to be continued

Appena ne ho il tempo aggiorno. Giusto due appunti volanti che poi diventeranno post. Gli argomenti:

– della guida in auto/raccogli marito in autostrada e dell’annesso weekend a Roma (tutto ok tranne la pioggia) e delle preoccupazioni della suocera

Pronti , partenza, via… Dopo la nottatta tranquilla trascorsa in convitto con le ragazze che stranamente quest’anno verso mezzanotte cessano di fare il solito casino e di farmi preoccupare, casa (400 metri), doccia, borsa per una notte con pigiama, un cambio e il beauty e si parte direzione capitale. Deciso: si parte in macchina. Dopo tutto sono 300 Km circa. Sono oramai abituataad andarmene in giro per lavoro o per piacere. Che saranno mai.

Intanto, ritornando a giovedi sera tardi: squilla il telefono di casa, ma sono nel lettone e non mi va di andare a recuperarlo nell’angolo di casa dove si è ficcato. Squilla il telefonino: ore 22.35, mia suocera. Non rispondo. Sono andata a dormire. Ma ti sembra ora? Risquilla il telefono: ore 23, 24. Sempre lei. Il messaggio sia chiaro: non ti rispondo. E’ tardissimo ok? Ci sentiamo finalmente venerdi mattina, chiama a casa, in uno dei miei momenti di corsa tra le lezioni al master del mattino, quelle del pomeriggio e la notte in convitto. "Come stai?Come va? Hai dormito? Come va da sola?" (maritino partito, ricordo a tutti), "Ti volevo sentire per sapere come va". La mia voglia di chiacchierare al telefono è sempre tendente a zero, figuriamoci con lei e quando vado di corsa. Risposta per chiudere subito: "Bene, Grazie." E lei: "ma cosa fai, come sei organizzata oggi?" Io: "… master, torno a casa, torno al master, torno a casa, vado in convitto…" (e che palle, ho da fare). Lei: "Allora ti lascio che forse sei di fretta. Bè buone cose, buona giornata…ci sentiamo per sapere come va?" Ma cosa? Come deve andare cosa? A parte il fatto che dormo da sola da quando avevo 4 anni, a parte il fatto che in questi due anni qui prima del matrimonio nessuno si è mai preocupato che dormissi sola, che mi sbattessi tra i lavori per coordinare le mie giornate e che comunque la cosa mi è sempre riuscita egregiamente. Si il maritino suo figlio non c’è…embè??Non mi sono posta il problema. Ed è fastidiosissimo che se lo pongano altri…neanche mia madre con la sua ansia arriva a tanto.

Il viaggio per roma procede sotto una pioggia torrenziale che mi fa rellentare la tabella di marcia. Intanto il marito parte da Perugia in macchina coi colleghi. Appuntamento sull’autostrada "Poi ti richiamo e ti dico come ci organizziamo." Nel frattempo la suocera chiama una prima volta. Ma non l’ho proprio sentito il cellulare squillare. Richiama. Rispondo (eccheppalle, chiama tuo figlio…). "Come va? Stanca? Come è andata la nottata? che fai?" Io (nascondendo e camuffando la seccatura: "In realtà sto guidando e sono già oltre Caserta." Lei: "Ah, hai deciso di partire allora?" (ma a te chi te l’ha detto??Se fino alla partenza non sapevo ancora come e quando sarei partita. Che , mica leggi il blog??). Lei: "No volevo sapere notizie. Lui (il figlio) non mi risponde" . Io: "Non risponde neanche a me, è in riunione. Ma abbiamo appuntamento in autogrill a Roma sud." Lei: "Ho sentito delle piogge in tutta la Campania e volevo sapere come va il viaggio. Vai piano , mi raccomando…"

Chiudiamo questa parentesi. Tornando al maritino: "Allora ci vediamo all’autogrill a Roma Sud. Si trova al km 675, capito?" (perchè ho sposato un ingegnere dei trasporti??Dirmi cosa c’è prima e come si chiama l’autogrill no eh? Dubbio a Roma sud (esco o rimango e proseguo??). Lui non risponde al cell. 5 minuti ferma ad aspettare il responso. Ma il Km citato è in ordine con gli altri che ho già letto. Proseguo. Attendo 10 minuti che attraversino la strada via sottopassaggio allagato. Si presenta con due colleghi da accompagnare alla Metro. Ok ma non potevi dirmelo prima??

Comunque il weekend ha inizio. Siamo stati con gli amici: cena dalla coppia col figlio vitello, domenica pranzo tutti insieme dalla coppia che ci ha ospitato. Risate, condivisione di medi o grandi problemi uomini con uomini, donne con donne, tutti insieme. E rientro domenica sera. Stanchissimi, ma ci voleva per staccare.

– del successone dei muffin

– del pupo dei nostri amici diventato un vitello

– delle corse tra i due lavori del momento

– delle lampo delle gonne che ti vuoi mettere che si rompono

…varie ed eventuali.

catepol - Caterina Policaro

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3 pensieri riguardo “to be continued

  • 06/12/2005 in 15:53
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    Un saluto. Cercherò di rendermi conto di cosa siano i muffin, ma credo sia positivo che abbiano avuto successo 🙂

    Mi resta poco tempo in questo periodo per seguire i blog, spero di non restare indietro.

    A quanto prima. Buona settimana!

    Risposta
  • 07/12/2005 in 12:59
    Permalink

    Dev’essere una caratteristica tipica delle suocere quella di desiderare di essere ragguagliate circoa lo stato corrente dell’universo. O forse si tratta di una continua verifica della aderenza del loro modello del mondo alla realtà.

    La mia esordisce molto spesso al telefono con un “State mangiando?” del quale non ho ancora capito l’utilità in quanto sia la risposta affermativa che quella negativa non paiono fare nessuna differenza… ma da quello che ho letto non farei cambio 😉

    Risposta
  • 10/12/2005 in 16:28
    Permalink

    i muffin?…no davvero non sai cosa sono?

    ci faccio un post allora con foto ok?

    per la suocera…eppure io non avrei mai pensato che fosse così pesante…a volte…considerando che sono anni che frequento casa loro…

    Risposta

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