Twitter: amici, contatti e contatti allargati

Il solito ottimo Armano ci spiega graficamente le relazioni su Twitter con questi tre cerchi concentrici che rappresentano al centro il nostro inner circle di , a cui segue un outer circle di ,e un "far outer circle" più esterno. E’ proprio la presenza di questo cerchio di molto esterno, di persone che non sono esattamente nostri amici o nostri diretti, personali o professionali a vario titolo, che caratterizza come applicazione web. sottolinea anche che se non abbiamo il terzo cerchio, quello più esterno, non è esattamente lo strumento sociale che fa per noi. 

Armano ha 1200 persone che lo seguono su , io ne ho 800 circa.  Posso considerarli tutti amici?  Alcuni sicuramente lo sono, e li conosco anche di persona.  Gli amici del mio inner circle sono persone con cui parlo quotidianamente?  Sicuramente si, ma anche no. Non è detto, nel senso che magari ci parlo anche quotidianamente, ma non attraverso Twitter. Sono quindi gli amici reali che posso contattare sicuramente in molti altri modi, non per forza con Twitter a far parte del cerchio più interno.

Twitter aiuta invece a tenersi in contatto con tutti e tre i circuiti: amici, contatti, contatti allargati. Armano sostiene che l’utilità massima di Twitter è proprio quella di raggiungere in un Twit il  "far outer circle", i contatti allargati.

Chi sono questi contatti allargati? Sicuramente persone con cui non siamo regolarmente in contatto in altro modo (conoscenza personale, rapporti faccia a faccia nella vita reale, telefono, mail). Persone con cui possiamo essere connessi attraverso Twitter e con cui occasionalmente condividere sorie, risorse, batture, link ecc. E’ il circuito di contatti per il quale utilizziamo Twitter non solo per parlare e chattare ma soprattutto come mezzo di  "broadcasting" per news o link.

Non è detto che tutti su Twitter abbiano un "far outer circles" di contatti —ma chi utilizza attivamente molteplici social networks, sicuramente si ritrova ad avere questo cerchio allargato di contatti.

Armano sostiene che Twitter non è esattamente pensato per avere grandi networks attorno, ma che comunque la forza e l’influenza dell’applicazione sociale di Twitter è spesso correlata  alla grandezza e alla qualità del network personale che ci costruiamo attorno.

Twitter allora è utile specialmente per raggiungere e gestire  il  "far outer circle" cosa che ironicamente fa sentire questo cerchio di contatti allargati come se appartenessero al nostro "inner circle". Cioè fa sentire parte del nostro lifestream anche persone con cui non condividiamo esattamente rapporti di amicizia, di conoscenza personale, di contatto personale e professionale ecc. E questo crea engagement, coinvolgimento con la persona che seguiamo su Twitter, crea senso di partecipazione (soprattutto quando poi ne riceviamo un replies).

Che ne pensate?

PS ovviamente mi trovate qui su Twitter!

PS 2 e intanto Gigi esce in simultanea con un post sulle conversazioni dal basso.

catepol - Caterina Policaro

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16 pensieri riguardo “Twitter: amici, contatti e contatti allargati

  • 22/02/2008 in 12:17
    Permalink

    Sono un classico esempio di cerchio esterno: io non ti conosco e neppure tu conosci me eppure ci seguiamo su twitter.
    La sensazione di conoscerti, di essere parte della cerchia dei tuoi amici, con twitter effettivamente la sento quindi, dal mio punto di osservazione, confermo quanto dice Armano

    Risposta
  • 22/02/2008 in 12:20
    Permalink

    alberto è proprio quello che intendevo (che intendeva armano, credo). Questa sensazione di far parte di una cerchia di contatti allargati anche se non ci conosciamo, se non via blog o via solo twitter. Il bello è che quando poi ci si conosce di persona ad un barcamp, ad una cena/pizza blogger ecc. poi alcuni passano da un cerchio all’altro 🙂

    Risposta
  • 22/02/2008 in 12:31
    Permalink

    Credo sia tutto giusto quello che hai scritto, ovviamente come in qualsiasi aggregatore ci sono persone che conosci e chi ti segue anche senza conoscerti personalmente.
    Questo è il bello.

