Archive for 26/04/2008
E andarono a chiamare ancora altri elefanti (blog, blogosfera, inclusione, passaparola & co.)
(pubblicato oggi su http://it.blog.buzzparadise.com/)
Un elefante si dondolava sopra al filo di una ragnatela;
e reputando la cosa interessante, andò a chiamare un altro elefante.
Due elefanti si dondolavano sopra al filo di una ragnatela;
e reputando la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante.
Tre elefanti si dondolavano sopra al filo di una ragnatela;
e reputando la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante.
Quattro elefanti si dondolavano sopra al filo di una ragnatela;
e reputando la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante.
(ad libitum, aggiungendo elefanti fino a quando il filo regge!!!)
Non so se conoscete questa filastrocca per bambini (usatissima negli oratori salesiani o tra gli Scout, ma oramai anche le maestre la conoscono). Che c’azzecca? In effetti volevo parlare di blog.
Bè, approccio ludico innanzitutto, chè la blogosfera in questi giorni tra polemiche e scazzi, sta diventando troppo seria e si rischia di non divertirsi più. Seguitemi.

Tema del post: il blog, tenere un blog, divertirsi con i blog, passa parola, come funziona, ma ripeto continuiamo a divertirci, please.
Dunque c’è un elefante che scopre una novità (i blog) e comincia a dondolare. Comincia a capire come ci si dondola su una ragnatela (che di per sè offre un equilibrio precario),, quindi come stare in equilibrio, come divertirsi dondolando e soprattutto come coinvolgere i suoi amici a fare lo stesso. Perchè? Perchè la cosa è interessante. E tutto ciò che è interessante merita d’esser condiviso. E allora comincia a spiegare la ragnatela (cosa è un blog) agli altri.
A livello di strumento/tecnologia un blog è:
un programma di pubblicazione guidata di contenuti su internet che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette template Il blog permette a chiunque sia in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia. Ogni articolo è generalmente legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore.
Fin qui la spiegazione da "elefante maestrina".
Proviamo ora a vedere perchè un elefante (un blogger) dovrebbe ritenere così interessante dondolarsi su una ragnatela e voler chiamare altri a fare lo stesso, perchè lui si diverte e vorrebbe divertirsi insieme ad altri.

