Bisogna coltivare il nostro blog-giardino insieme ai vicini


“Il blog è mio e ci faccio quello che cazzo voglio io”
. Maxime a Sw4n.

E su questo non ci dovrebbe piovere.
Non esistono regole della blogosfera a cui attenersi per essere IN o per essere OUT.

Esiste, secondo me solo il vincolo della decenza di linguaggio e di pensiero, della legalità, del non offendere, denigrare, calunniare (e tutte quelle cose previste dalla costituzione, per capirci), del non violare la libertà altrui: "La mia libertà (anche di parola e di opinione) finisce dove comincia la tua"…
Tutte quelle cose che nella real life non faremmo, condanneremmo, additeremmo come immorali…ecco quelle vanno evitate anche in rete. Per il resto massima libertà di cazzeggiare, di condividere, di scrivere cose più o meno interessanti o anche solo la lista della spesa. Il blog è solo uno strumento (lo dice sempre GG e non solo lui): ci sono persone dietro. La tecnologia attuale ci permette "tecnicamente" di far fare tutto con lo strumento, anche di impostarlo perchè automaticamente sputi fuori un post, un link, un feed ogni tanto per dire alla rete e soprattutto ai motori di ricerca che "Esiste".

Ricordiamoci delle persone. Siamo persone che comunicano qualcosa agli altri perchè hanno voglia di farlo, di farlo in quel determinato modo che corrisponde alla loro personalità, di farlo per ottenere visibilità (altrimenti terremmo un diario segreto), perchè la visibilità porta ad altro in termini di relazioni personali e professionali, perchè il partecipare a reti sociali è tipico dell’uomo che ne conosce vantaggi, possibilità e limiti (perchè a volte alcune reti sociali possono stare anche strette), checchè se ne dica.

E non mi venite a dire che chi usa i social network in rete
1. ha tanto tempo da perdere (quello può essere anche vero, però)
2. è asociale e orso nella vita reale e si nasconde dietro un monitor e le sue belle parole
3. si inventa una identità digitale come uno specchietto per le allodole che non corrisponde all’identità reale…
4. in rete siamo tanti, tutti belli e affascinanti…solo perchè siamo su Internet!

No, per favore…perchè non è così!

Vorrei che la smetteste di considerarvi "influenti" e proviate ad essere "includenti"!  Gigicogo.
(Andate a leggervi il lungo post di gigi e i commenti e la discussione che stiamo socialmente portando avanti.)

Dopo che avete letto…Ecco i miei due centesimi sulla discussione. Senza pretese, solo i miei pensieri.

Cominciamo col dire che gli abitanti della rete, attivi, e con attivi intendo gente che oltre a scrivere le sue cose, le socializza, le linka, partecipa alle discussioni ecc. siamo meno dell’1% come dice gigi. Pochissimi. Forse una casta. Forse più di una casta, nel senso che è impossibile racchiuderci tutti in un unico gruppo sociale digitale. Come per le relazioni sociali della vita reale, in rete facciamo parte di "n" gruppi sociali, di "n" conversazioni con "n" target relazionali differenti.
Allora crolla anche l’idea stessa di casta, perchè anche se siamo tutti blogger, se usiamo tutti Twitter, Facebook, Flickr e Anobii…non habbiamo gli stessi contatti, non discutiamo con le stesse persone, ci rapportiamo in maniera diversa se il gruppo o il contatto è di tipo profesisonale, amicale, hobbystico ecc.

Le classifiche sono un gioco. Anche perchè non ce n’è una che sia obbiettivamente valida, google balla, technorati è inaffidabile…Anche se poi le prime posizioni delle classifiche ne hanno ritorni a volte anche economici. Per cui tutti a far a gare per esserci, la cosa è ovvia. Solo che non siamo tutti uguali, non siamo tutti professionisti del settore, non siamo tutti capaci. O semplicemente, anche se scaliamo le classifiche con trucchi e trucchetti (leciti: scambio link, contest, meme, concorsi, cazzeggio vario – illeciti: meglio soprassedere, affronterei discorsi che andrebbero troppo in là), se alla fine il nostro blog non offre nulla di interessante…io credo che nel giro di poco tempo veniamo soppiantati, alla faccia di ogni classifica. Nel senso che il mio lettore torna a leggermi sua sponte se lo interesso, altrimenti sono solo un feed nel feed reader…e ripeto, il feed reader spesso si scrolla, non si legge tutto.

