Santa catepolla

"Siate santi come i santi di cui portate il nome" diceva Don Bosco.

Bè…è dura per me.

La mia santa era una tosta, un "Dottore della Chiesa" ma donna in un’epoca maschilista. Era una che diceva sempre di no e la spuntava.

Del resto voleva solo una stanzetta per sè…

Nessuno sentiva da lei una parola di biasimo, no Caterina era quella della gioia e della fiducia.

Era una che parlava a dotti e sapienti…

Impara a leggere e a scrivere, anche se la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Una blogger influente e anacronistica? Nel fare tante cose insieme però in qualche modo ci somiglio…

Auguri di cuore a tutte quelle che si chiamano come me, a tutte quelle che portano questo bel nome 🙂

Buon onomastico a noi! (29 aprile – Santa Caterina da Siena)

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Grazie a Miketrevis, Agatimario, Liarit, Ricciele, jtheo, pasqualeorlando, …

catepol - Caterina Policaro

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11 pensieri riguardo “Santa catepolla

  • 29/04/2007 in 20:15
    Permalink

    auguri di buon onomastico.

    la foto sotto, mi sembra un po’ blasfema eh?

    Risposta
  • 29/04/2007 in 23:12
    Permalink

    giusto in tempo massimo per gli auguri. Il nome è davvero impegnativo.

    (siccome siamo su un blog culturale, allego piccola scheda per la Santa politica per eccellenza tratta da Santi e beati:

    Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia senza la santa giustizia»: queste alcune delle parole che hanno reso questa santa, patrona d’Italia, celebre. Nata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei è sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua “”cella”” di terziaria domenicana (o Mantellata, per l’abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di processionisti, tutti più istruiti di lei. Li chiameranno “”Caterinati””. Lei impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33 anni. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà patrona d’Italia con Francesco d’Assisi.

    Risposta
  • 30/04/2007 in 08:20
    Permalink

    l’avevo detto io che era una tosta e che mi è difficile emularla 🙂 grazie pasquale, grazie a tutti voi per gli auguri lasciati, grazie a quanti me li hanno fatti su twitter o via mail

    grazie davvero baci

    Risposta
  • 30/04/2007 in 23:50
    Permalink

    Com’è che si dice? Omen nomen!

    Auguri tesora! :-***

    Risposta
  • 29/04/2008 in 23:15
    Permalink

    Auguriiiiiiiiii vedi che a star distanti da Twitter e dai feed si perde il lifestream, mannaggia!

    Risposta

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