Archive for 24/09/2007

Ditemi che questa educazione anti-terrorista non esiste

Twitter – Attraversamento del cortile in liberta

La scuola è in un palazzo del settecento, quelli con cortile quadrato contornato da portici.  Al centro del cortile una fontana e del verde. Vi si può passare attraverso, al centro di ogni lato del porticato c’è un accesso che porta dall’altro lato attraversando il cortile. Ma, nessuno lo fa…

Per rispetto di una regola non scritta,
per mantenere l’ordine e la disciplina,
perchè si è sempre fatto così,
perchè così è più ordinato,
perchè sembra quasi vietato passare dal centro,
perchè chi c’era prima ha deciso che si passa da sotto i portici,
per stare tutti insieme,
perchè così fan tutti,
perchè così ti vedono tutti…

Per farvela breve: per passare da una parte all’altra gli educatori mettono in fila per due i bambini della loro classe e li fanno attraversare i portici, percorrendo il quadrato  verso destra o verso sinistra, ordinati, precisi.

Poi magari ce n’è uno di questi educatori che dice: "Bambini, rompete le righe, passate da qui, guardate le piante, toccate le foglie, non è importante fare la fila per due sotto i portici, dall’altro lato si arriva lo stesso anche da qua…e comunque stiamo tutti insieme "

Perchè nessuno ha mai scritto la regola del passaggio sotto i portici obbligatorio,
e neanche quella che non si può passare dal cortile.
Solo perchè qualcuno ha detto è meglio fare così, non è detto che non si possa fare altro.

Perchè le regole a volte non esistono, esistono solo le eccezioni.

Preambolo necessario. Il post è su Twitter. Sapevatelo.

Gigi provoca la blogo/twittosfera un’altra volta. Che tanto è la sedicente blogosfera italiana che forma la twittosfera italiana. Se non sapete cosa è Twitter vi rimando su 2puntozeropertutti. Poi prima di leggere oltre leggetevi il post di Gigicogo.

Non si può regolamentare un qualcosa che ognuno di noi utilizza non in uno ma in tanti modi diversi quanti sono i suoi contatti (Following).

Ripeto quello che dissi parlando del blog e del giardino. Cambiando l’ordine degli addendi, mettedo la parola Twitter al posto della parola blog, il risultato non mi cambia. Al posto di giardino, la metafora stavolta è sul cortile…ma insomma siamo là.

“Il mio account Twitter è mio e ci faccio quello che cazzo voglio io”. (catepol, tutti i diritti riservati)

Gratuitamente lo abbiamo ricevuto e aperto. Gratuitamente lo utilizziamo.

E su questo non ci dovrebbe piovere.
Non esistono regole della twittosfera a cui attenersi per essere IN o per essere OUT.

Esiste, secondo me solo il vincolo della decenza di linguaggio e di pensiero, della legalità, del non offendere, denigrare, calunniare (e tutte quelle cose previste dalla costituzione, per capirci), del non violare la libertà altrui: "La mia libertà (anche di parola e di opinione) finisce dove comincia la tua"…
Tutte quelle cose che nella real life non faremmo, condanneremmo, additeremmo come immorali…ecco quelle vanno evitate anche in rete, sul blog come su Twitter. Per il resto massima libertà di cazzeggiare, di condividere, di scrivere cose più o meno interessanti o anche solo la lista della spesa o che ci stamo lavando i denti o che facciamo la pupù.

Pertanto:
Le regole di Fullo sono obsolete IMHO e risalgono a quando non eravamo neanche 100 utenti ad utilizzare Twitter in Italia.