Non è avere 1000 lettori di feed, ma sono magari quei 10 che vanno a leggere, commentano, cliccano, rimbalzano, ritornano, a far la differenza, a farci affermare "Cavolo, interessa veramente a qualcuno quello che dico!". Perchè sono quei 10 lettori che in quel blog trovano esattamente quello che cercano, quello che li interessa, e persone affini con cui confrontarsi. E allora vi ritornano. E allora l’identità digitale ha un senso e acquisisce una forma molto simile a quella che ha il suo padrone nella real life, perchè è la stessa persona a parlare. Solo che lo fa attraverso un monitor. Ma fondamentalmente è capace di farlo davanti ad una tavola imbandita e ad un bicchier di vino allo stesso modo.

C’è una marea di gente che scrive e conversa oltre a noi.
C’è una marea di gente a cui non frega nulla di classifiche o altro.
C’è una marea di gente che usa ancora i forum.
Non è che noi che c’abbiamo il blog su technorati o su blogbabel siamo più fighi o siamo più bravi…
E’ solo che abbiamo uno o più canali di distribuzione che altri non hanno, non vogliono avere, non gliene frega nulla, semplicemente non lo sanno.

Perchè nessuno li ha inclusi, magari…
Perchè nessuno ha spiegato loro che si può passare dall’individuo online con la sua piccola cerchia di appassionati a una socialità più ampia fatta di mille altre belle persone e opportunità…

Curare solo il nostro orticello, come in tutte le cose, alla lunga non rende.
Nel tuo orticello puoi coltivare solo pomodori. Se un giorno hai voglia di melanzane…è per forza al tuo vicino che dovrai chiedere la melanzana. Solo che invece di pagare, puoi mettere in rete i tuoi pomodori, lui le melanzane, un altro le zucchine, io le cipolle di tropea…

E l’inclusione del vicinato ti farà vivere meglio e ti farà venire voglia di allargare ancora di più le relazioni…

C’è una marea di gente che vorrei includere in questa grande conversazione.

Io la blogosfera la vivo così. Si sarà capito…

"Lo so ancora, disse Candide, che bisogna coltivare il nostro giardino.

Tutta la piccola società prese parte in quel lodabile disegno; ciascuno si mise ad esercitare i suoi talenti. La piccola terra fruttò molto. …

Tutti gli avvenimenti sono concatenati nel miglior de’ mondi possibili…

…ma intanto bisogna coltivare il giardino." (Candide ou l’Optimisme, Voltaire, 1759)

Ma ricordati che anche il tuo vicino ha un giradino complementare al tuo e che ci sono altri giardini che possono diventare vicini…Col contributo di ognuno dei giardini/orticelli del network aperto…la zuppa viene sempre più buona!


catepol - Caterina Policaro

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35 pensieri riguardo “Bisogna coltivare il nostro blog-giardino insieme ai vicini

  • 16/09/2007 in 11:44
    Permalink

    Ovvio che al tuo invito su Twitter son corso a leggere 🙂

    Siamo “social” 🙂 …anche se ho letto in giro che la parola social a qualcuno sta sui “co….”. e vedi che ci risiamo. L’antagonismo a tutti i costi che è elittario e porta a stare sull’angolo con il proprio narcisismo alle stelle.

    Si, Caterina concordo andiamo oltre l’orticello non perchè abbiamo una missione da compiere (anche questo fa arrabbiare un sacco di gente che non vuole dare ma solo ricevere) ma perchè attraverso la conoscenza ci arricchiamo tutti i giorni.

    E di giorni ne abbiamo pochi.

    Lo so son maniacale in questo ma la voglia di apprendere è insita in noi che poi lo dobbiamo riversare sui nostri discenti e farli appassionare.

    Ciao Gigi

    Risposta
  • 16/09/2007 in 11:57
    Permalink

    Diceva Gesù: “Gratuitamente date, gratuitamente ricevete”

    se non dai per primo non ricevi…è difficile ricevere e basta per la nostra bella faccia…non basta

    Risposta
  • 16/09/2007 in 13:52
    Permalink

    E’ la stessa cosa che ho affermato io qualche giorno fa sul blog, con un post in cui accostavo il blog ad una metafora sociale, in quanto dovrebbe essere un luogo dove c’è uno scambio sociale di idee e opinioni. Fatto sta che molti vedono il blog come qualcosa di diverso e pensano come hai detto tu soltanto il loro orticello. Io personalmente passo molto tempo a commentare su altri blog e non lo faccio per avere link in entrare ma per cercare di introdurmi o creare delle conversazioni profique. Penso che questa dovrebbe essere la logica di tutti. Spero di essere stato pertinente.

