunicando al mondo che poi ti piacerebbe essere ascoltato a tua volta (la regola d’oro è sempre: tratta le persone come vorresti essere trattato tu).
5. Stai cercando di scoprire e condividere nuove risorse, materiali, link. Molti più eventi. Molte più storie.

Come Scoble e come Mike Arrington su Twitter, è storia vecchia che chi non vuole non ti segue. Nel ricordare però che non ci sono regole d’uso su Twitter che prevedono un numero massimo di Twit al giorno, ma che c’è solo la libertà di ognuno di noi nel decidere chi seguire e chi no, per i motivi più disparati e soggettivi, aggiungo anche che come dice Scoble:

Now, I really don’t care about people who unfollow me anymore. Go ahead. Doesn’t make me feel bad. But the more people I follow, the smarter I get, the more connected I get, the better the experiences I have in life.

Non importa chi mi sta seguendo e chi ha deciso di non seguirmi più. Quello che mi arrichisce davvero come persona, in termini di relazioni e conoscenza condivisa, sono le persone che seguo io, quelle con cui riesco a conversare, quelle con cui in un modo o nell’altro ho deciso di esser connessa.

(resta da capire come Scoble possa umanamente e fisicamente seguire 21,186 persone su Twitter)

catepol - Caterina Policaro

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4 pensieri riguardo “Il segreto di Twitter

  • 11/05/2008 in 10:17
    Permalink

    Ti stai reinventando come “Twitter Manager” 😀
    Quante interessanti cosine da trovare (a dispetto di quanto avevo detto precendentemente.. 😉 )

    Risposta
  • 11/05/2008 in 10:22
    Permalink

    ciao cate,
    concordo si, concordo no su quanto hai scritto.
    detto che twitter è appassionante, nel senso che nella sua semplicità rapisce, nel momento in cui mi sono iscritto ho cercato esclusivamente i miei amici, qualcuno c’è molti no. poi ho aggiunto persone, come te, che era seguite da amici, ricevendo, come nel tuo caso, il follow back.
    diciamo che hai ragione sul fatto che se aggiungo persone attive e con molti spunti (eventi, news, info) sto cercando di imparare, di accrescere le mie competenze, di migliorare ciò che faccio, ma è altrettanto vero che quelle persone, per cui sono solo un follower, esattamente come lo sono per te, difficilmente troveranno spunto da un twit per seguirmi. a meno che io non usi twitter come strumento di diffusione in rete di ciò che faccio, delle mie idee, dei miei post. insomma se faccio del, passmai il termine, marketing di me stesso.
    è vero che la condivisione è importante, ma è altrettanto vero che, quantomeno per me, quantomeno su twitter, preferisco leggere che @xxx è andato a portare fuori il cane, rispetto a trovare link di mille cose o continui twitback in cui non posso intervenire perchè nessuno mi followa.

    diciamo che seguire e non poter interloquire, lascia il tempo che trova. non credo sia twitter lo strumento di discussione principe. meglio questo blog, fatto peraltro molto bene.

    ciao

    Risposta

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