Archive for 20/06/2006

Oggi Australia…Ieri Australia

Nella giornata di oggi tutti associano la parola Australia alla parola partita e attendono. Io no. L’associazione mentale è un’altra e il pensiero vola lassù in alto in alto e attraversa continenti e oceani…
Di questi tempi un anno fa si chiudeva l’operazione valigia che laggiù è inverno, biglietto Emirates già in tasca e se vogliamo essere precisi pagato anche poco, si combatteva col rilascio del passaporto che non mi volevano dare per l’unica colpa di aver cambiato residenza con le nozze, solo le prime 2 notti a Sydney prenotate e certe (ma solo perchè si arrivava con fuso orario ai limiti umani di tolleranza), la Lonely Planet nella borsetta e poi 21 giorni di viaggio di nozze fai da te nella terra dei canguri e della grande montagna rossa…

E solo noi potevamo perdere l’aereo e rinviare la partenza di un giorno…

Quella mattina l’ingegnere aveva un esame siss da registrare e/o fare e altre 1000 piccole cose da inanellare una dietro l’altra per poi partire alla volta di Fiumicino con la puntocar max alle 11.00…chè il nostro volo intercontinentale Emirates era solo alle…ehm ehm…disse catepol senza aprire il plico dell’Agenzia Viaggi che custodiva nella borsetta colorata…"Sono sicura che è alle 16.45…abbiamo tutto il tempo,  l’ho fatto io il biglietto no?…"

Ovviamente partimmo che le 12.30 erano passate, "Ma non ti preoccupare - disse lui – che correndo un po’ lo sai che a Roma ti ci porto in 2 ore e tre quarti…giusto in tempo per il check in "

La strada attorno a Caserta si fece trafficata e rallentammo alquanto…ma l’importante era arrivare, anche al time limit del check in…ci saremmo arrivati. C’era tutto il tempo necessario. "Controlla un po’ – mi fa nella coda rallentata dopo Caserta – se dice quanto tempo prima è possibile checkarsi con la Emirates?"

Aprendo borsetta e ticket d’un tratto catepol esclamò: "Oh cazzo!" Check in fino a 40 minuti prima…e fin qui ci eravamo dentro. "Però il volo è alle 16.15 non alle 16.45".

Scese il silenzio e il gelo tra i due novelli sposi, il primo della loro vita a due, ma fortunatamente d’incanto l’autostrada e le sue tre corsie si liberarono e cominciò la folle corsa verso Fiumicino a 180 all’ora. E l’ingegnere scaricò sull’acceleratore la sua ira e non su catepol.

Nel mentre, ideona…avvisiamo la Emirates!!Magari ci aspettano no? Ok ma il numero? Nessuno tra fratelli e amici e cugini di secondo grado che fosse su Internet per trovarci il numero, ovviamente… nessuna bestemmia che siamo sempre cattolici, ma molte molte molte parolacce, quelle sì.

Bè chiamiamo il 412 e facciamoci dare il numero no? Così fece catepol, apprendendo che il numero da fare era poi un altro e rispondendo "Sì certo" quando la gentile operatrice disse "La collego direttamente al numero richiesto?"9 Euro di telefonata di 3 minuti ad un numero romano fatta via operatore. L’ingegnere non poteva lasciare le mani dal volante che stava a 180 all’ora…altrimenti mi avrebbe dimostrato tanto amore forse spaccandomi la mascella per la genialata della telefonata…

Ci disse la tipa della Emirates che ci avrebbero attesi per circa 10 minuti dopo la chiusura del check in, come scusa e causa del ritardo dissi che avevamo beccato una serie di incidenti in autostrada…ok insomma se per le 15,30 max e 35 arrivavamo ci facevano imbarcare. Un respiro di sollievo. Vai Shumi ora tocca a te dare il meglio.

