Archive for 28/12/2007

Buona fine e buon inizio

Ci si rilegge nel 2008. Auguri di cuore a tutti.


Foto di c.zwerg

Tu vivrai…

Se sei nato già vincente,
ma sai essere alla buona,
se ti fidi della gente,
ma non credi alla befana,
se non dai la colpa agli altri,
degli sbagli che tu fai,

tu vivrai, tu vivrai, tu vivrai,
tu vivrai, tu vivrai, tu vivrai.
 
Se sei forte quando serve,
ma sai chiedere anche scusa,

se vai piano en certe curve,
ma sai vincere in ripresa,
se sai mettere d’accordo,
chi non c’è riuscito mai,
tu vivrai, tu vivrai, tu vivrai,
tu vivrai, tu vivrai, tu vivrai.
 
Se non ti stanchi mai,
di addormentarti stanco,
se c’è un bambino in te
e te lo porti a fianco,
se non ti prendi mai
troppo sul serio,
comunque tu vivrai,
vivrai davvero.

 
Se ti sai svegliare presto,
quando vai a letto tardi,

se rimani quasi onesto,
in un giro di miliardi,
se sai piangere di gioia,
senza vergognardi mai
tu vivrai, tu vivrai, tu vivrai,
tu vivrai, tu vivrai, tu vivrai.
 
Se non ti stanchi mai,
di cose da imparare,
se non disprezzi mai,
quell che non puoi avere,
nessuno riuscirà
a manovrarti
saprai di cosa e
chi innamorarti.

Se sai perdere e cadere,
senza mai toccare il fondo,
se sai toglierti dal cuore,
chi ti stave derubando,
se sai dare tanto amore,
quanto ne riceverai,

tu vivrai, tu vivrai, tu vivrai,
tu vivrai, tu vivrai, tu vivrai. …

BarCamp un anno dopo

Catepol da Estragon: BarCamp un anno dopo (crosspost)
Non poteva esserci momento migliore: Giovanni pubblica le mie risposte su un anno di BarCamp, che gli avevo mandato tempo fa. Il bello è che proprio oggi si torna a Matera per il "Bloggers meet Christmas" dove avrò modo di rivedere alcuni e di conoscere altri blogger:

1+2 Clara Longo aka clarita + Gianfranco Giusto, Francesco Goffredo aka Gioffry che viene per il caffè!
3 Giuseppe Scaranello aka Finzosfera, 4+5 Giovanni Calia + 1 , 6 Angelo Fiore aka Fiorello, 7+8+9 Antonio Manfredonio aka Manfrys +2 giusto precisare!), 10+11 Catepol+husband, 12+13 Giovy + Mia

Buona lettura.

– Dammi una tua definizione di BarCamp.

Il BarCamp lo avranno detto in molti, sono delle conferenze non conferenze, dei seminari non seminari, dei miniconvegni che non sono miniconvegni. Insomma sono degli incontri, tematici o meno strutturati in modo che tutti i partecipanti siano liberi di presentare un intervento, un talk, una proposta, una provocazione ad un pubblico pronto a condividere e conversare. Il tutto in un ambiente molto free dove il cuore non è la serie di interventi e talk che si terranno, e neanche la partecipazione di quello o quel tale altro guru…ma le conversazioni che si intersecano, che si avviano, che proseguono poi online tra persone con mentalità e sentire simile..Io ho partecipato fisicamente solo a Matera 2007 e virtualmente (collegata in video/audio/chat ecc) a quasi tutti gli altri. Lo posso dire: Un Barcamp è la summa di tante conversazioni con amici.

- Perché in Italia il fenomeno BarCamp ha avuto così tanto successo?

Penso che abbia avuto molto successo questa formula innovativa del BarCamp tra noi, perchè siamo innanzitutto noi blogger a parteciparvi.. Con un passaparola ed un entusiasmo difficilmente pensabile per altri tipi di convegni o seminari, diciamo di tipo convenzionale ed istituzionale. Ha successo perchè ognuno di noi può portare il suo piccolo o grande contributo, può presentare argomenti di cui è esperto, che riguardano la sua nicchia di interessi, di cui può dare così diffusione e suscitare interesse in altri…Ultimo motivo di successo…vuoi mettere l’ego e l’autoreferenzialità??
I BarCamp ci danno modo di essere al centro dell’attenzione in molti modi no? L’Ego ringrazia!

- Quali sono bisogni che portano le persone a partecipare ad un barcamp?

Sicuramente la voglia di ascoltare interventi e argomenti di interesse, che magari altrove non vengono affrontati o che se vengono affrontati sono sempre ingessati in conferenze e seminari istituzionali dove poco spazio è lasciato alla condivisione delle idee ed alla conversazione.

Sicuramente la voglia di conoscere le belle persone con cui si è in contatto ogni giorno solo virtualmente, tramite blog, twitter, mail ecc.

Sicuramente la voglia di socializzare e di passare un po’ di tempo con tanta bella gente.

Sono tanti i motivi. Spesso sono anche molto personali. Ma sicuramente tutti sentono la positività di partecipare a qualcosa in prima persona, con altri con cui sanno che in linea di massima si troveranno a proprio agio.