    Risposta
  • 22/02/2008 in 12:34
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    Purtroppo la mia capacità di invitare persone che conosco di persona ad usare servizi come twitter è limitata, nel senso che mi vedono alquanto nerd e catalogano quello che uso come troppo geek per loro. Quindi quasi tutti i miei contatti fanno parte del cerchio più esterno, ma va bene così, mi piace sapere che c’è tanta gente che adora certi servizi come me 🙂

    Risposta
  • 22/02/2008 in 12:47
    Permalink

    io credo che la composizione di quei cerchi cambi continuamente: un periodo sono + amico di uno, un periodo di un altro, e così via…. forse l’unico cerchio che rimane + invarato è il primo… la modifica che viene posta è solo in allargamento 😀

    Risposta
  • 22/02/2008 in 13:05
    Permalink

    Condivido molto questa descrizione del socialnetwork-twitter.
    Nel cerchio ristretto ci sono gli amici.
    In quello intermedio i conoscenti.
    In quello più esterno gli amici degli amici e dei conoscenti.
    Ma il mezzo è talmente socializzante che mi capita spesso di far passare un contatto da un cerchio all’altro.

    Come??? Anche tu sei su Twitter???
    Ora ti metto tra i following!
    😀

    Risposta
  • 22/02/2008 in 13:34
    Permalink

    sono fra quelli che non ti conoscono, ma a cui piace la tua super produzione di post su twitter (anche se non capisco dove trovi il tempo 🙂 ). Mi fa piacere essere parte di una comunità virtuale, visto che le mie prime esperienze risalgono, ahinè questo denuncia la mia età, all’era pre-internet con le BBS (se non sapete cosa sono significa che siete bambini 😛 ). Di questi tempi anche per me la quasi totalità dei miei contatti su twitter appartengono alla terza fascia, visto che è uno strumento che i miei amici faticano a capire. Ciauz!

    Risposta
  • 22/02/2008 in 13:43
    Permalink

    Cerchio esterno…presente!
    Io e te non ci conosciamo, però ci seguiamo su Twitter, o comunque io ti seguo, non so te… Quello detto nel tuo post è giustissimo, tutto vero. Nonostante ciò,preferisco vedere Twitter da un punto di vista più bonaccione, nel senso che mi stuzzica l’ idea di leggere quello che fanno persone che non ho mai visto ne sentito, però non mi ammazzo per cercare di avere più followers possibili. Cerco di essere me stesso, e per alcuni non è cosi..Ma che ho detto? Ammazza che ragionamento contorto, non sono abituato, mi gira la testa. Ciao!

    Risposta
  • 22/02/2008 in 14:44
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    Sicuramente se pubblico un post importante sul blog, m’interessa diffondere la notizia al cerchio esterno. Ma se scrivo che sono stanca e voglio coricarmi, che può importare agli altri, a quelli che non mi conoscono? la speranza è di creare nuovi rapporti, magari li incuriosisco e da cosa nasce cosa….

    Risposta
  • 22/02/2008 in 15:52
    Permalink

    Qui si parla della stessa cosa di cui parla Gigi in http://tinyurl.com/ys962d, vero?
    A me la grafica fa pensare a cosa ci potrebbe essere al centro, oltre al singolo Twitter. Gigi dice un HUB. Non potrebbe essere un HIVE?
    HUB non so come tradurlo, ma HIVE vuol dire ALVEARE e .. potrebbe essere un modo interessante d’interpretare il disegno .. specie in vista della sparizione annunciata delle api.
    Cose ne dite .. popolo di Twitter?

    Risposta
  • 22/02/2008 in 20:18
    Permalink

    Quindi, se la cerchia è rappresentata da un’orbita in continua evoluzione, noi non siamo altro che atomi agitati dall’elettricità!
    😉

    Risposta
  • 23/02/2008 in 11:40
    Permalink

    Io scrivo raramente e non riesco a seguire assiduamente.. questo fa di me un utente da cerchio esterno. Mi piacerebbe partecipare di più ma forse non è per me!

    Risposta
  • 23/02/2008 in 15:45
    Permalink

    Caterina, arrivo qui grazie al link di Luigi 🙂

    Questa teoria molto assomiglia da quella che qualche tempo fa ho trovato in rete sull’effetto benefico della partecipazione al meccanismo dei Social Network sul Capitale Sociale!
    Lì si parlava di Facebook, qui tu parli di Twitter ma sempre presente è il concetto dei legami forti (l’inner circle di amici) e deboli (outer circle di contatti e far outer circle).

    Tu parli dell’engagement, del coinvolgimento con la persona che seguiamo su Twitter; credo che si possa aggiungere anche per Twitter ciò che quello studio dimostrava per Facebook: l’aumento del Capitale Sociale!

    Risposta
  • Pingback:Sono online, ergo sum? : Catepol 3.0

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