A livello di persone che stanno dietro la tecnologia che permette a tutti di pubblicare qualcosa su internet invece un blog è:
…una conversazione continua, in rete con altri. Il blog è fatto per esprimere la voglia di comunicare a tutto tondo, una stanzetta tua con vista sull’intero web, un indirizzo mediante il quale chi naviga in internet ti può venire a trovare per scambiare due chiacchiere con te e prendersi un caffè. Un blog è una estensione di te stesso.
Che tu voglia raccontare quanto ti è accaduto, o condividere un video o una barzelletta, che tu voglia diffondere notizie, riprenderle, commentarle, dare la tua opinione in merito o semplicemente segnalare ad altri quanto hai ritenuto importante per te, che tu voglia semplicemente dare libero sfogo al grafomane logorroico che è in te, il blog è il tuo spazio. Libero e personale, ma anche sociale se non lo tieni privato.
Dove sei tu a metterci quanto di tuo vuoi condividere e a non metterci quello che di tuo vuoi conservare. Un po’ il tuo cartellone pubblicitario, il tuo spot. Parla di te anche se non parli di te.
Un blog è un arricchimento continuo per te che scrivi andando alla ricerca di cose da scrivere che possano interessare il tuo lettore oltre che te stesso, ma la ricchezza viene soprattutto da quanti commentando in bene o in male, linkandoti, diffondendo ad altri i tuoi contenuti in Internet, ti accompagnano alla scoperta di altri pensieri, di altri blog, di altre persone con cui non avresti mai pensato di entrare in contatto, con cui non avresti mai pensato di avere delle affinità e degli interessi comuni. (catepol)
E ritenendo la cosa interessante, gli elefanti andarono a chiamare ancora altri elefanti.
Si la ragnatela (il web), per quanto precaria, continua a reggere. Sarà perchè gli elefanti man mano che arrivano si fanno spazio, si danno la mano a mantenere l’equilibrio o forse si mettono anche a rafforzare la rete creata perchè possa sempre accogliere altri elefanti. Il gruppo degli elefanti non può essere un gruppo chiuso. Come i bambini quando giocano con la filastrocca. Ricordo versioni giunte fino al centesimo elefante e bambini scalmanati che volevano aggiungerne ancora e cantare, cantare, cantare nel cortile dell’oratorio fino allo sfinimento.
Qui entra in gioco anche l’abilità dell’animatore, che non si deve stancare e deve continuare ad includere, a cantare, ad invitare e far invitare altri elefanti. Ogni community, soprattutto online, ha bisogno ad un certo punto di animatori. Animatori di discussioni, conversazioni, nuovi stimoli, capacità di accogliere il pensiero di tutti, ecc. ecc. Gente che si diverte e che sa far divertire, gente che non si annoia, insomma! Gente che non si stanca di continuare ad includere altri, a spiegare come si fa.
E andiamo a chiamare un altro elefante!
Fuor di metafora. Col blog innanzitutto ci si diverte. A livello personale. Altrimenti non avrebbe senso tenere aperta una vetrina di sè e delle cose che ci piace scrivere, condividere, far leggere. Non è un diario. Perchè il blog abbiamo piacere che sia pubblico, che sia letto. Col blog raggiungiamo tanti altri e li includiamo nel gioco-conversazione. La rete sociale si allarga eppure continua ad esserci sempre spazio per nuovi stimoli e nuove persone. Lo strumento è a disposizione di tutti ed è anche facile da utilizzare. Poi il blog potrebbe diventare anche uno strumento di lavoro. Ma non funziona se non continua a gestire conversazioni, anche a livello profesisonale.
Il passaparola è la linfa delle conversazioni che avvengono nella ragnatela della blogosfera. Chiamiamoli meme, buzz, passaparola, inviti, contest o come volete.
L’inclusione sulla ragnatela funziona proprio perchè…
…e ritenendola una cosa interessante, andiamo a chiamare ancora altri elefanti!
Twitter: Classificare gli utenti e riconoscere gli spammers con Greasemonkey
Due utilissimi script per Firefox + Greasemonkey per Twitter. Il primo serve per segnalare i probabili account spammer e il secondo per classificare la tipologia di utenti.
The Twitter Blacklist creato da Earle Martin prova a raccogliere una lista di utenti spammers che utilizzano Twitter reggranellando followers su followers a cui intendono spammare prodotti/link ecc.
Molti non hanno l’abitudine di controllare chi c’è dietro un utente Twitter e, d’abitudine, quando si viene aggiunti tr ai contatti, si ricambia automaticamente. Per avere un indicatore di potenzialità come spammer di un utente Twitter si è pensato di utilizzare una ratio, una proporzione tra le persone che un acocunt Twitter segue rispetto a quanti sono i suoi followiong, quelli che seguono quell’account. Ne è venuto fuori questo:
1:5 = twittercaster, 1:2 = notable, 1:1 socially healthy, 2:1 newbie or social climber, 5:1 twitter spammer. – Evan Podromou
Grazie alla twitter blacklist e alle API che permettono di controllare se un utente è presente o meno in quella lista, ecco entrare in gioco il primo script Greasemonkey di M. Klier.
Un Greasemonkey script che ci permette, quando siamo sull’account di uno username di un profilo twitter di mostrare un messaggio di warningin alto sulla pagina che ci allerta e ci dice che quello username è presente nella twitter blacklist. Poi sta a noi decidere se seguirlo o meno.

O bloccarlo, dal momento che il block si fa solo con un click.
Lo script è disponibile sullo userscript website.
Aggiungo che è possibile contribuire a segnalare sulla twitter blacklist yutenti che non sono ancora stati inseriti. I dettagli su
L’altro greasemonkey script (di splitbrain.org) si basa sempre sulla scala di Evan Prodromou (scale) per decidere chi vale la pena seguire su Twitter o chi dovremmo invece non seguire ed eventualmente bloccare:
new scale: 1:5 = twittercaster, 1:2 = notable, 1:1 socially healthy, 2:1 newbie or social climber, 5:1 twitter spammer.
Per visualizzare velocemente la scala di appartenenza di un utente twitter basta installare quest’altro greasemonkey script che aggiunge una barra colorata in alto su ogni pagina account di Twitter, riportando la classificazione dell’utente secondo la scala:

Puoi scaricare e installare Twitter User Classify
Aiutiamo Riccardo Bellani
Qualche giorno Sara mi ha chiesto di diffondere l’appello di Riccardo Bellani, un bimbo di 4 anni cerebroleso, che ha bisogno di cure specifiche. Lo faccio volentieri. Per una buona causa e perchè magari riusciamo ad essere d’aiuto tutti insieme.

Al momento sono stati raccolti quasi €15.000 per Riccardo, per le sue cure e per rendere la sua vita un pò meno difficile di quanto lo sia oggi. Passate parola, donate, parlatene, aiutate. AIUTIAMO!
Ne hanno parlato anche al TG5:




