Marketing spicciolo
Scritto da catepol il 8/06/06 in Autoreferenziale
Due regolette apprese sul campo:
- Scaffale vuoto, cliente non entra. Scaffale pieno, cliente fa man bassa.
- Mai suggerire più di due possibilità e sempre una buona e una qualitativamente inferiore. La casistica dice che la scelta di acquisto avverrà tra le prime due proposte fatte. Dalla terza possibilità in poi neanche ti ascoltano, perdi tempo e comunque venderai una delle due proposte precedenti. Di solito il prodotto migliore e quindi più caro.
Confermate o smentite?
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waki | 8 Giu 2006 | Rispondi
per quanto mi riguarda, nei miei lavori, ne propongo sempre almeno tre. Di cui una di qualità inferiore.
Così la scelta si fa tra le altre due.
(la tristezza è quando invece scelgolo la merdaccia che era lì solo per far numero)
samuelesilva | 8 Giu 2006 | Rispondi
io confermo…
spacciatore | 8 Giu 2006 | Rispondi
Confermo. Generalmente sul prodotto migliore faccio uno sconto più alto.
catepol | 8 Giu 2006 | Rispondi
smentisco
unbesoporti | 9 Giu 2006 | Rispondi
grazie delle conferme… l’arte della vendita è la mia “scoperta” del momento…
aggiungo:
si vende quello che si vuole vendere

etoilenoire | 9 Giu 2006 | Rispondi
e si compra quello che le tasche permettono di comprare.
io scappo a lavoro, ciao cate!!!!
Fabioart | 9 Giu 2006 | Rispondi
se ti può interessare io studio marketing e secondo me é vero…in particolare dare troppa scelta ai consumatori li confonde e non prendono niente.
mariluaureola | 9 Giu 2006 | Rispondi
Confermo.

E poi da qualche anno a questa parte mi sono rotto le scatole di fare il bravo uomo di comunicazione ed ho cominciato a proporre una sola idea, dato che se ne proponi due vogliono la terza, se ne proponi tre gli piacerebbe un mix tra la terza e la prima, e via dicendo.
E poi vi è mai capitato di inserire un’idea cretina tanto per fare numero e vedere gli occhi del cliente che si illuminano guardandola, e lui che ti dice “ecco! ha proprio centrato quello che volevo esprimere!”… frustrante!
Meglio una, secca e possibilmente bella. Poi c’è sempre margine per trattare, ma fornire troppe scelte è sempre stato deleterio, anche ai tempi delle agenzie-feticcio tipo McCann che per giustificare i costi esorbitanti sommergevano il cliente di bozzetti anche per un biglietto da visita (tanto i grafici i pagavano una miseria…).
Vabbé. Sproloquio esaurito.
Buona giornata a tutti!
catepol | 9 Giu 2006 | Rispondi
Non me ne intendo di marketing. Personalmente se entro in un negozio ho già le idee chiare e molto velocemente dico ciò che voglio e che ho già visto in vetrina. Non mi piace perdere tempo.
Che genere di negozio è il tuo? me lo sono perso…
Baci e buon WE!
Marilù
catepol | 9 Giu 2006 | Rispondi
etoilenoire: concordo con te troppa carne al fuoco, brucia la carne e brucia il compratore
marilù: lo dico qualche post più in giù…nuova apertura da una settimana. Io e il marito proprietari e gestori ma non ci lavoreremo dentro
se non quando c’è folla
Fabioart: una sola idea deve essere proprio convincente però…se non azzecchi quello che aveva in testa il cliente sei spacciato da subito
Fabioart | 9 Giu 2006 | Rispondi
unbeso: è vero anche quello e il venditore se capisce non deve insistere oltre, ma solo far spendere tutto quello che il cliente può
(ed è brutto quando non fa parte del tuo carattere)
waki: è un po’ quelo che dicevo
Error | 9 Giu 2006 | Rispondi
Lo so… ma ormai dopo vent’anni di pubblicità riesco abbastanza bene ad inquadrare le situazioni. E poi francamente preferisco non lavorare con aziende che mi costringerebbero ad ingoiare il mio gusto a favore del loro… sono discorsi che dopo quindici anni di rospi buttati giù ci si comincia a permettere!
E comunque la percentuale del “buona la prima” è sempre stata decisamente alta. Preghiamo sant’Armando Testa che le cose non cambino!
Buon finesettimana… e se qualcuno sta dalle parti di firenze, non si perda i nostri combattimenti in notturna domani sera!