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Balletto del precario reloaded

Brutte giornate per l’insegnante precario. Quello del balletto estivo per capirci.

Scadenza imminente, domanda per inserimento, aggiornamento delle graduatorie permanenti.
Non sai cosa sono le graduatorie permanenti? Vieni che te lo spiego un attimo. Altro non sono che quei listoni infiniti di gente, i cui elenchi contengono, nell’ordine:
1. precari storici, gente che tiene famiglia e figli grandi, gente che del precariato scolastico ci ha fatto tutto il servizio utile e magari andrà in pensione senza aver avuto il piacere di passare di ruolo,
2. abilitati sfornati dai concorsi negli anni 90 e non ancora assorbiti dal sistema,
3. abilitati sfornati (ancora???) dai concorsi del 2000/2001

<—inizio paragrafo contestabile nei commenti—>4. (e come se non fossimo già troppi) sissini e sissetti delle ultime generazioni, quelli che, per capirci (non vi offendete), paghi tot mila euro, frequenti due anni di corso (proroghi di due anni l’università), racimoli 30 e passa punti solo per aver poggiato le chiappe sui banchetti dell’università, scavalchi quelli di cui sopra che nelle graduatorie ci stavano già, pretendi di lavorare al termine del corso "Che c’ho l’abilitazione io!". <—fine paragrafo contestabile nei commenti—>

Brutte giornate per l’insegnante precario. La stessa scadenza imminente riguarda anche le richieste di nuove inclusioni nelle graduatorie suddette. Altre orde barbariche di sissini e sissetti che pressano sull’uscio per entrare a pieno diritto a far parte del listone infinito, con inserimento a pettine nelle stesse dove permangono quelli di cui sopra.

Brutte giornate per l’insegnante precario. Si tratta di prender decisioni di vita per il prossimo biennio e non solo. Nel senso che, mentre prima ogni due anni potevi cambiar provincia, ora che novità ti pensa il nuovo ministro a riparare i già numerosi danni della collega Moratti che lo ha preceduto? Che cambi ora e fra due anni se vuoi tornare, finisci in coda. Onde per cui la decisione si fa veramente scelta di vita.

Brutte giornate per l’insegnante precario. Tenendo conto che il punteggio doppio per aver insegnato in scuole di montagna nell’ultimo triennio non vale più (e viene tolto in automatico dai cervelloni dei computer ministeriali doh!), tenendo conto che l’insegnante precario per fare il punteggio doppio di montagna nell’ultimo triennio ha fatto i salti mortali a costo di avere anche l’ultimo spezzone di poche ore, a stipendio pari a zero, macinando spesso kilometri, abbandonando famiglie, ecc.; tenendo conto che senza punteggio di montagna si ri-stravolgono tutte le posizioni delle graduatorie…Brutte giornate per l’insegnante precario.

Ci sono quelli che, lancio di dadi, scelta casuale della provincia, possibilmente del nord, sperando di cascare in ruolo se con tanto punteggio, sperando di cascare sulla supplenza annuale se con punteggio scarso, sperando di lavorare, insomma.
Ci sono quelli che si procurano dai servizi segreti le graduatorie che lo riguardano, elaborano schemini, sguinsagliano i servizi segreti e i cani da tartufo e il passaparola per carpire notizie sui colleghi e le colleghe che lo/la precedono in graduatoria. Quello è in ruolo là, quell’altro sta per entrare, quell’altra ha cambiato provincia, o ha cambiato lavoro, quello ha preso il sostegno, quella rientra a casa che vuol stare con mammà, quell’altro è emigrato in Australia a cercar miglior fortuna…Schemini fitti fitti di dati personali, alla faccia della privacy, custoditi gelosamente.

Sa tutto di tutti l’insegnante precario. Chi è in gravidanza e chi si presuppone lo sarà a breve. Quanti figli hai, di dove sei, se i tuoi stanno bene in salute, dove abiti, se hai la macchina o viaggi coi mezzi, perchè sei in questa provincia a rubare il posto altrui, da dove vieni, dove vai, a chi appartieni, due fiorini.
L’insegnante precario non sa o finge di non sapere, che la maggior parte dei suoi colleghi ha adottato la stessa strategia bellica.
Ci sono quelli che non mi muovo neanche se viene il Padreterno, il posto di lavoro lo voglio sotto casa, ho studiato tanto io, ho fatto sacrifici ecc. ecc. ecc.

