L’omino del calzino

Esco dal super con un carrello carico di viveri utili alla sopravvivenza della famiglia, mi fermo un attimo, basita. Tra me e la macchina il diluvio universale a secchiate piene in faccia ed in terra il lago maggiore con tutti gli emissari. Meditando un po’ incazzata  sul che fare, come fare e soprattutto quando farlo nel modo più rapido e raccoglitore di meno acqua possibile, mi si avvicina l’omino ambulante di una qualche associazione di ex-drogati e detenuti ex malati di AIDS e altre menate varie (ovviamente senza alcun tesserino), omino a cui gentilmente avevo detto già no secco all’ingresso. Vendeva calze e calzettoni da uomo. Mi fa "Signora, un aiutino per vivere. Lo so che del calzino non mi ha bisogno ma lo faccia per…"


Lo fermo, lo guardo dritta negli occhi: "Ce l’hai un ombrello che lo compro?" E lui continuava la litania "Lo so che del calzino non ne ha bisogno, ma un aiuto per noi ecc. ecc. ecc." Intanto dal cielo continuavano a tenere aperti tutti i rubinetti che c’hanno lassù.
"Senti bello, io in questo momento devo arrivare alla macchina con la minore doccia possibile. Ti consiglio di cambiare merce oggi se vuoi che qualcuno ti dia retta. Mi puoi aiutare? No? Allora ciao eh…" L’ho lasciato di stucco. E mi son pure bagnata fin dentro alle ossa…altro che calzino. Pure gli slip ho dovuto cambiare una volta a casa…Se avesse invece capito che bastava cambiare stategia di marketing e merce in quella mezz’ora sono sicura che l’omino avrebbe fatot i miliardi e avrebbe anche avuto la mia gratitudine…ma tant’è.

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2 comments

  1. ninna_r scrive:

    Eh, poteva darsi alla vendita di ombrelli…mica male…

  2. catepol scrive:

    si infatti…si sarebbe fatto i miliardi in quella mezz’ora

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