    Ti seguirò di più ora… avevo perso il tuo feed.

    Ciao Overlord

    Risposta
  • 16/09/2007 in 14:44
    Permalink

    overlord ma benvenuto in questo disordinato giardino, ehm campetto ehm vabbè pezzettino di terra digitale che coltivo a modo mio (pollice verde quasi zero) 😉

    Risposta
  • 16/09/2007 in 15:59
    Permalink

    Bel post complimenti, concordo in massima parte con te, e mi è piaciuta molto la massima finale!

    ciao

    Valerio!

    Risposta
  • 16/09/2007 in 17:01
    Permalink

    Tutto sommato non credo che l’essere social sia una scelta.

    Dipende molto dal tempo che si ha a disposizione da dedicare agli altri.

    Meno ne hai, più cerchi soltanto i tuoi simili, piuttosto che i complementari.

    Inoltre, a volte, essere inclusi acriticamente è soltanto una forma di accettazione illusoria che non dà soddisfazione.

    Un po’ come esserci senza essere effettivamente considerati.

    Risposta
  • 16/09/2007 in 20:52
    Permalink

    Brava, bello questo post. Io ti aggrego, lo fai anche tu? Scherzo. Rinnovo i complimenti: ho trovato qualcuno che ha espresso al meglio i miei pensieri confusi…

    Risposta
  • 16/09/2007 in 20:53
    Permalink

    ego quotta ti vengo a leggere se mi piaci ti aggrego eh

    io faccio così

    con tutti

    e alla fine aggrego tutti

    benvenuto qui

    Risposta
  • 17/09/2007 in 10:30
    Permalink

    Io credo che la blogosfera, senza una vera interazione tra blogger, smetterebbe di essere tale…difatti non capisco proprio tutte queste pseudo-blogstar che non si azzardano a lasciar un commento a nessuno che non sia ritenuto influente…influente de che poi…

    Captain’s Charisma

    Risposta
  • 17/09/2007 in 10:58
    Permalink

    io quando ho tempo commentare è la prima cosa che faccio, chattare sui blog, riflettere, rispondere, semplicemente LOLLAre insomma socializzare…

    Risposta
  • 17/09/2007 in 16:40
    Permalink

    Ciao, avevo già visto il tuo blog ma mai lasciato traccia… d’accordissimo con te, anche sull’essere inclusivi e sul diffondere. e alla fine, il fatto di essere interessanti credo sia il fattore determinante.

    Bellissima anche l’immagine dei giardini e dela zuppa che si arricchisce sempre di nuovi sapori- io non sono bravo né ci capisco molto di feed, rank e scambi link… ma vorrei fare una segnalazione di un blog (l’ho linkato anche al mio nick) che ho scovato qualche settimana fa: Il Nikita, quello che porta i morti… unico!

    ciao!

    ps- meme? ne avevo letto solo a livello teorico come di un analogo del Gene per la sfera del pensiero e della cultura. Che valenza ha nella blogosfera?

    Risposta
  • 17/09/2007 in 19:19
    Permalink

    Efficace l’immagine della zuppa 😉

    Risposta
  • 18/09/2007 in 02:35
    Permalink

    Ho un piccolo giardino-blog che coltivo in maniera asociale. Nel senso che socializzo a fasi alterne, senza partecipare a classifiche o a conversazioni o a catene di meme. Adoro mybloglog senza sapere il perché.

    Dal mio punto di vista però i blog (e più in generale la tecnologia) non sono solo uno strumento. Uno strumento è qualcosa di esterno che posso manipolare. I blog (e la tecnologia) sono ormai parte del nostro modo di vedere il mondo e di interagire con le altre persone. E’ che sto leggendo Galimberti: “psiche e techne”.

    Risposta
  • 18/09/2007 in 11:29
    Permalink

    dico che è uno strumento perchè alla fine possiamo interagire in molti modi e ognuno si sceglie quello (o quelli, in multitasking come faccio io) che preferisce. Il blog è sì un modo di interagire che oramai fa parte delle nostre giornate…ma non c’è solo quello.

    Grazie dei commenti…

    Risposta
  • 19/09/2007 in 01:39
    Permalink

    Inclusione, influenza, conoscenza… parole grosse. Nel nostro caso, si può determinare dov’è il confine tra la conoscenza impartita dall’alto verso il basso e quella che invece si cerca di guadagnarsi da soli, muovendosi dal basso verso l’alto. Il processo d’inclusione non è unilaterale e non è detto che sia un dovere di chi detiene la conoscenza muovere verso la divulgazione piuttosto che verso l’affinamento e l’accrescimento della conoscenza. Un divulgatore eccezionale come Asimov non era un detentore di conoscenza paragonabile a un premio nobel, ma soltanto uno che aveva il desiderio di divulgare.