Le tipologie sono tante, i casi umani anche. Ognuno con una storia. Ognuno con una speranza di lavorare prima, di entrare in ruolo poi. Ognuno con la sua neverending story, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo perso dietro i fatti suoi…

14 thoughts on “Balletto del precario reloaded

  1. Cate io ho prorogato di 2 anni l’universita’ pagando totmila euro e ti dico che non solo mi sono fatta il culo a strisce dando la bellezza di 30 esami (altro che prorogare l’università, per me ti posso dire che come impegno è una seconda laurea), ma tutti i colleghi piu’ anziani ci sputano e ci odiano per i 30 punti che abbiamo, che per il mio modesto parere sono strameritati perche’ ci siamo veramente fatti un culo quadro e se avessimo potuto evitare di “scaldare i banchi”, visto che molti di noi hanno famiglia e parecchio da fare, lo avremmo fatto volentieri, chi fa la ssis fa una fatica immonda, viene martirizzato da professori universitari pazzi che non tengono conto che è una persona adulta con i suoi problemi e gli chiedono “perfomance” allucinanti e una volta finita la ssis pensa che finalmente lo schifo è finito e si trova davanti chi lo disprezza perchè (molto semplicemente) gli rode il culo per i trenta punti in piu’. Punti che ti ripeto , penso di meritarmeli tutti, come pure i miei colleghi che hanno passato le notti svegli a studiare per gli esami cercando di coniugare la famiglia, il lavoro (molti insegnano) e anche la ssis. Adesso mi fai la cortesia che cancelli il paragrafo dei ssissini e sissetti perchè non ne posso piu’ di questi pregiudizi assolutamente fuori luogo. La fatica DEVE avere un valore e noi NON siamo dei simpaticoni che fregano il lavoro agli altri, siamo persone che si sono trovate COSTRETTE a fare la SSIS perchè altrimenti nella scuola non ci entravano e se avessimo potuto rimediare mafiosamente un posto di lavoro come si usava una volta, l’avremmo fatto volentieri, ma adesso non si può per cui basta con questo bombardamento da tutte le parti. E’ già abbastanza difficile cosi’. Che poi non capisco, una ssis l’hai fatta pure tu, lo sai che massacro che è, gente che prende il treno alle 5 di mattina per fare il tirocinio, ragazze che vanno a far l’esame col neonato in braccio… ma come ti viene di prendertela con quelli della SSIS!?!??!

  2. ricciele cara mi spiace che tu te la sia presa così per quello che ho scritto su sissini e sissetti…

    perdona la generalizzazione, lo so che c’è tanta gente in mezzo che fa i sacrifici per fare la siss, che alla siss c’è arrivata anche dopo, lavorando, con la famiglia ecc. come unico modo per entrare nella scuola.

    Lo so bene che c’è gente che fa i salti mortali per fare la siss e abilitarsi e prendere questi trenta punti.

    Io sto uscendo (viva?) da questa siss sostegno che come sai da quello che racconto, è stato un carrozzone di cazzate.

    Io sono incazzata anche con me stessa, che alla fine ho pagato 2500 euro per fare il corso di sostegno…per avere anche questa abilitazione che non volevo fare. Sostegno che avrei potuto fare già 2 anni fa e non ho voluto. Sostegno che potevo fare 4 anni fa…quando si era in meno e costava anche di più. E non ho voluto. perchè non mi sento in grado, perchè non è il lavoro che voglio fare, perchè era l’insegnante di inglese quello che volevo fare…

    E poi mi sono piegata anche io, perchè ce l’hanno tutti il sostegno, perchè i sissini ti scavalcano, anzi mi hanno già scavalcato più volte…

    E i sissini si abilitano sul sostegno solo con 400 ore. Bene, noi ne abbiamo fatto 800…eppure parlo di gente con anni e anni di precariato alle spalle, madri di famiglia che come me hanno ripiegato su queste 800 ore proprio perchè i sissini son passati avanti, proprio perchè i sissini hanno tutti il sostegno.

    Nulla di personale. E’ il sistema che contesto, generalizzando. Non le persone e i loro sacrifici.

    Confrontiamoci su questo. Non cancello la parte, l’ho messa però tra virgolette…

    commentate pure, discutiamone insieme.

  3. in realtà bastava pensare ad un sistema di inserimento nella scuola diverso degli abilitati siss rispetto agli abilitati dal 90 in poi…bastava assorbire in qualche modo chi era arrivato prima.

    Invece abbiamo queste graduatorie che ci contengono tutti e che non si esauriranno mai proprio per questo…

