Archive for 22/07/2006

Gratis e soprattutto utili strumenti web based

Sei online ma non al tuo computer, hai bisogno di creare una presentazione o un documento, non sai come fare?  Ti suggerisco qualche programmino, che ora è tanto che non faccio un post cate_chnologico.

Presentazioni

L’applicazione web è Empressr che permette di creare, condividere ed accedere a presentazioni online, anche  incorporarando funzionalità come lo streaming video e le animazioni, per creare e condividere presentazioni il più animate possibile. Si possono creare e salvare fino a cinque presentazioni. Ovviamente  è gratis.

Documenti
Un word processor web-based che funziona dal browser Firefox per tutti i sistema operativi e dispositivi, anchesso gratis. Si chiama ajaxWrite e permette di leggere e creare documenti Word e altri formati di documenti standard per la condivisione dei documenti tra collaboratori ed amici. Una volta concluso il documento, lo si può salvare.

Poi c’è Writeboard, editor web-based che permette di scrivere documenti online e di collaborare in rete con i colleghi, anche mediante l’iscrizione ai documenti via RSS per essere avvertito dei cambiamenti. Writeboard necessita Internet Explorer 6.x, Safari, o Firefox ed è sempre gratis.

Un altro editor online è WideWord per scrivere e condividere documenti in maniera semplice e privata. Mantiene la storia delle revisioni, i documenti resi pubblici possono essere commentati dai lettori ed inoltre fornisce un feed RSS di tutti i cambiamenti. Gratis, sempre gratis.

Dati
Un hard disk portatile virtuale a cui puoi accedere da qualsiasi posto è XmailHardDrive, un servizio che si connette con l’account Gmail e permette di caricare file all’interno dell’account Gmail come allegati e-mail criptati e compressi in formato .xmhd che possono essere de-compressi e ri-scaricati sempre attraverso XmailHardDrive.com, oltre che inviati a chiunque abbia un account Gmail. Gratis, of course.

Immagini&Disegni
Picture2Life, strumento online che permette di editare online le tue immagini, caricarle sul Web o importarle. L’editing viene effettuato direttamente dal browser e le immagini digitali modificate possono essere inserite in siti di foto sharing come Flickr, Photobucket, ImageShack, e molti altri. Gratis da usare.

Per discutere progetti e condividere foto, grafici, diagrammi e molto altro WebBrush è il tool adatto. Può essere usato anche per insegnare online e fornire dei supporti tecnici esendo provvisto di chat, di un pannello per disegnare e di un tool di testo per scrivere. Gratis, sempre gratis.


Ci sono le persone oltre lo schermo…

Io stanotte alle 01.45 ho visto un film.  Argomento una delle passioni “insane” della nostra epoca tecnologica: i videogiochi. C’è da produrre il gioco dell’anno: basta con i videogiochini che annoiano. I ragazzini oramai sono abituati a tutto e pretendono qualcosa di realmente violento ed elettrizzante. Ad inventarlo proveranno, reclusi in un laboratorio sigillato, tre maghi dell’informatica. Tutto si complica, però, quando la tuta elettronica da indossare per prendere le misure anatomiche e creare il personaggio in 3D inspiegabilmente si anima a causa del classico cortocircuito da temporale e si trasforma in killer. Il computer che diventa capace di pensare autonomamente. La tuta prende vita, la guerra, dal gioco virtuale, diventa un agghiacciante incubo reale e il mostro va a caccia dei propri creatori. "Il mostro oltre lo schermo", insomma.
Classico stimolo alla discussione: quanto la realtà virtuale ed il passare troppo tempo davanti al computer ci rendono asociali?

Avevo già in mente di parlarne e…coincidenza: una discussione ed un invito a partecipare ad un sondaggio mi giunge stamane: essere bloggers è sinonimo di persone asociali e con qualche problema relazionale?
Secondo me no, anzi. Le mie reti sociali attraverso internet sono praticamente esplose negli ultimi anni, così come la rete professionale. La smania di scrivere e comunicare velocemente non fa trincerare dietro uno schermo e non vivere…anzi…

Andiamo con ordine. L’affermazione "Internet aggrega ma isola" viene fuori da un articolo apparso sull’Unione Sarda. La sociologa Mazzoli si pronuncia sibillina: "Trascorrete il vostro tempo a bloggare? I sintomi sono quelli di chi non ha il coraggio di affrontare il prossimo vis à vis…" e poi si diverte  citando frasi tratte da blog adolescenziali.
C’è di che discutere. Troppo semplicistico ridurre l’esercizio di scrittura sociale del bloggare a questo.

Mantellini capita a fagiolo. L’anteprima del suo consueto articolo su Punto Informatico. Si parla di una indagine che coinvolge la scrittura e i bloggers. E com’è, mia cara sociologa, che vi leggiamo qualcosa di molto più vicino a quanto in parte già conosciamo e sentiamo a proposito del tempo che un blogger passa online e del cosa ci fa in rete?