E’ improponibile dire alla folta ed eterogenea community che siamo:

  • su Twitter non si linka (si vabbè pettiniamo le bambole e non segnaliamo nulla)
  • Su Twitter si parla in terza persona (si vabbè alla fine anche se parliamo in prima ci capiamo uguale)
  • L’inglese è opzionale, ma consigliato (si vabbè io twittavo in itainglese all’inizio e a volte lo facico pure…ma siamo tutti italiani adesso, siamo fra di noi, Scoble non ci leggerebbe uguale)
  • Twitter non è un contatto IM normale, non spammatelo! State facendo broadcasting! (non è un contatto ma sono tanti contatti quanti sono i nostri followers, è chiaro che sono consapevole di trasmettere a tutti loro, mica chatto col nulla)
  • Su Twitter non si dialoga e non si rispondete agli altri utenti, per quello ci sono gli IM o le mail (certo perchè dietro gli utenti non ci sono mica persone ma bot)
  • Se proprio volete usare la notifica su SMS ricordatevi che pagate il costo di un SMS per ogni invio fatto, più followers avete più pagate (che ti frega se voglio mando SMS e pago, saranno pure fatti miei)
  • Twitter da assuefazione, state attenti (QUESTA e’ L’UNICA CHE SALVO, lo dissi anche io, subito, illo tempore)

Sono improponibili perchè io per prima rispondo "Chi cazzo sei per mettermi dei paletti?" (sia chiaro non ho niente contro Fullo). Molti me compresa hanno scritto e parlato dell’uso sociale di Twitter in varie salse.
Io avevo coniato la definizione di "neverending present continous" e per me quello Twitter rimane.
Il rispondere alla domanda cosa stiamo facendo non è mica detto che non debba andare daccordo con il cazzeggio, la segnalazione di link nostri o di altri (trasmissione di conoscenza si chiama, prima di arrivare al grado di spam), il rispondere a qualcuno che dice qualcosa, il cominciar euna discussione, una riflesisone che poi prosegue in privato o in altre sedi, il salutare e dire buongiorno e buonanotte, l’avvisare ci sono/non ci sono, il salutare gli amici, il chiedere consiglio, il ridere e scherzare insieme o anche il parlare di cose serie…

Tutto fa parte del nostro neverending present continous, presente che condividiamo con chi è online con noi ogni giorno.

“Il mio account Twitter è mio e ci faccio quello che cazzo voglio io”.

Alla domanda: "Ma come va usato allora Twitter?" rispondo citando Matteo Moro:

"Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo però emetterò la mia: su Twitter scrivo quello che mi pare, come mi pare e quando mi pare. Punto. Al pari del mio blog, è uno spazio dove sono io a decidere cosa merita di essere scritto e cosa non lo merita, senza che nessuno abbia il diritto di sindacare sull’uso che ne faccio. Non vi piace? Liberissimi di non seguirmi, ma non mi rompete le palle, grazie."

Ecco il punto è proprio questo: abbiamo una cosa che nessuno ci può togliere la bella e grande libertà di poter decidere chi seguire e chi non seguire, quanti seguire e quanti non seguire, con chi twittare e con chi non farlo, chi lurkare e con chi conversare.

Aggiungo alla discussione in merito alle regole, alla quantità di messaggi, alle accuse più o meno velate di spam, ai non ce la faccio se non vi date una calmata…

Ritieni che un utente spamma su twitter la sua presenza ogni 10 secondi (una a caso una certa catequalcosa…come si chiama?) e ti dà fastidio???
Bene, toglilo dai tuoi following!
Chi ti costringe a seguirlo/a?

Però, obietterai, che ci sono persone che si devono assolutamente seguire per non sentirsi esclusi dalla blogosfera cazzeggiante e dalle ultime notizie!!!

Allora mio caro/a, deciditi, sii coerente. Tu hai la libertà di togliere, segare ecc. (la stessa libertà che ho io) e non la usi però pretendi che per tua comodità gli altri si adeguino a delle regole in modo che tu abbia la situazione sempre sotto controllo e non vai in information overload??

Lo vuoi seguire quel contatto per un qualunque motivo? Allora seguilo ed accettalo/a così com’è.
Lo DEVI seguire per un qualche motivo tuo personale che non è detto che altri debbano conoscere?

Se lo vuoi o non lo vuoi seguire…eliminalo. Taglio secco e via. Vivi tranquillo. Nessuno si offende.
Vivi tranquillo il tuo twitteraggio con i contatti che vuoi.

Se lo DEVi seguire…non te ne puoi venire col dire "si ma questo non si fa", "si ma spamma", "si ma quanti twit inutili fa" "si ma parla sempre e solo lei/lui", si ma…ecc…

Libero Twitter in libero stato.