    Probabilmente ci sarà qualcuno che aspira a diventare una blogstar che fa parte della casta, qualcun altro che non si sentirà blogstar, altri ancora che faranno quello che gli va, inclusi quelli che pensano che la casta li abbia rifiutati e per questo sia una cosa cattiva.

    L’importante è mantenere alta la circolazione del desiderio di conoscenza, da qualche parte le informazioni arriveranno. A me non dà fastidio la gente che si dà importanza, penso che ne abbia nella misura in cui qualcuno gliela riconosce, e accusare qualcuno di snobismo o robe simili, secondo me, significa attribuirgli una qualche importanza

    Risposta
  • 19/09/2007 in 08:11
    Permalink

    La questione è un’altra.

    Il problema si pone fin dal principio, quando si cerca di ottenere un misero pezzetto di terra da coltivare.

    Solitamente, il blogger in fasce si rivolge ai blogger più anziani per aumentare la propria visibilità.

    Il problema è che nella maggiorparte dei casi, questi ultimi se ne infischiano altamente.

    Solo allora il giovin pargoletto decide di abbassare il tiro ma, essendosi affaticato nellla ricerca di quei pochi lettori che lui ama definire “afficionados”, smette inevitabilmente di allargare i propri orizzonti dedicandosi a quei pochi ortaggi che stano crescendo.

    – gryphius –

    Risposta
  • 19/09/2007 in 10:45
    Permalink

    io vedo il blog come un diario in cui scrivo tutto quello che mi passa per la testa, è una terapia online, se qualcuno mi legge ne sono felice e questo alimenta il mio narcisismo, se poi quel qualcuno che mi legge è interessante e lo sento a me empaticamente vicino lo linko, provo ad essere tecnologica e mettere i feed (è cos’ che si chiamano) ma spesso mi intorto e quindi mi arrendo, mi piace navigare in rete e scoprire quello che altri hanno da dire, certo è che ci vorrebbe una giornata di 48 ore per riuscire a stare dietro a tutto e a volte ho paura di venire risucchiata da questo mare e non vivere la mia vita reale

    zefirina

    Risposta
  • 19/09/2007 in 11:46
    Permalink

    ciao bella gente nuova che commenta questo post…

    nel pomeriggio vi dedico tempo e vi rispondo ora sto scappando a scuola

    Risposta
  • 19/09/2007 in 12:55
    Permalink

    scusate ma..essendo che qua siamo 3 blogger ingnoranti, devo interrompere la discussione x fare una domanda stupida:io…non ho mai capito cosa sia un feed..o___o

    ..ci illuminate :)???

    Patty

    Risposta
  • 19/09/2007 in 14:45
    Permalink

    Interesantissimo… L’ho divorato!! Io il mio giardino cerco di curarlo al meglio. Ci scrvo per lo più stronzate, ma poi le rileggo e vedo che in tutto ciò che scrivo ci sono io, con i miei pregi (ben pochi) e i miei difetti (che non sto ad elencarli per non fare andare in corto circuito splinder).

    Per mancanza di tempo non giro tantissimi blog, in genere se uno lascia un commento da me, curioso vado a vedere, per capire chi è il pazzo che mi ha letto almeno solo una volta…

    Ogni tanto partecipo anche a qualche discussione, ma solo dove penso di avere qualcosa di intelligente e simpatico da dire…

    Alla fine come tutti i blogger da buon egocentrico ho parlato di me. Comunque quelle volte che non avrò niente da dire e mi allontanerò dallo spirito leggero che ho cercato di trasmettere sempre nel mio blog e soprattutto da me stesso, tornerò a leggere questo post… Complimenti ancora

    Risposta
  • 01/10/2007 in 11:40
    Permalink

    Casta is all around you

    [..] I politici? Una casta. I professori universitari? Una casta. La chiesa? Una casta. I blogger? Una casta. I giudici? una casta. I sindacati? Una casta. Le coop? Una casta. I tassisti? Una casta. I giornalisti? Una casta (ad libitum) Ordunque organizzat [..]

    Risposta
  • 01/10/2007 in 16:25
    Permalink

    eh io quello sotto l’ho scritto solo sul mio blog comunque, volevo precisare che non faccio spam

    Risposta
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