Infatti, mantenere un blog non appare essere nulla di straordinario. E’ una attività comunicativa “naturale” in tempi di tecnologia diffusa, un po’ come mandare un sms invece di telefonare, è una attività rivolta solitamente verso un numero ristretto di persone in ascolto, i nostri 5 lettori per dirla alla Manzoni. Bloggare è una attività “di racconto” che occupa una frazione molto piccola della propria giornata. Non stiamo certo tutto il tempo in rete a cercare argomenti da postare o immersi nella scrittura solipsistica (neanche fossimo novelli Leopardi…).
E non bisogna neanche essere chi sa quanto tecnologici per farsi un blog. Occorre solo una buona dose di creatività e la voglia di comunicare, quindi mettere in comune qualcosa di sè. Con altri che ne hanno voglia e piacere. Dietro ogni computer connesso c’è sempre una persona, guai se così non fosse. Che poi molti siano anche adolescenti lasciati liberi di utilizzare a piacimento l’ADSL di famiglia sposta il problema, secondo me, sul quanto i genitori conoscono della rete e non sul troppo uso che i figli ne fanno.

Sempre Mantellini ci spiega che un blog serve a "condividere la propria voce e le proprie esperienze al mondo". Chi sono i blogger allora?
Ripeto, è facile e credo sociologiacamente semplicistico descrivere i bloggers come adolescenti o post adolescenti che riversano in rete i propri diari segreti come fino a qualche anno fa si faceva con la Smemoranda. E’ facile associare anche mentalmente il concetto di immersione totale in un mondo virtuale fatto non di persone ma di bit che porta inesorabilmente all’isolamento ed alla asocialità.
I bloggers sono "una vasta platea di persone, prevalentemente giovani (oltre il 50% ha meno di 30 anni), che occupa una quota del proprio tempo on line condividendo opinioni, esperienze e gusti per la semplice voglia di farlo. Produttori di contenuti – non ha molta importanza di quale livello – che si sottraggono per almeno una frazione della propria giornata al martellamento incessante della TV per trasformarsi essi stessi in “emettitori di segnale”.

Che ne pensate?


Boicottaggio?

Ore 20.48: da un paio d’ore Mr. Yahoo ha deciso che non è il caso che legga le e-mail con questa canicola.
Pertanto miei cari ammiratori e pen friends, gentili contatti di lavoro che volevate propormi una consulenza megagalattica giusto di domenica pomeriggio, spettabili spammers, notabili newsletter…mi preme in questo momento comunicare l’impossibilità di mettermi in contatto con le SSVV illustrissime.

Per farla breve non riesco ad accedere ai miei account mail.
Capita solo a me? Qualcuno ne sa qualcosa in più?

PS: Qui altre tele di Internet Paintings.

Furba e rompicoglioni…

Ve la ricordate la rompicoglioni della telefonata all’alba? Non ne parlai più, ma nella varia umanità che mi circola attorno al corso, merita un post. La chiameremo anche la furbona de noantri, da questo momento in poi.

Lezione assembleare numero 1. Non c’è, non si presenta (io neanche mi ricordo che faccia avesse, pur avendole dato incautamente il numero di telefono). Spunta fuori ad un certo punto un famigerato fratello di collega impossibilitata ad esserci, con sorella collegata al telefonino. E chi trova per darle indicazioni telefoniche su orari e calendari? Prima il mio consorte poi me, rimbalzata da lui. Sorpresa…"Ma noi ci conosciamo!", mi dice ansiosa e preoccupata. "Che culo, tra i 400 chi dovevi ribeccare? Giusto me…" pensa catepol. "Senti, ti devo chiedere un favore enorme: io sarò assente tutta la prima settimana…non è che potresti firmare per me?" .

E giù di telefonate fiume ogni sera per sapere se a firmare ero riuscita oppure no. Per dirmi che lei ha fatto i calcoli delle ore e che l’orario secondo lei è sbagliato. (E chi saresti tu per dirlo?) Con l’ansia di chi ha problemi e te li deve caricare, ripetendo le cose più e più volte, la scassamaroni mi disse di essere assente tutta la settimana per, nell’ordine, problemi di salute, perchè a Treviso, per un intervento, perchè ha una bambina piccola, perchè non so come fare aiutami tu…
E catepol, che di spiegarle che il corso procedeva alla giornata con docenti dementi, più di una volta non ne aveva voglia perchè "Intelligenti pauca" al suo squillare incessante e serale cominciò a prevenirla con un SMS di "Tutto bene, non chiamarmi, non posso rispondere, sono al cinema".

Fatto sta che, mentre lei stava comodamente dove stava, io rischiando il falso in atto pubblico, le firmai tutta la settimana, consapevole di aver dato parola anche per il sabato e la domenica.