Per la cronaca…io sono una spammer riconosciuta e risaputa su Twitter (chi mi conosce mi evita…). Intanto ho sempre più contatti e followers e la cosa mi fa solo piacere perchè il bello è che ricambio sempre e vi followo tutti a mia volta. Eppure nessuno mi obbliga. Potrei essere seguita da 480 perone (cavolo 480???) e seguire giusto i miei amichetti. E invece ne seguo molti di più…seguo anche gente che non mi segue a sua volta o che non mi ritiene degna di essere seguita.

Perchè? Perchè mi va…perchè ci riesco a seguire se possibile o da gTalk o da Twitterific accanto alle cose che faccio on e off line davanti al computer, perchè mi tenete compagnia, perchè imparo da tutti sempre qualcosa di nuovo, perchè mi state simpatici, perchè si chiacchiera in libertà, perchè siamo tanti, perchè si condivide, perchè spammate, perchè invece di leggere i feed leggo in anteprima i post di tutti appena li segnalate, perchè mi interessa sentire e leggere altri punti di vista, perchè si possono seguire i Barcamp anche quando non ci sei là fisicamente, perchè mi piace farmi i fatti vostri, perchè mi diverte condividere i fatti miei…Perchè mi va. Punto.

Perchè il mezzo offre tutto questo e anche di più, perchè è veramente sociale, perchè non esistono e non possono esistere regole precise e prefissate per uno strumento che coinvolge così tanta gente. La buona educazione, quella si. Il rispetto per l’altro. La consapevolezza che la nostra libertà finisce dove inizia quella dell’altro. Il resto è aria fritta e discorsi che continuiamo a fare, pour parler.

Neanche Scoble stesso riesce a rispettare le sue regole…

Certo per l’ecologia della comunicazione ci si deve autoregolare (e io credetemi provo a farlo ogni tanto per non rompere le palle più di quanto già non faccia)…di contro quando si vuole dire qualcosa non vedo perchè non dobbiamo dirla…

Alla fine Twitter è una vetrina immediata, un mezzo che ti permette di trovare risposte e soluzioni in tempo reale…un’ottima compagnia per i momenti di cazzeggio ma anche per quelli pieni, una ventata d’aria fresca…la parte abitata della rete, nella quale gli abitanti non li vedremo mai passare in fila per due sotto il porticato seguendone linearmente il perimetro. O meglio qualcuno continuerà a passare sempre e solo dal porticato, a seguire e far seguire regole non scritte che impongono il dove e il come passare. Ma non esiste solo quel qualcuno.

No, perchè Twitter è l’attraversamento del cortile dei bambini in libertà, il passaggio disordinato davanti alla fontana, la scoperta di un fiore nel verde, la segnalazione di una pianta, di una lumaca, di una farfalla, la meraviglia, la condivisione, la comunicazione, il pensiero laterale…Tutte cose che non sarebbero emerse dal passaggio ordinato in fila per due sotto il porticato…

Almeno io la vedo così…

Da domani dieta…

Fioroni: 1000 euro ai diplomati


E se raccogliessimo le firme perchè i 1000 euro siano retroattivi?

No perchè c’è chi era uscita dal liceo con 60/60 giusto un paio di anni fa e nessuno le aveva mai promesso soldi in cambio, solo cultura e preparazione, libri e studio matto e disperatissimo…
Sostenne l’orale, era l’ultima della mattinata. Parlò tranquilla di letteratura italiana in italiano e di letteratura inglese in inglese con la commissione e il presidente. Conversò per una mezz’oretta si fecero le due del pomeriggio. Pensava di essere rimasta sola. Concluse, salutò i professori si girò. Il silenzio dell’esame venne interrotto da un applauso. Tutta la classe, parenti e affini come alla fine di una pièce teatrale. E lei che non se n’era neanche accorta di quanta gente c’era.

E voi che ricordi avete dell’esame di maturità?

Ci state a raccogliere le firme allora?

Ma Grillo non era quello che voleva distruggere i computer?

(via)