Intanto si avvicinava Roma sud e la spia della riserva urlava rossa già da un po’…necessario il pit-stop…ma l’autista forsennato si perde l’ultima area di servizio utile. Prossima area a 38 km circa. Ma noi forse 38 km di autonomia non ce li avevamo neanche, tirando la punto così.
Qualcuno lassù volle che ci arrivassimo a fare benzina. Nel mentre dovete sapere che dovevamo lasciare la macchina ad amici romani. Appuntamento all’Ikea ad Anagnina, cambio pilota, guida della amica romana zigzagando tra le auto sul raccordo come solo una romana doc sa fare e consegna puntuale al gate giusto.

Ad Ikea ci arriviamo ma sbagliando uscita e perdendo altro tempo per ritrovare il giusto svincolo. La romana prende il volante e comincia a volare sul raccordo ma… incidente, ingorgo, traffico e altre cose varie ed eventuali, sulle tre corsie della carreggiata, neanche un metro libero e giusto a 10 minuti da Fiumicino.
Intanto il fidanzato di lei aveva allertato la torre di controllo nella quale il caso voleva che lavorasse il di lui fratello…era riuscito, non so come, a convincerlo a mettere il nostro volo in coda almeno dietro un altro paio di voli su quella pista così che potessimo avere altri minuti utili …qualora il fato ci dava l’ok sul viaggio di nozze tanto aspettato.

"Ahò – disse l’amica e pilota romana – sò disposta a fare tutte le infrazioni del mondo su sto cazzo di raccordo…ma a volare proprio nun lo so ffà…"

Ci catapultammo al check in alle ore 15.47. La hostess arabeggiante ci guardò e disse: "Ma volete fare il check in con Emirates?" E’ chiuso. Da un po’. L’aereo è già in pista, i bagagli caricati, anche volendo proprio non si può…"
"Ma noi eravamo quelli in ritardo, abbiamo chiamato…ci hanno assicurato…ecc.ecc.ecc." con le lacrime agli occhi…
"Si, infatti vi abbiamo aspettato fino alle 15.35…Ora proprio non si può più…"

E supplichevoli al banco Emirates ottenemmo lo shift della partenza al giorno successivo, senza sovrapprezzo nè altro…Non ci parlammo con l’ingegnere fino al check in il giorno dopo, pur avendoci afferto i nostri due amici, oltre che un letto dove passare la nottata, anche una bella serata romantica e romana tutta per noi…

Ah, dimenticavo. La telefonata al call center thailandese sempre dal mio cellulare per slittare la notte di scalo che dovevamo passare a Dubai è costata meno del 412 di cui sopra…la mail per avvisare in Australia che facevamo un po’  tardi invece non è costata nulla…e meno male che non era un viaggio di nozze organizzato, prenotato e pagato…che non avremmo recuperato più…

Sul desktop come sul tavolo

Via TankMiche, a sua volta via Taoblog, more info su honeybrown.

Nuova interfaccia per il desktop. Un po’ come fosse il tavolo da lavoro, con documenti, carte, riviste, post-it posizionati come cavolo ci pare… Della serie "Sembro disordinato, ma ho il mio ordine mentale…" Proprio come quando dicevamo a mamma di non toccare niente nella nostra stanzetta che poi non si trovano le cose. A me sarebbe utilissimo questo sistema di organizzazione dei file e delle mie numerose attività ed interessi.

Ora, però, è doveroso ricordare che utilizzo (causa decesso schermo mio toshiba, riposa in pace) il portatile dell’ingegnere consorte. Uno che ha la capacità di riempire tavoli, comodini, sedie, portariviste del bagno ecc. con i suoi innumerevoli documenti relativi a lavori e situazioni differenti. Tale padrone, tale desktop. Un desktop che al momento è così pieno di cose (o forse sono file?) che Ayers Rock (la grande roccia rossa australiana) di sfondo non si riconosce quasi più…
E se già (almeno io) non ci si raccapezza ora…immagino poi che mi toccherà, oltre alla consueta bonifica di casa alla ricerca di progetti e fatture puntualmente smarrite da lui nel marasma…anche la caccia al tesoro sulle pile di file accumulati a casaccio (suo) sul desktop…

Intanto che medito, il video per capire di cosa sto parlando…

Chi bella vuole apparire…

Ok oggi scrub. Che mi serve essere moglie del proprietario se non posso testare i prodotti prendendoli con un supersconto? Ehehe eh sì li pago anch’io ma così deve essere. Dovevo passare i trent’anni per scoprire quanto tempo ho risparmiato nella mia vita…non utilizzando se non l’essenziale, per la cura del corpo.