Si fece il primo sabato. Ore 07.43. S’ode sul comodino uno squillo di cellulare. Catepol in automatico stacca schiacciando il rosso, come fa con la sveglia e si rigira dall’altra parte. Il caso volle che il maritino fosse alacremente a lavorare al portatile di buon mattino causa consegna imminente. In meno di 3 secondi squilla il fisso. S’ode dall’altra stanza un "Chi cazzo è a quest’ora?". Poi lui risponde. Minuti di silenzio, lo sentivo dal letto che annuiva alla cornetta ed ascoltava. Poi di colpo, sibillino ed incazzato: "Sei troppo ansiosa. Per le firme ti abbiamo detto che non c’è problema. E COMUNQUE GRAZIE PER AVERCI SVEGLIATO!." e STAAC…sbattimento della cornetta. Recidiva.
Morale, doveva essere a Treviso o chissà dove e te la vediamo quello stesso mattino arrivare trafelata a lezione avendo forse subodorato il concetto, insito nello STAAC della cornetta, che non le avremmo firmato più …si è scusata in mille modi possibili… evvabbè…noi comiciammo a starne alla larga.

Allora te la vedi, i giorni in cui è presente, che si aggira come una mantide di gruppo in gruppo a chiedere informazioni e poi con fare sapiente, favori e firme e/o passaggi. Sgamata, almeno dalle colleghe con cui mi confronto e mi frequento dopo un paio di tentativi (e dopo il mio racconto della telefonata/sveglia…). E ugualmente sganciata.
Poi la ammiri mentre cambia strategia, ha capito che è meglio chiedere favori ai singoli, per non essere costretta a ricambiare subito in quanto componente di un gruppo, e così facendo passare inosservata ai più, non frequentare garantendosi la firma. Grafie diverse ogni giorno. Sto controllando, ovviamente.


Quando capita che c’è inspiegabilmente in aula, spacca i cosiddetti con interventi e domande ai docenti, di quelli senza nè capo nè coda volti a) a risolvere i suoi presunti problemi scolastici, b) a farsi notare, la volta che è presente, perchè il docente possa dire "Io l’ho vista a lezione".

Aula piccola e gremita, in tanti a sedere a terra sui gradoni (me compresa che arrivo sempre tardi) causa esaurimento sedie e accaparramento del primo banco. Lei arriva, sempre con lo stesso abito che pare non si cambi mai ed invece è perchè la vedi una volta a settimana, e passando in mezzo a tutti riesce a far materializzare un posto a sedere che fino ad un secondo prima non c’era. Incurante dei poveri mortali col culo a terra magari da un paio d’ore, vi si piazza tranquilla. Casualmente nelle prime file, casualmente perchè il docente possa ancora dire "Io l’ho vista a lezione".

Esami. Sono già 3 gli episodi osservati in cui riesce a smaterializzarsi e tornare dalla sua bambina e dal povero marito che l’attende e che non sa come fare con la piccola, per le 11.00 e nel mentre ottenere correzione e registrazione esame mediante un appropriato utilizzo delle frasi "Ho problemi con la bambina" oppure "Ho avuto problemi con la macchina" "Ho seri problemi di salute" ecc… e lo sguardo da povera vittima della società. La volpe! E su più di 300 corsisti da esaminare e verbalizzare vuol dire essere tra i primi 10. E pensare che io e tanta altra gente, non ci riesce di andar via con esame registrato prima delle 16.00, pur essendo sempre una delle prime a consegnare.

Ieri, pausa caffè. Irrompe nel parcheggio dell’università con una Uno. Alla buon ora, pensiamo in coro. L’omino del gabbiotto, ovviamente, non le alza la sbarra. Parcheggio riservato a docenti e personale munito di pass. Con scatto felino esce lanciandogli le chiavi. "Le lascio le chiavi. Un attimo solo che devo andare a firmare." E vola dentro. 30 secondi dopo riprende le chiavi, ingrana la prima e via.

Noi siamo ancora là con gli occhi spalancati.

Non c’è peggior sordo…

Il carrozzone SISS sostegno prosegue. Oggi finalmente qualcosa di utile per "comunicare" con chi non parla e non sente come noi. Peccato che il tutto si riduce ad un Sabato&Domenica di full immersion in 20 ore di laboratorio, sulla carta. Nel marasma generale creato da 300 corsisti tuttiassieme che si agitano tra aula/sala, bagni e bar e che vogliono solo raggiungere l’obiettivo della giornata, la firma di presenza e non un po’ di preparazione,  al massimo per le 14.30, si fugge via (o si viene "liberati" dagli stessi docenti…).

Io mi porto via qualcosa dalla lezione di oggi, i segni per dire "Mi chiamo catepol"
Poi, mi appunto qui un link (se mai avrò bisogno della lingua dei segni perchè chiamata per una qualche supplenza sul sostegno) e perplessa riguardo ai "sordi" e disinteressati colleghi prof che mi circondano e mi irritano (un buon 80%) qui scrivo: "Se un dì sarete voi i prof dei miei figli…(e io i volti me li ricordo)…cambierò scuola, giuro!"