Anacronismo scolastico (alla faccia dell’innovazione)

La faccio breve per farvi capire. Le scuole al Sud Italia hanno avuto dei finanziamenti PON (la UE che finanzia le regioni Obiettivo 1 per capirci). Con questi soldi le scuole ci fanno dei . In questi si chiamano degli . E fin qui.

A noi serve un esperto in metodologie didattiche innovative della lingua italiana che tenga un corso ai nostri docenti della elementare. Con l’obiettivo di migliorare le competenze e le metodologie, aggiornarsi e attuare una al passo coi tempi (che magari tenga conto che ne so, delle tecnologie ecc.). E fin qui.

Apprendo con sgomento che il mio preside ha individuato come esperto in metodologie didattiche innovative della lingua italiana che terrà il corso rivolto ai nostri docenti della scuola elementare un rispettabilissimo e conosciuto ex Preside in pensione (avrà almeno 75 anni, almeno), preside storico del Liceo Classico, grande latinista, persona di cultura classica elevatissima,  conoscitore di autori latini e credo anche greci, capace di citarli anche a memoria e di tenere tutta la lezione in latino, convegnista e oratore ecc. ecc…

Alla faccia della didattica innovativa al passo coi tempi, insomma!!

(queste cose non avete idea di quanto mi facciano incazzare!)

PS vi aggiornerò! Gli faccio da tutor e già me lo vedo che chiederà non fotocopie ma carta copiativa…

(credits photo robotography)

catepol - Caterina Policaro

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12 pensieri riguardo “Anacronismo scolastico (alla faccia dell’innovazione)

  • 14/03/2008 in 21:07
    Permalink

    Senti, io fra poco avrò 50 anni.
    Cosa sono queste discriminazioni?
    Ne parlo con De Mita!

    Risposta
  • 14/03/2008 in 21:07
    Permalink

    e poi ci domandiamo perchè la scuola italiana non è al passo coi tempi…Catepol forza e coraggio e non commettere gesti insensati, tipo il lancio del telefonino in fronte!

    Risposta
  • 14/03/2008 in 21:09
    Permalink

    mi son trattenuta quando il mio preside mi ha detot questa cosa abbiate pietà (ho a che fare con una persona che purtroppo è rimasta ad un concetto di educazione e di scuola che si usava 30 anni fa)

    Risposta
  • 14/03/2008 in 21:26
    Permalink

    Sinceramente vedendo la larga ignoranza di molti insegnanti e da questi la marea di studenti che sanno già di per sé essere innovativi, preferisco un professore che faccia "aggiornamento" classico agli insegnanti, piuttosto che un venditore di fumo, che proponga didattica innovativa quando neanche lui ha le basi fondamentali per poter insegnare.

    P.s. non conosco a chi livello scolastico si riferisca ma io reputo scontato il mio ragionamento almeno fino alle scuole superiori.

    Risposta
  • 14/03/2008 in 21:30
    Permalink

    stefano…io mi arrabbio perchè mi occupo di formare i formatori e i docenti sulle metodologie didattiche innovative pensa te…
    farò da tutor a questo qui che conosco, che è veramente un uomo di cultura ma d’altri tempi…
    e che non c’azzecca nulla col progetto che si dovrebbe portare avanti.
    Solo che vaglielo a spiegare al mio preside che i tempi sono cambiati e anche la didattica (oltre che i raggazzini di oggi, il mondo ecc.)

    Risposta
  • 14/03/2008 in 21:41
    Permalink

    Forse non ci azzecca nella dicitura "metodologie didattiche innovative" ma della sana cultura classica la vedo molto positiva.

    Risposta
  • 14/03/2008 in 22:33
    Permalink

    in ogni caso avrà (sicuramente?) partecipato al bando di selezione e sarà stato (sicuramente?) valutato in base a dei criteri… stabiliti dal gruppo di progetto.

    Risposta
  • 15/03/2008 in 00:17
    Permalink

    C’è comunque una recondita possibilità che arrivi con un iPhone… 🙂 Che tristezza, davvero, non c’è proprio nulla da commentare: siamo retrogradi.

    Risposta
  • 15/03/2008 in 11:41
    Permalink

    Per come è ridotta la scuola adesso e visto che questi metodi innovativi finora hanno prodotto risultati deludenti, molto meglio un professore vecchio stampo e preparato. L’ignoranza dei giovani, anche laureati, riguardo l’italiano è enorme (parlo da giovane, visto che ho 25 anni). Segno che da diversi anni c’è qualcosa che non va nell’insegnamento della nostra lingua (oltre il generale lassismo della scuola).

    Risposta

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