Lavagne scritte col gesso e lavagne di byte: la Rivoluzione Digitale

Gli studenti oggi: come imparano? Cosa hanno realmente bisogno di imparare? Quali sono i loro obiettivi? le loro speranze? I loro sogni? Come sarà la loro vita? E di quali cambiamenti faranno esperienza nel corso della loro vita?

Le tecnologie influiscono sul loro apprendimento. Uno studente in aula a seguire corsi costa molto all’università (ed alla scuola) ed i ragazzi spendono molte più risorse e molto più tempo facendo altro fuori dall’aula. Alla fine la più grande invenzione del mondo, quella che ha influito sulla cultura e sulla trasmissione della conoscenza è la lavagna. Anzi è quello che ogni insegnante ha scritto in questi secoli alla lavagna. Solo che ora le lavagne non si scrivono col gesso ma su schermi luminosi.

Il principio non cambia. La didattica deve utilizzare gli stessi mezzi che usano i ragazzi per comunicare. E deve scrivere sulle lavagne luminose e portatili, quelle lavagne interconnesse a profili di social network su Facebook come sui blog passando da Myspace e da Youtube e Flickr quello che i ragazzi hanno bisogno di imparare.

A pensare con la loro testa.
Ad imparare ad imparare.
Nulla più ne meno di quello che si faceva sporcandosi le mani di gesso.

Solo che magari con i computer e i telefonini si fa un pò di movimento fisico in meno, ma tanto lavoro intellettuale e di trasmissione e socializzazione di conoscenze in più.

Un video girato dal professore Michael Wesch in collaborazione con i suoi 200 studenti della Kansas State University. (fonte)

Il secondo video esplora i cambiamenti in atto nel modo in cuo cerchiamo, memorizziamo, creiamo e condividiamo le informazioni. E’ la Rivoluzione Digitale. E’ in atto. Inarrestabile. Le lavagne di byte. Non possiamo più tornare indietro. L’informazione e la conoscenza vanno organizzate così. (fonte)

, Rivoluzione Digitale, ,

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7 comments

  1. utente anonimo scrive:

    Un paio di estati fa, ad un convegno sull’e-learning ad Helsinki ricordo che mi impressionò molto vedere una lavagna con connessione ad internet su cui l’insegnante poteva fare praticamente di tutto.

    Ho pensato che se riusciva a farmi stare attento sarebbe stata un’invenzione ottima anche per una classe di studenti delle elementari/medie e oltre.

    Hai ragione. L’informazione va organizzata in modo nuovo.

    Louie

  2. mentelab scrive:

    più che la lavagna mi pare interessante il Multi-Touch

    come opportunitaaaaà

    http://formazione2punto0.blogspot.com/2006_11_01_archive.html

  3. kit88ts scrive:

    io penso che un’università più social (a scuola trovo che sia magari ancora un po’ troppo presto) potrebbe essere davvero qualcosa di molto interattivo e soprattutto più facile da capire.

  4. floria1405 scrive:

    bellissimo post. ma qui siamo indietro indietro indietro e a volte è veramente frustrante (meglio la lavagna nera con il gesso tradizionale piuttosto che litigarsi con i colleghi le scarse risorse tecnologiche disponibili)

  5. utente anonimo scrive:

    Il post è stimolante. Mi riservo di riprenderlo anch’io, ovviamente citando la fonte, perchè apre scenari interessanti.

    I prossimi giorni ho un ciclo (anche noi maschietti :-) ) di conferenze.

    Ciao

  6. utente anonimo scrive:

    Quello che io vedo in tutto questo, è che sarà sempre più difficile non imparare, non migliorarsi.

    Già adesso è meraviglioso quello che succede; immaginiamo cosa sarà tra 10 anni.

  7. utente anonimo scrive:

    Io non sono un tecnico, so a mala pena gestirmi il mio piccolo blog, però mi rendo conto di quanto c’è da fare nell’università italiana.

    Io, nel mio piccolo, avrei idee, ma avrei bisogno di qualche bravo programmatore per metterle in pratica.

    Mi sa che mi conviene imparare ad usare database e php e arrangiarmi.

    Louie

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