Munita di scrub diversi per diverse parti del corpo, che mica uno va bene per tutto, eccoti che affronto la doccia stamattina con la predisposizione a scrubbarbi tutta per vedere l’effetto che fa.
Qualche istante prima dell’ingresso nel box vado di scrub corpo al caffè verde levigante, così giusto mentre aspetto che l’acqua si riscaldi. Sincronizzata così l’operazione riesce e anche con la soddisfazione di toccarti la pelle delle cosciotte lisce. Ma nei 2 secondi e mezzo in cui mi fiondo sotto il getto, un flash…
Sto dimenticando qualcosa. Cavolo lo scrub piedi alla pietra pomice. Se passavo anche quello e lasciavo agire anche quei granuli e poi mi docciavo sì che avevo ottimizzato e me ne uscivo col piede predisposto al sandaletto. E invece occorre rimediare.

Esco bella lavata e profumata dalla doccia e vado con l’operazione piedi, barcollando in equilibrio prima su uno e poi sull’altro, rischiando l’incidente domestico insomma. Lascio agire massaggiando, mi lavo dalle mani i granuli di pomice in eccesso, risciacquo tutto. La parte non visibile ai più del corpo  è liscia come non mai. I sandaletti ringraziano, festanti e pronti ad uscire.

Il tempo è tiranno. Dimentico qualcosa? Certo, la parte che tutti invece tutti vedono, quella non coperta dai jeans e magliettina che oggi indosserò…E infatti eccola che reclama e mormara "E io perchè no? Non sono anch’io figlio di Maria? levigami, levigami, levigami…"

Come ho fatto a non pensarci durante le altre operazioni? Cavolo lo scrub viso ai noccioli di albicocca…che mentre aspettavo i piedi lisci me lo potevo massaggiare sul volto e anche qui avrei ottimizzato. Per un viso levigato e disteso, ma soprattutto privo di impurità: arisporchiamoci le mani ed il viso, massaggiamoci ancora una volta e lasciamo agire, poi sciacquare ancora tutto…

Son sudata…la doccia che mi è servita se poi mi son fatta altre due sporcate, lavate e sudate?

Diceva la mia nonna: "Chi bella vuole apparire, pene e guai deve soffrire." Ora comprendo appieno le sue parole.

Splinder sistema i feed please

Lo segnalava Kurai, che i feed RSS di Splinder non si aggiornano da un po’ su Technocrati o su altri aggregatori. Allora Tambu ha pensato bene ad una campagna di sensibilizzazione perchè il problema venga risolto e tutti possano tornare a leggere i blog di Splinder con i loro reader preferiti.
Per aderire, il bannerino da mettere sul blog lo trovate qui.

campagna pro feed

Mettiamo a posto qualcosa…

Primo pomeriggio domestico da non so quando. Tante le cose da sistemare, tante le incombenze arretrate che una brava moglie appena ha un attimo cerca di gestire.

§ I viveri per la settimana in cima alla lista. Fatto, il frigo quasi stenta a riconoscersi pieno.
§ Ci sono panni da lavare (quantificati in una, due o tre lavatrici), pare infatti che al maritino cominiciano a scarseggiare le riserve di calze. Stanno di là, mi aspettano, mi chiamano. Non fatto, insomma.
§ La sistemazione del vestiario nel nuovo comò e la riorganizzazione del guardaroba che tra invernale ed estivo qui non ci stanno più le mezze stagioni. Cavoli, poi non dire che non trovi niente a manica corta. Non fatto…no, non l’ho fatto…embè??

Però giuro, ho messo a posto e sistemato fino ad ora …che stanchezza. Resta qualche rifinitura da completare… Ma siate i benvenuti nella casetta ordinata e pulita di catepol…Vi piace l’abito nuovo?

PS Ora però cogito e mi invento anche la scusa buona per il maritino…