- Pensi si affermeranno di più i BarCamp generalisti o tematici?

Non so darti una risposta. Forse quelli generalisti attireranno e coinvolgeranno molta più gente. Quelli tematici o troppo tecnici potrebbero invece allontanare. Ma il tempo ci dirà quello ch succederà..

Oramai la macchina BarCamp è avviata e il 2008 io lo vedo molto interessante sotto questo punto di vista. (Sperando di riuscire a partecipare in presenza il più possibile)

- Se accadrà, come pensi che si evolverà il fenomeno?

Io spero che tutti si sentano pronti prima o poi a presentare un intervento o un mini talk ad un barCamp. Tra noi ci sono “esperti” di diverse cose ed argomenti, spesso impensabili o sconosciuti. Io spero che i BarCamp possano diventare un ottimo veicolo per la condivisione di conoscenze. Non si finisce mai di imparare dagli altri. Per ciò io ai BarCamp vorrei poter imparare da altri che ne sanno più di me, vorrei poter continuare a tessere i fili di queste conversazioni che si avviano, si intersecano ecc. Magari invece di farne uno ogni due giorni (come è acaduto quest’anno) e in posti diversi, cerchiamo di aggregare gli appuntamenti in modo che uniamo sia la voglia di partecipare per incontrare che quella di partecipare per ascoltare e conoscere, approfondire argomenti. Se il fenomeno evolve anche in questa direzione credo che la partecipazione dei più possa essere facilitata (e quindi garantita!!)

Il coinvolgimento dei dipendenti è importante

(via)

Social Systems

Con D. Armano vediamo che, anche se tendiamo ad esplicitare le relazioni sociali dei network di cui facciamo parte in termini di nodi che si vengono a costituire, in realtà noi facciamo parte di una sorta di "sistema solare sociale" che vede noi stessi al centro e a ruotare attorno a noi, ognuno con una propria orbita, il blog in primis, poi Twitter, Facebook, LinkedIn…Slideshare ecc.

Noi siamo il centro del nostro micro-universo. Siamo il centro del nostro sistema solare sociale.

Gestiamo ecosistemi sociali multipli. Se li immaginiamo come pianeti, possiamo osservare che alcuni ruotano in prossimità del nostro essere più di altri che rimangono invece periferici, ma che comunque continuano a far parte del nostro ecosistema sociale. Solo alcuni di questi ecosistemi sociali sono sostenibili, non tutti. Siamo noi a scegliere la qualità e la quantità del tempo da dedicare al nostro ecosistema solare ed anche con quali mezzi.

Siamo noi a gestire quante e quali identità sociali multiple vogliamo e/o riusciamo a gestire. Il discorso è sicuramente da approfondire.

UPDATE alla luce dell’ottimo post di Stefano Epifani.

Bisogna spiegar meglio cosa si intende per identità sociali multiple. Altrimenti sembra che siam dissociati come persone e come personalità, sui social network.
La molteplicità non va intesa come: "sul blog sono in un modo, su Twitter mi comporto diversamente, e su Facebook in un’altra maniera ancora", quindi costruendomi e interpretando tanti io virtuali diversi e adatti/adattabili allo strumento/rete sociale che utilizzo per relazionarmi.
E’ umanamente impensabile di gestire tutti i social network e mostrare in tutti parte della nostra identità. Si selezionano quelli che più ci sono confacenti, che sono più adatti ad esprimerci e si abbandonano gli altri (o si lasciano in secondo piano ad orbitare ma senza forza attrattiva tale da considerarli parte integrante del nostro sistema solare sociale.
Io stessa che son prezzemolina e sperimentatrice di strumenti e tool, così come di social network e che ci sono praticamente in quasi tutti, ho fatto la mia selezione.

Facciamo un esempio. La mia identità si esprime qui su questo blog liberamente (dal lato serio, professionale, tecnologico, didattico ecc. al puro cazzeggio passando per la cucina e le altre cose che mi interessano).

Questo è il mio hub principale. Da cui si diramano diverse sottoidentità…Twitter, Flickr (si e poco altro checchè ne pensiate…Facebook lo uso tendente a zero) e poco altro.
Il resto son satelliti parzialissimi. Anche il tumblr e gli altri blog. Son satelliti, pezzettini della mia identità digitale. Ne fanno parte integrante, ma non sono il nucleo fondamentale della mia identità.
E pure su Second Life (togliendo il fatto che non riesco a farmi i riccioli, ma perchè non mi ci dedico abbastanza) c’è un avatar praticamente acqua e sapone che mi rassomiglia, che vuole partecipare ad eventi e seminari organizzati là dentro, che vuole socializzare, che vuole discutere, scambiare opinioni…che vuole apprendere. Senza fronzoli. E mi rappresenta. E, aggiungo anche, beato il mio avatar non si deve neanche truccare per mascherare le occhiaie e mettersi il tailleur…

Per chi utilizza la rete il me fisico e il me digitale si sovrappongono (anche perchè cominceremmo a soffrire di identità dissociate se fossimo "diversi" me in "diversi" luoghi…)
Concordo quindi con Stefano: non facciamo altro che esprimere in modi diversi parti della nostra identità che vanno a comporre il puzzle di quello che siamo realmente.

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