  4. io il sostegno non ce l’ho…

    E comunque non è che ce l’ho con te.. sono solo molto esasperata perche’ sto uscendo da una fatica immane e mi pare che la figura del ssissino sia vista come una specie di arrampicatore sociale… quando invece la sua scelta è stata a senso unico… sobbarcandosi un concorso, poi altri esami, e poi un ulteriore concorso, poi anni integrativi (tramite concorso) ed esami, esami, esami… e allora che gli diremo a quelli che arrivano con le lauree magistrali + un anno di tirocinio? E’ il sistema del precariato che va male… perchè al ministero fa comodo tenere la gente precaria e non assumerla. E’ lo stesso trattamento che c’e’ nel privato, ti tengo in sospeso e ti do il minimo indispensabile, pero’, praticato dallo stato.. il metodo mi fa un po’ schifo, scusami! La situazione dei precari NON E’ NORMALE, dovrebbe essere sanata al piu’ presto. il problema sorge quando queste persone pensano che la loro sia la normalità, e chi è “in regola” sia uno che vuole fregarli, mentre nessuno vuole fregare nessuno, specie se è 1 collega, l’ingiustizia e’ qualcun altro che la pratica. Tra l’altro, se io volessi improvvisarmi precaria, e insegnare con la semplice laurea, sarebbe un percorso a ostacoli: perfino alla mia ex-scuola (privata!!) mi hanno detto che se volevo fare qualche ora dovevo fare la SSIS… e ho fatto la SSIS perchè era l’UNICO modo di entrare, almeno qua a Roma. Una volta nella scuola ci entravi pure dalla finestra.

    E non dimentichiamo che c’e’ gente che ha tutta la convenienza a spargere i contrasti interni tra professori, parlando male, spargendo voci false e spingendo le persone a odiarsi, se una volta tanto fossimo *tutti* d’accordo per rivalutare il ruolo anche sociale del professore, magari la nostra condizione potrebbe pure migliorare un po’!

  5. riccy cara siamo esasperate tutte e due con il sistema del precariato…io penso la stessa cosa…

    fa comodo tenere tanti precari, fa comodo tenerli in lotta uno con l’altro per la sopravvivenza, fa comodo saperci obbligati a determinati passaggi burocratici con annesse tasse da pagare, fa comodo alle università avere tutti questi nuovi iscritti paganti…

    sai quanti introiti ha portato la siss per il risanamento delle casse universitarie?

    e poi il numero chiuso non doveva garantire la percentuale di assorbimento di quella provincia o regione di quel numero di insegnanti?

    così non è stato…

    il balletto infinito del precario continua con i sissini compresi

    No, non vi volevo (anzi ci volevo) considerare una categoria a parte di arrampicatori. Lo so che non è così.

    Però ti devo anche dire che qui ho visto cose che non ti immagini…

    tipo numero chiuso fittizio (poi sono entrati tutti e hanno sopratutto pagato, furba l’università), tipo gente che si è ritrovata dentro la siss per caso, gente che non vorrei mai fossero insegnanti dei miei figli un giorno…

    E questo mi fa rabbia.

  6. in bocca al lupo per l’esame…io corro a mandare la raccomandata con le domande (è chiaro che le mando fuori…più tardi svelerò dove…incrociamo dita e piedi )

  7. Adesso vi tiro su di morale io. Scopro la spalla come la Milady di Dumas e scopro, invece del giglio impresso a fuoco, il 3 di “terza fascia”. Ebbene sì, io sto ancora nelle graduatoria d’istituto. Perchè ho iniziato adesso, perchè non ho ancora fatto la siss (e spero di iniziarla il prossimo anno, ma intanto integro la mia laurea con altri esami per poter far domanda in più graduatorie). I colleghi di ruolo non mi cagano. I sissini mi schifano. Pure le bidelle mi guardano male. Capisci qual è il tuo posto nel mondo quando i anche i rappresentanti di libri fingono di non vederti e non ti regalano nemmeno i segnalibri di cartone plastificato!

  8. Scusate se v’interrompo…il Sistema del Precariato in Italia, secondo me funziona benissimo. Vuoi mettere?! La libertà di gironzolare tra le scuole facendo esperienza…tenere sempre una porta aperta nel mondo del lavoro “reale” potendo, anche in quel frangente decidere quanto lavorare e come…un ambiente di lavoro è di sostentamento all’altro…senza patemi…Raga…cogliamo l’opportunità di dimostrare senza patemi l’efficacia di un nuovo modo FLESSIBILE di concepire l’occupazione…

    Poi…con l’apertura/chiusura del contratto qualcosa in busta c’è sempre! ah! ah! ah!

    In Italia, spontaneamente nascono i gruppetti che si fanno la guerra…qualcuno capirà, un giorno, che così facendo sempre i soliti ci guadagnano…e non sono di certo le parti belligeranti!

    AAAAAAHHHHH!!

    ah! ah!

    Il Giostraio

  9. … perché, i rappresentanti regalano i segnalibri plastificati? sono in ruolo da vent’anni e non ne ho mai visto uno!

    esigo il mio segnalibro plastificato! 🙂

    tornando ai temi seri, nella scuola si favorisce la “guerra tra poveri” perché così noi insegnanti, che siamo tanti, non diventiamo una forza sindacale temibile. questa è sempre stata la mia impressione.

    cate, se vieni dalle mie parti fatti viva! qui arrivano ogni tanto colleghi dal sud…

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